Iscrizione al Registro CONI: condizione necessaria per il riconoscimento ai fini sportivi di ASD e SSD, ma non sufficiente per usufruire delle agevolazioni fiscali

Nonostante il riconoscimento ai fini sportivi da parte del CONI rappresenti una “conditio sine qua non” per l’ottenimento dello status di Ente Sportivo per le Associazioni e le Società Sportive Dilettantistiche, tale accredito non è sufficiente per dimostrare, nella sostanza, la reale natura di ente non profit. Vediamo cosa significa.

È questa la linea che emerge da un consolidato orientamento giurisprudenziale, dal quale spicca la pronuncia della Commissione Tributaria Provinciale di Treviso del 2014, nella quale viene precisato che l’iscrizione al Registro CONI rappresenta sì “… insieme agli altri requisiti previsti … la possibilità per poter usufruire della agevolazioni fiscali previste per le associazioni sportive dilettantistiche, ma precisando poi che, indipendentemente dall’avvenuta iscrizione, qualora venissero ravvisate “in concreto” prassi gestionali non corrette non risulterebbe possibile beneficiare dello status di ASD/SSD e, conseguentemente, delle relative agevolazioni fiscali collegate.

Senza entrare nel merito di aspetti già analizzati relativi al ruolo del Registro CONI per tutte le Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche ai fini del loro effettivo riconoscimento sportivo, evidentemente ancor più centrale vista la portata della delibera n. 1566/2016, (i cui effetti, salvo ulteriori proroghe, si manifesteranno a partire dal prossimo gennaio 2018), è bene precisare che il riconoscimento sportivo che un Ente può ricevere attraverso l’iscrizione al CONI (principale autorità in tema di “regolamentazione, disciplina e gestione dell’attività sportiva nazionale“) non è in ogni caso sufficiente a garantirgli “d’ufficio” il legittimo godimento delle tante agevolazioni fiscali riservate al mondo sportivo. Già perchè troppo spesso molti soggetti giuridici hanno “indossato l’abito sportivo”, ottenendone addirittura il riconoscimento formale, per poi rivelarsi, una volta sottoposti a verifica/accertamento, vere e proprie società commerciali camuffate, non solo in forza delle forme comunicative adottate, ma (soprattutto) delle prassi gestionali adottate.

Vediamo quindi “in concreto” (proprio come precisato nella pronuncia della CTP) quali possono essere le presunzioni (ovviamente tutte da dimostrarsi) di una gestione for profit di un Ente senza finalità di lucro (ASD/SSD), che (sia nella teoria che nella pratica) deve essere ispirato ad una finalità ideale:

Questi sono i profili più rilevanti, ma per un focus ancor più approfondito Vi segnaliamo questo nostro articolo specifico sul tema.

MORALE DELLA FAVOLA: assolvere gli obblighi formali di un Ente Sportivo (come l’iscrizione al Registro CONI) non conferisce automaticamente all’Associazione/Società Sportiva iscritta le agevolazioni fiscali riservate a questi Enti, e ciò in ragione del fatto che queste non possono prescindere da una reale e concreta manifestazione di un vero “spirito non profit!

Tutto Non Profit © riproduzione riservata – VOLETE SAPERNE DI PIÙ? Consultate le nostre Guide (cliccando QUI) e richiedete un aggiornamento periodico e approfondito sulle tematiche gestionali e giuridico-fiscali di tutti gli Enti non Profit (ASD, OdV, ONLUS, APS, SSD, …) cliccando QUI.

(Visited 605 times, 5 visits today)

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *