Quali sono gli adempimenti di una Associazione (sportiva dilettantistica, culturale, di promozione sociale, onlus)?

La categoria degli Enti non commerciali trova la sua espressione più numerosa negli Enti di tipo associativo, comunemente definiti “non profit”: in questa classificazione rientrano le Associazioni culturali, quelle ricreative e quelle di volontariato, le associazioni di promozione sociale, quelle sportive dilettantistiche oltre che le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (le cosiddette ONLUS).

ATTENZIONE! Per essere certi di non aver dimenticato nulla consultate anche “Quali sono gli obblighi essenziali di una Associazione Non Profit? Ecco come fare per non sbagliare!

Tutti questi Enti sono disciplinati da un regime fiscale di favore (si parla di de-commercializzazione delle “attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti”, ex art. 148 comma 3 del TUIR), cui fa da contraltare il necessario rispetto di taluni adempimenti formali (e sostanziali!) al fine di godere di detta fiscalità agevolata. In tale direzione cerchiamo di sintetizzare nelle righe che seguono TUTTI gli adempimenti che un’Associazione, a far data dalla sua costituzione, deve necessariamente porre in essere, con due precisazioni iniziali:
– taluni degli adempimenti risultano inscindibilmente connessi allo statuto dell’Ente (uno su tutti la definizione dell’anno sociale, solare o meno): pertanto sotto tale profilo occorre approcciarsi alle scadenze indicate con senso critico;
– i versamenti in scadenza di sabato o in un giorno festivo sono considerati validi se effettuati nel primo giorno lavorativo successivo.

Stanti tali premesse, ecco lo scadenziario.

ADEMPIMENTI per tutte le Associazioni che svolgono SOLO attività istituzionale:
Richiesta di attribuzione del Codice Fiscale: prima della registrazione degli atti (solitamente all’Agenzia delle Entrate competente per il territorio in cui ha sede legale l’Associazione, il tutto mediante compilazione del modello AA5/6).
Registrazione di Atto Costitutivo e Statuto (o di eventuali modifiche di quest’ultimo): entro 20 giorni dalla costituzione (previa richiesta del codice fiscale).
– Invio del Modello EAS: all’Agenzia delle Entrate, entro 60 giorni dalla data di costituzione. Detto modello deve inoltre essere nuovamente presentato ogniqualvolta cambino taluni dei dati precedentemente comunicati (non è necessario comunicare attraverso un nuovo modello EAS le variazioni dei dati delle sezioni “Dati relativi all’Ente” e “Rappresentante legale”, già da comunicarsi mediante altri appositi modelli, rispettivamente AA5/6 e AA7/10): la scadenza, in questa ipotesi, è il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione.
Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi (R.S.P.P.): entro 90 giorni dalla data di inizio attività.
– Versamenti delle ritenute operate: entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui viene corrisposta la somma soggetta a ritenuta, il tutto mediante Modello F24.
– Rilascio della certificazione dei compensi corrisposti e delle ritenute operate: entro il 28 Febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono stati effettuati i pagamenti.
– Presentazione del Modello 770 all’Agenzia delle Entrate: entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello in cui sono stati corrisposti compensi.
Aggiornamento e compilazione corretta dei libri sociali (libro verbali del Consiglio Direttivo, libro verbali dell’Assemblea Sociale e libro soci).
Annotazione dei movimenti contabili dell’Ente attraverso idonea prima nota.
Approvazione del rendiconto economico – finanziario (consuntivo e preventivo), da parte dell’assemblea sociale ordinaria (a proposito: come deve essere convocata un’assemblea e chi può/deve firmare i verbali di riunione di assemblea sociale ordinaria e/o straordinaria?): ogni anno, entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale (se l’anno sociale coincide con l’anno solare entro il 30 aprile).
– Redazione di rendiconto specifico relativo alle raccolte pubbliche di fondi eventualmente effettuate: entro quattro mesi dalla chiusura del periodo d’imposta, con l’indicazione puntuale delle entrate e delle spese relative ad ogni manifestazione effettuata, corredato da apposita relazione illustrativa.
Pagamento del Canone RAI (per TV e radio): entro il 31 gennaio di ogni anno.
Pagamento dell’eventuale abbonamento S.I.A.E.: entro il 28 febbraio di ogni anno.
Presentazione del Modello Unico ENC (Enti Non Commerciali) all’Agenzia delle Entrate: entro il termine del nono mese dalla chiusura dell’esercizio sociale (per tutte le Associazioni che, pur essendo in possesso del solo codice fiscale, hanno redditi fondiari o di capitale).

ADEMPIMENTI per tutte le Associazioni che svolgono ANCHE attività commerciale (e che hanno optato per il regime fiscale agevolato previsto dalla Legge 398/91):
Richiesta di attribuzione della Partita IVA: la richiesta può avvenire contestualmente a quella del codice fiscale oppure anche successivamente, nel momento in cui l’Ente decide di iniziare un’attività di natura commerciale.
Iscrizione al R.E.A. in Camera di Commercio: entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività economica.
– Comunicazione di adesione al regime fiscale agevolato ex L. 398/1991 all’ufficio territoriale competente della S.I.A.E.: mediante specifico modello, fermo restando l’obbligo di comunicare l’opzione barrando l’apposita casella prevista nella sezione 3 del Quadro O della dichiarazione annuale IVA.
– Salvo diverse disposizioni, comunicazione operazioni rilevanti ai fini IVA: entro il 30 aprile dell’anno successivo.
– Aggiornamento e compilazione del Registro IVA (ex D.M. 11.02.1997): entro il 15 del mese successivo a quello a cui si fa riferimento.
Versamenti periodici dell’IVA in relazione al regime fiscale adottato: entro il giorno 16 del secondo mese successivo al trimestre di riferimento, mediante Modello F24 in via telematica.
– Presentazione del Modello Unico ENC (Enti Non Commerciali) all’Agenzia delle Entrate: entro il termine del nono mese dalla chiusura dell’esercizio sociale.
Versamento imposte: primo acconto entro il sedicesimo giorno del sesto mese successivo, secondo acconto entro la fine dell’undicesimo mese successivo.
Presentazione del MODELLO INTRASTAT (in caso di operazioni con l’estero): entro il venticinquesimo giorno del primo mese successivo alla chiusura del trimestre e del MODELLO INTRA 12 entro il termine del mese successivo a quello di registrazione della fattura (in dette ipotesi è altresì necessario integrare l’IVA entro il sedicesimo giorno del mese successivo alla registrazione della fattura). Per tutti coloro che desiderassero approfondire la questione segnaliamo una guida gratuita prodotta sul tema e scaricabile al seguente link.

ADEMPIMENTI ulteriori in capo alle Associazioni ed alle Società Sportive Dilettantistiche:
– Affiliazione ad un Ente di Promozione Sportiva, ad una Federazione Sportiva Nazionale o ad una Disciplina Sportiva Associata.
Iscrizione al Registro CONI secondo le ultime delibere: la validità dell’iscrizione è annuale.
Predisposizione e sottoscrizione ogni anno degli eventuali contratti ex lege 342/2000 stipulati con i collaboratori/istruttori sportivi: non sono soggetti ad obbligo di registrazione.
Richiesta e conservazione dei certificati medici degli iscritti: all’atto dell’iscrizione o della partecipazione alle attività sportive dilettantistiche, tenuto conto delle previsioni normative nonchè delle indicazioni del CONI in materia.
– Obbligo di dotazione e impiego di defibrillatori semiautomatici ed eventuali altri dispositivi salvavita da parte delle associazioni e società sportive dilettantistiche alle seguenti condizioni: a) qualora utilizzino un impianto sportivo, come definito dall’articolo 2 del decreto Ministro dell’interno del 18 marzo 1996 e avente carattere permanente, che sia dotato di defibrillatore semiautomatico o a tecnologia più avanzata; b) qualora sia presente una persona debitamente formata all’utilizzazione del dispositivo durante le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate, durante lo svolgimento di attività sportive con modalità competitive ed attività agonistiche di prestazione disciplinate dagli enti di promozione sportiva, nonché durante le gare organizzate da altre società dilettantistiche.

ADEMPIMENTI ulteriori in capo alle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (ONLUS):
– Iscrizione all’Anagrafe delle ONLUS: entro 30 giorni dalla data di redazione (se atto pubblico) o di autenticazione o registrazione (se scrittura privata) dello statuto o dell’atto costitutivo.

ADEMPIMENTI ulteriori in capo alle Associazioni di Promozione Sociale (APS):
– Iscrizione al Registro Nazionale e/o Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale: possono iscriversi a detto Registro le Associazioni di Promozione Sociale costituite ed operanti da almeno un anno.

Per tutti coloro che intendessero verificare la gestione della loro Associazione/Società Sportiva abbiamo ideato un check di cui seguono specifiche. L’intervento proposto prevede:
– invio da parte nostra via mail di apposito questionario in formato excel;
– trasmissione sempre a mezzo mail del questionario compilato unitamente ad una copia di statuto;
– call conference su skype dedicata all’analisi del questionario, della gestione dell’Associazione ed alle eventuali criticità riscontrate, con verifica delle possibili soluzioni operative;
– predisposizione, nell’arco dei 5 giorni lavorativi successivi alla call, di apposita relazione corredata dall’indicazione delle corrette modalità gestionali.

Per maggiori informazioni sul check, cliccate QUI mettendo come oggetto “info check”.

Tutto Non Profit © riproduzione riservata – VOLETE SAPERNE DI PIÙ? Consultate le nostre Guide (cliccando QUI) e richiedete un aggiornamento periodico e approfondito sulle tematiche gestionali e giuridico-fiscali di tutti gli Enti non Profit (ASD, OdV,ONLUS, APS, SSD, …) cliccando QUI.

(Visited 65.871 times, 111 visits today)

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

81 commenti

  1. Buongiorno,
    vorrei chiedere un chiarimento:
    la certificazione dei compensi da fare entro il 28 febbraio, va fatta anche per i "compensi"/ rimborsi per le prestazioni sportive (quelle con contratto fino 7.500 euro per intenderci)? Perchè in quel caso mi sembra di aver capito non ci sia alcuna ritenuta (a differenza delle collaborazioni occasionali ad esempio) e quindi andrebbe fatta lo stesso la certificazione?
    Grazie mille in anticipo per l'attenzione

  2. Volevo inoltre aggiungere al commento precedente un'altra domanda: nel caso vada fatta comunque la certificazione devo presentarla da qualche parte? o è solo uno strumento che mi serve per redigere poi il 770 e/o in caso di controlli?

    1. Buongiorno Anna.
      Assolutamente si. La certificazione va fatta anche per tutti i compensi sportivi, anche se non vengono superati i 7500 euro. La certificazione dovrà essere data al collaboratore, una copia all'Associazione ed una copia al consulente/commercialista che predisporrà il 770 e di cui voi conserverete una copia.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

  3. Buonasera
    puo' lo statuto di una asd prevedere la convocazione del''assemblea dei soci da parte della maggioranza assoluta di essi quando per l'art. 20 cc e' sufficiente che venga richiesta da un decimo dei soci?

    Grazie

    1. Buongiorno.
      Gli articoli che riguardano le Associazioni non riconosciute sono i 36 e seguenti del cc. L'articolo che Lei cita riguarda le Associazioni riconosciute. In qualsiasi caso consiglio di mantenere il decimo, per ovvi motivi….
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

  4. Buongiorno,
    volevo chiederle quali sono gli obblighi periodici di un'Associazione Onlus?
    Per essere più chiari, di anno in anno è necessario adempiere a degli obblighi?
    E se si quali?
    grazie Angelo

  5. salve,
    un'associazione con solo codice fiscale ha dato un rimborso come manutenzione ad una persona fisica…..deve fare 770/2014? grazie

    1. Buona sera.
      Premesso che non comprendo come sia possibile erogare un rimborso per una manutenzione e non un corrispettivo, se per questo soggetto è stata versata la ritenuta d'acconto l'Associazione deve predisporre il 770.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

    2. parliamo di un'associazione di pesca sportiva….il rimborso manutenzione, stà per la pulizia del laghetto sportivo…non è stata versata nessuna ritenuta, ma è stata fatta solo una ricevuta per il compenso.

    3. La pulizia del laghetto non può essere retribuita con i rimborsi sportivi…in quanto non è attività sportiva. In qualsiasi caso, sia che il soggetto venga retribuito da una ASD con i benefici della 342/2000, sia che percepisca un compenso per collaborazione occasionale che prevede il pagamento di una ritenuta, l'ASD deve fare il 770. I migliori saluti, Gabriele Aprile

    4. L'associazione in questione non è una ASD ma un'associazione normale con solo il CODICE FISCALE (senza p.iva)……il compenso lo ha percepito il vice-presidente e non come collaborazione occasionale, ma come rimborso……puo' fare sempre il 770 indicando solo la somma percepita ….sbaglio?

    5. Mi perdoni ma non ritengo assolutamente opportuno erogare un rimborso su una ricevuta per una persona che ha pulito il laghetto. Esistono non a caso i contratti di lavoro e le forme di retribuzione occasionali….I migliori saluti, Gabriele Aprile

  6. Salve, da quello che leggo sopra evinco che l'attribuzione del codice fiscale è obbligatoria, invece io sapevo che è obbligatorio solamente quando si effettuano o si hanno attività/movimenti economici. Quando l'associazione non riconosciuta non effettua e non ha intezione di effettuare movimenti economici ma solo di coordinare e promuovere l'associazione (i suoi soci) non è obbligata ad richiedere il codice fiscale. Sto sbagliando? e se si mi date il riferimento normativo dal queale si evince che è obbligatorio? grazie

    1. Buongiorno.
      E' obbligatorio avere un condice fiscale, registrare gli atti ed inviare il modello EAS per poter godere delle agevolazioni fiscali.
      Se la Vostra Associazione è di fatto uno strumento per coordinare e promuovere se stessa ed i suoi soci senza che vi siano movimentazioni economiche (non entro nel merito di cosa possa significare "promuovere"), può non richiedere il c.f., registrare gli atti, ecc…. di fatto è un gruppo di persone che si riuniscono sotto un nome comune.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

    2. Grazie mille,
      Il nostro è un coordinamento regionale che fa capo all'associazione nazionale, e che intende coordinare e promuovere (confrontare, far incontrare) le associazioni locali che sono affiliate al nazionale.
      Spero di essere stato esaustivo.
      Le chiedo ora per conto dell'associazione locale quali obblighi nascono dall'avere un codice fiscale?

      grazie anticipatamente

  7. Buongiorno,
    volevo chiedere se una Associazione Culturale con C.F., Partita Iva e iscrizione al REA effettuata nel 2011, ma che di fatto fino ad oggi non ha svolto nessuna attività, nè istituzionale né economica, è comunque tenuta al pagamento di qualche onere fiscale, per questi anni di inattività ?
    Grazie mille in anticipo

    1. Buongiorno.
      Avreste dovuto inviare un UNICO a zero ogni anno e avreste dovute pagare i diritti annuali di iscrizione al REA.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

  8. Salve,
    sarei interessato a costituire una associazione culturale, che si occuperà principalmente di organizzare eventi istituzionali (sagre, fiere, mercatini), la nostra forma di "guadagno" avverrebbe esclusivamente dalle quote richieste agli espositori per l'assegnazione degli spazi, dove allestire gli stand.
    Naturalmente queste quote verranno reinvestite dall'associazione per spese di pubblicità, versamento del canone per OSP, ed altre spese inerenti alla realizzazione dell'evento.
    Pertanto volevo chiederle:

    Siamo obbligati all'apertura di p.iva per fatturare le quote degli espositori o basta solo C.f.?

    Se non c'è l'obbligo della P.iva siamo comunque tenuti a compilare dichiarazione fiscale e/o altra documentazione fiscale per questi servizi svolti?

    La ringrazio in anticipo per l'aiuto.

    1. Buongiorno.
      E' possibile inquadrare quali attività istituzionali sia le quote sociali che le quote raccolte dai soci per partecipare alle attività dell'Associazione, senza aprie partita iva.
      L'assemblea dei soci deve approvare una volta all'anno i rendiconti dell'Associazione.

      In conclusione, al fine di aiutarLa a comprendere ulteriormente le peculiarità proprie dell'Ente di cui Le ho precisato gli aspetti richiesti, Le indico infine che sia sul nostro sito web istituzionale (www.movidastudio.it) che sul nostro blog (www.tuttononprofit.com) può trovare talune Guide dedicate esclusivamente al tema degli Enti non commerciali e della loro corretta costituzione e gestione. Le segnalo in particolare:

      – Guida al Non Profit 2012 – Come creare e gestire un'associazione: http://movidastudio.it/ebook_dettaglio.php?pag=2;

      – Non profit: Come posso guadagnare? 2010: http://www.movidastudio.it/ebook_dettaglio.php?pag=6;

      – Accertamenti e verifiche fiscali agli enti non profit: guida operativa 2012: http://movidastudio.it/ebook_dettaglio.php?pag=5.

      I migliori saluti, Gabriele Aprile

  9. Buonasera. Sono il presidente di un circolo privato, nello specifico un club privè. Penso, con l'aiuto del nostro studio commercialista, di aver espletato al meglio tutte le pratiche di apertura e gestione della nostra associazione, ma qualche giorno fa è venuto a farci visita il presidente di una federazione di promozione di locali notturni a proporci il proprio tesseramento e intimandoci di farlo al più presto in quanto previsto dalla legge. Premettendo che già abbiamo regolarmente l’affiliazione con un ente riconosciuto dal ministero, abbiamo veramente l’obbligo di essere affiliati anche a questa federazione ? se si, secondo quale legge ?

    Grazie mille

    1. Buongiorno.
      Premesso che non seguiamo club privè, Vi consiglio di chiedere al presidente di quella Federazione i riferimenti normativi per iscritto.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

  10. sono la presidente di un asd siamo affiliati già all'ACSI Ed ora avendo inseriti i latino americani e caraibici , su richiesta dell'insegnante possiamo affiliarci anche ad un altro ente sprtivo del coni per i nuovi iscritti a queste discuplini ,i quali parteciperanno anche a gare.grazie

  11. Buonasera, faccio parte di un'associazione non riconosciuta che si occupa della raccolta fondi da destinare a scopo benefico. Presto organizzeremo un evento dove alcune aziende si offrono di farci da sponsor, ovviamente però queste ultime ci richiedono fatture o ricevute valide per la detrazione fiscale della sponsorizzazione. Come possiamo comportarci, posto il fatto che l'associazione non ha partita iva? E' possibile emettere in ogni caso fattura? Grazie.

  12. Salve, sono rosario è ho un'associazione culturale con somministrazione alimenti, vorrei partecipare ad una sagra appartenente alla confcommercio di Catania e mi richiedono l'iscrizione al R.E.A. e un documento di autorizzazione alla somministrazione alimentare, possiedo la qualifica alberghiera di cucina, cosa dovrei fare?? Grazie a presto.

    1. Buongiorno.
      Le richieste sono corrette. Dovete produrre i documenti richiesti e provvedere all'iscrizione al REA qualora non sia ancora stata fatta.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

  13. buonasera, vorremmo aprire con altri soci un associazione enogastronomica per corsi di cucina. Ciò che viene cucinato durante i corsi sarà poi somministrato ai soci che hanno partecipato alla lezione…in tal caso abbiamo comunque l'obbligo della cappa aspirante?
    grazie mille
    Giulia

  14. Buongiorno, Faccio parte di un'associazione culturale che opera da poco tempo.
    Premesso che non abbiamo la partita IVA le pongo i seguenti quesiti :
    -Per partecipare ad un festival ci hanno chiesto di fatturare il compenso (sarebbe l'unica dell'anno, ne vale la pena?) e agibilità (di cosa si tratta?)
    -Una volta percepito il compenso può essere distribuito ai musicisti (che compongono il comitato direttivo) come retribuzione per l'attività svolta?
    -C'è un modo per aggirare queste difficoltà?
    Un cordiale saluto,
    Grazie,
    Gianfranco

    1. Buongiorno.
      L'unico modo per non incorrere in alcuna problematica è che chi organizza il festival si accordi economicamente con ogni musicista retribuendolo direttamente, altrimenti è corretto che dobbiate partita iva, emettere fattura, aprire una posizione ex enpals, valutare come retribuire i musicisti (essendo gli stessi anche componenti del direttivo), ecc…
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

  15. mi sorge un dubbio, io ho creato un associazione politico culturale con codice fiscale e conto corrente, ma di soldi niente, sono solo io a metterli per mantenere il conto corrente, ora dovevo fare un modello unico a zero pure io ? cosa rischio? e se volessi chiuderla dovrei poi fare il 770 e modello unico ?

    saluti
    Bruno

    1. Buon giorno Bruno. Il modello UNICO va presentato nel caso di esercizio di attività commerciale da parte dell'Associazione, mentre il 700 nel caso in cui vengano corrisposti compensi ai collaboratori. Differentemente non sono previsti obblighi. Cordialità, Stefano Bertoletti

  16. Buongiorno, io ho un'associazione senza partita iva e vorrei assumere un dipendente. Devo aprire la partita iva oppure posso lasciare la mia associazione soltanto con il codice fiscale? grazie

  17. SALVE ABBIAMO PRESENTATO EAS IL 59° Venerdi alle ore 16.00 circa, adesso il CAF ci ha detto che non siamo entro i termini di tempo perchè dovevamo spedirlo entro le ore 12.00.
    è mai possibile che averlo trasmesso al 59° giorno e non essere più in tempo?
    grazie

  18. Salve avrei una domanda ..la registrazione dell'Atto Costitutivo e Statuto all'Agenzia delle Entrate è propedeutica alla iscrizione nel registro Coni ? Posso costiture un 'associazione con scrittura privata autenticata senza registrazione all Agenzia delle entrate da presentare al Coni per ottenere la qualifica di asd ,e beneficare della 298/2002 ?

    1. Buona sera Beppe. Il primo adempimento fiscale coincide con la registrazione dell’atto costitutivo e dello statuto all’Ufficio locale competente dell’Agenzia delle Entrate con pagamento dell’imposta di registro in misura fissa (200 euro). A questo segue l'iscrizione ad un EPS/FSN per il successivo accreditamento al CONI. Cordialità, Stefano Bertoletti

  19. Salve, per un'associazione culturale educativa esiste una maniera per poter proporre alcuni corsi nelle aziende?Esiste una modalità senza che i dipendenti si associno all'associazione? Nel senso, è possibile stipulare un protocollo d'intesa o qualcosa di simile?
    Grazie, Mario

    1. Buon giorno Mario. E' possibile, ma occorrerà definire la natura dei denari che incasserà l'associazione, in quanto se trattasi di corrispettivi versati da soci per la partecipazione ad attività coerenti con le finalità sociali potranno essere considerati attività istituzionale, diversamente dovranno essere considerati attività commerciale (per l'esercizio della quale occorre che l'Ente si doti di partita IVA). Trova un nostro approfondimento specifico qui: http://www.tuttononprofit.com/2013/10/come-distinguere-le-attivita.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

    2. Questo vale anche con gli enti pubblici o solo con i privati? Per esempio con le scuole pubbliche, bisogna chiedere comunque l'iscrizione dei ragazzi all'associazione o l'associazione può svolgere attività, affini allo statuto, all'interno dell'istituto ma stipulando un accordo con la scuola per cui sarà la scuola a prendere le iscrizioni (monetarie) dei partecipanti?

  20. Buongiorno, mi chiamo Nicola, ho appena costituito un'Asd per lo Skateboarding, non sono ancora associato ad un ente di promozione sportiva, ne ho fatto nient'altro che costituire l'associazione e registrarla con statuto e atto costitutivo, volevo partecipare ad un mercatino con somministrazione di alimenti e bevande, per raccogliere fondi per comprare delle strutture per lo skatepark.
    Ho capito che bisogna quindi aprire la partita iva, ma vorrei sapere cosa comporta e cosa devo fare, mi spiace, ma sono giovane, e non molto afferrato in queste cose burocratiche.
    Se volete reindirizzarmi ad altre discussioni ma va benissimo.
    Mille grazie

    1. Buongiorno Nicola. Prmesso che per una ASD l'iscrizione al CONI attraverso un Ente di Promozione Sportiva o Federazione Sportiva Nazionale è condizione indispensabile per godere delle agevolazioni fiscali, se intende partecipare ad un mercatino per vendere oggetti necessaria è l'apertura di partita IVA da parte dell'associazione, seguendo il regime fiscale tipico per gli Enti non Profit (http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html). Se intende invece effettuare una raccolta fondi in occasione di un evento specifico la prassi è diversa (http://www.tuttononprofit.com/2013/11/focus-su-raccolte-fondi-tombole.html). Per distinguere la natura dei corrispettivi segnalo un nostro articolo specifico: http://www.tuttononprofit.com/2013/10/come-distinguere-le-attivita.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  21. Buongiorno,
    un'associazione sindacale che presta servizi di contabilità agli associati tramite professionista convenzionato, deve emettere fattura nei confronti degli stessi o è sufficiente emettere una ricevuta fiscale?

    1. Buon giorno. Il documento fiscale, se da emettersi (visto che le associaizoni in regime 398/91 sono esonerate dall'obbligo, come spiegato QUI http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html) e se richiesto, deve essere emesso dal soggetto che riceve il pagamento: dunque se viene pagata l'associaizone dovrà da questa essere emesso, se viene pagato il professionista dovrà essere da questo prodotto idoneo documento fiscale. Cordialità, Stefano Bertoletti

  22. Buonasera,
    pongo un quesito relativo a un'associazione culturale ONLUS che è stata creata per la raccolta fondi e donazioni per il recupero di un immobile storico.
    Domanda: è possibile nel futuro trasferire i fondi raccolti al Comune per il supporto del medesimo nelle attività di restauro e recupero? o è vietato per effetto dell'impossibilità di trasferire ogni tipo di avanzo, utile, fondo ecc. se non solo vs altra ONLUS come previsto dalla legge (art. 10, comma 1, lett. d del d.l. 460/97)?
    Le donazioni fatte a ONLUS so che possono comunque essere trasferite per sostenere cause specifiche ….ho un po' di confusione…. grazie se qualcuno sa darmi informazioni precise.

    1. Buona sera. Il citato articolo dispone "il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonche' fondi, riserve o capitale durante la vita dell'organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura". Per la destinazione dei denari occorre pertanto verificare in maniera specifica le finalità per le quali è stato costituito l'Ente, e ciò al fine di non risciare di violare il dettato normativo. Cordialità, Stefano Bertoletti

    1. La ringrazio Artemio per il contributo, ma l'articolo di cui sopra è stato realizzato con l'obiettivo di raggruppare tutti gli adempimenti che in via generale rigurdano gli Enti non commerciali, motivo per cui si è chiesto al lettore un approccio critico alle scadenze, come precisato in premessa, ribadendo che "taluni degli adempimenti risultano inscindibilmente connessi allo statuto dell’Ente". Sul tema de modello EAS sono stati infatti predisposti più articoli specifici, in uno dei quali trova l'elencazione puntuale degli Enti esonerati dall'invio, come potrà leggere Lei stesso (http://www.tuttononprofit.com/2013/07/modello-eas-questo-sconosciuto-cose_24.html). Molte cordialità, Stefano Bertoletti

  23. Buongiorno Stefano Bertoletti,
    per favore avrei alcune domande da farle, ma prima le spiego il nostro caso.
    La nostra associazione è affiliata allo CSEN che è convenzionata con la FIWUK (Federazione Italiana Wu Shu Kung Fu). Noi non siamo, per ora, affiliati alla Fiwuk, ma solo allo CSEN.
    Un nostro nuovo istruttore di kung fu ci ha fatto una strana richiesta. Essendo a sua volta socio/istruttore di un'altra associazione sportiva dilettantistica (affiliata alla Fiwuk) oltre alla nostra, richiede come PRASSI la quota associativa e la quota tesseramento Fiwuk ai nostri soci partecipanti al suo corso (due quote diverse). I nostri soci pagano già la quota associativa/tesseramento CSEN presso la nostra associazione (noi invece uniformiamo tutto in un'unica quota) ed il corso è tenuto nella sede operativa della nostra Associazione. Tale richiesta è stata fatta perché per il riconoscimento dei gradi delle cinture (bianche, blu, rosse, nere) ci vuole l'affiliazione alla Fiwuk.
    1. E' legale far pagare ai nostri soci (sia che vogliano o che non vogliano il riconosciemento delle cinture) che fanno il corso di kung fu nella nostra sede operativa anche la quota associativa dell'associazione dell'istruttore? Quindi 2 quote associative?
    2. Se sì, ai nostri soci a cui non importa del riconoscimento dei gradi possiamo far pagare solo la nostra quota associativa/tesseramento CSEN?
    3. Ai nostri soci che vogliono il riconoscimento dei gradi, non è meglio che facciamo NOI come Associazione la doppia affiliazione CSEN/FIWUK di modo da far risparmiare ai soci una doppia quota associativa che riteniamo inutile e onerosa per loro?

    1. Buongiorno. Se un corso viene organizzato e gestito dalla Vostra associazione affiliata allo CSEN i partecipanti a detto corso non potranno che venir tesserati allo CSEN. Se occorrono dei riconoscimenti sportivi specifici erogati da un'altra Federazione occorrerà che l'Associazione si affili direttamente alla citata Federazione. Cordialità, Stefano Bertoletti

  24. Buonasera e complimenti per le preziose informazioni.
    Sono in fase di startup di una ASD senza scopo di lucro: mi sembra di capire che la registrazione presso l'Agenzia delle Entrate con attribuzione del C.F. (con registrazione statuto, ecc..) + l'invio del modello EAS siano indispensabili.
    Domanda: nel caso in cui l'ASD non raggiunga gli obiettivi prefissati nei successivi 12 mesi (= nessun tesserato nessuna spesa/pagamento nessun introito) se e quali adempimenti fiscali dovrà adempiere (dichiarazioni, pagamenti all'erario, ecc..) ?
    Diciamo che potrebbe rimanere "dormiente" per un periodo medio-lungo (12/24 mesi)..
    grazie
    mv

    1. Buongiorno. Occorrerà che l'Ente rispetti le previsioni statutarie (numero minimo di riunioni di consiglio direttivo annue, approvazione rendiconti da parte dell'assemblea dei soci, ecc …): chiaramente se non compenserà nessuno né eserciterà attività di natura commerciale non saranno richiesti obblighi dichiarativi (770, UNICO, …). Cordialità, Stefano Bertoletti

  25. gradirei sapere a quale regime fiscale è soggetta una associazione culturale che offre servizi gratuiti rivolti a tutti(conferenze, corsi di lingua concerti..)e che basa la sua sussistenza su una donazione di una sede sociale e locali per attivittà culturali. Per poter pagare le bollette, far fronte a spese organizzative (rimborsi spese ai conferenzieri, spese postali, pulizia e manutenzione locali) ha locato un magazzino facente parte della donazione a un esercizio commerciale confinante. Oltre a pagare Tari, IMU sul fabbricato sede dell'associazione, i proventi dalla locazione a quale regime fiscale vanno assoggettati considerato che non vi è distribuzione di utili fra i soci, ma gli utili vanno utilizzati per la manutenzione del fabbricato. Grazie

    1. Buongiorno. Il rtegime fiscale delle attività commerciali dipende da quello opzionato in sede di apertura della aprtita IVA; segnalo in proposito un nostro specifico articolo di approfondimento: http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html. per quanto riguarda invece le attività istituzionali segnalo invece un altro nostro articolo: http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  26. Buongiorno, io non riesco a capire la differenza tra associazione di promozione sociale e associazione culturale; sia nella sostanza che nelle modalità di costituzione e gestione. Potete aiutarmi? Grazie.

    1. Buongiorno Nadia. Le modalità di costituzione e gestione, nei fatti, sono analoghe, essendo entrambe le tipologie di Enti senza finalità di lucro e di tipo associativo (dunque è possibile procedere con una scrittura privata registrata all'Agenzia delle Entrate). Unico onere aggiuntivo in capo alle APS, come segnalato nell'articolo, è l'iscrizione al Registro delle Associazioni di Promozione Sociale. Ciò posto la differenza sostanziale tra i due Enti riguarda il fine ideale nella "sostanza", nel senso che uno persegue uno scopo genericamente "culturale" mentre l'altro un fine di "promozione sociale" ex lege 383/2000 (http://movidastudio.it/ebook_dettaglio.php?pag=9). Cordialità, Stefano Bertoletti

  27. Buongiorno,
    volevo dei chiarimenti:
    1) Sono il presidente di un Associazione culturale con codice fiscale che si occupa di arte e cultura ;
    2) abbiamo un contratto di affitto e abbiamo pensato di subaffittare lo spazio a tre ditte individuali che tra l’altro fanno parte dell’associazione. E’ possibile farlo in modo totale da riuscire a pagare l’affitto?Il proprietario è disposto a scrivere sul contratto a chi l’associazione può subaffittare lo spazio.
    3) Ci capita di organizzare degli eventi per aziende o altre associazioni all’interno dello spazio; possiamo emettere ricevuta per il compenso richiesto?

    1. Buongiorno. Per le Associazioni è confermata la assoggettabilità ai criteri di sorvegliabilità, infatti gli stessi devono essere ubicati in locali non aperti al pubblico e senza accesso diretto dalla pubblica via, in conformità con il D.M. 17.12.1992, n. 564, come modificato dal D.M. 5.8.1994, n. 534. La citata normativa in merito alla sorvegliabilità dei circoli privati stabilisce che nessun accesso ai locali di somministrazione può essere diretto dalla pubblica via, nessuna indicazione deve essere visibile dall’esterno in riferimento all’attività di somministrazione che si svolge all’interno e che non è mai consentito autorizzare la somministrazione al di fuori di locali. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. Buongiorno
        volevo chiedere una associazione con solo il codice fiscale puo’ organizzare eventi senza scopo di lucro per persone che anno perso tutto e che sono rimaste senza casa senza una mano senza una gamba tanto per capirci in guerra in ucraina, per poterle aiutare volevamo organizzare eventi per questo tipo di problema, cosa doviamo fare grazie e come dobbiamo muoverci in quale direzione!! l’associazione con solo il codici fiscale può fare ciò che ho espresso in questa mia domanda! mi pu rispondere alla mia mail daniel.jose@libero.it grazie

        1. Buongiorno. Le segnalo un nostro articolo di approfondimento nel quale vengono chiarite le differenze tra attività istituzionale (esercitabile da parte di un’Associazione con il solo codice fiscale) ed attività commerciale (per l’esercizio della quale occorre che l’Ente sia titolare di partita IVA): http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html. Da quanto leggo ed intendo nulla osta alla possibilità di organizzare gli eventi che immaginate di proporre. Cordialità, Stefano Bertoletti

  28. Salve a tutti,
    sono Marco, presidende di una Associazione Culturale di Promozione Sociale costituita a maggio 2016; ancora deve compiere il primo anno.
    abbiamo deciso a gennaio di trovare una sede operativa, nonchè la sede fiscale.
    Abbiamo trovato il locale confacente alle nostre esigenze, ma dao che l’affitto è alto ci dobbiamo e ci dobbiamo autofinanziare e la cosa che accomuna i soci fondatori è la musica, faremo dei concerti JAZZ a questo scopo. Infatti daremo l’opportunità ai soci che assisteranno a questi concerti, a prezzi popolari, di bere e mangiare (cose fredde non cucinate), ricavandone il sostentamento per l’affitto. lo scopo principale, corsi di vario genere: Laboratori di scrittura, corsi di lingue, corsi di musica etc.
    apporteranno solo la quota delle utenze. la domanda è : pur essendo affiliati alla FiTel, ente riconosciuto dal Ministro dell’Interno, e da loro ottenuti i permessi di somministrazione, quali sono gli adempimenti necessari per presentare la scia? tenedo conto che non avremo lavoratori non soci ed effettivamente i soci che lavoreranno a questi progetti non percepiranno compensi?
    Grazie

    1. Buongiorno. Nel caso di somministrazione di alimenti e bevande (attività commerciale per l’Associazione) occorre che l’Ente sia titolare di partita IVA e pertanto versi le imposte alle scadenze e secondo le aliquote previste dal regime fiscale opzionato in sede di apertura della partita IVA relativamente ai proventi incassati da detta attività (http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html). Ovviamente i locali adibiti alla somministrazione dovranno altresì essere idonei dal punto di vista sanitario e strutturale prima di poter procedere con l’attività in questione, e ciò in funzione delle previsioni delle diverse leggi regionali. Cordialità, Stefano Bertoletti

  29. Buonasera
    ho un associazione culturale con pochi soci che versano una quota annuale, l’atto costitutivo è stato regolarmente registrato al’agenzia delle entrate dove abbiamo aperto il codice fiscale.
    La domanda è :
    i verbali di riunione devono essere vidimati ??
    il cambio di presidente và comunicato all’agenzia delle entrate ?
    Grazie

    1. Buongiorno. Per le associazioni non esiste obbligo di legge di vidimazione dei libri sociali, motivo per cui è possibile che vengano adottati registri a fogli fissi debitamente compilati e sottoscritti da tutti gli aventi diritto. Sul tema segnalo un nostro approfondimento specifico: http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html. In relazione alle variazioni, invece, confermo al necessità di comunicarle in Agenzia Entrate attraverso gli specifici modelli predisposti in funzione della variazione (AA5/6, AA7/10 o EAS). Cordialità, Stefano Beroletti

  30. buongiorno. Con una asd (senza p.iva) tempo fa abbiamo acquistato da un privato una automobile da utilizzare come auto a disposizione delle attività per gli spostamenti (principalmente trasferte). Ora che non ci serve più il direttivo ha deliberato di rivenderla. Devo chiedere p.iva e fare fattura o posso venderla con semplice ricevuta e poi dichiarare il reddito in “redditi diversi”?
    grazie

    1. Buongiorno. Questo il dettato dell’art. 67 co. 1 lett. i) del TUIR: ” Sono redditi diversi se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da societa’ in nome collettivo e in accomandita semplice, ne’ in relazione alla qualita’ di lavoratore dipendente … i redditi derivanti da attivita’ commerciali non esercitate abitualmente”. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. Salve,
        da poco ho istituito un associazione culturale musicale con il solo codice fiscale.
        Ho gia una partita iva personale come musicista. Ora prima di aprire P.Iva dell’associazione, mi è venuto il dubbio. Potrei chiudere la mia P.Iva personale e aprire quella dell’associazione, usandola poi anche per i contratti con i teatri come singolo musicistà?

        1. Buongiorno. Qualora l’associazione deliberasse di aprire la partita IVA potrà esercitare attività rilevante ai fini commerciali (sponsorizzazioni/pubblicità, attività nei confronti di terzi, …), ma detti proventi risulterebbero, chiaramente, dell’associazione stessa (http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html). In altre parole per poterLe permettere di continuare ad operare “sul mercato” come libero professionista è necessario che Lei mantenga aperta la Sua attuale partita IVA. Cordialità, Stefano Bertoletti