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mercoledì 30 marzo 2016

Modello EAS per Associazioni ed Enti Non Profit: ecco tutto quello che c'è da sapere!

Modello EAS: cos'è? Quali sono i soggetti esonerati/obbligati/tenuti ad un invio semplificato? Come trasmetterlo? Entro quando? Qui tutte le risposte e le istruzioni per l'invio!

A ridosso della scadenza prevista per l'invio del modello EAS in caso di variazioni sostanziali (31 marzo), a compendio ed integrazione dei nostri precedenti articoli sul tema, definiamo per punti la natura della comunicazione, i soggetti obbligati, le condizioni di esonero/invio semplificato, i termini e le modalità di trasmissione.

immagine Tutto Non Profit Modello EAS per Associazioni ed Enti Non Profit: ecco tutto quello che c'è da sapere!


Modello EAS: cos'è?
Il modello EAS è una comunicazione da effettuarsi all’Agenzia delle Entrate introdotta dal D.L. 185/2008. Essa deve contenere i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali e la trasmissione entro il termine rappresenta conditio sine qua non al fine di poter godere delle agevolazioni fiscali.

Modello EAS: chi deve adempiere?
Gli Enti Non Commerciali devono effettuare la comunicazione se si verifica una delle seguenti ipotesi:
- variazione dei dati precedentemente comunicati.

Modello EAS: entro quando deve essere trasmesso?
L’invio del Modello EAS è obbligatorio entro 60 giorni dalla costituzione dell’Ente oppure entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione. 

Modello EAS: come inviarlo?
Procuratevi QUI il modello e:
- se rappresentate un Ente appena costituito inserite tutti i dati richiesti seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e date seguito all'invio;
- se rappresentate invece un Ente già costituito ed è avvenuta una variazione dei dati precedentemente comunicati, Modello EAS alla mano aggiornate le sezioni interessate dalla variazione e procedete con l'invio (precisiamo che in tale evenienza occorre che vengano inseriti tutti i dati richiesti nel modello, compresi quelli non variati). 

E se mi sono dimenticato?
QUI la soluzione!

NOTA BENE:
1. alcuni Enti risultano esonerati dall'obbligo di trasmissione del modello o tenuti ad un invio semplificato dello stesso: QUI potete consultare il dettaglio;
2. non è necessario provvedere ad un nuovo invio del Modello EAS in caso di variazione dei soli dati relativi ai quesiti 20, 21, 23, 24, 30, 31, 33: in tutti gli altri casi l'Ente è tenuto ad un nuovo invio secondo le scadenze e le modalità di cui sopra. ATTENZIONE: se una variazione è già stata comunicata tramite altri modelli specifici (ad esempio la modifica del legale rappresentate e/o della sede legale, mediante AA5/6, AA7/10) non è necessario inoltrare nuovamente il Modello EAS (così si è pronunciata la stessa Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 125/2010);
3. è possibile inviare il Modello EAS direttamente presso Agenzia Entrate oppure avvalendosi di un intermediario abilitato.

© riproduzione riservata

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Stefano Bertoletti stefano@movidastudio.it

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4 commenti:

  1. Salve,
    la nostra A.S.D. opera dal 2006 ma solo dallo scorso aprile 2015 siamo in possesso di partita Iva perché solo dal 2015 esercitiamo qualche attività commerciale(piccole sponsorizzazioni). Secondo voi quali erano i termini dell'invio dell'EAS? 60 gg dall'apertura della partita Iva oppure entro il 30/04/2016 trattandosi comunque di una modifica? A suo tempo lessi su un sito che l'ipotesi corretta era la seconda quindi ho fatto decorrere i 60 gg; ora leggo di versioni contrastanti per questo mi accingo ad effettuare l'invio dell'Eas entro settembre con il pagamento del ravvedimento. Mi dite se sto sbagliando? Grazie in anticipo per il vostro parere.

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    Risposte
    1. Buongiorno. Il modello EAS deve essere trasmesso entro 60 giorni dalla costituzione dell'Ente oltre che entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si sia verificata una variazione che debba essere comunicata. Riterrei dunque che nel caso prospettato il versamento del ravvedimento risulti doveroso. Cordialità, Stefano Bertoletti

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  2. Salve, stiamo costituendo un'associazione non riconosciuta dedicata alla promozione culturale ed alla ricerca umanistica. Vorrei una chiarificazione: avremmo in mente di iniziare un progetto di traduzione di alcuni testi antichi e loro messa a disposizione gratuita online. Essendo i costi di traduzione proibitivi per l'associazione, io che ne sarò presidente, mi sono offertò di tradurre i testi per un compenso nettamente inferiore al prezzo di mercato. Possiamo farlo? L'associazione può retribuire il suo Presidente per una traduzione (a mezzo pagamento dei diritti d'autore)? E se sì, al punto 10 dell'EAS che dobbiamo mettere? Grazie davvero molto in anticipo per il vostro aiuto

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    1. Buongiorno. La questione è molto delicata. Infatti, in linea astrattamente teorica, la risposa al Suo quesito secondo la normativa attualmente vigente dovrebbe essere affermativa, ma tale impostazione potrebbe innescare una serie di criticità che cercherò ora di rappresentarLe.
      Gli Enti senza finalità di lucro infatti non possono, per legge, distribuire in via diretta e/o indiretta utili o avanzi di gestione. Ciò significa che non è possibile che vengano corrisposti denari a membri del Consiglio Direttivo per la carica che essi ricoprono, e ovviamente nemmeno ai soci. Possono però certamente essere compensati detti soggetti (membri del Consiglio Direttivo e/o anche i soci) per le attività che essi realmente prestano (stante ovviamente il rispetto dei requisiti a monte, e dunque l’esistenza e la stipula di apposito contratto, la titolarità in capo al soggetto in questione di percepire i denari, ...).
      La criticità in relazione a questo aspetto dunque ruota attorno alla “prova”. Mi spiego meglio: posto che esiste per legge il divieto di distribuire direttamente e/o indirettamente utili e avanzi di gestione, ma non quello di compensare chi presta la propria opera per l’Ente (libero professionista con partita IVA), in sede di un’eventuale verifica ed a fronte di specifiche contestazioni in tale direzione occorrerà dimostrare che i denari corrisposti al Presidente/Vice/Segretario/ecc... PIPPO (e da PIPPO ovviamente regolarmente fatturati) rispondono alle attività da PIPPO effettivamente prestate a favore dell’Ente e non per la carica che lo stesso PIPPO riveste all’interno dell’Associazione. Le segnalo quindi un nostro specifico approfondimento in materia: http://www.tuttononprofit.com/2013/07/cosa-significa-divieto-di-distribuzione.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

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