Recedere dalla qualifica di Socio in una Associazione

DOMANDA:
Mio padre ha costituito una Associazione insieme ad altre persone nel mese di luglio, ma per vari motivi (anche derivanti da alcune liti) vuole recedere. Il problema è che lui non è in possesso di una copia dello statuto e gli altri soci non gli permettono di averne una copia. C’è un modo per reperire una copia dello statuto in altri modi? E anche se è passato poco tempo dalla nascita dell’associazione può recedere tranquillamente? E in caso di non accettazione degli altri soci della lettera di dimissioni come può fare?

RISPOSTA:
Non è possibile recedere dalla qualifica di SOCIO FONDATORE di una Associazione. Detti soggetti sono i costituenti dell’Ente, che rimarranno tali a prescindere dalle vicende che coinvolgeranno l’Ente stesse. E’ invece possibile recedere dalla qualifica di socio “ordinario” oppure da una qualsiasi carica rivestita all’interno del Consiglio Direttivo.
In tale seconda circostanza, che immagino che sia quella che interessa Suo padre, occorre verificare le disposizioni statutarie, anche se solitamente occorre semplicemente che il soggetto dimissionario formalizzi la propria volontà di recedere/dimettersi attraverso comunicazione scritta (raccomandata, mail, pec, …) da inviare presso la sede legale dell’Associazione (eventualmente anche portandola all’attenzione di tutti gli altri membri dell’organo Direttivo).
Espletata questa formalità sarà il Consiglio Direttivo a doversi attivare per colmare il vuoto generato dalle dimissioni del soggetto. A tal proposito ricordiamo che comunque il Socio dimissionario sarà responsabile delle azioni che ha intrapreso in nome e per conto dell’Associazione prima delle dimissioni.

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65 commenti

  1. Buonasera,
    ho rassegnato le dimissioni da un'associazione per motivi di incompatibilità con gli altri membri. Ora sia il presidente che vice me le contestano, sottolineando che non sono esaustive. Alle mie rimostranze , dato che in casi precedenti erano state accettate senza problemi, mi è stato risposto: " gli altri hanno date motivazioni concrete e noi eravamo consapevoli della loro uscita". Come posso uscirne? Devo sentire un avvocato?

    1. Buongiorno Silvia. Nessuno può obbligarLa a far parte della compagine sociale di un Ente di tipo associativo, e ciò indipendentemente dalle motivazioni a sostegno della Sua eventuale decisione di dimettersi. In questa linea mi limiterei a ribadire in modo certo (raccomandata/PEC) la Sua scelta irrevocabile di dimettersi, eventualemnte per motivi personali. Cordialità, Stefano Bertoletti

  2. Buonasera Stefano Bertoletti,
    volevo porle alcuni quesiti per favore.
    La nostra Associazione ha ricevuto alcune dimissioni da parte di Soci Ordinari. Sul nostro statuto c'è scritto la qualifica di associato viene meno per: A) Dimissioni B) Morosità C) per Radiazione
    La radiazione viene deliberata dal Consiglio Direttivo.
    Essendo costituiti solo da un anno e purtroppo sono le nostre prime dimissioni da affrontare le mie domande sarebbero:
    1) Non essendo specificato la procedura per le dimissioni il consiglio direttivo deve deliberarle?
    2) Se non deve, è meglio farlo?
    3) Se invece deve che data bisogna mettere sul libro soci? Quella della delibera del Consiglio o quella della lettera di dimissioni del socio?

    Un grazie infinite

    1. Buongiorno. E' sicuramente opportuno che vengano ratificate dal CD le dimissioni presentate, eliminando dal libro soci i nominativi a far data da quanto precisato nella lettera di dimissioni stessa. Cordialità, Stefano Bertoletti

  3. Salve,
    pongo a lei il mio quesito. Dopo le dimissioni di un vice-presidente tramite lettera al consiglio e successiva elezione di un
    sotituto, è necessaria qualche comunicazione all'agenzia delle entrate alla quale è registrato l'atto costitutivo contenente il primo
    consiglio direttivo dell'associazione sportiva dilettantistica?

    Ringrazio in anticipo del supporto

    1. Buongiorno. L'elezione di un nuovo vicepresidente, ferma la necessità di verificarne le modalità in base alle disposizioni statutarie, non prevede obblighi di comunicazione in Agenzia Entrate. Discorso diverso in caso di modifica di Consiglio Direttivo/Presidente. Cordialità, Stefano Bertoletti

    2. Buongiorno Stefano,
      il vice-presidente era un componente del consiglio direttivo. Come e cosa si dovrebbe comunicare all'Agenzia essendo cambiato il consiglio direttivo? Chi dovrebbe occuparsene?
      Grazie mille per il supporto

  4. salve mi chiamo Alessandra io sono socio fondatore e sono vice presidente di un assoccazione onlus io ho inviato una raccomandata per rassegnare le mi dimissioni dei tutti i miei incarichi mi e stato risposto tramite un messaggio whatsApp che il direttivo non le hanno accettate , allora io ne ho spedita una seconda con le motivazione che mi ha spinto nella mia decisione (ed ho scritto per incongruenza con il presidente e come devo fare per farmi cancelare anche sul cd

    1. Buongiorno Alessandra,
      come indicato nell'articolo occorre verificare le disposizioni dello Statuto Sociale relative alle dimissioni di un membro del Consiglio Direttivo. In mancanza di un iter prestabilito, è sufficiente l'invio di una raccomandata. Stando alla situazione da lei descritta, non comprendiamo a che titolo l'Associazione possa rifiutare le sue dimissioni.
      Cordialmente,
      Giacomo Marchesi

  5. Buon giorno

    scrivo in qualità di Presidente Associazione no profit, ho bisogno delle delucidazioni in merito ad una modifica da apportare allo Statuto e la procedura da applicare in questo caso, Uno dei Soci fondatori deve rassegnare le dimissioni per gravi problemi personali,al suo posto subentra uno dei soci ordinari, quale procedura devo eseguire?

    Cordiali saluti

    1. Buongiorno. Come precisato nell'articolo, non è possibile recedere dalla qualifica di "socio fondatore" di un'associazione. E' certamente possibile che un socio fondatore decida di non far più parte di un ente rassegnando le proprie dimissioni, ma la sua qualifica di "fondatore" dell'Ente permarrà per sempre e sarà sempre riscontrabile nell'atto costitutivo dell'Ente (che non può essere modificato). Nel caso in questione pertanto non si può verificare alcun subentro né è necessario procedere, alla luce di quanto da Lei indicato, con una "modifica da apportare allo statuto". Cordialità, Stefano Bertoletti

  6. Buongiorno Stefano,

    per recedere come consigliere o socio ordinario da una ONLUS, è sufficiente portare di persona la lettera di dimissioni, in forma corretta, al presidente direttamente nella sede (mi sembra una forma meno spersonalizzante rispetto alla raccomandata….)?
    Questa lettera dev'essere controfirmata dal presidente oppure basta consegnarla a lui con la firma del socio consigliere dimissionario (tenendone una copia per sè)?
    Oppure consiglia comunque di fare una raccomandata?

    grazie e saluti

    1. Grazie mille per la gentilezza e la tempestività, suppongo quindi che sia meglio fare una raccomandata. In ogni caso, mi conferma che non serve avere una copia controfirmata dal presidente?
      grazie nuovamente

    2. E' opportuno conservare una copia controfirmata dal Presidente nell'ipotesi di consegna a mano al fine di poter provare l'avvenuta consegna della missiva e la relativa data di invio. Cordialità, Stefano Bertoletti

  7. se per incompatibilità con gli altri membri di un'associazione appena instaurata uno dei soci fondatori si dimette ha diritto almeno al rimborso delle somme stanziate per l'acquisto dei beni mobili ed anticipi affitto oppure non gli si deve niente?

    1. Buongiorno. La risposta al Suo quesito dipende dalla natura dei denari corrisposti all'Associaizone da parte del soggetto. Infatti qualora trattasi di liberalità/donazione è da ritenersi che il soggetto non possa chiederne la restitutizone (trattasi infatti di vero e proprio "regalo"); discorso diverso nell'ipotesi di prestito infruttifero (analizzato in questo nostro articolo http://www.tuttononprofit.com/2013/05/anticipo-eo-prestito-infruttifero-da.html) in relazione al quale l'associaizone è tenuta alla restituzione dei denari a lei prestati (senza ovviamente la corresponsione di interesse di sorta). Cordialità, Stefano Bertoletti

  8. Buona sera,

    sono fondatore e ricopro il ruolo di vicepresidente di una ONLUS. Il Presidente funge, per statuo, anche da tesoriere. Ora mi trovo in lite con i soci fondatori e vorrei uscire in via definitiva dall'associazione. Purtroppo non ho lo statuto e difficilmente riuscirei ad averne copia. Come mi consiglia di comportarmi?
    Inoltre non essendo il tesoriere in caso di mala gestione da parte del Presidente e tesoriere la mia figura è soggetta a qualche rischio?
    Grazie anticipate della sua risposta
    Antonio A.

    1. Buonasera. Premesso che all'interno degli Enti senza finalità di lucro non riconosciuti la responsabilità è in capo ai soggetti che agiscono in nome e per conto dell'Ente stesso (questo il nostro ultimo approfondimento sul tema http://www.tuttononprofit.com/2016/06/enti-non-profit-senza-personalita-giuridica-quali-responsabilita-consiglio-direttivo-presidente.html), nel caso prospettato se intende "uscire in via definitiva dall'associazione" il suggerimento è quello di rassegnare le proprie dimissioni (con data e contenuto "certo", quindi meglio se a mezzo raccomandata oppure anche PEC) inviando specifica comunicazione all'associazione ed al consiglio direttivo tutto. Potrà così chiarire le ragioni alla base delle sue dimissioni ed uscire dalla compagine sociale. Come detto permarranno a suo carico le responsabilità connesse al suo operato, mentre a partire dalla data delle sue dimissioni in avanti non potranno esserle addossate responsabilità di sorta. Cordialità, Stefano Bertoletti

  9. Buongiorno, faccio parte di un’associazione culturale formata da 6 soci fondatori. uno di questi anche facente parte del consiglio direttivo e tesoriare ha dato formale dimissione con mail all’attenzione del Presidente. un altro non si presenta piu alle riunioni e si è defilato, non essendo piu interessato all’attività dell’associazione, in questo caso come ci si deve comportare?

    1. Buongiorno. Occorre verificare le disposizioni statutarie al fine di comprendere quale sia l’iter corretto da seguire. Se infatti le dimissioni di uno o più componenti del CD comportano la decadenza dello stesso Organo Direttivo occorrerà necessariamente convocare un’assemblea sociale avente all’ordine del giorno l’elezione di un nuovo Consiglio Direttivo. Allo stesso modo occorre verificare sullo statuto sociale quali siano i “provvedimenti” che possano essere adottati nei confronti di un socio membro del Consiglio che non onori il suo mandato (http://www.tuttononprofit.com/2015/06/esclusione-socio-associazione-termine-impugnazione-delibera-assembleare.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  10. Buonasera. Sono segretario e socio fondatore di un’associazione culturale. Voglio dimettermi e nello statuto vi è un art che cita:”la qualifica di socio può venire meno per o seguenti motivi: a. Per dimissioni, da comunicarsi per iscritto almeno un mese prima dello scadere dell’anno. B. Per perdita di qualcuno dei requisiti di ammissione c. Per delibera di espulsione d. Per morte.” Io ho consegnato per iscritto le mie dimissioni ma dicono che non bastano , ma non mi dicono cosa debbo fare per uscirne e prendono tempo. Possibile qualche rivalsa? Possibile che non riesca ad Uscirne? Grazie molte!

    1. Buongiorno. Non è possibile che Le venga impedito di rassegnare le prorpie dimissioni: il suggerimento è quello di utilizzare uno strumento certo (raccomandata, PEC, …) al fine di poter conferire “data certa” alla Sua volontà in forza delle previsioni statutarie. Cordialità, Stefano Bertoletti

  11. Buongiorno faccio parte del comitato direttivo un’associazione no profit, vorrei dimettermi ma nello statuto nn c’è nulla di scritto riguardi alla modalita di dimissioni.
    Inoltre c’è scritto che il Consiglio direttivo ha durata tre anni quindi scadenza maggio 2018.
    Cosa devo fare perché le dimissioni siano valide?
    Grazie

    1. Buongiorno. Premesso che se il Vostro statuto sociale nulla definisce relativamente alle possibili modalità di dimissioni/recesso da parte di un socio, è probabile che per lo stesso sia opportuna una revisione organica nel solco delle previsioni obbligatorie stabilite dalla norma di riferimento (D. Lgs. 460/97, qui il nostro approfondimento http://www.tuttononprofit.com/2015/06/10-regole-che-non-possono-mancare-nello-statuto-di-una-associazione.html), nessuno può essere “obbligato” a far parte di un’associazione contro la prorpia volontà, motivo per cui, anche in assenza di previsioni specifiche, è sufficiente una formale comunicazione, recapitata in maniera certa ed in data certa (raccomandata, PEC, …), in cui venga esplicitata la Sua volontà (ed eventualmente, se lo ritiene, le ragioni alla base della Sua decisione). Cordialità, Stefano Bertoletti

  12. salve,
    volevo sapere nello specifico le modalità con cui un membro di una associazione ricoprente la carica di segretario o cassiere deve presentare le sue dimissioni. occorre una raccomandata con ricevuta di ritorno o basta una mail o anche consegnata a mano?
    grazie

    1. Buongiorno. Se né lo statuto sociale né un regolamento interno individuano specifiche modalità di dimissione, è sufficiente utilizzare uno strumento certo, nella data e nel contenuto della comunicazione (raccomandata, PEC, …). Cordialità, Stefano Bertoletti

  13. salve,
    vorrei sapere, aldilà di quanto previsto dal regolamento di una associazione sportiva dilettantistica, se il socio può richiedere la sospensione temporanea dall’ Associazione per motivi di salute o altro,
    presentando opportuna documentazione o autocertificazione, (che attesti per esempio l’inabilità temporanea alla pratica sportiva) e non pagare, nel periodo di sospensione, la quota associativa.

    1. Buongiorno. Il pagamento della quota associativa annuale perfeziona e conclude l’iter di iscrizione dell’aspirante socio, e pertanto di norma viene saldata in un’unica soluzione in esito all’apporvazione della domanda di ammissione da parte del consiglio direttivo (http://www.tuttononprofit.com/2013/09/come-gestire-la-domanda-di-ammissione.html). Discroso diverso per le eventuali quote attività richieste, che potranno essere sospese o meno in funzione del regolamento dell’Ente. Cordialità, Stefano Bertoletti

  14. Buongiorno, ho costituito una associazione da pochi mesi e sono in attesa della iscrizione nel registro delle ONLUS. Siamo tre soci fondatori, di cui una Presidente, la sottoscritta, un’altra Vice Presidente ed un’altra Segretario. Da metà agosto c’è il problema della “sostituzione” del socio fondatore con la carica di Segretario. Mentre non è un problema per il Consiglio Direttivo dare l’incarico ad altro socio per la funzione di segretario, come previsto dallo statuto, non so come risolvere il problema della “sostituzione” del socio fondatore a seguito di sue dimissioni da segretario e sua volontà di uscire definitivamente dalla associazione.
    Grazie

    1. Buongiorno. E’ possibile, ovviamente, che un soggetto rassegni le proprie dimissioni da una carica rivestita all’interno del consiglio direttivo di un’associazione, ma se lo stesso ha contribuito alla fondazione dell’Ente, risultando tra i fondatori, questo “fatto” non si può “cancellare” o “eliminare”, perchè resterà per sempre tra i fondatori dell’Ente stesso. In ogni caso questa circostanza non attribuirebbe necessariamente al soggetto responsabilità gestionali di sorta qualora lo stesso dovesse fuoriuscire dalla compagine sociale in esito a dimissioni volontarie, e ciò in ragione del fatto che la responsabilità permane in capo a coloro che agiscono in nome e per conto dell’Ente stesso (http://www.tuttononprofit.com/2016/06/enti-non-profit-senza-personalita-giuridica-quali-responsabilita-consiglio-direttivo-presidente.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  15. Buongiorno,
    ho una secondo quesito collegato in qualche modo al primo. Poiché il consiglio direttivo era composto dai tre soci fondatori e uno se n’è andato in via definitiva, possiamo deliberare ad esempio la ratifica delle dimissioni del Segretario (il terzo socio fondatore che se n’è andato) con un CD a due persone? Nello Statuto è previsto che il Segretario venga nominato dal Presidente sia tra i soci che tra i non soci. In seguito verrà convocata una assemblea straordinaria per l’elezione del nuovo CD. Grazie

    1. Buongiorno. Come è possibile che un “non-socio” di un’Associazione amministri detto Ente di tipo associativo facendo parte del suo consiglio direttivo? Non è possibile … quanto alla legittimità di un CD composto da sole due persone occorre verificarne la compatibilità con le previsioni statutarie. Cordialità, Stefano Bertoletti

  16. Buon giorno
    Sono il presidente di un’associazione no profit e parlando con gli altri soci e il direttivo ci chiedevamo se e possibile togliere la quota annuale da versare , Bisogna modificare lo statuto?

  17. Buongiorno
    Sono membro di una Associazione Culturale che ha circa 2 anni di vita. Per motivi di salute e per la condotta pessima che altri membri hanno avuto nei confronti dell’Associazione io vorrei rassegnare le mie dimissioni.
    Volevo chiedere se in caso di mie dimissioni, potrei comunque avere in seguito delle responsabilità economiche e non solo, in caso di debiti dell’Associazione stessa.
    Grazie.

    1. Buongiorno. Questo il dettato dell’art. 38 del codice civile sul punto: “Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione”. In altre parole a far data dalle Sue dimissioni non potrà più essere in alcun modo ritenuto responsabile di quanto potrà venire da quel momento in avanti, ma resta responsabile, per il passato, delle obbligazioni assunte in nome e per conto dell’Ente stesso (http://www.tuttononprofit.com/2016/06/enti-non-profit-senza-personalita-giuridica-quali-responsabilita-consiglio-direttivo-presidente.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  18. buona sera signor Bertoletti sono il presidente di una associazione no profit, purtroppo una nostra amica Socio Fondatore è venuta a mancare qualche giorno fa , so che per la carica di vice presidente che aveva dovrò indire una nuova assemblea, ma per l’atto costitutivo e lo statuto cosa cambia? grazie Russo luigi

    1. Buongiorno. Per l’elezione di un nuovo componente del Consiglio Direttivo occorre verificare le disposizioni statutarie e convocare un’assemblea sociale funzionale all’elezione di un nuovo membro del CD. L’atto costitutivo e lo statuto restano invece invariati rispetto alla modifica della compagine sociale, in quanto direttamente su di essi non occorre operare alcun cambiamento (i soci fondatori dell’ente ne risultano infatti i costituenti, per sempre). Cordialità, Stefano Bertoletti

  19. Salve! Ero Vicepresidente di un’associazione ma per problemi del tutto personali, il Presidente della suddetta è riuscito a convincere tutto il CD che questi problemi inficiassero il lavoro dell’associazione. Il CD quindi si è dimesso quasi nella sua totalità rimandando la decisione di nuova formazione ai soci fondatori (lo stesso CD tranne il sottoscritto).
    Le comunicazioni sono avvenute tutte in modo irrituale e la mia richiesta di consegna dello statuto non è stata nemmeno accolta.

    Oltretutto in tutta la vicenda ci sono ancora dei conti lavorativi personali in sospeso che a quanto pare il nuovo CD finge di aver dimenticato. Non che i soldi siano la cosa più importante, a me interesserebbe più risolvere le divergenze ma che a quanto pare senza alcun tipo di pressione questo non sembra possibile. Ci sono possibilità di riaprire la questione in qualche modo?
    Grazie mille
    Angelo

    1. Buongiorno. Un’associazione che (nella forma e nella sostanza) non rispetta i requisiti alla base degli Enti di tipo associativo (tra cui il principio di uguaglianza e democraticità tra soci), NON è un’associazione “vera”, e come tale non è meritevole delle agevolazioni fiscali (http://www.tuttononprofit.com/2017/02/quali-sono-le-agevolazioni-fiscali-di-un-ente-non-profit-associazione-societa-sportiva-dilettantistica.html) riservate dal Legislatore. Ciò premesso non è possibile che spetti ai soci fondatori la “formazione” di un nuovo Consiglio Direttivo, in quanto prassi ritenuta straordinaria e pertanto riservata all’Assemblea sociale. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. Buongiorno
        Sono stato presidente e poi in seguito diventato socio (causa problemi di lavoro) di una associazione culturale senza scopo di lucro. L’ultima mala gestione di questa associazione, ha prodotto debiti, e temo anche morosità che sia il presidente, che altri soci nascondono al sottoscritto. Nel frattempo poi mi sono anche malato gravemente.
        Domanda: è possibile chiedere e ottenere immediatamente le dimissioni dall’associazione ad esempio per gravi motivi di salute e in seguito non avere problemi (ad esempio cause o risarcimento danni) direttamente a causa di male gestione altrui?
        Grazie e buona giornata

        1. Buongiorno. Premessa la necessità di rispettare le disposizioni statutarie dell’Ente in tema di dimissioni volontarie, è possibile che un associato manifesti la propria intenzione di recedere dal vincolo associativo (http://www.tuttononprofit.com/2013/10/recedere-dalla-qualifica-di-socio-in.html) precisando però che la responsabilità di quanto dallo stesso posto in essere (sia come socio “semplice” che come componente del Consgilio Direttivo negli anni precedenti) permarrà anche in esito alle dimissioni, e ciò in ragione del dettato dell’articolo 38 del codice civile in forza del quale “Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione” (http://www.tuttononprofit.com/2016/06/enti-non-profit-senza-personalita-giuridica-quali-responsabilita-consiglio-direttivo-presidente.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  20. Salve,
    Vorrei porre un quesito.
    Sono presidente di un’associazione culturale/APS nata nel 2015.
    Uno dei soci fondatori nonchè Consigliere, si è dimesso (con lettera scritta consegnata a mano) a fine 2015 dal Consiglio Direttivo, pur rimanendo formalmente socio (anche se era già chiaro il suo scarso interesse nei confronti dell’Associazione). Ce lo siamo “tenuti buono” per l’anno 2016 in quanto era l’unico ad avere l’attestato HACCP per la nostra festa.
    A fine Novembre 2016 ha bloccato il sottoscritto su WhatsApp e Facebook.
    1) Abbiamo fatto bene a segnare nel verbale del Consiglio Direttivo del mese successivo le sue dimissioni scrivendo (qui cito il nostro passaggio): “Si prende atto della non volontà da parte del Sig. XXX YYY di continuare ad essere socio dell’Associazione, dati il suo progressivo allontanamento dall’Associazione e il comportamento assunto nei confronti del Presidente dell’Associazione (blocco account su Facebook)” , deliberando così le sue dimissioni (non penso si possa parlare di espulsione visto che ha manifestato, pur non con lettera scritta, la sua volontà di recedere)?
    2) Questa e altre dimissioni o espulsioni, devono essere portate anche all’attenzione dalla prima Assemblea ordinaria dei Soci (con apposito punto all’ordine del giorno) o è sufficiente che vengano deliberate dal Consiglio Direttivo, eliminando quindi il socio dal Libro Soci dalla data riportata sul verbale del CD?

    Grazie mille per la disponibilità.

    Cordiali saluti,
    Emanuele

    1. Buongiorno. Premessa la necessità di verificare le previsioni statutarie in tema di esplusione di un socio, se si ritiene che un socio dell’Ente abbiamo commesso azioni disonorevoli per l’Associaizone stessa o comunque abbia con il proprio comportamento turbato la normale gestione dell’Ente, è in via generale possibile procedere con un suo allontanamento, debitamente ratificato dall’Assemblea sociale. Va da sè, in ogni caso, che sarà possibile per il socio-espulso portare all’attenzione dell’assemblea le sue ragioni qualora intendesse difendersi dal provvedimento che ha subito. Cordialità, Stefano Bertoletti

  21. Buongiorno, volevo avere delucidazione rispetto al “Libro Soci” per un ASD. Nel caso in cui un socio da le proprie dimissioni oppure decade come previsto dallo statuto bisogna comune segnarlo nel Libro Soci oppure può essere definitivamente cancellato e mai più riportato? Nel caso venga cancellato il suo numero di tessera potrà essere consegnato ad un nuovo socio? E possibile ogni 3/4 mettere mano al Libro Soci e aggiornarlo in modo da non dover più riscrivere i soci eliminando definitivamente?

    1. Buongiorno. Il nominativo di un aspiarante socio che lo sia divenuto a tutti gli effetti deve necessariamente essere inserito a libro soci nell’anno di riferimento: se lo stesso dovesse decadere (per morosita/radiazione o affini) nel corso dell’anno occorrerà un apposito verbale a conferma della modifica del suo status, ma il suo “numero” non potrà essere assegnato ad altri, non foss’altro perchè le nuove iscrizioni saranno avvenute certamente in un momento successivo rispetto a quella del socio decaduto/radiato. Cordialità, Stefano Bertoletti

  22. Buongiorno , sono il Presidente di un Associazione che ha un direttivo composto da : Presidenza / tesoriere /vpresidenza e segretario. Per un lungo tempo il tesoriere ( 8 mesi ) e’ scomparso impedendo quindi l’utilizzo dei fondi per lo sviluppo dell’associazione. Il presidente ha messo di tasca sua per evitare la chiusura del gruppo , ora dopo nessuna comunicazione e dopo l’impossibilita’ di utilizzo dei fondi ( quote sociali dei soci ) il problema si ripone. Cosa posso fare come presidente per tutelare me e l’associazione stessa ? Grazie

    1. Buongiorno. Premesso che non è plausibile che la titolarità della carica di tesoriere di un’associazione in capo ad un socio impedisca, agli altri membri del consiglio direttivo e proprio in assenza del tesoriere, di operare per il bene dell’associazione utilizzandone le proprie risorse economiche, a fronte di quanto indicato pare evidente la necessità di verificare le previsioni statutarie relativamente ai tempi/modi per allontanare un membro del consiglio direttivo che non operi in coerenza con la carica rivestita e per il bene dell’Associazione stessa. Cordialità, Stefano Bertoletti

  23. Salve, sono vice presidente di un’associazione sportiva dilettantistica non riconosciuta, per motivi personali devo dare le dimissioni. Vorrei sapere se posso fare una scrittura privata dove il presidente si accolla tutti i debiti contratti fino alla data delle mie dimissioni, liberando me, appunto da questi eventuali debiti? Premetto che sia io che il presidente siamo d’accordo su questa operazione, purchè abbia valore legale.
    Grazie

    1. Buongiorno. In tema di responsabilità nelle associazioni non riconosciute questo è il dettato dell’articolo 38 del codice civile: “Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione”. Questo, inoltre, il nostro approfondimento specifico: http://www.tuttononprofit.com/2016/06/enti-non-profit-senza-personalita-giuridica-quali-responsabilita-consiglio-direttivo-presidente.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. Salve, l’associazione di cui faccio parte gestisce una piscina, i debiti contratti sono per la fornitura di gas e energia elettrica, la convenzione le ha firmate il presidente… in questo caso appunto, per i debiti risponde solo presidente dell’associazione, o anche tutto il consiglio direttivo?

        1. Buongiorno. Premessa la necessità di verificare il testo della convenzione, immagino che questa sia stata sottoscritta tra il concedente e l’associazione, nella persona del legale rappresentante. In questa linea i soggetti obbligati, ex art. 38 c.c. sono “le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione”. Segnalo in proposito un nostro articolo specifico di approfondimento: http://www.tuttononprofit.com/2016/06/enti-non-profit-senza-personalita-giuridica-quali-responsabilita-consiglio-direttivo-presidente.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

          1. Save, la maggioranza del consiglio direttivo vuole rassegnare le dimissione dall’Associazione sportiva dilettantistica, ci chiedevamo se bisogna comunicarlo soltanto al presidente dell’Associazione, oppure la lettera di dimissioni bisogna darla anche ai membri del consiglio direttivo. E in più, dopo aver comunicato le proprie dimissioni, bisogna redigere un verbale per aver la sicurezza che le nostre dimissioni sono state accettate?
            Grazie sempre per la sua gentilezza.

          2. Buonasera. E’ opportuno che le dimissioni dall’Ente vengano rassegnate all’Associazione in modo certo, nei contenuti e nella data. In esito alla presentazione delle stesse sarà quindi opportuno che idoneo verbale che ratifichi le dimissioni presentate dai vari componenti del CD, dando modo all’assemblea dei soci di eleggere un nuvo organo direttivo per l’associazione. Cordialità, Stefano Bertoletti

  24. Buonasera. Io e un altra ragazza abbiamo dato le dimissioni rispettivamente da tesoriere e da vicepresidente tramite raccomandata A/R a aprile 2018. Da allora il direttivo non ha provveduto a rimpiazzare le cariche mancanti tramite assemblea. Cosa comporta la cosa? Nella lettera di dimissioni avevo richiesto lo spostamento della sede legale da casa mia. Anche questa richiesta non é stata rispettata. Cosa posso fare per sollecitare il cambio sede? Casa mia è in vendita. Se venisse acquistata avrei problemi al momento dell’atto essendo ancora la sede di un associazione?

    Grazie mille

    1. Buongiorno. Se le dimissioni sono state formalizzate con modalità che ne certificano data e contenuto, se l’Ente non ha ottemperato all’elezione di nuovi componenti del Cd non è di Vostra responsabilità, in quanto non siete più formalemente e sostanzialmente parte di esso. Certamente, però, anche alla luce delle considerazioni sull’immobile in vendita di sua proprietà, occorre verificare il contratto in forza del quale l’associazione utilizzava gli spazi, al fine di verificare su di esso termini e modi per un eventuale recesso. Cordialità, Stefano Bertoletti

  25. Buonasera
    Dal 2016 sono stato prima presidente e poi ora socio ordinario di una associazione culturale. Alcuni soci, compreso il sottoscritto, vorrebbero da tempo cessare l’associazione per gravi situazioni debitorie e mala gestione dell’associazione stessa. Da tempo abbiamo richiesto la convocazione di una assemblea straordinaria per cessare l’associazione. Purtroppo ne il presidente ne alcuni soci vogliono partecipare o presiedere tale assemblea al fine di cessare l’associazione… anzi si rifiutano!!!
    La mia domanda è: vorrei sapere, verificata la mala gestione e la situazione debitoria che specifico non di mia colpa, se io posso avere altre possibilità alternative (tipo dimissioni o qualcosa di simile) per uscire da questa associazione, prima che accadano altre situazioni gravose.
    Chiedo gentilmente un riscontro perché la cosa è di una certa urgenza.
    Grazie e buona serata.

    1. Buongiorno. Premessa la necessità di verificare le previsioni statutarie relativamente a termini, modalità e numero di soci necessari per consentire a questi di convocare un’assemblea sociale, il rispetto di dette previsioni rende indispensabile lo svolgimento dell’assemblea sociale convocata, e ciò in ragione della circostanza in base alla quale l'”assemblea dei soci” rappresenta l’organo sovrano di un Ente di tipo associativo. Detto questo, le associaizoni non riconosciute, sotto il profilo dell responsabilità, sono disciplinate dall’art.38 del codice civile, il quale stabilisce che “Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione”. In altre parole, in assenza di obbligazioni assunte da Lei direttamente in nome e per conto dell’Ente o di Suoi atti personali compiuti spendendo il nome dell’Ente, nessuna responsabilità diretta Le potrà essere addossata. Segnalo in proposito nostro approfondimento specifico: http://www.tuttononprofit.com/2016/06/enti-non-profit-senza-personalita-giuridica-quali-responsabilita-consiglio-direttivo-presidente.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. Buongiorno Sig. Bertoletti
        Mille grazie. Gentilissimo ed esauriente nel rispondermi.
        Visto, come già esponevo nel mio commento precedente, che c’è la più totale reticenza da parte del Presidente e di alcuni membri dell’Associazione nel convocare e presenziare una assemblea sociale, causa attriti e situazioni debitorie causate da questi ultimi, è possibile da parte mia rassegnare le dimissioni dall’associazione per gravi motivi o per giusta causa?
        In attesa di una sua cortese risposta la ringrazio anticipatamente e le auguro buona giornata.

        1. Buongiorno. Assolutamente sì, certamente potrà rassegnare le dimissioni, magari precisando in esse le ragioni alla base della Sua decisione. Ovviamente Sue eventuali responsabilità dirette dovute ad obbligazioni assunte in nome e per conto dell’Ente permarranno anche in esito alle Sue dimissioni. Cordialità, Stefano Bertoletti

  26. Salve, vorrei sapere se i verbali di una A.S.D. si possono redigere in più copie originali, per potergli dare ai membri del consiglio direttivo. Mi spiego meglio: nel verbale il punto all’ordine del giorno sono le dimissioni di alcuni membri del consiglio direttivo, tali membri vorrebbero ciascuno una copia originale del verbale, che gli garantirebbe il fatto che le loro dimissioni siano state accettate.
    Grazie.
    Distinti saluti.

    1. Buongiorno. Premessa la necessità di verificare le modalità di tenuta dei Vostri registri verbali (di consiglio direttivo, di assemblea sociale ed il libro soci: http://www.tuttononprofit.com/2015/03/chi-puo-deve-firmare-i-verbali-di-riunione-di-assemblea-sociale-ordinaria-e-straordinaria.html), dei verbali dell’Ente, redatti in originale, si potrà produrne una “copia conforme all’originale”, attraverso un’autocertificazione resa dall’Associazione stessa. Cordialità, Stefano Bertoletti

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