Iscriviti alla nostra newsletter!

giovedì 25 luglio 2013

Cosa significa divieto di distribuzione di utili?


Parliamo di divieto di distribuzione di utili. Cerchiamo di rispondere ad  una delle domande più ricorrenti che sono soliti porsi la maggior parte degli operatori degli Enti Associativi:rivesto una carica all’interno del Consiglio Direttivo: posso essere pagato”? 


La questione è molto delicata. Infatti, in linea astrattamente teorica, la risposa al quesito secondo la normativa attualmente vigente dovrebbe essere affermativa, ma tale impostazione potrebbe innescare una serie di criticità che cercheremo di delineare nelle prossime righe. 

Gli Enti senza finalità di lucro infatti (Associazioni Sportive Dilettantistiche, Culturali, di Promozione Sociale e ONLUS) non possono, per legge, distribuire in via diretta e/o indiretta utili e avanzi di gestione (così l’art. 10 co. 1 lett. D del D. Lgs. 460/1997). Ciò significa che non è possibile che vengano corrisposti denari a membri del Consiglio Direttivo (e ovviamente nemmeno ai Soci del sodalizio) per la semplice carica che essi ricoprono. Detti soggetti possono però certamente essere compensati per le attività che essi realmente prestano (stante ovviamente il rispetto dei requisiti imposti dalla normativa nel singolo caso di specie, e dunque ad esempio l’esistenza e la stipula di apposito contratto di lavoro/collaborazione, ecc …). 

La criticità che emerge in relazione a questo aspetto ruota dunque attorno alla dimostrabilità certa che i compensi percetti da un membro del Consiglio Direttivo di un’Associazione o da un socio della stessa siano riconducibili ad attività che effettivamente sono state svolte per il bene del sodalizio. In parole più semplici: posto che, come precisato, esiste per legge il divieto di distribuire direttamente e/o indirettamente utili e avanzi di gestione, ma non quello di compensare chi presta la propria opera per l’Ente, in sede di un’eventuale verifica ed a fronte di specifiche contestazioni in tale direzione occorrerà dimostrare che i denari corrisposti ad un membro qualsiasi del Consiglio Direttivo od anche ad un Socio (e da questo soggetto ovviamente regolarmente fatturati) rispondono alle attività che questi hanno effettivamente prestato a favore dell’Ente e per la crescita del sodalizio, non per la carica rivestita all’interno dell’Associazione né tantomeno per trarne un lucro ed un beneficio strettamente personale (sotto tale profilo precisiamo che fanno eccezione le Associazioni di Volontariato costituite ai sensi della l. 266/1991 per le quali è espressamente vietata dalla legge la possibilità di corrispondere compensi a soci e amministratori). I compensi dovranno pertanto essere proporzionati all'attività svolta, oltre che ovviamente al volume delle entrate dell'Ente, nella consapevolezza che non esiste un parametro o una regola precisa, salva la previsione del già citato art. 10 del D. Lgs. 460/1997 (questa volta co. 6) in base al quale “si considerano in ogni caso distribuzione indiretta di utili o di avanzi di gestione: 

a)     le cessioni di beni e le prestazioni di servizi a soci, associati o partecipanti, ai fondatori, ai componenti gli organi amministrativi e di controllo, a coloro che a qualsiasi titolo operino per l'organizzazione o ne facciano parte, ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore dell'organizzazione, ai loro parenti entro il terzo grado ed ai loro affini entro il secondo grado, nonché alle società da questi direttamente o indirettamente controllate o collegate, effettuate a condizioni più favorevoli in ragione della loro qualità … 

b)     l'acquisto di beni o servizi per corrispettivi che, senza valide ragioni economiche, siano superiori al loro valore normale; 

c)      la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal decreto del Presidente della Repubblica … per il presidente del collegio sindacale delle società per azioni; 

d)     la corresponsione a soggetti diversi dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati, di interessi passivi, in dipendenza di prestiti di ogni specie, superiori di 4 punti al tasso ufficiale di sconto; 

e)     la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari o stipendi superiori del 20 per cento rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche”. 

Ferme tutte le considerazioni di cui sopra, precisiamo infine che sono sempre possibili i rimborsi per le spese effettivamente documentate nell'ambito delle attività dell'Associazione.

Restando a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento, auguriamo a tutti i migliori auguri di buone vacanze. 

© riproduzione riservata

Per restare aggiornati sugli altri articoli e sui nostri interventi, occorre cliccare su "ricevi le notifiche" nella pagina di facebook di Tutto non profit dopo aver cliccato su "Mi piace"



Per iscriverVi alla nostra newsletter gratuita inserire la Vostra mail in alto.

Stefano Bertoletti stefano@movidastudio.i
Gabriele Aprile gabriele@movidastudio.it

Su Facebook: Equipe Movida e Tutto Non Profit
Su Twitter: @EquipeMovida
Su Google+: Tutto Non Profit
Su Linkedin: Equipe Movida

34 commenti:

  1. "la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal decreto del Presidente della Repubblica … per il presidente del collegio sindacale delle società per azioni"

    Cosa vuol dire? Che se si rimane sotto a quel compenso massimo (di quant'è?), non ci sono problemi? Cioè si possono pagare i membri del consiglio (se per organi amministrativi si intenda il consiglio)?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      Nella frase da Lei citata si parla di società per azioni e non di ente non profit. La nostra personale opinione, anche alla luce dei numerosi verbali di accertamento che abbiamo analizzato, è che non si possano mai retribuire i componenti del direttivo per il fatto di comporre lo stesso.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  2. Leggete qui:

    http://www.espertorisponde.ilsole24ore.com/Documenti/ProblemaDellaSettimana/2013/042013/20130408/PRASSI/RIS_AGEN_9E_2007.pdf

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Riteniamo che sia opportuno verificare caso per caso. Non esiste in senso assoluto un riferimento che indichi quando si tratta di distribuzione di utile o meno.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  3. Ma dunque in qualità appartenente al consiglio direttivo e fisicamente di prestatore d'opera in una associazione posso essere retribuito anche se non sono dipendente dell'associazione? E la tassazione come funziona? e l'INPS vuole la sua parte? Diciamo che per un'anno intero di lavoro l'associazione mi riconosca 1000 Euro, fatto il bonifico quale documentazione bisogna preparare?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      Dipende dalla contratto in base al quale percepisce i denari in questione. Se si tratta di indennità o compensi "sportivi" occorrerà la stipulata di un contratto ex lege 342/2000, se si tratta di una prestazione d'opera occasionale, stante il rispetto dei requisiti imposti dalla legge, occorrerà il versamento della ritenuta d'acconto, ecc ... In entrambi i casi l'Associazione dovrà predisporre nei termini di legge apposito 770.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
    2. Grazie mille per la risposta, siete sempre gentilissimi!!!! :D

      Elimina
  4. Perdonatemi. Potete citare la normativa secondo cui il presidente (o membri del CD) non possono ricevere compensi per la loro carica?
    Noi abbiamo trovato una risoluzione dell'AE 9 e del 25/01/2007 che precisa che le associazioni/società possono erogare compensi al socio-amministratore in relazione alla carica sociale ricoperta, purché entro il limite previsto dal D.P.R. n. 645/1994
    e ancora... l’art. 10, comma 6, del D. Lgs. n. 460 del 1997 spiega che (anche per le ASD) si considera distribuzione indiretta la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal D.P.R. 10 ottobre 1994, n. 645, e dal D.L. 21 giugno 1995, n. 239 per il presidente del collegio sindacale delle SPA.
    A oggi tale compenso massimo è fissato in Euro 41.316,55. Non penso che la nostra ASD sia economicamente in grado di raggiungere quella cifra, ma da qui a gratis ce ne passa. D'accordo le interpretazioni restrittive, ma nei rarissimi casi in cui le norme lasciano un po' di respiro, perchè ignorarle?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      Mi perdoni, ma non abbiamo indicato da nessuna parte che il presidente (o membri del CD) non possono ricevere compensi. Possono percepire compensi per le attività che svolgono per raggiungere gli scopi sociali dell'Ente. I compensi ex lege 342/2000 possono essere erogati anche a chi svolge attività di coordinamento e di segreteria.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  5. Noi però intendiamo proprio compensi per la qualifica di presidente, citando la Risoluzione 25 genn 2007 n 9/E che verso la fine recita così:

    "Tutto quanto considerato, con riferimento alla fattispecie oggetto d'interpello si ritiene, in primo luogo, che i compensi percepiti dal socioamministratore per lo svolgimento della carica sociale costituiscono distribuzione indiretta dei proventi SE SUPERANO il limite previsto dal DPR n. 645 del 1994 per la carica di presidente del collegio sindacale delle società per azioni...

    Ne dovebbe conseguire che se NON SUPERANO il limite non sono distribz. indiretta, non vi pare?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno. Lei però sta parlando di presidente di una ASD, mentre la risoluzione riguarda una srl sportiva dilettantistica nella quale certamente gli amministratori possono percepire un compenso di amministrazione...
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  6. Certo, la risoluzione è in risposta all'interpello di una SSD, ma in tutto il testo è proprio la normativa delle SSD ad essere continuamente equiparata a quella delle ASD "... alle società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro si applicano "le disposizioni della legge 16 dicembre 1991, n. 398 e successive modificazioni, e le altre disposizioni tributarie riguardanti le
    associazioni sportive dilettantistiche (...) ". e ancora... "ivi
    previste (comprese le associazioni sportive dilettantistiche), che in mancanza di espressa indicazione legislativa soccorrono, in proposito, "i criteri
    stabiliti all'art. 10 comma 6" del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460... nell'individuare alcune fattispecie che
    ".... costituiscono in ogni caso distribuzione indiretta di utili o avanzi di gestione", può, infatti, considerarsi come norma di VALENZA GENERALE.... naturalmente, si chiarisce che in ogni caso occorrerà valutare l'entità dei proventi dell'Associazine... È evidente che se l'Ass incassa 50.000 euro non può pagare il presid con 40.000 senza che si configuri distribuzione indiretta, ma l'esclusione totale a priori mi sembra eccessiva.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      Per avere una risposta certa da parte dell'Agenzia delle Entrate, Le consiglio di fare un interpello come presidente dell'ASD.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  7. Che significato ha: prestazioni di servizi ai soci, ai fini della corretta interpretazione del divieto di distribuzione degli utili? Non capisco, perchè se fondo una associazione culturale, la fondo anche per fornire dei servizi "culturali" ai soci. Quindi di che parliamo? Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      Se sta parlando del primo punto elencato sul fondo dell'articolo, Le consiglio la lettura attenta di tutto il punto in oggetto.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  8. Buonasera
    Avrei un dubbio in merito. Qualora si trattasse di un'associazione culturale che svolga attività di organizzazione eventi musicali, culturali e spettacoli, il socio che al contempo riveste la carica di Direttore Artistico può percepire compensi? Se si, dovrà semplicemente riportarli nella propria dichiarazione dei redditi?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      A tal proposito Le consiglio la consultazione del seguente articolo http://www.tuttononprofit.com/2013/05/associazioni-il-presidente-ed-il.html
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  9. Buonasera, mio marito intende fondare un'associazione di tipo ricreativo (per mamme e bambini), una specie di ludoteca con in più vari corsi per bambini; lui lavora full time, quindi durante la settimana saremmo io (che lavoro part time) ed un'amica (disoccupata) a gestire la sede: possiamo essere retribuite? Con che genere di inquadramento? Grazie! Michela

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      Potete essere retribuita. La scelta del contratto più idoneo da utilizzare va definita con il Vostro consulente in quanto non tutte le forme di retribuzione possono essere utilizzate per qualsiasi occupazione.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

      Elimina
  10. Buongiorno
    Avrei un dubbio in merito. Qualora si trattasse di un'associazione culturale che svolga attività di organizzazione eventi musicali, culturali e spettacoli, i socio che al contempo suonano nelle manifestazioni possono percepire compensi? Se si, se trattasi di prestazioni occasionali dovranno semplicemente compilare un autocertificazione con ritenuta d'acconto (quale percentuale?) da consegnare all'associazione oppure considerando che si tratta di lavoratori che gia' versano i contributi devono inserirli nelle proprie dichiarazioni 730 dei redditi annuali.
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      Se si tratta di collaborazione occasione, la ritenuta è del 20% e deve versarla l'Associazione, producendo una ricevuta, firmata dalle parti, in cui si dichiara quanto corrisposto.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

      Elimina
  11. Buongiorno sono un segretario di di un'associazione sportiva dilettantistica no profit, all'interno ci sono due soci che si occupano dei lavori di pura manutenzione straordinaria (piccoli problemi ma che necessitano un intervento immediato). Solitamente noi abbiamo sempre elargito un contributo nei loro confronti, motivandolo come un contributo una tantum al socio XXXXX e socio YYYY per lavori di manutenzione straordinaria. Si tratta di piccole cifre, nell'arco di un anno si arriverà massimo a 200-300€. I soci sono entrambi pensionati, non hanno partita iva. Possiamo continuare ad operare in questa direzione?
    Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      Non è possibile erogare un contributo una tantum per queste attività.
      Considerati i dubbi già emersi dai Vostri precedenti quesiti, Vi invito, qualora fosse di Vostro interesse, a contattarmi all'indirizzo gabriele@movidastudio.it in quanto vorrei fare con Voi alcune riflessioni.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

      Elimina
  12. buongiorno. vorrei sottoporre la situazione in cui si trova l'ASD di cui sono socio. Nel nostro caso esiste una società per azioni creata dai fondatori 50 anni fa, composta da 240 azioni di cui ormai la metà "in mano" a persone defunte. tale società ha affidato la gestione del circolo ad una ASD creata 3 anni fa e che usufruisce del sistema fiscale agevolato. nei due anni precedenti i bilanci si sono sempre chiusi praticamente in pareggio e quindi non è sorto nessuno problema. quest'anno la situazione è decisamente migliorata e se continuasse questo trend arriveremmo a fine anno con un certo gruzzolo da poter investire nel rinnovamento delle strutture. Alcuni dei soci azionisti però si sono fatti richiedendo la liquidazione delle loro quote, che al momento vengono valutate, dal presidente della società per azioni, 800 €. Tralasciando il fatto che il valore è puramente simbolico in quanto non è frutto di una valutazione reale, mi chiedevo se l'eventuale liquidazione di tali quote della società per azioni con i soldi avanzati alla fine della stagione dalla gestione dell'ASD entrerebbe nella categoria delle "ridistribuzione degli utili" e quindi andrebbe a crearci dei problemi. Da parte del direttivo dell'ASD non ci sarebbe alcuna intenzione di liquidare le quote richieste da alcuni azionisti, ma se la cosa fosse proibita dalla legge si eviterebbero un sacco di discussioni a cui, inevitabilmente, si andrà incontro.
    grazie dell'attenzione

    RispondiElimina
  13. Buongiorno.
    La SPA e la ASD devono essere ben distinte. Non è possibile utilizzare l'ASD per liquidare quote di una SPA.
    I migliori saluti, Gabriele Aprile

    RispondiElimina
  14. Salve a tutti!
    Sono il legale rappresentante di una onlus. come tale mi chiedo se posso percepire un emolumenti come amministratore e essere assunto dalla stessa onlus come dipendente e se posso fare il cumulo dei redditi non avendo altro lavoro se non questo. grazie
    Distinti saluti GianPiero

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      Il consiglio è di dimettersi dalla carica di presidente, di non ricoprire cariche sociali ed in un momento successivo farsi assumere dall'Associazione.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

      Elimina
  15. Salve! Grazie per questo post chiarificatore. Fermo restando che l'attività di un corso possa essere retribuita al docente in coerenza con le tariffe attuali, anzi, con prezzi inferiori alla norma, c'è una somma o una percentuale, insomma un dato concreto per delimitare la retribuzione possibile? Per esempio se un'associazione riceve 600 euro al mese da tutte le attività, per scansare la distribuzione degli utili si può retribuire ad esempio una persona esterna al direttivo per 300 e un membro del direttivo che lavora per 300? Qual è il rapporto legale, fermo restando che il membro del direttivo lavorerebbe più degli altri soci, con più continuità? Meglio comunque assumere una persona esterna al direttivo e retribuirla con un importo pari a quello del membro del direttivo lavoratore? E se le entrate arrivassero a 1000, il membro del direttivo potrebbe, lavorando, prendere 500 euro al mese e retribuire due lavoratori esterni per 250 e 250?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Ornella.
      Non esiste un rapporto numerico definito, altrimenti immagino che in molti resterebbero sempre leggermente sotto alla soglia....
      Esiste il buon senso sia nella definizione degli importi, sia nella definizione del contratto di lavoro più idoneo da utilizzare (che non coincide con il contratto più conveniente).
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  16. Salve quindi non ho capito se sono presidente di una ASD e ho la qualifica per dare delle lezioni ai soci dove questa attività è riconosciuta nello statuto e fa parte dello scopo della ASD la divulgazione culturale io posso essere pagato dalla ASD come docente o no? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      La legge non lo vieta. Ovviamente ciò deve avvenire con le opportune accortezze.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  17. Buonasera,
    come avvengono quindi i rimborsi per un presidente/istruttore di una asd?
    Con lo stesso criterio utilizzato per un socio/istruttore? Ovvero con incarico per prestazione diretta di attività sportiva dilettantistica e successiva certificazione compensi sportivi dilettantistici?
    Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buon giorno.
      Se il presidente dell'asd presta la propria opera come istruttore sportivo occorrerà che lo stesso sottoscriva idoneo contratto e che vengano poi svolti tutti gli obblighi successivi a questo connessi (inserimento dell'anagrafica nel modello 770, certificazione unica, certificazione dei compensi). Cordialità, Stefano Bertoletti

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...