Coronavirus: quali misure si applicano ad ASD/SSD, circoli culturali ed ETS?

Coronavirus: quali misure si applicano ad ASD/SSD, circoli culturali ed ETS?

In un momento storico così delicato sotto il profilo sanitario per il coronavirus, ciò che preme maggiormente è la tutela della salute collettiva. Senza addentrarci in campi non di nostra competenza, l’obiettivo dei provvedimenti degli ultimi tempi è sempre stato quello di mettere nella condizione professionisti ed esperti di svolgere al meglio il proprio lavoro, curando e salvando più vite possibili, in attesa di una cura (prima) e di un vaccino (poi) contro il coronavirus.

AGGIORNAMENTO DELL’11 MARZO 2020: pubblicato in GU n. 64 il DPCM con il quale sono stati sospesi da domani 12 marzo al 25 marzo prossimo tutti i servizi non essenziali alla persona, con l’esclusione delle “attività di vendità di generi alimentari e di prima necessità“. QUI il Decreto e le attività sospese.
Inoltre, il Consiglio dei Ministri ha portato a 25 miliardi di euro lo stanziamento per far fronte alla situazione emergenziale che sta vivendo il Paese, dal momento che “
L’integrazione rispetto alla precedente relazione, approvata lo scorso 5 marzo, si è resa necessaria in seguito all’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 e del 9 marzo, che, a seguito dell’intensificarsi dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, determinano un ulteriore impatto sulla situazione socio-economica del Paese”.

AGGIORNAMENTO DEL 18 MARZO 2020: pubblicato in GU il D.L. 18 contenente le “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19“. QUI tutte le novità per Associazioni Sportive e culturali, Associazioni di Promozione Sociale e di Volontariato, ONLUS, Enti del Terzo Settore e Società Sportive Dilettantistiche.

AGGIORNAMENTO DEL 20 MARZO 2020: il Ministero della Salute ha ordinato ulteriori restrizioni fino al 25 marzo prossimo, allo scopo di contenere il contagio da coronavirus (QUI il testo). Stop ad attività ludiche e ricreative all’aperto, mentre resta consentita la pratica di sport individuali purchè nel rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro.

AGGIORNAMENTO DEL 22 MARZO 2020: pubblicato in GU il DPCM contenente “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale“.
Stop a tutti i servizi non essenziali e stretta sugli spostamenti fino al 3 aprile: QUI il testo completo.

AGGIORNAMENTO DEL 25 MARZO 2020: pubblicato in GU il D.L. n.19 contenente “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19“. QUI il testo completo.

Proprio questo è l’obiettivo delle varie ordinanze regionali, dei provvedimenti e dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri che si sono susseguiti nei giorni passati, volti a contrastare e contenere sull’intero territorio nazionale il diffondersi del virus COVID-19.

Cosa prevede il Decreto del 9 marzo 2020 per il contenimento del contagio da coronavirus?

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri pubblicato ieri in GU (che segue quello del 25 febbraio, quello del primo marzo, quello del 4 marzo ed il successivo dell’8 marzo) ha di fatto eliminato la vecchia “zona rossa” estendendo “le misure di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 … all’intero territorio nazionale“.

Sono dunque sospesi e limitati tutti gli spostamenti al fine di contenere il contagio da coronavirus, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità (come la spesa), da obblighi connessi all’adempimento di un dovere piuttosto che da motivi di salute, in ogni caso tutti da autocertificare (QUI il modello aggiornato con le disposizioni del 26 marzo), nel rispetto delle regole per gli spostamenti ai tempi del coronavirus. Per fornire informazioni, sono stati istituiti da tutte le Regioni appositi numeri verdi, che potete consultare qui.

Per quanto concerne invece il settore sportivo e non profit, tutto questo si traduce nella sospensione di eventi e competizioni “sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali; resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano; lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro“.
Alla modifica della lettera d) del DPCM 8 marzo introdotta dal comma 3 del Decreto di ieri (ribattezzato “io resto a casa“), si aggiungono poi le disposizioni specifiche del penultimo Decreto, con il quale sono state sospese (da oggi su tutto il territorio nazionale) “le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi è sospesa ogni attività“; nonché “le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi“.

Quali Associazioni (culturali e non) e Società Sportive possono restare aperte nonostante il coronavirus?

Se da un lato l’invito è alla prudenza massima al fine di contenere il contagio da coronavirus, dall’altro la raccomandazione anche alle associazioni culturali e sportive (e dunque ragionevolmente anche alle SSD ed ai futuri Enti del Terzo Settore) ex art. 3 del DPCM dell’8 marzo scorso è quella “di offrire attività ricreative individuali alternative a quelle collettive interdette dal presente decreto, che promuovano e favoriscano le attività svolte all’aperto, purché svolte senza creare assembramenti di persone ovvero svolte presso il domicilio degli interessati“.

Le attività/lezioni individuali ammesse?

Premessa la necessità di verificare eventuali ordinanze regionali e/o comunali specifiche o ancor più stringenti al fine di limitare il contagio da coronavirus, dalla lettura dell’ultimo DPCM, che conferma di fatto gli indirizzi dei precedenti, “lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro“.

La norma supera dunque la distinzione tra attività individuali e collettive, individuando nel rispetto della distanza minima di sicurezza di almeno un metro il prerequisito tassativo per poter continuare a proporre attività, indipendentemente dalla loro natura e fatta salva la necessità di evitare assembramenti: in tutti gli altri casi, pertanto, le attività saranno da considerarsi sospese, mentre in difetto troverà applicazione l’art. 650 del codice penale ai sensi del quale “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro”.

Quali misure igienico-sanitarie devono essere rispettare per contenere il contagio?

In ogni caso, indipendentemente dalla circostanza che talune attività (sportive o culturali) possano essere proposte dagli Enti, necessario per contrastare il contagio da coronavirus è il rispetto (anche per dovere civico e personale) di talune misure minime di prevenzione, che sono state confermate nel susseguirsi dei vari decreti, in particolare:
a) lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
b) evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
c) evitare abbracci e strette di mano;
d) mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;
e) igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
f) evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;
g) non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
h) coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
i) non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
l) pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
m) usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate“.

In caso di chiusura, centri sportivi ed associazioni culturali devono rimborsare gli iscritti?

Le conseguenze a cascata innescate dalle misure di contenimento del contagio, con le chiusure forzate di molte attività, hanno portato soci e tesserati di Associazioni e Società Sportive a richiedere il rimborso di quanto pagato per un servizio del quale si trovano attualmente nell’impossibilità di beneficiare, e ciò nella maggioranza dei casi non per volontà degli stessi Centri Sportivi.
Ebbene, premessa la necessità di verificare i contratti in essere tra le parti di volta in volta, e fatta salva una buona dose di buon senso e lucidità, che mai come in questo momento è indispensabile per fronteggiare l’emergenza da coronavirus, in via generale l’Ente, ex articolo 1218 del Codice Civile, “è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile“, il che si traduce nell’impossibilità di proporre attività nel rispetto dei nuovi vincoli imposti dalla pubblica autorità per cause di forza maggiore.

Fino a quando sono operative le limitazioni imposte dal Decreto per il contenimento del coronavirus?

Vista la rapidità con la quale si sta diffondendo il coronavirus, immaginare previsioni veritiere sulla reale durata di queste misure di contingentamento delle attività è complicato: l’unico dato certo, ex articolo 2 dell’ultimo DPCM, è che “Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020“. Sul punto il Governo ha già individuato le attività legittime fino alla scadenza delle restrizioni imposte per il contenimento del contagio.

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16 commenti

  1. Salve! Sono presidente di una associazione culturale rivolta principalmente ai bambini. Non lavorando manca il sostegno economico necessario per pagare l’affitto. Sono previsti rimborsi o aiuti economici? Se si, come ottenerli ed entro quanto? Si può chiedere al proprietario una sospensione dell’affitto? Grazie.

    1. Buongiorno. L’attuale testa del Dectreto “Cura Italia” ha individuato, ex articolo 65, “un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1”, mentre altri interventi specifici sono state individuati per gli Enti Sportivi destinatari in locazione/concessione di impianti pubblici (articolo 95). Per le altre realtà, allo stato attuale, non sono state previste misure ad hoc di sostegno, ma certamente può essere opportuno verificare con il proprietario dell’immobile la disponibilità al congelamento del canone di locazione visto il periodo emergenziale nazionale. Cordialità, Stefano Bertoletti

  2. Buonasera
    Ho mia figlia iscritta presso un’associazione culturale.
    Pago mensilmente anche se la quota è “annuale”
    Ora è tutto chiuso … È mio obbligo continuare a pagare?
    Grazie

    1. Buongiorno. La quota associativa di un’Associazione è solitamente annuale, ed in esito all’iscrizione all’Ente al socio si attribuisce la facoltà di partecipare alle attività da questo organizzate. Accanto a questa solitamente sono previste delle quote mensili/trimestrali/semestrali/annuali di attività, da pagare in funzione della scelta effettuta. Ciò premesso, posta la necessità di verificare i singoli contratti tra le parti nonché gli eventuali regolamenti in essere dell’Ente, se il prossimo mese non parteciperà ad alcuna attività non potrà esserLe richiesto il pagamento della relativa quota. Cordialità, Stefano Bertoletti

  3. Sono un socio di un circolo ricreativo. Pago una quota mensile di iscrizione. A causa del CoronaVirus , si è obbligati a chiudere. Devo continuare a pagare la quota mensile? , pur non usufruendo di alcun servizio? Grazie

    1. Buongiorno. La quota associativa di un’Associazione è solitamente annuale, ed in esito all’iscrizione all’Ente attribuisce la facoltà di partecipare alle attività da questo organizzate. Accanto a questa solitamente sono previste delle quote mensili/trimestrali/semestrali/annuali di attività. Va da sé che se il prossimo mese non parteciperà ad alcuna attività non potrà esserLe richiesto il pagamento della relativa quota. Cordialità, Stefano Bertoletti

  4. Buongiorno! Solo una domanda! Naturalmente siamo tutti chiusi in casa! Se avessi necessità di accedere ai locali ubicati al di fuori del mio comune per visionarne il corretto funzionamento e / o per necessità di manutenzione ordinaria e/o straordinaria o per sospetto allarme ,posso farlo?

    1. Buongiorno. Porprio nella giornata odierna è stata rilasciata dal Ministero dell’Interno una nuova versione dell’autocertificazione (https://www.interno.gov.it/it/notizie/nuovo-modello-autodichiarazioni), scaricabile qui: https://www.movidastudio.it/contenuti/pdf/autocertificazione_17_marzo_2020.pdf. Sono confermati in ogni caso gli indirizzi, che legittimano gli spostamenti esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità motivi di salute o rientro presso il proprio domicilio. Al di fuori delle fattispecie indicate sopra non è consentito spostamento alcuno. Cordialità, Stefano Bertoletti

  5. Salve, sono un istruttore fitness che ovviamente al momento non può lavorare; non percependo alcun stipendio e avendo una famiglia a carico, mi trovo in grave difficoltà, sono previsti degli aiuti economici per chi lavora presso ASD?

    1. Buongiorno. In queste ore sono allo studio le misure che dovrebbero essere a breve ufficializzate diventando così operative. Allo stato attuale non c’è ancora nulla di ufficiale, ma può leggere le novità in previsione qui: https://www.eutekne.info/Sezioni/Articolo.aspx?ID=778046. Non appena il Decreto verrà pubblicato divenendo così ufficiale provvederemo a darne ampia notizia sui nostri canali. Cordialità, Stefano Bertoletti

  6. Buongiorno, da 21 anni gestisco una piccola scuola di teatro nata come Associazione Culturale No Profit. Chiaramente non stiamo potendo portare avanti nè le attività didattiche, nè quelle di spettacolo (saggi realizzati dagli allievi). Siamo in grave difficoltà economica. Lo Stato sta prevedendo misure di sostegno a chi come noi deve comunque pagare l’affitto, la luce, e l’acqua? Grazie per la risposta.

    1. Buongiorno. Sono ovviamente allo studio numerose misure di sostegno per l’economia e le attività del nostro paese, in notevole difficoltà a fronte della situazione delle ultime settimane: non appena verranno varate ufficialmente sarà nostra premura darne ampio risultao con un approfondimento specifico. Cordialità, Stefano Bertoletti

        1. Buongiorno. In queste ore sono allo studio le misure che dovrebbero essere a breve ufficializzate diventando così operative. Allo stato attuale non c’è ancora nulla di ufficiale, ma può leggere le novità in previsione qui: https://www.eutekne.info/Sezioni/Articolo.aspx?ID=778046. Non appena il Decreto verrà pubblicato divenendo così ufficiale provvederemo a darne ampia notizia sui nostri canali. Cordialità, Stefano Bertoletti

  7. Buongiorno,
    vorrei un chiarimento cortesemente; se non ho capito male, le associazioni sprtive, culturali possono rimanere aperte a patto che, nelle attività proposte, sia possibile far rispettare la distanza di almeno un metro tra gli allievi/soci. Questo mi sembra il punto fondamentale perchè l’attività possa essere svolta.
    La mia domanda è questa: come possono le persone/soci recarsi presso la sede d’associazione senza tragredire la parte del decreto che limita gli spostamenti? visto che l’attività motoria, non penso, che rientri nei motivi di stretta necessità o di salute?
    Grazie per la risposta.

    1. Buongiorno. Comprenderà che sul tema non ci sono “precedenti” cui fare riferimento, motivo per il quale è possibile esclusivamente ragionare sul testo del DPCM. Lo stesso, sul punto, stabilisce che “lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”. Cordialità, Stefano Bertoletti

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