modifica presidente consiglio direttivo Associazione

Cambio Presidente Associazione Non Profit e Consiglio Direttivo

Nella vita di tutte le Associazioni vere, siano esse sportive dilettantistiche piuttosto che uno degli Enti del Terzo Settore che verranno (ma quando verranno?) e dunque culturali, di promozione sociale o volontariato, accade di trovarsi nella condizione di dover eleggere un nuovo Presidente/Consiglio Direttivo: ecco come procedere con il cambio di Presidente di un’Associazione (anche con le comunicazioni obbligatorie in Agenzia Entrate).

Una delle previsioni formali necessarie che deve contenere lo statuto di un’Associazione (al fine di consentirle legittimamente di godere delle agevolazioni fiscali riservate) consiste nell’obbligo di prevedere “per gli associati o partecipanti maggiori d’età il diritto di voto … per la nomina degli organi direttivi dell’associazione” (art. 148 TUIR, co. 8), così come per i rendiconti economici. Questo perchè essere il Presidente di un “Ente di tipo associativo” (oppure uno dei componenti del Consiglio Direttivo, che il Codice del Terzo Settore ha ridefinito “Organo di Amministrazione”, ex art. 26 D. Lgs. 117/2017), non significa in alcun modo esserne il proprietario, in quanto trattasi di un Ente (di proprietà) di tutti i soci, circostanza che richiede di rimettere all’assemblea sociale il compito di eleggerne (periodicamente) l’Organo Direttivo.

Premessa: non tutti gli statuti sono uguali (trattandosi di “abiti su misura” che devono, o quanto meno dovrebbero, essere predisposti sulla base di esigenze specifiche, e non fac-simile prestampati ai quali aggiungere solo il nome e la sede). Ciò implica la necessità di affrontare ogni esigenza particolare partendo dalla verifica delle regole esplicitate nel merito dallo statuto vigente dell’Ente, affidandosi in mancanza alle previsioni del Codice Civile in quanto applicabili e comunque ispirandosi sempre a criteri di trasparenza, democraticità e buon senso (e se così non fosse correte a ripari modificando lo statuto!).

Perchè un cambio del Presidente di un’Associazione e del Consiglio Direttivo?

L’ipotesi più frequente è che ne sia scaduto il mandato, ma non è raro che in taluni casi il Presidente, Il Vice Presidente o uno più componenti del Consiglio rassegnino le proprie dimissioni per i motivi più diversi (attraverso comunicazione specifica, meglio se certificata nella data e nel contenuto), o ancora che perdano i requisiti necessari (ove previsti) per rivestire la carica in questione. NB: in tali ultimi casi occorrerà verificare sullo statuto se le dimissioni/perdita dei requisiti del Presidente o di uno o più membri del CD comportino automaticamente la decadenza dell’intero Organo, e procedere dunque di conseguenza.

Come effettuare la variazione del Presidente di un’Associazione?

Indipendentemente dalle motivazioni che conducono alla necessità di nominare un nuovo Presidente/Consiglio Direttivo di un’Associazione, ferma la necessità (mai ripetuta abbastanza) di applicare in maniera rigorosa le regole contenute nello statuto sociale, occorrerà convocare un’assemblea sociale avente all’ordine del giorno le elezioni in questione, le quali dovranno svolgersi nel rispetto della disciplina uniforme del rapporto associativo, garantendo a tutti i soci maggiorenni il diritto all’elettorato attivo (votare) e passivo (essere votati), ovviamente secondo modalità di candidatura e voto previste dall’Ente stesso (ed individuate con trasparenza).

A chi e come comunicare la variazione del Presidente/Consiglio Direttivo di un’Associazione?

Prima tra tutti, occorrerà comunicare la variazione del Presidente dell’Associazione in Agenzia Entrate attraverso il modello specifico: AA5/6 se l’Ente ha solo codice fiscale oppure AA7/10, qualora l’Ente eserciti anche in via secondaria e sussidiaria attività commerciali marginali connesse a quelle istituzionali, essendo titolare anche di partita IVA (probabilmente in regime 398/91). Da valutarsi, poi, l’invio di un nuovo modello EAS, in funzione delle risposte variate che ne renderebbero obbligatoria la trasmissione entro il 31 marzo seguente.
Notificata la variazione all’Amministrazione Finanziaria, occorrerà poi procedere con la comunicazione a tutti i fornitori di servizi (tra cui ad esempio la Banca, presso la quale occorrerà depositare la firma dei nuovi autorizzati ad operare sul conto corrente, il fornitore di energia elettrica piuttosto che del gas, quello della telefonia, …) e gli interessati (come ad esempio l’Ente di Promozione Sportiva o la FSN cui l’Associazione è affiliata, …).

Se cambia il Presidente di un’Associazione ed il Consiglio Direttivo, chi è responsabile sul passato?

Codice Civile, articolo 38 (valido per tutte le Associazioni non riconosciute, costituite ai sensi degli articoli 36 e seguenti del C.C.): “Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione“, che tradotto significa che la responsabilità del Presidente/Consiglio Direttivo dura fintanto che il mandato è attivo, ma continua anche successivamente, limitatamente agli atti posti in essere negli anni di “amministrazione” dell’Associazione (esattamente come accade anche in caso di estinzione dell’Ente, così come confermato lo scorso giugno dalla Suprema Corte con la sentenza n. 16549, ribadendo il principio di “ultrattività”).

Non abbiate dunque timori nel candidarVi a ricoprire le cariche sociali di un’Associazione, e operate sempre nel rispetto delle regole contenute nel Vostro statuto sociale (meglio se a norma, sennò …), magari assistiti da professionisti del settore.

Per verificare statuto e modalità gestionali adottate dal Vostro Ente proponiamo un intervento che prevede:

  • invio di questionario in formato excel via mail;
  • ricezione del questionario compilato unitamente ad una copia di statuto;
  • call conference su skype (o di persona presso di noi) dedicata all’analisi del questionario, alla gestione dell’Associazione ed alle eventuali criticità riscontrate, con verifica delle possibili soluzioni operative;
  • predisposizione, nei 5 giorni lavorativi successivi, di apposita relazione, con le prassi corrette.

Per maggiori informazioni scriveteci a info@tuttononprofit.com con oggetto “info check”.

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8 commenti

  1. Buongiorno,
    il presidente e i soci fondatori dell’associazione culturale di cui faccio parte hanno deciso di non avere più interesse nelle attività della stessa.
    Io vorrei invece continuare a portarla avanti e rivestire la carica di presidente, ero il vice, con nuovi soci.
    Oltre il verbale di dimissioni, quali documenti devo presentare all’agenzia delle entrate per legalizzare i mutamenti e continuare tranquillamente nell’esercizio delle attività?
    Grazie

    1. Buongiorno. Se il Presidente ed altri componenti del Consiglio Direttivo di un’Associazione intendono rassegnare le proprie dimissioni perchè non hanno più intenzione di promuovere l’Ente ed i suoi scopi occorrerà che rassegnino le proprie dimissioni: sarà a quel punto necessario convocare un’assemblea sociale avente all’ordine del giorno le elezioni di un nuovo consiglio direttivo, alla quale potranno partecipare tutti i soci in regola con l’iscrizione per l’anno in corso. Se eletto dall’assemblea dei soci, pertanto, potrà rivestire la carica di Presidente, formalizzando l’avvenuta variazione della compagine sociale a tutti i soggetti interessati (banche, enti cui l’associazione è affiliata, …) oltrechè all’Amministrazione Finanziaria. Segnalo in proposito un nostro approfondimento specifico sul punto: https://www.tuttononprofit.com/2019/07/cambio-presidente-associazione-consiglio-direttivo.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  2. salve..volevo sapere se una comunita puo unanimamente chiedere le dimissioni immediate di un presidente della locale associazione che opera con il nome della localita rappresentata,

    1. Buongiorno. Sono legittimati a richiedere le dimissioni del Presidnete di un Ente di tipo associativo i componenti dell’Ente stesso, secondo maggioranze, procedure e previsioni individuate all’interno dello statuto sociale vigente dell’Associazione stessa. Cordialità, Stefano Bertoletti

  3. Buongiorno,

    la mia associazione culturale no profit non svolge più alcun servizio associativo dal 2016 circa, ultimamente con il vecchio direttivo abbiamo pensato di riprendere le attività modificando però le finalità statuarie (pur rimanendo nel campo di promozione culturale come previsto dalla dicitura delle nuove normative del Terzo Settore) e modificando anche il Direttivo stesso.
    Nello specifico, la mia carica di Presidente è ancora attiva (nel precedente Statuto era stato scritto che questa carica rimaneva tale fino alla chiusura dell’Ass. stessa e/o mediante richiesta dei soci di mettere ai voti la cessazione della mia carica e/o mediante mia richiesta di dimissioni) Ma si vorrebbe apportare modifica alla carica di Vice Presidente e di Segretario (il nostro consiglio direttivo ha solo queste 3 figure).
    Ora, basta riunire il direttivo e seguire la procedura di proposta scritta/ messa ai voti / verbale e finisce li oppure dopo tale procedura occorre anche comunicare all’Agenzia delle entrate tale modifica? Ribadisco, vorremmo cambiare solo le due cariche di Vice e Segretario.

    In attesa di un suo riscontro porgo cordiali saluti.

    1. Buongiorno. L’articolo 148 del TUIR, rubricato “Enti di tipo associativo”, al suo numero 8 stabilisce che detti Enti, per poter fruire delle agevolaizoni fiscali per essi previste devono necessariamente uniformare i loro statuti a talune previsioni obbligatorie, tra le quali è presente quella che impone una “disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d’età il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione”. Ciò significa che non è in alcun modo possibile immaginare un Presidente “a vita”, poichè detta regola impedirebbe ai soci di esercitare il loro diritto di nomina degli organi direttivi dell’Associazione, il che compoterebbe per l’Ente la perdita delle agevolazioni fiscali (https://www.tuttononprofit.com/2017/02/quali-sono-le-agevolazioni-fiscali-di-un-ente-non-profit-associazione-societa-sportiva-dilettantistica.html). Posto che lo stesso Codice del terzo Settore (D. Lgs. 117/2017) stabilisce all’art. 25 che “L”assemblea delle associazioni, riconosciute o non riconosciute, del Terzo settore nomina e revoca i componenti degli organi sociali …”, appare sicuramente consigliabile procedere con una modifica di statuto che tenga conto delle previsioni obbligatorie sul punto. Cordialità, Stefano Bertoletti

  4. Se io 4 mesi fà o dato dimissioni dal Consiglio per scorrettezze del presidente in carica, dopo di chè hanno rinnovato lo statuto ma io non ho nessun documento di verbale assembleare, come mi devo comportare?

    1. Buongiorno. Se ha rassegnato le proprie dimissioni attraverso documento idoneo a certificarne data e contenuto (PEC o raccomandata) riterrei non abbia ulteriori adempimenti da porre in essere (ferma la necessità di verificare le previsioni dello statuto dell’Ente); in difetto La invio a chiedere conto di quanto posto in essere dall’Ente al fine di formalizzare le Sua uscita dal Consiglio Direttivo. Cordialità, Stefano Bertoletti

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