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274 commenti

  1. Salve.. vorrei farle cortesemente due domande..
    La prima domanda è se una persona fisica puà essere amministratore e presidente di due s.s.d ( in due comuni diversi..) la seconda invece riguarda un rogito tra una s.s.d ( acquirente) e una s.r.l ( venditore, che non ha ultimato i lavori entro 5 anni). C'è la possibilità di applicare il revenge charge, o comunque un modo per essere esenti da iva?
    Grazie mille per la vostra attenzione e per la vostra eventuale risposta.

    1. Buona sera Nicola.
      1) la risposta è no;
      2) non è possibile, senza approfondire la questione, fornirLe una risposta completa. Considerate comunque che anche nel caso in cui riceveste una fattura in reverse charge, contabilmente sarebbe necessario integrare la registrazione con iva a credito e debito e quindi, essendo voi in 398 (immaginiamo), l'iva sarebbe comunque da versare.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

  2. Buonasera..
    volevo chiederle se una S.S.D srl che deve acquistare un immobile puà chiedere rimborso iva all'agenzia delle entrate.
    Grazie mille per la vostra disponibilità
    Nicola

    1. Buongiorno Nicola.
      Mi dispiace per una S.S.D. in 398/91 l'IVA è un costo. Se in regime ordinario, invece, il discorso è differente…
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

    2. Salve,
      deve comprare un'immobile strumentale, è una s.s.d a regime ordinario. Può acquistare in esenzione iva come per le locazioni o può recuperarla con un rimborso iva?
      Grazie mille!

    3. Buona sera.
      Non può acquistare in esenzione iva. Per quanto riguarda la compensazione dell'IVA, Le consiglio di parlarne con il commercialista che Vi segue.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

    1. Buongiorno. Sebbene non vi sia un'indicazione esplicita in relazione all'obbligo di tenuta di un conto corrente, consigliamo vivamente di dotarsi di c/c al fine di garantire la massima trasparenza e tracciabilità sia nei confronti dei soci, che di eventuali accertatori!
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

  3. Sono Italiano, vivo e lavoro in Germania
    – posso fondare una ONLUS in Italia
    – posso registrare la no profit sia in Italia che in Germania con lo stesso nome?
    – ONLUS o ONG, differenze?
    – a chi mi posso rivolgere per informazioni e assistenza dettagliate

    1. Buongiorno:
      – può fondare una ONLUS in Italia pur vivendo in Germania;
      – la sede legale deve essere una sola. Se in Italia non vi sono problemi e possiamo fornirVi consulenza in merito. Se la sede sarà all'estero non saremo in grado di aiutarVi in quanto non conosciamo la normativa tedesca;
      – ONLUS o ONG? Dipende dall'oggetto sociale;
      – se si tratterà di una Associazione italiana potremo fornirVi assistenza.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile
      gabriele@movidastudio.it

  4. Salve, con amici e colleghi abbiamo da poco fondato un’associazione di promozione sociale finalizzata alla promozione del benessere. Molti di noi sono professionisti (psicologi, logopedisti), io ad esempio sono psicologa. Come attività al momento facciamo iniziative di prevenzione, informazione (es sportelli gratuiti, serate ecc). Tali iniziative sono tutte gratuite.
    Essendo all'inizio abbiamo dei dubbi, ad esempio:
    – possiamo prevedere che i soci dell'associazione abbiano degli sconti sulle attività che alcuni di noi svolgono come liberi professionisti (es corsi ecc)? se si, è necessario formalizzare la cosa in qualche modo?
    – l'associazione, durante le sue attività, può pubblicizzare l'esistenza di questi vantaggi? Ad esempio, durante una serata dell'associazione, possiamo dire che parte un corso svolto da un membro dell'associazione (che emetterà fattura ai clienti come professionista, non come associazione) e che i soci hanno uno sconto?
    – Le stesse cose valgono anche per presidente e membri del direttivo o per loro c’è qualche restrizione in più?

    Grazie mille per l'aiuto e per l'attenzione!

    1. Buongiorno.
      Sicuramente è meglio che ogni professionista emetta fattura ai propri clienti. In questo caso l'Associazione si occuperebbe di mettere in rete diversi soggetti con un interesse comune, secondo i propri fini sociali. Attenzione però alle comunicazioni che farà l'Associazione per promuovere queste attività…
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

  5. Buongiorno,
    vorrei sapere se è possibile costituire un'associazione culturale avente ad oggetto la diffusione e promozione della cultura umanistica attraverso la pubblicazione di libri e saggi, l'organizzazione di convegni e corsi e l'organizzazione di manifestazioni caratterizzate da attività ludico-motorie/amatoriali. Qualora fosse possibile, in sede di richiesta del codice fiscale presso l'Agenzia Entrate è possibile utilizzare il codice attività 94.99.90 ossia "Attività di altre organizzazioni associative nca”? Oppure occorre utilizzare un codice attività specifico per ognuna delle sopra indicate attività? Preciso che ognuna di esse verrebbe svolta solo a favore degli associati e in un'ottica di non commercialità, per cui l'associazione non richiederebbe l'attribuzione del numero di Partita IVA. Grazie. Cordiali saluti.

  6. Buongiorno,
    nel caso un'Associazione non abbia spedito il modello EAS nei termini previsti (neanche quelli della remissione in bonis) per semplice ignoranza dell'adempimento, cosa può fare per regolarizzare la situazione? Grazie Gerardo

    1. Buongiorno Gerardo.
      L'unica cosa che può fare è inviare l'EAS con il pagamento della sanatoria appena possibile.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

  7. Buongiorno,
    Io vorrei aprire un' ASD CALCIO a Torino.
    Nel progetto sono comprese 5 squadre (2 a 5, 1 a 7, 1 a 8, 1 a 11) con la possibilità di crescere e andare avanti in competizioni più alte.
    Oltre a questo anche una scuola calcio dai 5 ai 20 anni di età.
    Vorrei chiedere quali sono i passi da fare per aprire un' ASD e cosa fare per la scuola calcio..
    Grazie per l'ascolto.

  8. Salve,
    nel caso un'associazione (onlus) intenda contestare un comportamento ritenuto scorretto od offensivo ad un socio per un'eventuale esclusione dall'associazione, esistono dei termini di prescrizione per la contestazione?
    Se si contesta un comportamento entro i termini, possono essere contestati anche eventuali altri comportamenti non contestati ed avvenuti in anni precedenti?
    Grazie
    Maurizio

    1. Buona sera Maurizio.
      Ritengo possa reperire tutte le informazioni che le occorrono in relazione al quesito posto in questo nostro articolo specifico: http://www.tuttononprofit.com/2015/06/esclusione-socio-associazione-termine-impugnazione-delibera-assembleare.html (copi/incolli il link sul browser che utilizza per navigare). Se in esito alla consultazione dell'articolo ritenesse opportuno un supporto con piacere resto a Sua disposizione. Cordialità, Stefano Bertoletti

  9. Salve,
    può il presidente di una a.s.d. obbligare gli iscritti al pagamento di ogni giocata, oltre all'iscrizione, senza che sia previsto nello statuto? Se ciò non può farlo (cosa che spero vivamente) può mettere a votazione questo importo ed inserirlo nello statuto e renderlo obbligatorio? C'è modo di opporsi a tutto questo?

    Grazie per il tempo dedicatomi.

    Saluti,
    Cesare

    1. Buongiorno. Cosa intende con "il pagamento di ogni giocata"? E' senza dubbio possibile che accanto alla quota associativa venga richiesto ai soci il pagamento di una corrispettivo per la partecipazione alle attività sociali… Coridalità, Stefano Bertoletti

    2. Ad esempio, una a.s.d. di calcio che fa pagare ogni partita disputata (oltre alla consueta quota annuale). Tale quota, anche se non è prevista nello statuto, può essere richiesta obbligatoriamente? Deve essere rendicontata? In fase di iscrizione a nessun iscritto è mai stata paventata una notizia del genere. Posso rivalermi sul fatto che l'a.s.d non lo prevedeva sin dall'iscrizione e chiederne il rimborso (parziale) dell'iscrizione e la disiscrizione dal club?
      Grazie ancora per la sua disponibilità

    3. Buongiorno. Senza dubbio deve essere correttamente gestita dall'Ente che larichiede, contabilizzandola ed emettendo ricevuta, se rischiesta. La quota associativa è solitamente intrasmissibile e non rivalutabile: accanto a queste previsioni di solito è previsto che non possa essere restituita ma occorre valutare il caso specifico. Cordialità, Stefano Bertoletti

  10. Buongiorno, volevo porre un quesito.
    Abbiamo aperto quest'anno una ASD e abbiamo effettuato l'affiliazione alla DSA di riferimenteo.
    Ad affiliazione avvenuta la DSA ha inviato al CONI la documentazione per consentire la registrazione.
    Per errore non è stata fatta la registrazione al CONI nei 90 giorni previsti, per cui al momento l'associazione non risulta iscritta al registro.
    Questo genera una problematica in sede di presentazione del modello EAS.
    il commercialista consiglia addirittura la chiusura dell'associazione (che di fatto non ha ancora mai tesserato nessuno nè fatto alcuna attività, perchè aspettava appunto l'iscrizione al registro)
    Per la DSA basta aspettare il 31/12 e ripresentare la domanda di iscrizione al coni nel 2016
    Come mi devo comportare?
    Grazie mille

    1. Buon giorno. Abbiamo approfondito il tema richiesto in questo articolo specifico: http://www.tuttononprofit.com/2012/05/dimenticato-di-inviare-il-modello-eas.html (copi/incolli il link sul browser dal quale sta navigando) e parlato di modello EAs in generale qui: http://www.tuttononprofit.com/2013/07/modello-eas-questo-sconosciuto-cose_24.html. Se ritenesse opportuno un ultertiore supporto resto a disposizione anche a mezzo mail all'indirizzo stefano@movidastudio.it. Cordialità, Stefano Bertoletti

  11. Buongiorno, faccio parte di un'Associazione Musicale, No Profit, le volevo chiedere tre cose:
    1) possono votare i soci minorenni?
    2) si puo votare per una figura che non è contemplata nello Statuto? (Capobanda)
    3) Si può vietare di votare ad alcuni soci? se no quali sono le sanzioni?
    Grazie

    1. Buon giorno.
      1 – no,
      2 – è possibile, ma immagino che il regolamento dell'associazione ne disicplini la natura ed i compiti,
      3 – vietare ad alcuni soci il diritto di voto, non è possibile, salvo che questi non si siano resi colpevoli di azioni che legittimino la sanzione in questione. Attenzione poichè vietare la possibilità di votare per un socio implica disattendere il rispetto del principio di democraticità che deve connotare un'ente non profit di tipo associativo.
      Cordialità, Stefano Bertoletti

  12. Salve, volevo chiedervi un chiarimento: Ho da poco fondato, insieme ad altri soci, un ASD di calcio (chiaramente espresso nello statuto). Potremmo avviare attività riguardanti altri sport? Potremmo correre dei rischi? Vi ringrazio in anticipo. Saluti Valerio Nicastro

    1. Buon giorno Valerio. Se l'oggetto sociale è "limitato" al calcio per poter svolgere altre attività sportive è da ritenersi necessaria una modifica di statuto deliberata favorevolmente dall'assemblea dei soci. Cordialità, Stefano Bertoletti

  13. Ciao a tutti,
    può un asd pubblicizzarsi con facebook? con la pubblicità a pagamento? a questo punto con quale profilo? privato o aziendale?
    In ogni caso la terminologia COUPON per la partenza dei corsi non è consigliata da quanto ho capito

    1. Buon giorno. Le segnalo due articoli che trattano il tema in oggetto (Le consiglio di copiare/incollare il link nel browser dal quale sta navigando): http://www.tuttononprofit.com/2014/10/puo-una-associazione-non-profit-farsi-pubblicita-ecco-risposta-dei-giudici.html e http://www.tuttononprofit.com/2014/03/pubblicita-per-le-associazioni-non-profit.html. Come vedrà è possibile che un'associazione utilizzi gli strumenti comunicativi che preferisce, fatta salva la coerenza e correttezza con la natura giuridica dell'Ente. Cordialità, Stefano Bertoletti

    2. Buona sera. E' possibile riceviate un documento di pagamento con IVA (fattura), perchè per l'Ente è un costo. Se l'Ente non è titolare di partita IVA non potrà invece svolgere attività di natura commerciale. Cordialità, Stefano Bertoletti

    3. solo c.fiscale…però gli annunci su facebook sono con fattura estera..l'iva viene inserita solo sui profili di annunci privati…se mi inserisco come azienda la fattura è senza iva…

  14. Salve,
    vorrei sapere nel caso in cui volessi fare delle visite guidate in aree archeologiche quali: scavi di Pompei, Musei statali etc qual è la prassi? c'è bisogno di un'assicurazione? Inoltre, è possibile dare un rimborso spese alla persona che volontariamente si occuperà della visita? O bisogna essere un'associazione di volontariato? Ci può essere una possibilità di riconoscerle qualcosa? Grazie.

    1. Buon giorno. Quale forma giuridica utilizzerete? intendete costituire un'associazione che si occupi di promozione della cultura e dell'arte? in tal caso nulla osta… Per quanto riguarda i compensi occorrerà inquadrare il soggetto a seconda delle sue mansione e del compito prestato. Cordialità, Stefano Bertoletti

  15. buongiorno,
    ho fondato da poco un'associazione culturale di cui sono la presidente. Ho la partita iva come libera professionista: posso emettere fattura all'associazione se svolgo ad esempio delle lezioni e dei corsi?
    un'altra domanda: le tessere associative posso avere una validità di 12 mesi dal momento in cui una persona si associa e non validità come anno solare?
    grazie
    aurora

    1. Buon giorno Aurora
      Per quanto riguarda la fattura certamente sì; attenzione però a non violare il divieto di distribuzione di utili (per approfondire Le segnalo questo nostro articolo http://www.tuttononprofit.com/2013/07/cosa-significa-divieto-di-distribuzione.html). Per le tessere occorre non confondere la durata delle stesse (dipende dall'Ente che le rilascia) con la durata della qualifica di socio del sodalizio (determinata nello statuto sociale). Cordialità, Stefano Bertoletti

  16. Buongiorno, complimenti per i vs. consigli che seguo anche dalla pagina facebook… mi rivolgo a voi per un consiglio/parere. Siamo un'associazione culturale in regime di 398 ora si è data l'opportunità di condividere una struttura (e quindi di conseguenza organizzare attività comuni) con altre associazioni non riconosciute che si occupano comunque di arte e cultura. Quale potrebbe essere la figura giuridica più opportuna: un consorzio, un comitato… ? Da tener conto che al momento vorremmo fare solo una scrittura privata tra le parti (per verificare almeno per un anno come e se funzioni). Tutti gli aspetti fiscali e burocratici ricadrebbero, nel caso, in capo, di volta in volta, ad ognuna delle associazioni. Grazie e cordialissimi saluti

    1. Buon giorno. Alla luce di quanto precisato non ritengo occorra costituire un nuovo Ente, ma semplicemente sottoscrivere un "protocollo d'intesa" tra gli Enti interessati con il quale definire le modalità di una futura collborazione delle Associazioni incentrata al perseguimento di un obiettivo ideale comune. Questa impostazione, precisandolo ovviamente nell'accordo, garantirebbe la piena ed esclusiva responsaiblità di ciascun Ente relativamente alle attività da esso direttamente proposte ed organizzate. Cordialità, Stefano Bertoletti

    2. Mi perdoni Stefano se La importuno ancora. Intanto buongiorno. Abbiamo seguito il suo suggerimento abbozzando un protocollo d'intesa tra le associazioni partecipanti che stabiliscono di fare delle attività comuni (e/o singolarmente programmate) in questa struttura messa a disposizione da una delle associazioni aderenti. In pratica, questa diventerebbe la SEDE OPERATIVA delle "parti". Ed ecco il primo quesito: rispetto all'Agenzia bisogna comunicare la costituzione di una sede operativa e la sua ubicazione? Secondo e per noi più rilevante: volendo organizzare in tale sede corsi di formazione e serate di intrattenimento possono partecipare anche i non-soci ed in che misura? Ovvero, contribuire al costo con un biglietto d'ingresso, ect. Lo so che questo è un annoso problema difficilmente liquidabile in questa sede, ma lei che suggerisce?. Grazie e cordialità.

    3. Buon giorno. Per un'Associazione l'apertura di una nuova sede operativa non comporta obblighi specifici di comunicazione ad Agenzia Entrate. Per quanto riguarda invece l'altro quesito segue estratto dell'art. 148 del TUIR: "Non è considerata commerciale l'attività svolta nei confronti degli associati o partecipanti, in conformità alle finalità istituzionali, dalle associazioni, dai consorzi e dagli altri enti non commerciali di tipo associativo. Le somme versate dagli associati o partecipanti a titolo di quote o contributi associativi non concorrono a formare il reddito complessivo.
      Si considerano tuttavia effettuate nell'esercizio di attività commerciali, salvo il disposto del secondo periodo del comma 1 dell'articolo 143, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi agli associati o partecipanti verso pagamento di corrispettivi specifici, compresi i contributi e le quote supplementari determinati in funzione delle maggiori o diverse prestazioni alle quali danno diritto. Detti corrispettivi concorrono alla formazione del reddito complessivo come componenti del reddito di impresa o come redditi diversi secondo che le relative operazioni abbiano carattere di abitualità o di occasionalità". In altre parole se trattasi di corrispettivi versati da soci per la partecipazione ad attività coerenti con le finalità sociali potranno essere considerati attività istituzionale, diversamente dovranno essere considerati attività commerciale (per l'esercizio della quale occorre che l'Ente si doti di partita IVA). Trova un nostro approfondimento specifico qui: http://www.tuttononprofit.com/2013/10/come-distinguere-le-attivita.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

    4. Grazie tanto, davvero. In realtà noi abbiamo il registro IVA minori proprio per questo tipo di attività "commerciali" essendo in regime di 398. Quindi solo una delle associazioni dovrebbe tecnicamente organizzare e farsi carico di questi intrattenimenti aperti ai non soci. Rilasciando, ovviamente, regolare ricevuta. La sede operativa nella quale organizzeremmo questi spettacoli e/o mostre e/o corsi deve rispondere a particolari requisiti di agibilità ecc.? Grazie ancora e buon lavoro.

  17. Buongiorno, sono la coodinatrice del Centro Socio educativo per disabili San Damiano di Termoli. I genitori dei nostri ospiti vorrebbero costituire un'associazione tra di loro che sia finalizzata alla promozione della disabilità ,nonchè all'organizzare eventi benefici con lo scopo di raccogliere fondi per le attività del Centro,cortesemente mi da qualche indicazione per poterli indirizzare? grazie

    1. Buon giorno. E' possibile procedere con la costituzione di un'associazione "semplice" oppure di un'associazione di promozione sociale oppure ancora di una ONLUS. Nella sezione "pubblicazioni" di questo blog trova alcune guide specifiche sul tema. Se ritenesse opportuno un ulteriore supporto professionale e più specifico resto con piacere a Sua disposizione a mezzo mail all'indirizzo stefano@movidastudio.it. Cordialità, Stefano Bertoletti

  18. Buongiorno, siamo un associazione di lavoratori e abbiamo realizzato un sito web per aggiornamento professionale. Qualora dovessimo accogliere/vendere uno spazio pubblicitario, banner ecc. all'interno del nostro sito, quali procedure fiscali dobbiamo ottemperare? Grazie

    1. Buongiorno. Quella prospettava si configurerebbe per l'Ente quale attività commerciale (trova un nostro approfondimento qui: http://www.tuttononprofit.com/2013/10/come-distinguere-le-attivita.html), per l'esercizio della quale occorre che l'Ente apra partita IVA e versi imposte ed IVA alle scadenze e secondo le misure previste dal regime fiscale scelto (sul punto Le suggerisco questo nostro articolo: http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  19. Buongiorno, l'associazione di cui faccio parte ha deciso di fare un evento citando con relativo logo l'associazione organizzatrice che ha sempre gestito i vecchi eventi del comune che ci ospiterà. Intendono fare sfilata ma fare le iscrizioni con donazione libera. è possibile tutto ciò?

    1. Buongiorno. Occorre qualificare correttamente i corrispettivi incassati dall'Ente. E' possibile ipotizzare una "offerta libera", a condizione che questa sia effettivamente tale nella forma e nella sostanza. Cordialità, Stefano Bertoletti

  20. Buongiorno,
    Un chiarimento sulle associazioni non commerciali senza fine di lucro.
    Sono socio di una associazione di questo tipo che supponiamo commetta diverse irregolarità.
    E’ stata fatta l’assemblea ordinaria annuale a marzo 2015 e ad oggi sugli organi sociali non è stato pubblicato il verbale di assemblea, ma solo l’elenco degli eletti (era elettiva) e il rendiconto finanziario.
    A tal proposito il rendiconto finanziario riporta delle voci assolutamente discordanti e dubbie quali ad esempio 7000€ di telefono, 3000€ di spese di gestione, 3000€ spese di rappresentanza, 2000€ di contributi a gruppi periferici e a soci, senza che a queste voci sia stato accompagnato un dettaglio delle spese con dati giustificativi.
    La richiesta di visionare il bilancio/rendiconto è stata inoltrata al presidente della società e al consiglio direttivo ed è stato risposto che i soci non hanno diritto di vederlo essendo stato approvato dall’assemblea e che lui non farà vedere niente a nessuno.
    La suddetta associazione conta circa 2500 associati ed è proprietaria della sede sociale acquistata negli anni precedenti con una manovra dubbia dopo diversi anni di accumulo di capitale invece di reinvestire in attività sociale il proprio utile. In quella occasione i revisori dei conti diedero le dimissioni perchè contrari ma il presidente convinse l’assemblea ad approvare il tutto.
    Come si può procedere da associato legalmente in questo caso per visionare il dettaglio della contabilità degli ultimi anni che il presidente nega a tutti i soci? Quali sono i riferimenti normativi?
    Grazie mille
    Marcello

  21. Buongiorno,
    grazie per i consigli che puntualmente date.

    Avrei un quesito.
    Piccola premessa: abbiamo costituito un'associazione non profit impegnata nella divulgazione delle scienze matematiche. Oltre alle attività di divulgazione abbiamo organizzato un corso su Java per i nostri soci.

    Dovremmo adesso retribuire con:
    – 800 euro un Socio che ha tenuto il corso
    – 75 euro ciascuno 3 Soci che hanno coordinato l'organizzazione
    – 50 euro 1 Socio che ha curato la promozione dell'attività.

    Quesito: Come possiamo fare?
    In un primo momento avevamo pensato alla prestazione occasione con ritenuta d'acconto. Ma bisogna fare l'F24 anche per importi così piccoli?
    In realtà la persona che dovrebbe ricevere gli 800 euro è un ricercatore universitario che per legge non potrebbe essere retribuito con prestazione occasionale, ma solo tramite gestione separata.

    C'è un modo per semplificare tutto?

    Grazie mille.

    1. Buongiorno. Premesso che sarebbe stato necessario disciplinare anticipatamente i temrini dell'accordo, ivi incluse le modalità di corresponsione dei compensi, segnalo un nostro articolo specifico sulla collaborazione autonoma occasionale (http://www.tuttononprofit.com/2014/03/lavoro-autonomo-occasionale-ed-enti-non-profit.html) ed un altro sui compensi in generale (http://www.tuttononprofit.com/2013/09/compensi-ai-soci-di-una-associazione-e.html), femro il divieto di distribuzione di utili (http://www.tuttononprofit.com/2013/07/cosa-significa-divieto-di-distribuzione.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  22. Faccio parte di un'associazione di volontariato. Con altri soci che fanno parte del direttivo è sorto il dubbio se all'assemblea ordinaria del nuovo anno che prevede l'approvazione del bilancio consuntivo, possa partecipare il socio dell'anno precedente che non ha rinnovato l'iscrizione al nuovo anno. Gradirei un chiarimento in merito.
    Grazie e cordiali saluti.

    1. Buon giorno. Possono partecipare alle assemblee sociali solo i soci in regola con l'iscrizione e che abbiano versato la quota associativa. Se un soggetto è socio fino al 31 dicembre 2014 e non rinnova la propria qualifica non potrà partecipare ad una riunione di assemblea che si terrà nel 2015, anche se questa dovesse vertere sul rendiconto economico-finanziario del 2014. Cordialità, Stefano Bertoletti

  23. Buonasera,
    vorrei fare una domanda:
    è possibile che con un contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato ai sensi del D.Lgs. 10/09/2003 n.276 ,
    sia tenuta a pagare la quota d' iscrizione dell'Associazione Culturale presso la quale ho il contratto di lavoro stesso?
    Grazie in anticipo per la risposta.
    Cordiali saluti

  24. Buongiorno,
    vorrei chiedervi se una società sportiva dilettantistica non avendo nessun contratto di lavoro ma collaboratori sotto i 7.500 euro annui deve essere iscritta all' INAIL.
    grazie mille per la risposta
    Nicola

    1. Buon pomeriggio..
      volevo sapere se l iscrizione all 'inail è obbligatoria oppure facoltativa.. e se vale sia per s.s.d che a.s.d..
      grazie mille..
      Buona giornata !

    2. Scusi ma non riesco a capire se le collaborazioni sportive sono intese come lavoro.. perchè come specificato nella prima domanda noi ci avvaliamo solo di collaboratori sotto i 7500 euro annui.. non abbiamo contratti di lavoro..
      grazie mille..

    3. Buongiorno. Nella prima domanda Lei ha parlato di "società sportiva dilettantistica", ipotesi che implica che sia necessariamente presente almeno un amministratore, per il quale occorre provvedere all'iscrizione all'INAIL… Le collaboraizoni sportive ex lege 342/2000 non configurano "redditi di lavoro" nel senso tecnico del termine, non dando pertanto luogo a rapporti di lavoro. Cordialità, Stefano Bertoletti

  25. salve vorrei porvi una domanda…. sono il presidente di una associazione culturale no profit…. siccome ci hanno chiesto delle scuole e alcuni teatri di portare in scena uno dei nostri spettacoli teatrali, volevo sapere da voi se potrei vendere quindi fatturare lo spettacolo richiesto da loro, avendo tutti i componenti messi in regola come previsto dal contratto collettivo nazionale. Grazie mille… Giuseppe

    1. Buongiorno. E' possibile che l?ente svolga attività nei confronti di terzi consierando i relativi corrispettivi versati quale attività commerciale, con tutte le conseguenze e necessità del caso. Segnalo in proposito due nostri articoli specifici sul tema: http://www.tuttononprofit.com/2013/10/come-distinguere-le-attivita.html e http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  26. Buonasera
    sono il presidente di un'associazione onlus che ha anche finalità sociali. Ci è stato chiesto dal comune se vogliamo svolgere servizio di accompagnamento dei bambini sugli scuolabus. In realtà i soci potrebbero farlo qualche volta ma non in modo continuo ( ed in questo caso non si può nemmeno parlare di rimborso spese giusto?). Potrebbe la mia associazione fare una convenzione con il comune?Nel senso di assumere una persona che faccia da accompagnatrice ( con i soci che la sostituiscono in caso di assenza), anticipando noi salario e contributi ( rimborsati poi dall'ente). Non mi sono mai trovata in una situazione del genere e non vorrei sbagliare. grazie

    1. Buongiorno. E' possibile che l'Ente sottoscriva una convenzione con il Comune e che in forza delle previsioni in essa stabilite decida di avvalersi del lavoro di personale dipendente cui affidare una mansione specifica. Ovviamente sarà l'Ente stesso titolare del rapporto di lavoro con il dipendente a dovergli corrispondere un salario in forza delle previsioni del contratto collettivo nazionale da applicarsi al caso di specie. Cordialità, Stefano Bertoletti

    2. La ringrazio mi ha chiarito diverse cose ma volevo chiederle un altro chiarimento. il comune può rimborsare l'associazione delle spese sostenute se così indicato nella convenzione?

    3. Buona sera. E' possibile che la convenzione preveda che il Comune si obblighi a corrispondere un contributo/corrispettivo all'Ente con il quale sottoscrive il documento stesso. Cordialità, Stefano Bertoletti

  27. Buonasera-sono presidente di un'Associazione Culturale. Vorrei avviare un'attività di affitto appartamenti turistici non imprenditoriale, quindi occasionale (secondo la normativa della regione Lombardia); gli appartamenti si trovano nello stesso stabile della sede dell'Associazione. Tutto lo stabile è in comodato d'uso all'Associazione. Posso correttamente avviare l'attività a nome dell'Associazione? E' necessario aprire la partita IVA? Grazie per il vostro servizio, cordiali saluti

  28. Faccio parte di una ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO ONLUS. Nel paese dove abbiamo la sede la comunità Pastorale di quattro Parrocchie ha istituito un Fondo di Solidarietà (simile a quello istituito dal cardinale Tettamanzi per le famiglie bisognose) che si occupa di intervenire per l'aiuto alle famiglie povere e che fa capo alla Parrocchia più grande delle quattro. Essendo la nostra associazione una ONLUS possiamo contribuire con una donazione al Fondo? Se si, come agire ai fini fiscali? Grazie della risposta.

    1. Buona sera. E' assolutamente possibile che l'Ente eroghi una donazione/liberalità ad un altro ente senza finalità di lucro con scopo analogo a quello perseguito dall'Ente che Lei rappresenta. Andrà correttamente contabilizzata l'uscita segnalando il destinatario e le ragioni del pagamento. Cordialità, Stefano Bertoletti

    2. Buona sera. Grazie della risposta.Ma il dubbio mi permane perché il Fondo di solidarietà di cui parlo nella prima e-mail non è ONLUS e sapevo che le donazioni si possono fare solo tra ONLUS. Mi sarebbe gradito un chiarimento su questo punto. Cordiali saluti

    3. Buon giorno. Ad oggi non esistono norme che impongano ad una ONLUS di effettuare attività di beneficenza solo nei confronti di un'altra ONLUS. Certo l'Ente destinatario della donazione dovrà avere una finalità ideale e non lucrativa coerente con quella dell'Ente donatore, ma non è indispensabile che si configuri giuridicamente quale ONLUS. Cordialità, Stefano Bertoletti

  29. Salve,sono l'amministratore di una società sportiva dilettantistica.
    Vorrei avere informazioni riguardo i versamenti Inail ed Inps.E' necessaria iscrizione e relativi versamenti?
    Grazie

    1. Buongiorno Nicola. Amministrare la Società in questione è il Suo unico lavoro? In caso affermativo di certo occorre l'iscrizione agli Enti previdenziali ed i relativi pagamenti. Cordialità, Stefano Bertoletti

    1. Buongiorno. La gestione commercianti INPS ammonta a circa 890 Euro a trimestre, cui occorre aggiungere la gestione separata nel caso di erogazione di compensi di amministrazione. Per quanto riguarda invece l‘iscrizione inail, posto che è obbligatoria per gli amministratori operativi, per la parte amministrativa comporta il versamento di un importo di 150/200 euro annuali (se l’amministratore è anche socio, poichè in caso contrario dipende dall’ammontare dei compensi di amministrazione erogati). E’ comunque necessario sempre verificare anticipatamente quale attività svolga nei fatti il soggetto. Cordialità, Stefano Bertoletti

  30. Buonasera,

    un'associazione no-profit nello statuto descritta, come "politico-culturale", che procedure deve seguire per poter accedere a finanziamenti pubblici o sovvenzioni varie al fine di realizzare progetti socio-culturali? ci sono limitazioni o particolari registri? Immaginiamo non so di voler partecipare ad una call regionale per la realizzazione di attività nel sociale o altro.
    Grazie

    I migliori saluti
    Danilo

    1. Buongiorno. Occorre necessariamente uno statuto registrato coerente con le prescrizioni normative; dopodichè è necessario verificare la disponibilità di bandi aperti ed i criteri disposti per l'aggiudicazione. Cordialità, Stefano Bertoletti

  31. buonasera vorrei chiedere: una scuola, precisamente un istituto professionale alberghiero che organizza eventi con somministrazione di cibo, preparato da docenti e alunni, con richiesta di un prezzo e il rilascio di uno scontrino o ricevuta non fiscale questi importi rientrano nel calcolo delle imposte?

  32. salve,
    sono il presidente di un'associazione culturale per la promozione di birra artigianale, organizziamo, tra le altre cose, feste nelle quali offriamo birra (prodotta in birrificio come conto terzi) agli associati per l'autofinanziamento. Abbiamo una certificazione SAB e l'Haccp,nella prospettiva di somministrare i nostri prodotti ai non associati, vorremmo aprire una partita iva ma, essendo un'attività occasionale, non saremmo in grado di coprire le spese degli studi di settore.
    Mi chiedevo se fosse possibile un regime fiscale limitato, legato agli incassi reali, diversi da quelli professionali di un'attività commerciale a tutti gli effetti.
    Grazie per l'attenzione!
    Roberto

  33. buongiorno, siamo un'a.s.d che, tra le altre cose organizza visite guidate alle scuole in ambito naturalistico. Nelle fatture che emettiamo alle scuole o ad altri enti, dobbiamo indicare la ritenuta d'acconto? vale sempre la regola che se la fattura viene emessa a chi ha la partita iva deve fare da sostituto d'imposta e se non ce l'ha non bisogna indicarla? (mi scuso per la terminologia poco professionale. grazie

    1. Buongiorno. La fattura (intesa come documento emesso in relazione all'esercizio di attività commerciali esercitate dall'Ente) deve essere emessa in base al regime fiscale del soggetto che eroga la prestazione. Nel Vostro caso (ASD in 398?) riterrei non vi sia alcuna ritenuta d'acconto da esporre. Per le ricevute segnalo nostro specifico articolo sul tema: http://www.tuttononprofit.com/2015/07/ricevute-emesse-dalle-associazioni-10-cose-da-ricordare.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  34. Buon giorno, vorrei porre un quesito, se si apre una asd può esserci una partita iva dell'associazione che si può aprire per ad esempio collaborare in alcune strutture come le case di riposo?
    o la partita iva deve essere singola per ogni componente dell'associazione?

  35. Buonasera, sono un volontario della Croce Rossa Italiana, dovrei interessarmi anche della tenuta contabile di una sezione provinciale, avete qualche pubblicazione, testi, articoli (anche da acquistare) … per documentarmi ?

    1. Buonasera Gianluca. Non abbiamo pubblicazioni specifiche sul tema: la contabilità dovrà essere gestita secondo crtieri di trasparenza e tracciabilità tenendo altresì conto del Vostro regime di riferimento (immagino per cassa ed in 398/91). Cordialità, Stefano Bertoletti

  36. Buongiorno,

    una OdV (DL 266/91) può scaricare l' IVA quando sostiene costi direttamente connessi alla realizzazione dei fini statuari?

    Nella pratica: come OdV per la tutela animali, avendo in gestione un canile rifugio, possiamo recuperare l'IVA delle spese veterinarie?

    Grazie mille e buona giornata

  37. Buongiorno,
    una no profit può finanziare un progetto esterno all'associazione che però aiuta a raggiungere l'obiettivo dell'associazione stessa? Può farlo anche se il progetto è gestito da una persona fisica?
    A tal proposito la persona fisica deve essere un membro dell'associazione o non è necessario?
    Quali sono le modalità con cui l'associazione, in caso in cui lo possa fare, può finanziare il progetto esterno?
    Grazie Mille e buona giornata.

    1. Buongiorno. Premesso che occorrerebbe verificare le disposizioni statutarie, è possibile che un'associazione partecipi ad iniziative non direttamente dalla stessa organizzate ma in grado di consentirgli di meglio raggiungere i propri scopi istituzionali. Ovviamente qualora delle risorse economiche dovessero venire spese occorrerà conservare idoneo giustificativo. Cordialità, Stefano Bertoletti

  38. Buongiorno.

    E' possibile per un associazione no-profit partecipare all'interno di una società di capitali (srl) in modalità retributiva Work4Equity?

    In poca sostanza, l'Associazione dovrebbe erogare servizi in cambio di partecipazioni societarie e/o in alcuni casi percepire denaro per altre tipi di prestazioni.

    Grazie in anticipo per la risposta.
    Un cordiale saluto

    1. Buongiorno Domenico. Ferma l'assenza di norme (ad oggi) che violino quanto da Lei prospettato, ritengo assai poco opportuno che un ente senza finalità di lucro (quale è un'associazione non profit) detenga quote/partecipazioni all'interno di un ente commerciale (srl) il cui obbiettivo è produrre reddito da dividere tra i soci titolari. Cordialità, Stefano Bertoletti

  39. Buona sera, ho scoperto questo blog per caso e vi ringrazio di esistere!
    Gestisco da sola un bar in un piccolo circolo ACLI, quando sono subentrata io il direttivo era molto contento perché le gestioni precedenti sono state molto problematiche, sono durate poco e sono andati via scontenti, io mi trovo bene, e vorrei restare, ma ho capito che il vero problema di questo circolo è, come spesso accade, il direttivo.
    Nonostante abbia molte domande da farvi, il quesito che mi preme e mi preoccupa di più è questo: ho un cane, posso tenerlo nel bar? Preciso che non c’è cucina e non si somministrano cibi. Vi pongo questa domanda perché ho preso la gestione a febbraio, nessuno ha precisato di non portare il cane, non esistono cartelli di divieto ovviamente.
    Il mio cane è un cocker, quindi di taglia media, è molto docile e tranquilla, amatissima da tutti i soci, tranne un paio del direttivo che mi stanno creando problemi, vorrei sapere se possono costringermi a non portare più il cane con me, io dovrei lasciarla a casa da sola per più di 10 ore e questo non lo posso fare, dovrei quindi lasciare la gestione del bar e mi dispiacerebbe molto. Spero di scoprire che ho dei diritti anche io e non solo i soci e il direttivo, vorrei sapere da voi qual è la mia posizione e se sono un minimo tutelata, quando sono entrata in gestione non avevano fatto un bando e non mi hanno fatto firmare niente, non c’erano condizioni particolari, solo i miei compiti. Grazie infinite! (Daniela)

    1. Buongiorno Daniela, grazie per la Sua gentilezza. Ferma la necessità di chiarire che una Associazione non può godere delle agevolazioni fiscali qualora gestisca un bar aperto al pubblico, potrebbe esserLe utile verificare quali siano le disposizioni in materia nel regolamento comunale di riferimento. Inoltre, solo l'Assemblea dei Soci è sovrana ed anche il Consiglio Direttivo deve rimettersi alle decisioni prese da tale Assemblea: potrebbe per Lei essere possibile far valere le Sue ragioni in quella sede. Cordialmente, Giacomo Marchesi

  40. Buongiorno,
    Sono il presidente di una ASD, l'associazione gestisce due campi da calcetto, siamo affiliati CSEN e ACSI. Mi servirebbe capire come devo gestire coloro che usufruiscono, dietro il pagamento di un corrispettivo specifico, dei campi. Devo necessariamente iscriverli all'associazione ed inserirli nel libro soci? Devo anche tesserali con l'ente a cui sono affiliato ( sarebbe un costo veramente rilevante) ? Inoltre devo rilasciare una ricevuta ad ogni giocatore o ne basta una complessiva per il campo?
    Grazie mille per la disponibilità
    Saluti
    E.

  41. Salve

    Presiedo da alcuni anni una Associazione che si occupa di Formazione e Informazione su temi di tipo psicologico e rivolge ai soli soci programmi di formazione pluriennali. Inoltre, sempre per i soci, vengono attivate iniziative formative puntuali, servizi per il supporto alle famiglie ed altro ancora. In questo momento la crisi sta limitando molto la disponibilità di tempo e risorse dei pochi componenti il Direttivo a dispetto del fatto che la domanda dei servizi offerti non appare in diminuzione, anzi, ma piuttosto richiede che lo sforzo per contattarla e indirizzarla sia costante, importante, specialistico. Questo richiederebbe a mio avviso la necessità di un supporto esterno che si occupi, nei limiti prescritti dalla legge, della formulazione e realizzazione del materiale informativo e di molte delle strategie e strumenti utili e al reclutamento di nuovi soci e alla promozione del messaggio di fondo, della mission insomma dell'Associazione. Tutto ciò prevede dei costi, ovviamente che quindi come minimo devono essere ammortati. Pongo brevi e sintetiche domande

    1) Quali margini di detraibilità e deducibilità hanno i costi sostenuti?
    2) Quali sono i costi deducibili e detraibili?
    3) Esistono "agenzie" che supportino le Associazioni durante la loro vita per permettere loro di agire conformemente allo Statuto?
    4) Dove trovarne traccia?

    Se vorrà essere così cortese da rispondermi le sarò molto grato.

    Dott.Mario Bianchini
    Psicologo, Psicoterapeuta
    3488014950
    aipacproject@libero.it
    studiomariobianchini@gmail.com

    1. Buongiorno, e grazie per la cortese richiesta. Premessa la necessità di rispettare il divieto di distribuzione diretta e/o indiretta di utili/avanzi di gestione (questo il nostro articolo specifico sul punto http://www.tuttononprofit.com/2013/07/cosa-significa-divieto-di-distribuzione.html), nulla vieta che un'associazione si avvalga dell'opera di professionisti/colloboratori al fine di meglio raggiungere il prorpio fine ideale. Alla luce di tale premessa è legittimo che un'associazione decida di sostenere i costi di professionisti/collaboratori/dipendenti necessari per svolgere le attività promosse dall'Ente al fine di perseguire l'obiettivo sociale, con la precisazione che ovviamente detti costi dovranno essere integralmente e correttamente contabilizzati ed inseriti a bilancio. Se dovesse ritenere opportuno/necessario un ulteriore supporto funzionale e verificare le modalità gestionali adottate con piacere restiamo a Sua disposizione. Cordialità, Stefano Bertoletti

  42. Buonasera ,siamo un gruppo di tre persone che vorrebbero aprire una SSD ,facendo attività di fitness e pesistitica .Vorremmo chiedere quali spese andremo in contro e se il capitale deve obbligatoriamente essere di 10.000 euro o si può versare solo una parte cioè il 25% .Se si la restante parte entro quando si deve versare e se il capitale può essere usato per spese della società.purtroppo non abbiamo molti soldi ma siamo molto motivati a portare avanti questa idea.preferiamo una ssd ad un asd .Attendiamo una sua risposta al piu presto.
    distinti saluti

    1. Buongiorno. Rispondo per punti:
      – se il capitale sociale stabilito è di 10.000 euro sarà possibile in fase costitutiva procedere con il versamento del 25% dello stesso da parte dei soci secondo la proporzione delle rispettive quote;
      – è di certo possibile utilizzare i denari versati per le spese della società, tendo conto che il capitale andrà itegrato a richiesta dell'Organo Amministrativo della Società;
      – le spese di costituzione/assistenza per una srl sportiva dilettantistica possono variare a seconda del consulente e delle modalità di supporto professionale prospettate, tenendo conto che nel caso di SSD d'obbligo è l'atto pubblico (con i conseguenti costi notarili).
      In caso di necessità restiamo a disposizione. Cordialità, Stefano Bertoletti

  43. Salve sono un ragazzo che vuole creare un'associazione culturale di promozione della cultura giapponese. Organizzeremo eventi di scrittura, cerimonia del the, e assaggio di prodotti tipici giapponesi comprati da internet. La mia domanda è: è possibile vendere questi prodotti agli associati (come se li avessimo ordinati tutti insieme e quindi senza rincari)?
    È possibile organizzare eventi di degustazione sotto corrispettivo di un prezzo?
    Tengo a precisare che possiedo haccp e sab. In attesa di una risposta le auguro cordiali saluti

    1. Buongiorno. I proventi incassati dalle "cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita" ex art. 148 TUIR (indipendentemente da eventuali rincari o meno) si considerano sempre commerciali, e pertanto al fine di poter ricevere detti corrispettivi occorre che l'Ente sia titolare di partita IVA e versi imposte/IVA alle scadenze e secondo gli importi stabiliti dal regime fiscale di riferimento. Segnalo quindi un nostro specifico articolo di approfondimento sul tema: http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html. Per quanto riguarda infine la somministrazione di alimenti e bevande, fatto salvo il rispetto dei requisiti amministrativi ed igienico sanitari (DIA/SCIA e locale a norma), anche detta attività è da considerarsi commerciali, con tutte le implicazioni di cui sopra. Cordialità, Stefano Bertoletti

    2. I proventi commerciali incassati dall'Ente saranno assoggettati a tassazione, e non a contribuzione previdenziale. L'inquadramento del collaboratore, invece, dovrà essere effettato tenendo conto delle modalità di svolgimento della prestazione: se trattasi di un volontario "puro" nulla sarà dovuto, diversamente subentrerà la contribuzione e l'imposizione fiscale specifica per il rapporto contrattuale instaurato. Cordialità, Stefano Bertoletti

    3. Grazie nuovamente per la risposta. L'ultima e con questa chiudo: è possibile quindi creare un'associazione culturale di promozione della cultura giapponese, creare all'interno un'attività connessa commerciale(vendita di prodotti), pagare l'iva su detti prodotti e non pagare l'inps al collaboratore che probabilmente sarà il presidente ? Rispetto ad una normale attività commerciale ce il risparmio di ben 3000 euro di inps o sbaglio? Ciò la rende piu vantaggiosa ne deduco è corretto? Grazie ancora

    4. Il ragionamento deve essere effuettuato in forza del corretto inquadramento e non dell'utilità/risparmio. Se il soggetto preposto presterà la propria opera a titolo gratuito con mero spirito volontaristico per il solo bene del sodalizio e nell'esclusivo interesse di quest'ultimo potrà essere ritenuto un vero e proprio volontario; se invece questo rappresenterà per lui un "lavoro" ne scaturiranno tutte le conseguenze sul piano fiscale e previdenziale. Cordialità, Stefano Bertoletti

  44. una S.R.L. trasformata in una S.S.D. a r. l. ed ora proprietaria dell'immobile dove svolge la sua attività può per volere dei soci ricostituirsi nuovamente in S.R.L. e come può evitare l’obbligo di devoluzione ai fini sportivi del patrimonio
    E nel caso di vendita della Società dove i soci sono possessori delle relative quote che rivalutazione hanno quest'ultime

    1. Buongiorno. Premesso che la trasformazione da Ente Commerciale ad Ente Non Profit è attività, per quanto tecnicamente lecita, assai delicata e complessa, per le SSD non è possibile ovviare all'obbligo di devoluzione del patrimonio ai fini sportivi. Infine, in tema di cessione delle quote, preso atto che sul punto esistono differenti correnti di pensiero, secondo le quali alcune lo escludono categoricamente mentre altre le permettono, anche nell'ipotesi in cui si propendesse per accogliere la tesi in forza delle quali le quote di una SSD siano cedibili, queste non potranno in ogni caso essere cedute se non al valore nominale effettivamente versato, dal momento che differentemente palese sarebbe la violazione del divieto di distribuzione di utili, previsione che deve necessariamente caratterizzare gli Enti senza finalità di lucro, ivi incluse le SSD. Segnalo quindi per completezza il nostro ultimo articolo di approfondimento sul tema: http://www.tuttononprofit.com/2015/12/srl-sportive-dilettantistiche-ed-associazioni-sportive-alcune-riflessioni-per-espresso-online.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  45. Salve
    sono socio fondatore di un'associazione culturale e la sede legale dell'associazione è la mia residenza. Per motivi personali è diventato impossibile organizzare un'assemblea per deliberare la modifica dello statuto. E' possibile eliminare la mia associazione eliminando anche la mia sede legale? Se si come devo procedere? Grazie

    1. Buongiorno. Le decisioni relative alla modifica di statuto (http://www.tuttononprofit.com/2014/06/associazioni-non-profit-come-modificare-lo-statuto-sociale-parte-1.html) oppure all'eventuale estinzione dell'assocazione (http://www.tuttononprofit.com/2013/12/procedura-per-chiusura-associazione-non-profit.html), riguardando la straordinaria amministrazione dell'Ente, competono necessariamentente all'assemblea (strordinaria) dei soci. Pertanto occorrerà convocare un'assemblea sociale (non necessariamente presso la sede legale dell'Ente) ponendo all'ODG i punti di interesse, su cui i soci saranno chiamati ad esprimersi. Cordialità, Stefano Bertoletti

  46. Buongiorno, volevo gentilmente chiederVi una cosa. Puo’ un locale accatastato c2, quindi come deposito-magazzino, essere la sede e quindi il luogo dove avvengono le attività di una associaassociazione culturale? Grazie mille

    1. Buongiorno. Le attività organizzate e promosse da un Ente di tipo associativo devono essere svolte all’interno di locali la cui destinazione d’uso risulti compatibile con la presenza di persone. Ciò premesso nel caso in esame il suggerimento è quello di rivolgersi al SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) del Comune presso il quale intendete operare. Cordialità, Stefano Bertoletti

  47. Salve, sono il presidente di una ASD sportiva (scuola di vela) regolarmente iscritta al CONI ed alla UISP con solo codice fiscale.
    Vorremmo partecipare ad un bando di un PON emesso da una Scuola , ma vorrei capire se dal punto di vista fiscale per ricevere il compenso forfettario dalla scuola sia sufficiente da parte della ASD emettere solo la ricevuta fiscale nei confronti della scuola.
    grazie

    1. Buongiorno. E’ indispensabile la presenza di una pluralità di soggetti (tra i soci fondatori dell’Ente) che vadano a comporre l’Organo Direttivo dell’Associazioni (non meno di due persone). Cordialità, Stefano Bertoletti

  48. Buongiorno, e grazie in anticipo per l’attenzione che darete alla mia domanda.
    Siamo un’associazione culturale in regime di 398. Prevalentemente “produciamo” spettacoli teatrali. Ciò premesso, essendo ultimamente sempre più difficile reperire (almeno dalle nostre parti) il registro cosiddetto IVA MINORI, ce lo siamo creati da soli con un foglio excel. Volevo chiedere alcune precisazioni se possibile:
    1. Nelle OPERAZIONI ESENTI è giusto considerare le entrate da corsi, laboratori, ecc. tenuti per non-soci ed a eventuali introiti da convenzioni con Enti Pubblici comprese le Scuole sempre inerenti a corsi di formazione artistica?;
    2. Quali potrebbero essere nel ns. caso le OPERAZIONI NON IMPONIBILI?
    3. Tra le OPERAZIONI NON RILEVANTI AI FINI IVA vanno considerate le quote sociali e le erogazioni liberali o donazioni in denaro?
    4. Tra i PROVENTI NON COSTITUENTI REDDITO IMPONIBILE è giusto annoverare entrate da raccolte fondi nei limiti previsti dalle normative?
    5. A noi appare naturale non avere PLUSVALENZE PATRIMONIALI: a parte materiali di facile consumo, acquistiamo attrezzature, costumi o stoffe per realizzarli, legno per scenografie ed oggettistica varia… E’ corretto non considerarli tali?
    Grazie ancora e cordiali saluti.

    1. Buongiorno. Rispondo per punti:
      1 – i proventi corrisposti da non soci per la partecipazione ad attività sociali sono da considerarsi commerciali, idem dicasi i corrispettivi incassati da un Ente pubblico per lo svlgimento di un’attività specifica (segnalo in proposito due nostri specifici articoli di approfondimento http://www.tuttononprofit.com/2013/11/associazioni-esenzione-iva-e-tassazione-amministrazioni-pubbliche-e-scuole.html e http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html);
      2 – ex art 148 TUIR “le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti”;
      3 – corretto;
      4 – le raccolte fondi, nei limiti di quanto previsto dalla normativa di riferimento, rappresentano per l’Ente un provento istituzionale;
      5 – trattasi, ad esempio, delle plusvalenze derivanti dalla vendita di beni strumentali come le attrezzature.
      Cordialità, Stefano Bertoletti

  49. Buonasera, volevo chiedere il vostro parere sempre molto illuminato in merito ad un dubbio che espongo spero sinteticamente. Abbiamo fatto un accordo per un progetto con la ASL di animazione teatrale (siamo un’associazione culturale in regime di 398) per i loro utenti del dipartimento di salute mentale. Al momento del pagamento della fattura hanno sollevato il problema che i loro sistemi online versano direttamente l’IVA all’agenzia delle entrate. Ciò sarebbe un problema per noi essendo in regime di 398 e vorrebbero risolverlo con una ricevuta fiscale. Ma è possibile per noi considerare questo intervento OPERAZIONE ESENTE ai sensi dell’art. 10 della legge 633/72? Oppure? Grazie e distinti saluti.

    1. Buonasera. Riterrei che la lettura congiunta di alcuni nostri articoli Le possa fornire gli elementi necessari per definire la situazione. Partiamo dal corretto inquadramento del corrispettivo incassato: http://www.tuttononprofit.com/2013/11/associazioni-esenzione-iva-e-tassazione-amministrazioni-pubbliche-e-scuole.html e http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html. A questo segue l’esonero dell’applicazione dello split payment agli Enti in 398: http://www.tuttononprofit.com/2015/04/split-payment-esonerati-gli-enti-che-sono-in-398-91.html. In altre parole se i denari incassati da un Ente Pubblico, a fronte di idoneo accordo con questo sottoscritto, devono necessariamente essere qualificati come “corrispettivo”, e dunque non come “contributo”, gli stessi dovranno rientrare necessariamente nel novero delle attività rilevanti ai fini delle imposte per l’Associaizone, seppur in assenza di applicazione dal meccanismo dello split payment. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. Buongiorno e grazie per la risposta innanzitutto.
        Dunque mi pare di aver capito che sempre nei rapporti con Enti Pubblici il corrispettivo ha natura commerciale a meno che non sia un contributo tout court per l’attività istituzionale. Per cui questo esclude che noi si possa applicare in alcun caso l’art. 10. Non resta che convincere la funzionaria che alla nostra fattura non è applicabile ai sensi della circolare 15/E 13 aprile 2015 Agenzia delle Entrate. Cosa a lei ignota perché dice che “il sistema è in automatico e lei non può derogare” generica e trita affermazione che sempre usano i funzionari pubblici difronte all’ignoto! 🙂
        Grazie e cordiali saluti.

  50. Buon giorno, il mio nome è Pietro Luciano Belcastro e vorrei costituire un’associazione culturale senza scopo di lucro, in particolare un club poetico on line dove chi vuole può pubblicare gratis i suoi lavori, con la sola eventuale quota di iscrizione annuale, o come socio sostenitore. Quali sono le procedure da seguire e quali documenti ci vogliono?
    Grazie
    Belcastro Pietro Luciano

  51. Buongiorno siamo una onlus con personalità giuridica abbiamo con relativo contratto fatto un prestito per mancanza di liquidità ad una onlus di volontariato, il prestito è stato dilazionato in 60 mesi senza interessi , da oggi non ci pagano più e hanno cambiato il presidente , come possiamo riavere il nostro capitale
    Grazie in attesa di una gentil risposta
    Senaldi Giuseppe

    1. Buongiorno Giuseppe. A quanto leggo occorre impugnare il contratto facendo valere la pretesa della ONLUS nelle sedi opportune (mediante un legale) chiedendo la restituzione del dovuto. Cordialità, Stefano Bertoletti

  52. salve,
    abbiamo costituito un’associazione culturale senza scopo di lucro, con il solo codice fiscale (no partita iva). dobbiamo fare il modello EAS?
    grazie

  53. Buonasera,
    ho un piccolo nido in appartamento che gestisco come associazione.
    Vorrei aprire un altro spazio per fare corsi a bambini e genitori . Sono anche insegnante di massaggio infantile e counselor.
    E’ possibile gestire il tutto come associazione?
    L’associazione in questo caso avrebbe due sedi, due spazi per le diverse attività. E’ consentito?
    e ultima domanda, posso utilizzare i “fondi” dell’associazione attuale per questo nuovo spazio ? risulterebbe comunque attività dell’associazione e quindi è consentito?
    grazie

    1. Buongiorno. Nulla osta alla circostanza che un’associazione abbia una sede legale ed una (o più) sedi operative: ovviamente i denari incassati dall’Ente potranno essere utilizzati per l’organizzazione e gestione di tutte le attività sociali promosse. Relativamente a queste ultime, infine, occorrerà verificarne la coerenza con l’oggetto sociale dell’Ente e, qualora non vi rientrassero ma fossero comunque coerenti con le finalità ideali che necessariamente devono caratterizzare un’associazione, potrete eventualmente sottoporre all’assemblea l’ipotesi di modifica dello statuto sociale (http://www.tuttononprofit.com/2014/06/associazioni-non-profit-come-modificare-lo-statuto-sociale-parte-1.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  54. Salve, faccio parte di un associazione culturale che fornisce un servizio ludico ricreativo per bambini dai 3 anni in su. Non abbiamo partita iva in quanto i nostri servizi sono rivolti esclusivamente ai nostri associati e non somministriamo cibo o bevande. Secondo il dcr 84 2007 della regione veneto chi offre un servizio ludico ricreativo / ludoteca deve comunicare l inizio attività al suap . Nel nostro caso dobbiamo comunicare l inizio dell attività? Per quanto riguarda i requisiti professionali cosa serve operando come associazione?Grazie.

    1. Buongiorno. Il suggerimento è quello di contattare direttamente il SUAP rappresentandogli la Vostra natura giuridica al fine di individuare, in funzione delle leggi regionali, gli adempimenti cui siate o meno tenuti. Cordialità, Stefano Bertoletti

  55. Buongiorno, sono un consigliere di una ONLUS, a Gennaio scorso abbiamo avuto la scadenza del consiglio direttivo (incarica biennale) e di conseguenza le nuove elezioni, ho scoperto che, la segretaria non ha invitato alla assemblea generale molti soci, sia in regola con l’iscrizione che quelli non in regola ma, che potevano farlo il giorno della assemblea, al di sopra del nostro statuto che prevede l’obbligatorietà del C.D di invitare tutti i cosi, si possono considerare brogli questi comportamenti ai fini del codice civile?
    grazie

    1. Buongiorno. E’ ovvio che le disposizioni statutarie, ed in maniera particolare quelle relative alla modalità di convocazione/gestione delle assemblee sociali, debbano essere rispettate: in difetto, infatti, sarebbe possibile per i soci impugnare il verbale con il quale è stato nominato il nuovo CD per violazione delle disposizioni statutarie, convocando una nuova assemblea sociale (questa volta seconodo le regole dello statuto) avente all’ordine del giorno l’elezione di un nuovo organo direttivo. Cordialità, Stefano Bertoletti

  56. Buona sera, mi chiamo Paolo, la domanda è questa: se nella mia associazione di volontariato che opera sul sociale e sulle emergenze di tipo sanitario e di protezione civile ; il consiglio direttivo non applica le regole dello statuto e del regolamento interno, e più precisamente ,non rispetta la scritture dei verbali durante le riunioni o assemblee, o come in questo momento del rinnovo del consiglio direttivo , non ha istituito di fatto l’ufficio elettorale e si fa le elezioni chiuso in una stanza e decidono loro , a chi posso interpellare per denunciare tutto ciò?

    1. Buongiorno. Il suggerimento è quello di contattare un legale affinchè possa predisporre e depositare un esposto, sulla base dei dati da Voi forniti, alle Autorità competenti. Cordialità, Stefano Bertoletti

  57. Buongiorno,
    avrei bisogno di avere informazioni in merito alle associazioni. Il mio cliente vorrebbe avviare una attività per intrattenere i bambini con i gonfiabili, è possibile inquadrarla come ASD (e quindi essere sottoposto alla L. 398/91) o in quale altro modo?
    Eventuali sponsorizzazioni da affiggere all’interno del capannone in cui si svolgerebbe l’attività devono provenire da soci o anche da terzi che abbiano intenzione di farsi pubblicità?
    Possono frequentare l’associazione solo i bambini tesserati?
    Ringrazio fin da ora per l’attenzione
    Cordiali saluti

    1. Buongiorno. Premesso che l’ultima delibera CONI ha prorogato al primo gennaio 2018 il termine per la “bonifica” del Registro CONI di tutti gli Enti che non promuovono attività ritenute sportive dallo stesso CONI (http://www.tuttononprofit.com/2017/02/prorogata-al-2018-la-bonifica-del-registro-coni-secondo-le-previsioni-della-delibera-1566-2016.html), indipendentemente da ciò l’attività immaginata (“intrattenere i bambini con i gonfiabili”) non può nemmeno ora essere ritenuta quale “sportiva dilettantistica”. Ricorrendone i presupposti potrà eventualmente essere ritenuta un’attività propria di un’associazione culturale e ricreativa, fatto salvo però il rispetto di alcuni prerequisiti fondamentali (http://www.tuttononprofit.com/2016/03/perche-costiuire-associazione-cosa-comporta-come-deve-essere-gestita.html). Qualora il progetto fosse poi configuarbile nella forma di ente di tipo associativo senza finalità di lucro, questo potrà eventualmente esercitare anche attività commerciale (verso non soci), come chiarito qui: http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  58. Buonasera, sono tesoriere di un’associazione no profit. mi sono trovata a dover eseguire un rimborso chilometrico ad una persona che viene dalla liguria ma non so come fare per darle i soldi. questa persona deve emettere una ricevuta con ritenuta d’acconto?grazie

    1. Buongiorno. Premesso che non è ammessa la correspensione di un rimborso chilometrico per la trasferta “casa-associazione”, ma esclusivamente per trasferte effettuate in nome e per conto dell’Ente stesso, segnalo un nostro approfondimento specifico in materia: http://www.tuttononprofit.com/2014/04/rimborsi-spese-e-indennita-chilometriche-per-gli-sportivi-dilettanti.html. Ad ogni modo nell’ipotesi prospettata non si rientra nel caso di ritenuta d’acconto, e ciò in ragione del fatto che trattasi, a quanto leggo, di un rimborso analitico a piè di lista, per il quale è sufficiente predisporre un riepilogo analitico dei costi sostenuti (tabella ACI, con relativo costo chilometrico), con allegate eventuali pezze giustificative specifiche (telepass, …). Cordialità, Stefano Bertoletti

  59. buongiorno,
    chiedo gentilmente un’informazione :
    – l’associazione no profit è obbligata a nominare il tesoriere o può essere svolto dallo stesso presidente?

    – il tesoriere può essere scelto tra i soci o deve essere scelto tra i membri del consiglio direttivo?

    grazie in anticipo

  60. Buongiorno, sono Presidente di una Onlus con solo codice fiscale che svolge la sua attività nel settore dell’assistenza sociale e socio-sanitaria nei confronti di persone con gravi disabilità.
    In particolare forniamo servizi alla persona a titolo completamente gratuito.
    Come da Statuto offriamo anche un servizio di assistenza fiscale nella compilazione della dichiarazione dei redditi a disabili che non hanno possibilità di recarsi presso un caf.
    A tale proposito volevo sapere:
    1)Con il caf che si occuperà dell’elaborazione delle dichiarazioni dobbiamo stipulare una convenzione? Se si quale procedura dobbiamo seguire? Dove posso trovare un modello che fa al caso nostro? La convezione dev’essere registrata?
    2)Dato che per il disabile la dichiarazione sarà gratuita il caf emetterà una fattura di importo pari ad Euro 0,00 all’utente. L’associazione però dovrà sopportare un costo di 15,00 Euro per l’elaborazione di ogni dichiarazione che verrà fatturata dal caf all’associazione.
    Come possiamo rendicontare tale uscita?
    E’ sufficiente specificare il tutto con Verbale del Consiglio Direttivo e allegare alla prima nota il certificato di disabilità, la fattura del caf al disabile di importo pari a Euro 0,00 e la fattura del caf all’associazione con il numero e l’importo totale delle dichiarazioni fatturateci?
    3)Abbiamo altri obblighi quali dichiarazione iva e dichiarazione dei redditi anche se per l’associazione si tratta di attività istituzionale?
    Ringrazio anticipatamente per la vostra attenzione e disponibilità.
    I migliori saluti.

    1. Buongiorno. Rispondo per punti ai suoi quesiti:
      1) è possibile, ma non obbligatorio, che venga sottoscritta con il CAF una convenzione (non soggetta ad obbligo di registrazione) all’intenro della quale deifnire i temrini del vostro accordo;
      2) nella contabilità dell’Ente occorrerà inserire la pezza giustificativa a sostegno del pagamento effettuato, evidente (sarebbe preferibile) anche dall’estratto conto e non pagata in contanti;
      3) gli obblighi dichiarativi (UNICO, …) scattano nel momento in cui l’Ente eserciti anche attività di natura commerciale (http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html) oltre a quella istituzionale, per la quale ad oggi non esistono obblighi specifici.
      Cordialità, Stefano Bertoletti

  61. Buongiorno, sono il presidente nonché legale rappresentante di un’associazione di tipo non profit che conta tra i 120 e i 170 soci ogni anno. La nostra principale attività consiste nel preparare unità cinofile da soccorso per UCIS e Protezione Civile. Come ulteriore attività c’è quello di sensibilizzare i cittadini al mondo cane fornendo loro diverse giornate di educazione “interna” dove alcuni soci più esperti mettono a disposizione volontariamente le proprie conoscenze. In pari a queste attività, a volte, abbiamo esigenza di docenti esterni, ad esempio per determinati weekend, che chiaramente chiedono un corrispettivo economico. Come dobbiamo comportarci fiscalmente perché la somma da pagare all’esperto sia divisa tra i partecipanti a quelle determinate giornate di formazione?
    Grazie
    Cordiali saluti

    1. Buongiorno. Se l’Ente organizza e promuove il corso occorre che individui un costo di partecipazione all’attività che dovrà essere pagato dai soci all’Ente stesso, dopodichè potrà pagare la fattura/parcella del professionista/collaboratore che ha erogato l’attività. In aletrnativa può “mettere in contatto” direttamente i propri soci con il professionista/collaboratore, il quale richiederà ad ognuno il compenso che ha stabilito per la prestazione resa. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. Buongiorno, grazie del chiarimento.
        Se ho capito bene nel registro contabile, sotto le uscite apparirà la voce “Corso con docente XXX EUR -300,00”. Mentre sotto le entrate apparirà per esempio la voce “Contributo per corso 12 partecipanti EUR +300,00”.
        Nel caso il docente richieda anche un rimborso spese di vitto e alloggio sarà difficile calcolare in anticipo e dividere esattamente la quota totale tra i partecipanti.
        È legale poter raccogliere un contributo maggiore alla spesa effettiva sostenuta? Come è corretto segnare nel registro contabile?
        Grazie, cordiali saluti

        1. Buongiorno. I denari richiesti dall’Ente rappresentano il corrispettivo per la partecipazione all’attività dallo stesso organizzata e promossa, e non il “rimborso” per le spese sotenute dal docente. Nulla osta alla circostanza che l’incasso proveniente dai soci ammonti, ad esempio, a 1000 euro, e che il “costo” del docente, sostenuto dall’associazione, sia di 200 euro. Da una parte occorrerà segnalare l’incasso delle quote attività versate dai soci, dall’altro l’uscita per la prestazione del collaboratore/professionista. Cordialità, Stefano Bertoletti

  62. Buongiorno,

    sono la segretaria di un’associazione non profit che si occupa dell’addestramento di unità cinofile nell’attività di ricerca dispersi.
    I nostri proventi derivano tutti dal tesseramento dei soci e da eventuali donazioni.
    Con l’arrivo dell’estate vorremmo far realizzare ad una serigrafica delle magliette con il logo della nostra associazione da vendere ai nostri soci a qualche euro in più rispetto a quanto ci sono costate.
    Il ricavato contriburrà al sotenimento delle nostre attvità.
    Dal punto di vista legale è possibile questo tipo di rivendita?

    Grazie mille
    Buona giornata

    1. Buongiorno. La cessione di beni novi prodotti per la vendita (ex art. 148 TUIR n. 4) si configura sempre come attività commerciale per un Ente di tipo associativo. Ciò significa che è possibile che venga posta in essere, ma nel rispetto delle previsioni e dei requisiti di riferimento:
      – l’ente deve essere titolare di partita IVA (http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html);
      – occorre adempiere agli obblighi contabili e dichiarativi connessi al regime fiscale di riferimento (http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html);
      – ex art. 149 TUIR “Indipendentemente dalle previsioni statutarie, l’ente perde la qualifica di ente non commerciale qualora eserciti prevalentemente attività commerciale per un intero periodo d’imposta”.
      Cordialità, Stefano Bertoletti

  63. Buongiorno, Sono il Presidente di un Associazione di promozione sociale di Roma, che si occupa del recupere e insegnamento di vecchi mestieri. La mia domanda è: la tassa sui rifiuti va pagata o le associazioni usufruiscono di uno sconto.
    Grazie anticipatamente

    1. Buongiorno. Premessa la necessità di verificare le disposizioni comunali sul punto, non mi risultano, ad oggi, riduzioni di sorta per le APS in relaizone al tributo in questione. Cordialità, Stefano Bertoletti

  64. Buonasera,
    faccio parte di un gruppo di persone che provengono da un paesino di montagna, facciamo alcune feste durante l’anno tra di noi e adesso vorremmo regolarizzare la cosa creando un associazione per poter dar luce al paese.Siamo orientati sulla fondazione di un circolo anspi , io però vorrei informarmi meglio per prendere la decisione migliore.
    Mi si è aperto un mondo non del tutto chiaro però, meglio pro loco?o altri circoli?
    Spero di essere pertinente con la natura del blog
    Grazie

    1. Buongiorno. I termini “associazione” e “circolo” sono sostanzialmente sinonimi, e ciò in ragione del fatto che entrambi presuppongono la costituzione di un Ente di tipo associativo. “ANSPI” (così come tanti altri) rappresenta invece un’associazione di secondo livello cui è possibile che l’Ente che intendete costituire si affili per poter beneficiare dei vantaggi connessi all’iscrizione. Ciò premesso occorre in ogni caso individuare a monte in maniera precisa e puntuale le Vostre finalità sociali ideali (http://www.tuttononprofit.com/2016/03/perche-costiuire-associazione-cosa-comporta-come-deve-essere-gestita.html), e ciò al fine di predisporre lo statuto dell’Ente nella maniera più aderente possibile ai Vostri scopi istituzionali (che da quanto leggo legittimano la costituzione di un’associazione per la promozione del territorio). Cordialità, Stefano Bertoletti

  65. Buonasera volevamo aprire un associazione ricreativa per bambini da 3 a 10 anni in un capannone coperto e avevo bisogno di chiedere:
    I componenti mi sembrano essere minimo, uno puo anche essere residente all’estero?
    Se il canannone e’ catastalmente industriale ci si puo sempre avvalere della legge 383?
    I finanziamenti inizialii dei soci possono essere recuperati dai soci e/o possono essere imputati come costi?
    Grazie.

    1. Buongiorno. Se viene costituita un’associazione in Italia con sede all’interno del territorio nazionale questa soggiacerà alle leggi italiane, indipendentemente dalla residenza di uno o più dei fondatori/componenti del consiglio Direttivo. Quanto invece alla destinazione d’uso, questo il dettato dell’art. 32 co. 4 della legge 383/2000 intitolata “Disciplina delle associazioni di promozione sociale”: “La sede delle associazioni di promozione sociale ed i locali nei quali si svolgono le relative attività sono compatibili con tutte le destinazioni d’uso omogenee previste dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, indipendentemente dalla destinazione urbanistica”. Questo, infine, un nostro approfondimento in tema di prestito infruttifero: http://www.tuttononprofit.com/2013/05/anticipo-eo-prestito-infruttifero-da.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  66. Buongiorno, vorrei sapere se in una ssdrl possono esistere studi medici per professionisti come il fisioterapista o il massaggiatore, il massoterapista, il nutrizionista o lo psicologo.
    Se non possono, come posso fare per aprire un centro dove coesisterebbe sia l’allenamento che la cura senza farmi schiacciare da un 60% di imposte?!?

    1. Buongiorno. Premesso che la costituzione di un Ente Sportivo (sia esso una ASD o una SSD) deve essere motivata in via principale dal raggiungimento di una finalità ideale e non lucrativa e non da una motivazione economica (segnalo in proposito due nostri articoli specifici: http://www.tuttononprofit.com/2013/07/cosa-significa-divieto-di-distribuzione.html e http://www.tuttononprofit.com/2016/03/perche-costiuire-associazione-cosa-comporta-come-deve-essere-gestita.html), è possibile che un Ente sportivo collabori con soggetti terzi (siano essi medici, psicologi, fisioterapisti, …) ma non potrà erogare direttamente queste attività, sia perchè riservate a professionisti del settore e sia perchè trattasi di un Ente Sportivo, e non di un medico o fisioterapista ecc … Qualora reputasse opportuna un’assistenza diretta per la verifica della fattibilità del Suo progetto con piacere resto a disposizione (stefano@movidastudio.it). Cordialità, Stefano Bertoletti

  67. Buonasera, innanzitutto complimenti per la completezza e chiarezza del sito, delle risposte e di tutto quanto ho visto stasera; ero in “giro” in internet per trovare una risposta al quesito che farò a Voi ed ho trovato “tuttonoprofit” quindi:
    sono socio, responsabile della comunicazione (mi dicono direttore…), di un’associazione no profit, nata circa tre anni fa, che si occupa principalmente di tutto quello che riguarda l’area dove risiede (il Cilento -SA): arte, artigianato, enogastronomia, eventi e turismo; ebbene poiché non riesco a trovare la cartella con i libri sociali già da qualche giorno, ho il brutto presentimento che qualcuno abbia potuto rubarla dalla macchina (qui abbiamo ancora l’abitudine di lasciare le macchine aperte…), continuerò a cercare ma se poi non riuscissi a trovarla cosa dovrei fare? Sporgere denuncia all’autorità del luogo dove penso sia avvenuto il furto? Poi come bisognerà procedere? In attesa di gradita risposta ringrazio e saluto cordialmente.
    Pantaleo

    1. Buongiorno. A fronte di quanto indicato occorre che il Presidente/Consiglio Direttivo proceda con urgenza a denunciare il fatto (anche poichè in caso di verifica fiscale occorrerebbe poter spiegare le ragioni della mancata consegna dei registri verbali). Cordialità, Stefano Bertoletti

  68. salve, sono presidente di un’assoc. ludico ricreativa composta da 5 soci fondatori, ma 3 di questi hanno chiesto le dimissioni e siamo rimaste in 2, volevo chiedere se è possibile continuare così o ….quali passi altrimenti? grazie

    1. Buongiorno. Dal ruolo di “soci fondatori” non ci si può dimettere, nel senso che i fondatori rappresentano i “costituenti” dell’Ente, che per sempre saranno i soggetti dalla cui idea/volontà è “nato” l’Ente. E’ però possibile che un socio fondatore, componente del Consiglio Direttivo o semplice “socio ordinario”, decida di rassegnare le proprie dimissioni: in tal caso occorrerà verificare le previsioni statutarie in caso di dimissioni e, qualora si trattasse di uno o più componenti del CD le cui dimissioni causano la decadenza dell’intero Consiglio sarà necessario convocare un’assemblea sociale straordinaria avente all’ordine del giorno l’elezione di un nuovo Organo Direttivo. Segnalo in proposito un nostro articolo specifico sul tema: http://www.tuttononprofit.com/2013/10/recedere-dalla-qualifica-di-socio-in.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. Buongiorno, dopo aver redatto il verbale accettando le dimissioni dei 3 soci, ora siamo rimaste in 2 e dalla risposta precedente ho capito che devo fare un’assemblea straordinaria per introdurre i nuovi soci, ma questi potranno essere soci fondatori? e come? devo comunicare i cambiamenti all’agenzia delle entrate? grazie

        1. Buongiorno. La procedura di iscrizione prevede la presentazione di una domanda da parte dell’aspirante socio che dovrà essere valutata dal Consiglio Direttivo al fine di formalizzarne l’accettazione mediante apposito verbale. In esito alla corretta acquisizione della qualifica di socio il nuovo socio potrà candidarsi a rivestire una carica sociale (ma di certo non potrà essere un socio fondatore, a fronte delle considerazioni di cui alla mia precedente risposta). Segnalo quindi in proposito alcuni nostri articoli specifici di approfondimento: http://www.tuttononprofit.com/2015/11/procedura-di-ammissione-socio-controllate-lo-statuto-della-associazione.html e http://www.tuttononprofit.com/2013/09/come-gestire-la-domanda-di-ammissione.html. In caso poi di variazione del Presidente/CD occorrerà comunicare in Agenzia Entrate le modifiche attraverso appositi modelli (AA5/6 o AA7/10 ed eventualmente EAS). Cordialità, Stefano Bertoletti

  69. Salve,
    un qualsiasi socio (fondatore o ordinario) che richiede di controllare i documenti fiscali dell’associazione può farlo avvalendosi di un commercialista estraneo all’associazione?
    Permetto che l’associazione ha già un proprio commercialista designato.
    E se lo stesso socio avesse inviato atto costitutivo e statuto al suddetto commercialista senza richiedere il permesso al presidente?

    1. Buongiorno. Ogni socio è legittimato, ovviamente, a prendere visione/consultare i documenti sociali, siano essi atto costituivo e statuto piuttosto che la contabilità o le pezze giustificative a sostegno dei conti dell’Ente, facendone l’uso che ritiene più opportuno, chiaramente nei limiti del mandato conferito al Vostro attuale consulente. Cordialità, Stefano Bertoletti

  70. Salve,
    sono il presidente di una Asd che promuove le Arti Marziali nel comune di Pistoia.
    Attualmente stiamo valutando l’affitto di un fondo di circa 200 mq e il mio ingegnere di riferimento sostiene che saremmo costretti ad avere 3 spogliatoi con docce (uomini-donne-istruttori) e uno di questi (istruttori) adibirlo con bagno handicap.. in tanti anni che lavoro nelle “palestre” di altre asd non ho mai visto tale scenario che invece ho visto in S.r.l. di wellness o fitness..
    potete chiarirmi la questione?
    grazie

    1. Buongiorno. Occorre verificare le prescrizioni del Comune in materia, tenendo conto che gli adempimenti di una ASD piuttosto che di una SSD in termini di conformità dei locali non possono che essere i medesimi. Cordialità, Stefano Bertoletti

  71. Buonasera
    Vorrei aprire una asd in un paese in cui io non ho la residenza, ma per vari vantaggi che mi spetterebbero preferirei mettere la sede legale nel paese in cui intendo operare.
    E’ possibile dunque mettere come sede legale una casella postale presa in affitto a mio nome?
    Grazie

    1. Buongiorno. Nel caso prospettato, se possibile, di certo sarebbe più opportuno intestare il contratto di locazione direttamente in capo alla costituenda ASD; in alternativa occorrerà disciplinare il rapporto fra il titolare del contratto di locazione e l’ASD che ne utilizzerà gli spazi (ovviamente se reso possibile dall’originario contratto di locazione). Cordialità, Stefano Bertoletti

  72. Buongiorno, avrei un po di domande da farle, rappresento un’associazione culturale, il Comune ci ha dato in concessione un parco pubblico e vorremmo tra le tante cose aprirci anche un piccolo snack-bar, oltre alle richieste igienico/sanitarie, quali adempimenti ci sono come associazione? Le voci spese da inserire tra le uscite, devono essere documentate (fattura- scontrino-ricevuta) o va bene solo inserire l’importo e la voce spesa? La quota associativa deve essere fissa o si può chiedere un’offerta volontaria? grazie

    1. Buongiorno. Per somministrare alimenti e bevande, oltre al rispetto dei requisiti igienico-sanitari ed al possesso dei titoli abilitativi alla somministrazione (ex-REC e licenza) occorre che l’Ente sia titolare di partita IVA e qualifichi i relativi incassi come commerciali, versando su di essi imposte ed IVA alle scadenze e secondo gli importi previsti dal regime fiscale di riferimento (http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html). Ciò premesso sarà necessario che tutte le uscite siano documentate attraverso idonee pezze giustificative (fatture) e che la somministrazione avvenga nei limiti di quanto concesso dalla licenza. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. grazie mille, ma non ha risposto ad una domanda; la quota associativa annua che ogni socio deve versare, deve essere fissa o si può chiedere un’offerta volontaria? grazie per la disponibilità

        1. Buongiorno. La quota associativa è opportuno che sia di importo uguale per tutti (per facilitare la “prova” del rispetto del principio di uguaglianza): in ogni caso l’Ente potrà incassare donazioni/contributi liberali. Cordialitàù, Stefano Bertoletti

  73. Buonasera ho letto sul vs sito non ricordo dove circa la scalabilità delle associazioni. E’ veramente tutto cosi semplice cioè io oggi costituisco una associazione con i miei familiari, apporto denaro per acquistare attrezzature ristrutturare spazi etc etc dopo cinque anni i soci decidono di mettersi insieme e prendere loro la direzione dell’associazione. E’ cosi realmente?
    Volevo sapere eventualmente posso acquistare tutte le attrezzature come privato e darle in noleggio all’associazione? Grazie e saluti

    1. Buongiorno. Le Associazioni, in quanto “enti di tipo associativo”, sono intrinsecamente di “proprietà” di tutti i soci, che sono pertanto chiamati, periodicamente, ad eleggere un consiglio direttivo che amministri l’Ente (ATTENZIONE: essere Presidente di un’Associazione non significa che i beni dell’Associazione sono beni del Presidente). Ciò premesso se un soggetto decide di effettuare un prestito infruttifero all’associazione ne resterà comunque creditore anche quando il consiglio direttivo/presidente dovesse cambiare (http://www.tuttononprofit.com/2013/05/anticipo-eo-prestito-infruttifero-da.html). E’ infine possibile, sotto il profilo tecnico, un noleggio di attrezzature, fatto salvo il rispetto del divieto di distribuzione di utili (http://www.tuttononprofit.com/2013/07/cosa-significa-divieto-di-distribuzione.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  74. Buongiorno in una associazione ricreativa per bambini minorenni accompagnati dai genitori chi saranno i soci a cui verrà rilasciata la tessera? Il minorenne o va fatta al genitore o famiglia? La tessera puo essere a vita senza necessita di ripagare la quota sociale ogni anno?
    Grazie

    1. Buongiorno. Premesso che occorrerebbe verificare sullo statuto sociale (che contiene le regole alla base della vita associativa) la durata della qualifica di socio (che, di norma, è annuale), la qualifica di “socio” deve essere attribuita a colui che, compilata la domanda di ammissione, effettivamente partecipa alle attività promosse ed organizzate dall’associazione. Se poi trattasi di minorenni ciò significa che non potranno votare in occasione delle assemblee sociali, ma nulla di più. Segnalo quindi in proposito un nostro specifico articolo di approfondimento: http://www.tuttononprofit.com/2016/10/associazioni-non-profit-e-falsi-miti-facciamo-chiarezza.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  75. Salve,
    vorrei un’informazione riguardo questo quesito:
    – mi piacerebbe fondare un’associazione culturale che si occupi di pedagogia teatrale nelle scuole e sulle modalità di costituzione dell’associazione ho pochi dubbi sui passi da seguire. Mi sfugge il passo successivo.
    Siccome l’idea è di lavorarci per fini commerciali volevo capire cosa bisogna fare in questo caso.
    Sicuramente aprire Partita IVA ma non mi è chiaro il regime fiscale.
    In parole più povere su ogni fattura emessa quali sono le tasse che vengono sottratte?
    Se, ad esempio, una scuola mi paga per un progetto 1.000,00 euro devo fare fattura trattenendo cosa? Il 22% di IVA? Quindi 880,00 li incassa l’associazione e 220 sono per l’IVA?
    Tenga presente che per questi progetti la cifra è quasi sempre ommincomprensiva di ogni onere fiscale.

    Grazie in anticipo. Il blog è molto bello.

    Michele

    1. Buongiorno. Premesso che, prima di fornirLe una risposta occorrerebbe analizzare nel dettaglio cosa intende per “lavorarci per fini commerciali”, e ciò dal momento che un’associazione deve necessariamente essere costituta per il perseguimento di una finalità ideale/non lucrativa, potendo comunque promuovere attività rilevanti ai fini commerciali ma allo scopo di “alimentare” l’attività istituzionale principale (sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo), segnalo alcuni nostri articoli specifici di approfondimento: http://www.tuttononprofit.com/2016/03/perche-costiuire-associazione-cosa-comporta-come-deve-essere-gestita.html; http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html e http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. Salve signor Stefano,
        e grazie per la risposta e per gli articoli segnalati.
        Ciò che volevo sapere riguardava il regime fiscale che idealmente deve seguire un’associazione che, da quanto ho capito, è la legge 398/91.
        Per lavorarci per “fini commerciali” intento dire che sicuramente l’importo annuo di 250.00,00 euro (ora 400.000) non verrà superato.
        Il fine dell’associazione è quello di promuovere l’attività pedagogica in campo teatrale negli istituti scolastici e la modalità principale per raggiungere questo obiettivo sarà quello di partecipare a bandi pubblici regolarmente presentati dalle scuole e mandare professionisti che possano svolgere l’attività. Tali professionisti saranno esterni all’associazione e conto di farli lavorare attraverso un contratto di prestazione occasionale.
        Chiarito questo provo a ripetere la domanda anche alla base di ciò che ho capito.
        Su un progetto con una scuola di 1.000,00 euro ommnicomprensivi (50 euro orari per 20 ore) (si consideri che i progetti saranno più di uno nell’arco dell’anno) l’associazione dovrà pagarci
        – 90,16 euro di IVA (22% su imponibile di 500,00);
        – 14,56 euro di IRES (3% su imponibile di 500,00)
        poi ci sono altre imposte. L’IRAP all’8,5% ad esempio?

        Poi su questo netto percepito di 895,28 (1000 – 90,16 – 14,56; non ho considerato altre imposte) ho da pagare il professionista diciamo 400,00 euro (20 euro lordi per 20 ore).
        L’associazione verserà la ritenuta d’acconto del 20% (80 euro) e al professionista andrà un netto di 320 euro.
        Ora la restante cifra di 495,28 andrà nelle casse dell’associazione e le domande sono:
        tale cifra può essere divisa in parte tra i soci?
        In altre parole un associato poi può ricavare qualcosa per la sua attività?
        C’è un massimale? C’è un minimale? Può illuminarmi su questo aspetto?
        Mi scuso della prolissità ma spero che il ragionamento sia chiaro e possa capire i miei quesiti.

        Cordialmente

        Michele

        1. Buongiorno Michele. Andiamo con ordine:
          – non è in alcun modo (ed in nessuna misura) possibile distibuire direttamente/indirettamente utili/avanzi di gestione tra soci di un’Associazione, poichè questo sarebbe in espressa violazione di divieto di distribuzione di utili, previsione che deve necessariamente caratterizzare, nella forma e nella sostanza, gli Enti di tipo associativo (http://www.tuttononprofit.com/2013/07/cosa-significa-divieto-di-distribuzione.html);
          – i proventi derivanti dallo svolgimento di attività commerciali da parte di un’Associazione, se in regime 398/91, prevedono sotto il profilo delle imposte dirette il versamento di IRES ed IRAP con aliquota ordinaria nella misura del 3% dell’imponibile commerciale, mentre per quanto riguarda l’IVA il solo versamento del 50% di quella incassata (e dunque nel Suo esempio, a fronte di un IVA incassata complessiva pari a 90.16 euro quella da versarsi ammonta a 45.08).
          Cordialità, Stefano Bertoletti

          1. Salve signor Stefano,

            e grazie ancora per le risposte. Mi sono tolto il primo dubbio riguardante la portata delle imposte che non mi sembra eccessiva (IRAP e IRES al 3% e IVA al 50% di 22%). Pensavo peggio.
            Il secondo, quello più spinoso, riguarda la distribuzione dell’utile rimasto.
            In questo caso la mia domanda è questa:
            Fermo restando che non è un’attività fatta per guadagnarci (nel senso che non ci vivi con l’utili prodotto dall’associazione perché si tratta comunque di cifre esigue) un membro di un’associazione può retribuirsi attraverso regolare contratto (che sia di prestazione occasionale o con partita IVA)?
            Ovviamente non tutta la cifra intera ma lasciando qualcosa all’associazione?
            Tornando all’esempio di prima, che so, 350 lordi al sottoscritto (con regolare versamento di imposte) e 150 all’associazione?
            C’è un limite o un massimo da lasciare in questi casi? C’è un buon costume da seguire?

            Ringraziandola nuovamente
            saluto cordialmente.

            Michele

          2. Buongiorno. Come indicato nella precedente risposta non è in alcun modo (ed in nessuna misura) possibile distibuire direttamente/indirettamente utili/avanzi di gestione tra soci di un’Associazione, poichè questo sarebbe in espressa violazione di divieto di distribuzione di utili, previsione che deve necessariamente caratterizzare, nella forma e nella sostanza, gli Enti di tipo associativo. In questa linea non esistono limiti minimi/massimi da rispettare, poichè la distribuzione di utili è, per legge, vietata. Ciò non significa che non possano essere compensati coloro che prestano la propria opera per l’Ente (http://www.tuttononprofit.com/2013/07/cosa-significa-divieto-di-distribuzione.html), ma che non è possibile distribuire gli avanzi tra i soci (http://www.tuttononprofit.com/2013/09/compensi-ai-soci-di-una-associazione-e.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

          3. Salve signor Stefano,
            Perfetto! Tutto chiarissimo.
            Quindi, secondo ciò che è scritto nell’articolo, basterà dimostrare che un membro associato non venga retribuito per la carica in se ma per un lavoro effettivamente svolto.
            Nel mio caso c’è sicuramente un lavoro amministrativo e formativo effettivamente svolto su ogni progetto e quindi non credo ci siano problemi in merito anche perché, qualora non dovessi svolgere io quel lavoro di ricerca bandi e di invio delle domande di partecipazione alle scuole, dovrei reclutare qualche collaboratore esterno per farlo.
            Il problema a questo punto riguarda la questione contratto. Nel senso che se assumo un collaboratore esterno allora io lo metto sotto contratto attraverso l’associazione firmando a nome di questa.
            Ma se mi assumo da solo, onestamente e quantificando le ore di lavoro e scorporando ciò che c’è da lasciare all’associazione, la cosa crea sicuramente una sorta di conflitto di interessi…
            E allora come posso assumermi io con regolare contratto (che si di prestazione occasionale o attraverso altra forma anche con partita IVA) per un lavoro effettivamente svolto? Devo solo sperare che qualcuno non abbia sospetti in merito perché può pensare che io mi paghi solo per il fatto di essere nell’associazione? O non c’è anche qui una regola precisa?

            Ringraziandola ancora una volta
            saluto cordialmente

            Michele

          4. Buongiorno. Non esitsono regole diverse o più precise rispetto a quella indicata, che prevede il divieto di distribuzione di utile. Certo potrà porre in essere atalune cautele, magari concordate con il consulente che Vi assiste, ma le reogle da rispettare rimangono quelle indicate. Cordialità, Stefano Bertoletti

  76. Salve nel caso di una aps musicale la figura del direttore artistico deve essere inserita necessariamente all’interno dello statuto o può essere inserita successivamente nel regolamento interno?
    Grazie mille per la vs disponibilità
    Egidio

    1. Buongiorno. Non essendo il “direttore artistico” una figura che debba necessariamente essere prevista per legge all’interno di un’associazione, non esiste l’obbligo di prevederla in statuto, ma semplicemente la possibilità. Altre sono infatti le previsioni indispesabili che devono necessariamente essere contenuto all’interno di uno statuto sociale “a norma”: http://www.tuttononprofit.com/2015/06/10-regole-che-non-possono-mancare-nello-statuto-di-una-associazione.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  77. Salve, abbiamo istituito una associazione culturale per l’apertura di un asilo nido. C’è l’obbligo di affiliarsi ad una associazione nazionale (csen)? e quali sono i vantaggi effettivi. O viceversa a che cosa si va incontro in caso di non affiliazione?
    Grazie

    1. Buongiorno. Per un Ente non-sportivo non esistono obblighi di affiliazione ad un EPS/CONI, motivo per cui nel Vostro caso potete valutarne l’opportunità in funzione degli effettivi benefici resi dall’affiliazione (coperuta assicurativa?). Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. La ringrazio, approfitto della Sua cordialita per un altra domanda. E’ proprio impossibile per una associazione accedere a fondi di qualsiasi tipo se non magari per le spese relative all’ammodernamento della struttura in cui opera, o all’acquisto degli arredi? cordiali saluti

  78. Salve sono il presidente di un associazione musicale culturale ? organizzo un festival ogni anno .
    posso dare un compenso ai gruppi facendolo rientrare Art. 67, co. 1, lett. m), D.P.R. 917/1986 e 69, comma 2, D.P.R. 917 del 1986 ? Facendo passare uno del gruppo come direttore artistico e rientrante nei 7500 di reddito in un anno ? grazie

    1. Buongiorno. La norma in questione è prevista esclusivamente per “compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filo-drammatiche che perseguono finalita’ dilettantistiche”: pertanto al di fuori delle ipotesi indicate non è possibile applicare l’articolo in quesitone (riporto inoltre articolo speicifo sul tema dei 7500 euro/anno: http://www.tuttononprofit.com/2014/01/compensi-ai-collaboratori-sportivi-applicazione-7500-euro.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  79. Salve avremmo idea di spostare la nostra asd in altro fondo prima di dare inizio alle opere murarie volevo sapere se possibile se ai fini ASL siamo obbligati ad avere un magazzino ed il bagno disabili

    1. Buongiorno. Vi suggerisco di contattare l’ufficio SUAP (Sportello unico per le Attività Produttive) del Comune interessato al fine di verifcare con esso gli adempimenti necessari alla luce del soggetto giuridico che occuperà quegli spazi. Cordialità, Stefano Bertoletti

  80. Buonasera,
    sono un impiegato contabile e insegnante di Yoga, e sto cercando di documentarmi sul funzionamento delle associaizoni culturali, le asd, e la delibera del Coni riguardo all’esclusione dello Yoga e altre discipline dalla categoria dello sport.
    Vorrei sapere se è possibile parlarne qui oppure via email.

    In breve, giusto per dare un’idea:
    Da Settembre/Ottobre vorrei creare una mia base per operare come insegnante di Yoga, l’intento è quello di, dato che devo anche trasferirmi e sto cercando casa, trovare un appartamento che mi consenta di viverci come abitazione, e al tempo stesso ricavarne una sala corsi all’interno.
    Principalmente, i miei punti oscuri sono:

    1- capire se mi convenga aprire p.iva forfetaria o un’associazione allo scopo, e specialmente nel caso della seconda, quali sarebbero le osservanze che dovrei rispettare e adempiere per poterlo fare all’interno di un’abitazione;
    2- La delibera del Coni riguardo all’esclusione dello Yoga e altre discipline dalla categoria dello Sport. Ne parlo con molti colleghi di contonuo ma sembra che ognuno abbia una versione differente…vorrei capire se davvero non si potrà sapere nulla di certo fino a Dicembre 2017, e nel caso quali potrebbero essere le alternative attuabili, nel caso di un’associazione operante nel settore olistico.

    Ringraziando per l’attenzione.
    Cordiali saluti
    Riccardo Ervini

    1. Buongiorno. Rispondo per punti:
      1 – non è possibile basare il ragionamento sulla convenienza (o meno) di aprire P.IVA o un’associazione: è infatti necessario individuare a monti le ragioni del progetto (guadagno personale? promozione di un ideale senza finalità di lucro?) ed in funzione di ciò individuare lo strumento giuridico più appropriato a fronte dell’obiettivo. A titolo di approfondimento segnalo un nostro articolo specifico: http://www.tuttononprofit.com/2016/03/perche-costiuire-associazione-cosa-comporta-come-deve-essere-gestita.html.
      2 – le discispline che il CONI oggi riconosce come “sport” (dunque tali da consentire l’iscrizone al registro CONI) sono quelle indicate nell’ultima delibera (consualtabile qui http://www.tuttononprofit.com/2017/02/prorogata-al-2018-la-bonifica-del-registro-coni-secondo-le-previsioni-della-delibera-1566-2016.html). In assenza di revisioni/integrazioni questo è l’elenco ufficiale delle attività che consentono la costituzione di un Ente Sportivo. Tutte le altre, se promosse senza finalità di lucro e fatta salva la verifica del caso di specie, possono essere promosse attraverso un’associaizone culturale, con i relativi adempimenti del caso (http://www.tuttononprofit.com/2016/09/quali-sono-obblighi-essenziali-di-associazione-non-profit-come-fare-per-non-sbagliare.html).
      Cordialità, Stefano Bertoletti

  81. Buongiorno, il suo blog è veramente ben fatto e chiaro.
    Vorrei porle i seguenti quesiti:
    Lo satuto nazionale Avis prevede l’approvazione del rendiconto entro il mese di Maggio, è possibile modificare il nostro statuto indicando questa data, che permette una maggiore comodità operativa, anzichè il 30 Aprile?
    Quando conviene abbandonare la contabilità per cassa e passare a quella per competenza in un’organizzazione di volontariato che non svolge attività commerciale?
    La saluto cordialmente.
    Dino

    1. Buongiorno. Se il Vostro Ente (come immagino) è dotato di autonomia giuridica e petrimoniale rispetto ad AVIS Nazionale (e dunque se, in sostanza, ha un proprio codice fiscale), salvo che non vi siano regole specifiche provenienti dall’Ente Nazionale, nulla osta all’opoortunità che, seguendo le previsioni statutarie, si effettui una modifica di statuto (www.tuttononprofit.com/2014/06/associazioni-non-profit-come-modificare-lo-statuto-sociale-parte-1.html). Per quanto riguarda invece il regime contabile, occorre conoscere nel dettaglio la situazione dell’Ente per verificare l’opportunità/utilità di adottare il criterio contabile di competenza in luogo di quello di cassa. Cordialità, Stefano Bertoletti

  82. Buonasera, sono presidente di un’ass.culturale , la nostra sede è un parco nel quale vorremmo organizzare un’evento, tra le tante cose un’amico si è offerto di suonare per l’occasione e vorremmo anche vendere delle bibite ai soli associati (P.S.nel nostro statuto tra le attività c’è anche conduzione e gestione di bar, pizzeria e altro), cosa devo fare per poterlo organizzare correttamente? grazie

    1. Buongiorno. La somministrazione di alimenti e bevande si configura per un’Associazione quale attività rilevante ai fini commerciali, per la quale occorre che l’Ente sia titolare di partita IVA e versi IVA ed imposte alle scadenze e secondo gli importi previsti dal regime fiscale di riferimento (http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html). Occorre poi richiedere/ottenere autorizzazione specifica per la somministrazione, individuando un preposto incaricato. Infine, in caso di diffusione musica, occorrerà adempiere agli adempimenti di SIAE. Cordialità, Stefano Bertoletti

  83. Buongiorno a tutti!

    Complimenti per il sito, un ottimo esempio di content marketing.

    Ho una domanda: anni fa, con alcuni amici, ho fondato una associazione culturale senza scopo di lucro. Volevamo fare qualche attività, ma non se ne è mai fatto nulla. Risultato: non è mai stato né raccolto né speso nemmeno 1€. Io mi sono addirittura trasferito all’estero.

    La domanda è… cosa dovrei fare? Faccio finta di nulla e lascio tutto così, dato che niente è mai stato pagato o incassato o pubblicato a nome dell’associazione… oppure dovrei provvedere a chiuderla?

    E non avendo mai fatto un bilancio, cercare di chiuderla mi esporrà a sanzioni?

    Grazie per l’aiuto!

    1. Buongiorno. Il suggerimento, nel caso in oggetto, è quello di procedere con l’estinzione dell’associazione (http://www.tuttononprofit.com/2013/12/procedura-per-chiusura-associazione-non-profit.html), espletando ovviamente le formalità sociali previste da statuto in tema di convocazione di assemblea (anche se da quanto leggo immagino che non esistano “soci” nel senso tecnico del termine, ma allo stesso tempo lo scioglimento di un’associazione rientra nei compiti tassativamente attribuiti all’assemblea sociale). Infine chiudere l’Ente non vi esporrà “d’ufficio” a sanzioni (che potrebbero essere comminate nel caso in cui l’Amministrazione Finanziaria, in esito ad un accesso, riscontrasse talune irregolarità), ma la circostanza per cui “non è mai stato né raccolto né speso nemmeno 1€” dovrebbe potervi porre al riparo da contestazioni. Cordialità, Stefano Bertoletti

  84. salve volendo fare un’associazione culturale per un parco divertimento, siamo soggeti al pagamento dell’iva sull’immobile affittato di propietà di costruttori?

    grazie

    1. Buongiorno. Occorre analizzare il regime fiscale dei proprietari dell’immobile per verificare se sussitano le condizioni per un affitto in esenzione IVA (art. 10 co. 8 D.P.R. 633/1972). Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. ho letto la legge che lei mi ha indicato e il punto 20 sarebbe proprio il nostro caso, essendo la nostra un’associazione culturale con uno statuto che prevede proprio tra le finalità
        la formazione e tutela dei diritti socio culturali educativi dei bambini….del diritto al gioco… mediante l’offerta di un servizio centrato sul gioco..
        offerta di un centro ricreativo,educativo…,promozione di progetti pedagocici ludici…e via dicendo.
        in questo caso potremmo rientrarci oppure dipende sempre dal regime fiscale dei propietari dell’immobile?
        grazie ancora del suo aiuto

  85. Salve,
    siamo un’associazione di promozione sociale…svolgiamo in primis come lavoro l’organizzare concerti e spettacoli vari per conto terzi (associazioni, comitati, locali e comuni) mi servirebbe sapere alcune cosette:
    1) quando effettuiamo il “lavoro” dobbiamo emettere fattura? o ricevuta? dobbiamo obbligatoriamente inserire l’Iva? perchè ci dissero agli inizi che l’APS è essente….
    2) come sarebbe nel caso il numero legge?
    3) dovendo svolgere un corso di musica come dovrei pagare gli insegnanti?
    4) è possibile che al momento dell’iscrizione di un’associazione culturale un funzionario dell’AdE ha dichiarato che non vi era bisogno di versare la quota di registrazione ?? rilasciando ugualmente il C.F.
    5) il presidente di una APS potrebbe esserne anche di un’associazione culturale? o svolgere altre cariche?
    in attesa ringrazio e porgo cordiali saluti

    1. Buongiorno. Rispondo per punti:
      1) Premesso che un’APS non è esente IVA, la natura del corrispettivo incassato (istituzionale o commerciale, e dunque senza o con IVA) dipende da chi versa i denari e per quale motivo. Se un socio paga una quota per la partecipazione ad un’attività coerente con le finalità istituzionali dell’Ente il provento è istituzionale e come tale detassato, diversamente è commerciale, con tutte le conseguenze del caso. Segnalo in proposito alcuni nostri articoli specifici di approfondimento sul tema:
      http://www.tuttononprofit.com/2013/09/come-gestire-la-domanda-di-ammissione.html
      http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html
      http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html
      2) Negli articoli sopra indicati trova i riferimenti normativi specifici
      3) Posta la necessità di rispettare il divieto di distribuzione diretta/indiretta di utili (http://www.tuttononprofit.com/2013/07/cosa-significa-divieto-di-distribuzione.html), gli insegnanti vanno pagati in forza di un contratto ad hoc e dell’analisi specifica della posizione di ognuno (http://www.tuttononprofit.com/2013/09/compensi-ai-soci-di-una-associazione-e.html)
      4) Talune tipologie di Enti sono esonerate dall’imposta di bollo (ONLUS), altre anche dall’imposta di registro (OdV)
      5) Assolutamente sì, fatta salva la necessità di evitare situazioni di palese conflitto di interesse
      Cordialità, Stefano Bertoletti

  86. buonasera, volevo chiederle, un socio fondatore che ha chiesto le dimissioni un’anno fa, vuole ora partecipare agli eventi come socio ordinario, devo seguire la solita procedura della domanda di ammissione, quota sociale e poi accettazione o …… grazie

    1. Buongiorno. Un socio fondatore che ha rassegnato le proprie dimissioni dalla qualifica di socio dell’Ente rimane “fondatore” dello stesso ma non più parte della compagine sociale (http://www.tuttononprofit.com/2013/10/recedere-dalla-qualifica-di-socio-in.html), circostanza che implica che qualora lo stesso voglia entrare nuovamente a farvi parte debba necessariamente seguire il consueto iter (http://www.tuttononprofit.com/2013/09/come-gestire-la-domanda-di-ammissione.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  87. Buonasera,
    la mia associazione ha aderito al regime agevolato 398/91, per ricevere dei finanziamenti pubblici è obbligato ad emettere la fattura alla PA? se si quale codice iva indicare rispetto allo split payment e al regime agevolato a cui ha aderito?
    Grazie per l’attenzione sarei grata delle vs risposte.

  88. Buongiorno,
    vorrei farle le seguenti domande:
    può un socio facente parte del consiglio direttivo di un’associazione di promozione sociale non riconosciuta essere assunto con CCNL a tempo indeterminato? Se il rapporto di lavoro si conclude come bisogna regolarsi con il tfr? è dovuto? se l’associazione non ha risorse per erogare alla fine del rapporto di lavoro il tfr può tale socio amministratore fare vertenza all’associazione per ottenerlo?
    Grazie

    1. Buongiorno. Premessa la necessità di valutare attentamente l’opportunità che un “socio amministratore” (immagino intenda indicare con questa espressione un componente del Consiglio Direttivo) di una APS venga dalla stessa assunto, e ciò non perchè esita una norma che espressamente lo vieti quanto per la necessità di rispettare il divieto di distribuzione diretta/indiretta di utili che deve necessariamente caratterizzare gli Enti di tipo associativo (http://www.tuttononprofit.com/2013/07/cosa-significa-divieto-di-distribuzione.html), se il CCNL in forza del quale viene assunto prevede (come immaigno) il TFR, questi avrà tutte le (legittime) ragioni per richiederlo, eventualmente anche attraverso il ricorso all’autorità giudiziaria. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. Mi scusi se insisto,
        ma in quanto componente del direttivo il socio in questione, e nel caso che l’associazione non abbia risorse proprie per erogare il tfr, non dovrebbe rispondere in solido agli altri componenti il direttivo e a chi abbia agito in nome e per conto dell’associazione dei debiti dell’associazione? (in questo caso il tfr); allora mi chiedo come può configurarsi una vertenza da parte del socio-componente del direttivo se egli stesso è coresponsabile? non si verrebe a creare una situazione conflittuale ed alquanto ambigua?
        Grazie per la disponibilità, buona giornata.

          1. D’accordo.
            Quindi nel caso da me proposto il socio in oggetto dovrebbe versarsi da solo quota parte del proprio tfr(in quanto coresponsabile dei debiti dell’associazione)? e la cifra rimanente graverebbe dunque sul resto del consiglio direttivo che ha agito in nome e per conto dell’associazione nel periodo di assunzione dello stesso?
            Cordialità.

  89. Buonasera,
    un quesito pratico. Una ssd a rl (gestione palestra) svolge esclusivamente attività verso i frequentanti e non ha fatto l’opzione per 398/91. Ai sensi dell’art. 148 c. 3 tutti i ricavi sono decommercializzati essendo rivolti ai frequentanti e conseguentemente i costi non sono deducibili. Se la mia interpretazione è giusta nel modello Unico SC dove inserisco la variazione in diminuzione dei ricavi in quanto non avendo fatto l’opzione per la 398/91 non posso compilare la sezione prevista per il regime forfettario?
    E per l’irap vale lo stesso ragionamento (ricavi in diminuzione e costi in aumento) per cui sono imponibili solo compensi a collaboratori e interessi passivi? applico orso ?

    1. Buongiorno. Se la SSD non ha aderito al regime 398/1991 allora non rientra tra i soggetti giuridici definibili come “forfetari” e dovrà pertanto compilare il quadro F. Ai fini IRAP valgono quindi le generali regole di determinazione della base imponibile, e pertanto i compensi per lavoro dipendente e assimilato e gli interessi passivi non saranno deducibili. Cordialità, Stefano Bertoletti

  90. Salve!
    Premesso che come ASD organizziamo 1 o 2 volte all’anno delle gare di arti marziali e che l’organizzazione di gare ed eventi sportivi è prevista nello statuto dell’ ASD, sono a richiedere le seguenti informazioni:

    1 – fiscalmente le quote di iscrizione che gli atleti di altre ASD versano per gareggiare non sono entrate commerciali, giusto? questo sia nel caso che gli atleti facciano parte dello stesso ente di promozione sportiva a cui è affiliata nostra ASD sia che invece siano affiliati a un ente di promozione diverso o a una federazione coni?

    2 – oltre i 2 eventi, dal terzo in poi, diventano commerciali, giusto?

    3 – in occasione della gara di recente organizzata, un’ ASD affiliata a nostro stesso ente di promozione ha iscritto alla gara un suo atleta versando la quota di iscrizione alla gara tramite bonifico sul ns conto (una trentina di euro) e ora mi hanno richiesto ricevuta per tale importo.
    Sono a richiedere:
    – basta che gli faccio normale ricevuta non fiscale/non commerciale?
    – è vero che potrei anche non fargliela poichè hanno fatto pagamento tramite bonifico e quindi il loro pagamento è già tracciato e come ricevuta basterebbe che si stampano documento dell’operazione bancaria?
    – non serve marca da bollo perchè inferiore ai 77 euro, giusto? Se fosse superiore ai 77 Euro di quanto è la marca da bollo e chi deve pagarla/metterla, io che la emetto o loro che la ricevono?
    – uso un normale blocchetto di ricevute buffetti: le ricevute vanno numerate e la numerazione è relativa all’anno solare, cioè da Gennaio 2018 ricomincia da ‘1’ (nello statuto ASD ho indicato come anno sociale quello solare genn-dic)?

    4 – parlando in generale delle ricevute, nel caso delle quote sociali annuali dei soci o delle quote che i soci versano per partecipare alle attività dei corsi sportivi, se loro non la richiedono, io sono obbligato o no a fargli la ricevuta non fiscale per queste quote? Qual è la prassi?

    5 – nella ricevuta i dati della mia ASD devono per forza essere messi con timbro o posso anche scriverli a penna? mi sembra che normativa di legge non da imposizioni in merito.

    Inoltre in una ricevuta rilasciatami di recente da un EPS, c’è un timbro con testo: ‘ nota amministrativa non commerciale esente da iva in base agli art. 4 del dpr 29 settembre 1972 n 633 e 20 del dpr 29 settembre 1973 n 598 e successive modificazioni ‘; cosa riguarda tale testo e devo metterla anche io sulla ricevuta?

    Grazie!

    1. Buongiorno. Rispondo per punti.
      1 – Questo il testo dell’art. 148 n. 3 sul tema dei corrispettivi istituzionali: “Per le associazioni … sportive dilettantistiche … non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale, dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali”.
      2 – I due eventi cui Lei si riferisce immagino siano le raccolte fondi: http://www.tuttononprofit.com/2013/11/focus-su-raccolte-fondi-tombole.html.
      3 – Premesso che le ricevute non fiscali non esistono (http://www.tuttononprofit.com/2016/02/cose-una-ricevuta-non-fiscale-puo-emetterla-un-ente-non-profit-associazione-societa-sportiva.html), pur essendo esonerati dall’obbligo di rilascio se richiesta è doveroso che venga emessa, apponendo la marca da bollo da 2,00 euro sull’originale del documento (la cui numerazione ogni anno riparte da capo) se l’importo supera i 77,47 euro (http://www.tuttononprofit.com/2014/05/marca-da-bollo-sui-documenti-e-responsabilita-in-caso-di-assenza.html).
      4 – Visto l’esonero dall’obbligo di rilascio di ricevuta (http://www.tuttononprofit.com/2013/09/esiste-lobbligo-di-emettere-ricevute-e.html) l’Associaizone può decidere di adottare la prassi che meglio ritiene opportuna.
      5 – E’ necessario che la ricevuta contenga tutti i dati necessari richiesti dalla legge, non per forza contenuti in un timbro (http://www.tuttononprofit.com/2015/07/ricevute-emesse-dalle-associazioni-10-cose-da-ricordare.html), e nemmeno quanto indicato di seguito.
      Cordialità, Stefano Bertoletti

  91. Un’associazione no profit può fare pagare ai soci una quota mensile fissa per coprire le spese della stessa? Se si, come vanno contabilizzate?

    1. Buongiorno. L’art. 148 del TUIR stabilisce che “Per le associazioni … non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti …”. In altre parole le quote corrisposte da un socio di un’associazione per la partecipazione ad attività da questa organizzate e coerenti con le finalità istituzionali dell’Ente stesso sono da ritenersi de-commercializzate (ossia non soggette ad imposte). Contabilmente, dunque, occorrerà indicare che trattasi di quote corrisposte da soci per la partecipazione ad attività sociali. Segnalo quindi un nostro articolo di approfondimento in relazione al tema in oggetto: http://www.tuttononprofit.com/2015/01/quota-sociale-quota-associativa-contributo-associativo-differenze.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  92. Ogni tesserato ad una società sportiva asd con la 398, quanto si puo scaricare annualmente compreso anche i dirigenti, sono spese forfettarie e non chilometriche,

    1. Buongiorno. Ai sensi dell’art. 69 n. 2 del TUIR “Le indennità, i rimborsi forfettari, i premi e i compensi di cui alla lettera m) del comma 1 dell’articolo 67 non concorrono a formare il reddito per un importo non superiore complessivamente nel periodo d’imposta a 7.500 euro. Non concorrono, altresì, a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale”. Oltre la citata soglia di esenzione risulta dovuta una ritenuta a titolo di imposta al di sotto di 20658,28 euro/anno, a titolo di acconto, invece, se supera anche questo secondo scaglione. Sulle indennità chilometriche, invece, così come precisato nello stesso articolo, non esistono soglie specifiche (http://www.tuttononprofit.com/2014/04/rimborsi-spese-e-indennita-chilometriche-per-gli-sportivi-dilettanti.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  93. Buongiorno,
    avrei questa domanda da sottoporle :
    è prassi comune ormai che gli sponsor preferiscano pagare direttamente divise..magliette stampando il proprio logo …quindi l’associazione di fatto non ha nessun incasso (per sponsorizzazione) e nessun costo (per acquisto del materiale)..è opportuno emettere comunque fattura per la sponsorizzazione pagando così iva (l.398) e ires ?
    La ringrazio per l’attenzione.
    Serena

  94. Buongiorno, ho letto con interesse tutte le richieste di informazioni, non trovando nello specifico ciò che mi interessa, percui Le scrivo per cercare di chiarire qualche dubbio che, comune, commercialista, enti associativi nazionali non sono stati in grado di fare.

    Sono presidente di un’associazione culturale per bambini. La nostra associazione si propone come luogo di incontro e condivisione per bambini e famiglie. All’interno del locale é presente una cucina con bar, per somministrazione ai soli soci, utilizzata per la produzione di cibi destinati alla colazione, pranzo e merenda intesi come momento sociale, di aggregazione, quindi parte integrante delle finalità associative. La mia donanda è questa:

    – dobbiamo richiedere necessariamente partita iva ? ( la nostra commervialista dice di no, l’ente nazionale a cui ci siamo rivolti dice di si)
    – oltre al corso haccp per tutti gli addetti alla manipolazione degli alimenti, é necessario avere altre qualifiche o autorizzazioni, a parte quelle di idoneità dei locali?
    – ci è stato detto dall’ufficio suap del nostro comune che avendo la somministrazione, per poter accedere ai regimi fiscali agevolati, siamo obbligati ad essere affiliati ad un ente nazionale riconosciuto. Ciò corrisponde al vero?
    – Per sopperire agli alti costi fissi dei locali, in una sala degli stessi, separata da una porta dalla zona di somministrazione, concederemo ai soci la stanza, per poter organizzare una festa. Gli invitati del nostro socio devono essere anch’essi soci? Ci é stato detto di no, a patto che, naturalmente, ad essi non siano somministrati cibi e bevande. É corretto? Il rimborso spese che chiederemo ai soci, viene considerato come attività commerciale? Dobbiamo rilasciare ricevuta fiscale? Grazie in anticipo per il Suo tempo

    1. Buongiorno. Rispondo per punti ai Suoi quesiti:
      – la somministrazione di alimenti e bevande si configura sempre come attività commerciale ex art. 148 TUIR, circostanza che implica che per esercitarla l’Ente debbe necessariamente essere titolare di partita IVA (http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html);
      – occorre un’autorizzazione alla somministrazione (licenza) oltre che idonea comunicazione di inzio attività in Comune (DIA);
      – corretto;
      – l’affitto spazi (sia esso rivolto a soci oppure a terzi) si configura per un’associazione sempre come un’attività commerciale, rientrando quindi nelle ipotesi di cui sopra (fattura con IVA).
      Cordialità, Stefano Bertoletti

  95. Salve, sta diventando tutto difficile e complicato…. Volevo solo sapere se una Associazione di Promozione Sociale, può retribuire il socio che insegna canto, e se le quote di partecipazione ai corsi sono istituzionali. Grazie

    1. Buongiorno. Premesse tutte le novità che la Riforma del Terzo Settore ha annunciato (http://www.tuttononprofit.com/2017/08/codice-del-terzo-settore-in-vigore-da-oggi-in-attesa-dei-decreti-e-del-registro-unico-nazionale.html), Le segnalo il testo dell’art. 18 della “vecchia” l. 383/2000, quella di riferimento per le associazioni di promozione sociale: “Le associazioni di promozione sociale si avvalgono prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati per il perseguimento dei fini istituzionali. Le associazioni possono, inoltre, in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo a propri associati”. Quanto invece alle quote di partecipazione ai corsi, “Per le associazioni … di promozione sociale … non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti …” ex art. 148 TUIR n. 3 (http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  96. Sono stato nominato presidente di un’associazione di volontariato. Vorrei avere qualche indicazione se fare e come fare un verbale di passaggio di consegne con il presidente uscente.
    Gazie

    1. Buongiorno. Premesso che nelle associazioni non riconosciute ex art. 38 CC rispondono delle obbligazioni contratte coloro che hanno agito in nome e per conto dell’Ente stesso (http://www.tuttononprofit.com/2016/06/enti-non-profit-senza-personalita-giuridica-quali-responsabilita-consiglio-direttivo-presidente.html), e che pertanto la reponsabilità delle azioni/omissioni passate resta in capo a coloro che tali azioni/omissioni hanno commesso, il suggerimento nel caso in oggetto è quello di predisporre un apposito verbale in cui vengano individuate le eventuali pendenze esistenti, “certificando” i conti ed evidenziando ogni aspetto utile di “competenza” del presidente/consiglio direttivo uscente. Cordialità, Stefano Bertoletti

  97. Buonasera volevo sapere se una associazione puo rendere tutta la sua attivita commerciale anche per quanto riguarda i proventi da attivita istituzionali? Cosa cambierebbe?
    Grazie.

    1. Buongiorno. Questo il testo dell’art. 149 del TUIR, rubricato “perdita della qualifica di ente non commerciale”:
      “1. Indipendentemente dalle previsioni statutarie, l’ente perde la qualifica di ente non commerciale qualora eserciti prevalentemente attivita’ commerciale per un intero periodo d’imposta.
      2. Ai fini della qualificazione commerciale dell’ente si tiene conto anche dei seguenti parametri:
      a) prevalenza delle immobilizzazioni relative all’attivita’ commerciale, al netto degli ammortamenti, rispetto alle restanti attivita’;
      b) prevalenza dei ricavi derivanti da attivita’ commerciali rispetto al valore normale delle cessioni o prestazioni afferenti le attivita’ istituzionali;
      c) prevalenza dei redditi derivanti da attivita’ commerciali rispetto alle entrate istituzionali, intendendo per queste ultime i contributi, le sovvenzioni, le liberalita’ e le quote associative;
      d) prevalenza delle componenti negative inerenti all’attivita’ commerciale rispetto alle restanti spese.
      3. Il mutamento di qualifica opera a partire dal periodo d’imposta in cui vengono meno le condizioni che legittimano le agevolazioni e comporta l’obbligo di comprendere tutti i beni facenti parte del patrimonio dell’ente nell’inventario di cui all’articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. L’iscrizione nell’inventario deve essere effettuata entro sessanta giorni dall’inizio del periodo di imposta in cui ha effetto il mutamento di qualifica secondo i criteri di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1974, n. 689.
      4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano agli enti ecclesiastici riconosciuti come persone giuridiche agli effetti civili ed alle associazioni sportive dilettantistiche”.
      Va da sè, pertanto, che la perdita della qualifica comporta il decadimento dalle agevolazioni fiscali riservate (http://www.tuttononprofit.com/2017/02/quali-sono-le-agevolazioni-fiscali-di-un-ente-non-profit-associazione-societa-sportiva-dilettantistica.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  98. Volevo un informazione, un associazione di tipo APS può accettare pre giustificare uscite di denaro per l’acquisto di beni e materiali usati per lo svolgimento dell’attività sociale con scontrini fiscali e fatture però intestate ad altri ? e possibile per l’intestatario della fattura produrre un autocertificazione che il bene è sato acquistato per nome dell’associazione ?
    Grazie.

    1. Buongiorno. Se un soggetto effettua una spesa/anticipa dei denari in nome e per conto di un’associazione è legittimo che ne richieda il rimborso all’Ente stesso. Va ovviamente da sè, in ogni caso, che la spesa effettuata/i beni acquistati effettivamente debbano poi essere utilizzati dall’Associazione. Cordialità, Stefano Bertoletti

  99. Buonasera volevo sapere che problema potrebbe sorgere se il presidente di una associazione culturale viene retribuito in qualita di dipendente o con la gestione separata. Mi sembra di aver letto qua e la che potrebbe essere un conflitto di interessi allora mi chiedo un presidente di una associazione che presta la propria collaborazione quotidiana e continuativa per una associazione dovrebbe farlo gratuitamente?

    1. Buongiorno. Le associazioni devono essere costituite per perseguire una finalità ideale di utilità sociale (http://www.tuttononprofit.com/2016/03/perche-costiuire-associazione-cosa-comporta-come-deve-essere-gestita.html), dovendo necessariamente rispettare, al fine di poter con ragione godere delle agevolaizoni fiscali, il divieto di distribuzione diretta e/o indiretta di utili e avanzi di gestione (http://www.tuttononprofit.com/2013/07/cosa-significa-divieto-di-distribuzione.html). Ciò non significa in via generale che coloro che prestano la prorpia opera per l’Ente non possano essere compensati sotto il profilo economico, ma che quanto corrisposto debba rispondere all’attività effettivamente prestata e non, ad esempio, alla carica rivestita. In ogni caso occorre precisare che l’associazionismo vive in buona sostanza grazie all’apporto spontaneo e gratuito dei propri aderenti. Cordialità, Stefano Bertoletti

  100. Siamo un’associazione senza profitti, proponiamo sedute di Yoga e l’insegnante lo fa in forma gratuita. Ora il CONI ha escluso lo Yoga tra le attività sportive e quindi certe persone ci dicono che la nostra attività sarebbe così diventata commerciale. Ma le quote richieste ai soci praticanti servono solo per pagare le spese vive come i locali delle pratiche, l’assicurazione, l’acquisto di beni materiali come tappetini infusi incensi strumenti per l’atmosfera luci musica deodoranti, libri e corsi per gli aggiornamenti e per le nostre pratiche. La domanda che vi faccio è: su queste quote, molto basse, dobbiamo ora versare l’IVA e se sì come si fa a versare l’IVA lo possiamo fare noi o ci serve un commercialista? Grazie

    1. Buongiorno. Premesso che questa estate il Presidente del CONI Malagò ha aperto al riconoscimento dello yoga come discplina sportiva, se l’Ente in questione rimane di tipo associativo potrà godere delle agevolazioni fiscali riservate a queste tipologie di Enti (http://www.tuttononprofit.com/2017/02/quali-sono-le-agevolazioni-fiscali-di-un-ente-non-profit-associazione-societa-sportiva-dilettantistica.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  101. VORREI UN INFO,
    HO UN CIRCOLO (APS) ORGANIZZIAMO EVENTI E FACCIAMO UN PO DI SPORT … HO NEL CAMPETTO DOVE I SOCI GIOCANO A CALCETTO UNA PICCOLA STRUTTURA AMOVIBILE.. POSSO TENNERE DELLE BEVANDE (ACQUa gatorade ecc) A DISPOSIZIONE PER I SOCI ? O è NECESSARIA LA SCIA AL COMUNE PER LAUTORIZZAZIONE SANITARIA ECC ECC ? COSA DOVREI FARE?

    1. Buongiorno. Le “cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita” ex art. 148 n. 4 del TUIR non rappresenta per un Ente di tipo associativo un’attività istituzionale (http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html), motivo per il quale è indispensabile che l’Ente sia titolare di partita IVA e versi imposte ed IVA alle scadenze e secondo gli importi previsti dal regime fiscale di riferimento. L’ipotesi prospettata (vendita bevande chiuse e sigillate) non configura la fattispecie della “somministrazione di pasti” (anch’essa commerciale ex art. 148 TUIR n. 4) poichè i prodotti rivenduti sono nuovi e sigillati. Cordialità, Stefano Bertoletti

  102. Siamo un associazione, “Unione Delle Associazioni Egna” no profit e vorremmo fare ex novo lo statuto.
    Da dove dobbiamo iniziare?
    Voi avete un modello da adattare?
    Voi fareste l’assistenza nella creazione di detto statuto?
    Luigi

    1. Buongiorno. Premesso che lo statuto di un’associazione è un “abito su misura”, che deve essere redatto sulla base delle esigenze specifiche dell’Ente e richiede pertanto uno studio ed una progettazione molto accurata, sotto il “profilo pratico” l’approvazione di un nuovo statuto (http://www.tuttononprofit.com/2014/06/associazioni-non-profit-come-modificare-lo-statuto-sociale-parte-1.html) necessita del parere favorevole di un’assemblea sociale straordinaria appositamente convocata, cui far seguire l’iter di registrazione della nuova versione di statuto (F23, modello 69, … http://www.tuttononprofit.com/2013/05/creare-associazione-primi-passi.html) e le varie comunicazioni di legge (AA5/6 o AA7/10 o ancora EAS, se dovuto http://www.tuttononprofit.com/2016/03/modello-eas-per-associazioni-ed-enti-non-profit-ecco-tutto-quello-da-sapere.html). Se lo ritiene con piacere posso inviarLe un’analisi di costo a fronte delle Vostre specifiche richieste (in tal caso attendo una Vostra mail all’indirizzo stefano@movidastudio.it). Cordialità, Stefano Bertoletti