Ricevute emesse dalle Associazioni: 10 cose da ricordare

L’obbligo di emissione di ricevute e fatture da parte di Associazioni in genere e Società Sportive Dilettantistiche in srl (e le relative modalità operative) è sempre un tema molto ricercato (non a caso è nella top 3 degli argomenti più gettonati del nostro blog). Rispondiamo infatti quotidianamente ad un numero sempre più elevato di quesiti in merito e, per tale motivo, abbiamo deciso di elencare le 10 cose da ricordare quando si tratta di ricevute ed Enti Non Profit:

1) NON vi è l’obbligo di emettere ricevute o fatture. Ciò non significa che NON si devono emettere, ma che si possono NON emettere se NON richieste;

2) Nel caso in cui NON venga emessa una pezza giustificativa poichè non richiesta, vi è comunque l’obbligo (e ci mancherebbe altro!) di inserire la relativa entrata nella contabilità dell’Ente;

3) Nel caso in cui venga emessa una pezza giustificativa, bisogna indicare i dati completi dell’Ente, i dati dell’iscritto ed i dati del soggetto pagatore (qualora questi ultimi due non dovessero coincidere);

4) Nel caso in cui venga emessa una ricevuta di importo superiore a 77,47 euro sull’originale del documento deve essere apposta una marca da bollo da 2,00 euro (salvo i casi indicati QUI);

5) Nel caso in cui venga emessa una fattura, deve essere individuato (oltre a quanto indicato al punto 3) imponibile ed IVA;

6) Non è possibile emettere una ricevuta a distanza di mesi, a maggior ragione nell’ipotesi in cui siano stati incassati e “ricevutati” ulteriori pagamenti;

7) Ogni pezza giustificativa deve seguire una propria numerazione identificativa e progressiva;

8) Ogni documento emesso dall’Ente deve essere conservato almeno per 10 anni;

9) Ogni documento va prodotto in duplice copia, una per l’iscritto ed una per l’Ente;

10) Sulla ricevuta rilasciata all’iscritto soggetta a marca da bollo, in caso di assenza del bollo da 2,00 euro ne rispondono in solido le due parti (per approfondire cliccare QUI). Non è quindi sufficiente “invitare” l’iscritto ad apporre la marca per “essere in regola”, ma è indispensabile verificare la corretta applicazione della norma (avere sempre disponibile qualche marca da bollo non sarebbe male …).

Per verificare statuto e modalità gestionali adottate dal Vostro Ente proponiamo un intervento che prevede:

  • invio di questionario in formato excel via mail;
  • ricezione del questionario compilato unitamente ad una copia di statuto;
  • call conference su skype (o di persona presso di noi) dedicata all’analisi del questionario, alla gestione dell’Associazione ed alle eventuali criticità riscontrate, con verifica delle possibili soluzioni operative;
  • predisposizione, nei 5 giorni lavorativi successivi, di apposita relazione, con le prassi corrette.

Per maggiori informazioni scriveteci a info@tuttononprofit.com con oggetto “info check”.

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76 commenti

  1. Buongiorno
    ho iscritto mio figlio a un associazione socio-culturale per il periodo estivo.
    Ho pagato quota di iscrizione, l’assicurazione e una quota per un mese di partecipazione.
    Siccome ha partecipato solo un giorno, poi dal giorno successivo non è voluto più andare, vorrei sapere se ho diritto a qualche rimborso.

    1. Buongiorno. Occorre verificare se/quali pevisioni regolamentari abbia adottato l’Associazione in questione per affrontare casi come quello da Lei prospettato. Ferma l’intrasmissibilità e non rivalutabilità della quota sociale, è necessario pertanto verificare se alle condizioni indicate l’Ente intenda effettuare il rimborso della quota di partecipazione alle attività cui l’iscritto non ha partecipato. Cordialità, Stefano Bertoletti

  2. Buongiorno
    siamo un’associazione no profit senza partita IVA, ci è stato chiesto di organizzare un convegno in linea con il nostro scopo istituzionale. Vorremmo sapere se è necessario aprire la partita IVA, in considerazione del fatto che i partecipanti saranno anche non soci, oppure è possibile gestire i contributi di iscrizione con una ricevuta fuori campo IVA. Grazie
    Antonio

    1. Buongiorno. Le condizioni per poter beneficiare della de-commercializzazione dei corrispettivi specifici incassati da un Ente di tipo associativo sono indicate dall’articolo 148 n.3 del TUIR, il quale stabilisce che “Per le associazioni … non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti …”. Ciò significa che al fine di poter considerare non soggetto ad imposte un corrispettivo questo deve provenire da un associato per la partecipazione ad attività coerenti con le finalità istituzionali dell’Ente stesso. In caso di mancato soddisfacimento di anche una sola di queste due condizioni (e dunque come nel caso prospettato, nel quale i partecipanti pagano una quota per prendere parte alle attività dell’Ente) il corrispettivo in questione si deve ritenere commerciale, e pertanto l’Ente dovrà essere titolarte di partita IVA e versare su questi imposte ed IVA alle scadenze e secondo le previsioni del regime fiscale di riferimento (https://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  3. buongiorno siamo una APS con codice fiscale e pertanto esente da qualsiasi tassazione (nessun regime fiscale speciale). Organizziamo attività per bambini anche in collaborazione con il Comune dove viviamo.
    Se organizziamo serate es. apericene per finanziarci (abbiamo uno dei soci chef abilitato alla somministrazione) possiamo scrivere sul volantino OFFERTA MINIMA 5€ oppure la cifra NON può essere indicata e va solo messa la frase OFFERTA LIBERA?
    Grazie mille. Un cordiale saluto.
    DAvide

    1. Buongiorno. Premesso che, in via generale, le associazioni di promozione sociale sono “esenti da qualsiasi tassazione” per la sola attività istituzionale (de-commercializzata ai sensi dell’art. 148 del TUIR), mentre quella commerciale dovrà essere assoggettata ad imposte ed IVA in funzione del regime fiscale di riferimento (ragionevolmente quello individuato dalla L. 398/91, almeno fintanto che il D.L. 117/2017 non divenerà pienamente operativo), l’individuazione di un prezzo specifico non rende “liberale” il contributo, motivo per il quale sarebbe a quel punto indispensabile comprendere se sia stato versato da un associato per la partecipazione ad attività coerenti con le finalità istituzionali dell’Ente stesso al fine di determinare se trattasi di corrispettivo istituzionale oppure commerciale. Segnalo in proposito un nostro approfondimento specifico: https://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  4. Buongiorno
    siamo associazione culturale. stiamo per chiedere formalmente ad una Azienda Pubblica Partecipata e controllata direttamente dai comuni soci, un contributo per uno specifico progetto di Feste creative legate alla Natura.
    Sul loro regolamento tra le altre cose, si prevede …” di poter erogare e/o concedere ……
    * Vantaggi economici intesi come ……corresponsione di somme di denaro per attività ritenute di interesse pubblico o della società stessa ”
    oppure
    * Patrocini o sponsorizzazioni…

    Nel primo caso si dovrà emettere semplice ricevuta di erogazione liberale senza iva o comunque fattura con iva al 10% ( essendo la ns attività legata al teatro di strada, agli happening creativi etc. ) ?
    Nel secondo caso, di sponsorizzazione, si dovrà emettere fattura al 22% ?
    Sarebbe comunque prevista la pubblicità dell’iniziativa con la citazione del marchio dell’impresa.

    Grazie e saluti cordiali
    Gian

    1. Buongiorno. I contributi e le erogazioni liberali incassate dall’Ente sono da ritenersi de-commercializzate, e dunque non soggette ad IVA. Le sponsorizzazioni, invece, sono ritenute sempre attività rilevanti ai fini commerciali per un’associazione, per le quali l’Ente dovrà emettere fattura e versare IVA ed imposte alle scadenze e secondo le aliquote previste dal regime fiscale di riferimento (https://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  5. Buongiorno siamo un’Associazione no profit.
    tra le sue attività stiamo attivando un servizio di consulenza psicologica, con psicologici abilitati (soci dell’associazione che offrono gratuitamente la loro attività), nei confronti degli associati a un importo simbolico e notevolmente inferiore a quelli presenti presso gli studi di psicologi.
    DOMANDE:
    1.Qual’è l’esenzione iva da riportare per queste attività?
    – esenti da IVA ex art.10, comma 1, n.10 del DPR 633/72 prevista per questo tipo di attività
    – o Operazione fuori campo IVA ex art. 1 e 4 DPR 633/72 previste per le associazioni?
    2. gli associati avrebbero la possibilità di dichiararli in dichiarazione?
    3. l’Associazione deve fare qualche comunicazione preventiva per consentire agli associati di riportare queste somme in dichiarazione?
    grazie
    Cordiali saluti

    1. Buongiorno. L’esercizio di attività di consulenza sotto il profilo psicologico rientra nel novero di quelle protette, che non possono cioè essere poste in essere da soggetti non abilitati, tra i quali risulta senza dubbio alcuno l’associazione cui si riferisce. Se i soci dell’Ente devono pertanto versare un corrispettivo per l’attività in questione lo dovranno pertanto erogare direttamente nei confronti degli psicologi abilitati, che sono gli unici soggetti idonei a gestire detta attività. Cordialità, Stefano Bertoletti

    2. Buongiorno. L’associazione, in quanto tale, non rientra nel novero dei soggetti abilitati all’esercizio della professione di psicologo (che è protetta), motivo per il quale se i soci dell’Ente che beneficiano di questo servizio devono pagare un corrispettivo lo dovranno erogare direttamente nei confronti degli psicologi abilitati, che sono glu unici soggetti autorizzati a porre in essere dette attività. Cordialità, Stefano Bertoletti

  6. Buonasera,
    sono il presidente di un’APS no-profit avente solo codice fiscale e registrata con regime 398/91. L’associazione si occupa prevalentemente, di realizzare laboratori ludico-didattici per bambini e nello specifico, tra le attività statuarie sono riportate: […] attività laboratoriali erogate nelle scuole o nelle sedi di enti ospitanti, aventi tematiche quali la legalità, l’ambiente, l’educazione civica, l’arte, la musica, le scienze, la letteratura e la lettura, la sicurezza informatica […].
    Venendo alla domanda:

    – Siamo in contatto con una fondazione per la realizzazione di un ciclo di attività laboratoriali, per il quale abbiamo preventivato un costo di 600€ a fronte di materiali utilizzati e tempi di erogazione delle attività da parte degli operatori e professionisti preposti per lo svolgimento delle attività;
    – La fondazione si è offerta di coprire il suddetto costo mediante contributo da versare sul conto dell’associazione;
    – I partecipanti – essendo una serie di incontri che si svolgeranno nelle sedi della fondazione – includeranno sia nostri soci che non;

    La nostra associazione può fare tutto questo, mantenendosi in regola? Qualora la risposta fosse affermativa, dobbiamo/possiamo emettere ricevuta? Questa sarebbe esente iva? E qualora un professionista/operatore fosse nostro associato, questo può essere retribuito con formula di prestazione occasionale con ritenuta d’acconto e marca da bollo di 2€?

    Grazie mille anticipatamente per l’eventuale supporto. Complimenti vivissimi per i vostri articoli che non ho mancato più volte di consigliare.

    1. Buongiorno. Se l’associaizone organizza, promuove e gestisce un’attività (coerenze con le proprie finalità sociali) ricevendo un contributo liberale, questo è da ritenersi attività istituzionale detassata, per il quale potrà (se richiesta) emettere idonea ricevuta fiscale (http://www.tuttononprofit.com/2015/07/ricevute-emesse-dalle-associazioni-10-cose-da-ricordare.html). Discorso diverso per la vendita di un servizio ad un soggetto terzo, il cui corrispettivo sarebbe da considerarsi commerciale, con tutte le implicazioni del caso in termini di imposte, IVA e dichiarazioni fiscali. Quanto al collaboratore, infine, sarà possibile, ricorrendone i presupposti, instaurare una collaborazione occasionale, per la quale rinviamo ad un nostro approfondimento specifico: http://www.tuttononprofit.com/2017/05/lavoro-autonomo-occasionale-ecco-tutto-quello-che-ce-da-sapere-parte-prima.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  7. salve, io ogni mese rilascio ricevuta per l’attività sportiva, ora dovrei fare una ricevuta cumulativa degli importi dell’anno precedente, devo numerarla e come devo intitolarla ricevuta o attestato

    1. Buongiorno. Il riepilogo dei pagamenti effettuati nell’anno precedente non è da ritenersi una ricevuta, in quanto il documento in questione deve essere emesso contestualmente al pagamento. Non trattandosi di una ricevuta, pertanto, vengono meno tutti gli adempimenti ad esse collegati. Cordialità, Stefano Bertoletti

  8. Dott. Bertoletti buona sera,
    la mia APS dovrebbe ricevere da un concessionario un’automobile, a costo zero, con il nome ed il logo del concessionario riportati chiaramente sulla stessa auto, quindi sponsorizzazione. L’automobile ha un valore commerciale di 10.000 euro. Le chiedo: devo prima effettuare il pagamento al concessionario di E. 10.000 + 22% IVA in modo tracciabile e poi il concessionario mi dovrebbe dare indietro i 10.000 euro insieme all’auto?
    Mi può illuminare? Grazie.
    Andrea.

    1. Buongiorno. Premesso che la sponsorizzazione in natura segue le medesime regole della sponsorizzazione in denaro, qualora l’ente si avvalga del regime fiscale agevolato ex L. 398/91 (http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html) sarà necessario che venga rispettato quanto previsto dalla normativa vigente in materia di IVA e imposte. Cordialità, Stefano Bertoletti

  9. Buongiorno, se una asd ha emesso ogni mese ricevute per i pagamenti e poi deve fare la ricevuta cumulativa dei versamenti, ai fini della detrazione delle spese sportive, questa ricevuta va numerata? come va inserita in contabilità? Grazie

  10. Buongiorno, per un azienda che intende sostenere con un contributo economico la ns. asd è sufficiente una ns. ricevuta in duplice copia con marca da bollo per giustificargli ai fini del fisco il pagamento? La possono portare anche in detrazione?
    Grazie per l’attenzione e il servizio

    1. Buongiorno. Premessa la necessità di verificare se trattasi di contributo o corrispettivo in relazione ai rapporti in essere tra le parti (e dunque il relativo trattamento fiscale, in virtù del fatto che nel primo caso il provento è da considerarsi istituzionale mentre nel secondo caso commerciale, con tutte le conseguenze del caso http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html), potrà essere emessa una ricevuta/fattura a fronte del provento incassato. Cordialità, Stefano Bertoletti

  11. Buongiorno, io faccio parte di un’Associazione no profit senza P.Iva ma solo con C.F. volevo sapere se possiamo detrarre le spese telefoniche e le schede carburante alla chiusura dell’anno
    Grazie

    1. Buongiorno. E’ possibile che un’associaizone abbia un’utenza intestata e paghi i relativi costi. Allo stesso modo le schede carburante saranno possibili nel caso in cui l’Ente sia titolare di un mezzo di proprietà. Cordialità, Stefano Bertoletti

  12. Salve, un’associazione non riconosciuta, in possesso di codice fiscale, può accettare donazioni anche da persone fisiche o giuridiche, che non sono soci effettivi dell’associazione stessa, senza che si debbano iscrivere?
    Grazie e complimenti per il prezioso aiuto che fornite.

  13. Buongiorno, sono fondatrice, insegnante e direttrice tecnico- artistica in un’ ASD. Posso chiedere che mi venga pagato un corso di formazione specifico nella disciplina che insegno? Percepisco anche qualche rimborso orario dall’associazione in questione. Le due cose sono compatibili?
    Grazie per la risposta.
    Paola

    1. Buongiorno. E’ possibile che un’associazione decida di rimborsare/anticipare i costi necessari per la formazione di taluni collaboratori, ovviamente a condizione (logica) che questi acquisiscano delle competente/conoscenze che metteranno poi al servizio dell’Ente. Ciò premesso, le evenetuali indennità ricevute ex lege 342/2000 (http://www.tuttononprofit.com/2016/12/chiarimenti-sui-compensi-erogati-dalle-associazioni-sportive-e-dalle-societa-sportive-dilettantistiche.html) non sono in conflitto con i rimborsi per le spese sostenute (http://www.tuttononprofit.com/2014/04/rimborsi-spese-e-indennita-chilometriche-per-gli-sportivi-dilettanti.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  14. Buongiorno dott. Bertoletti,
    la nostra associazione culturale no-profit ha effettuato un seminario di musica in una scuola che ha erogato un contributo di oltre 1000 euro. Chi ha effettuato il seminario è un membro fondatore dell’associazione. Che documento devo emettere nei confronti della scuola perchè avvenga il pagamento del bonifico?
    Grazie.

    1. Buongiorno. Premesso il generico esonero dall’obbligo di emissione di ricevuta per le associazioni (http://www.tuttononprofit.com/2013/09/esiste-lobbligo-di-emettere-ricevute-e.html), al rispetto di talune condizioni, nel caso di specie, se richiesta, potrà essere emessa una ricevuta specifica a fronte del contributo erogato (http://www.tuttononprofit.com/2015/07/ricevute-emesse-dalle-associazioni-10-cose-da-ricordare.html). Qualora trattasi invece del pagamento di un corrispettivo per l’erogazione di un servizio (commerciale) necessaria sarà l’emissione di una fattura, con conseguente aggravio di IVA al 22%. Cordialità, Stefano Bertoletti

  15. Buongiorno, vorrei sapere, gentilmente, se una ASD può emettere fattura per una prestazione nei confronti di una SRL. Vi faccio un esempio concreto: uno dei soci della ASD impartisce mensilmente lezioni di danza per una accademia (una SRL). la fattura deve essere emessa dalla ASD, oppure il socio deve avere una partita iva propria?
    grazie in anticipo, un saluto
    Alfredo V.

    1. Buongiorno. Premesso che l’esercizio di attività nei confronti di terzi (non soci) è commerciale, e pertanto per poterla porre in essere è necessario che l’Ente sia titolare di partita IVA (http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html), per rispondere il Suo quesito occorre individuare in maniera precisa il soggetto che eroga l’attività alla SRL. Se si tratta dell’ASD (nella persona del socio Tizio) allora sarà l’Ente a dover emettere fattura nei confronti della SRL, mentre se si tratta di Tizio in quanto tale allora sarà quest’ultimo a dover emettere un proprio documento (presumibilmente in forza di idonea partita IVA personale) Cordialità, Stefano Bertoletti

  16. Buongiorno io sono presidente di un associazione no profit semplice abbiamo aperto cf una domanda… un’azienda vuole erogare una donazione posso emettere ricevuta per fa in modo che l’azienda possa scaricare donazione? Grazie

    1. Buongiorno. Premesso che occorre verificare il regime fiscale del donatore per valutare l’effettivo beneficio che trarrà dalla donazione, certamente l’Ente può emettere idonea ricevuta attestante il contributo liberale incassato. Cordialità, Stefano Bertoletti

  17. Buongiorno, nel caso un associazione ASD da in comodato oneroso per un periodo i suoi locali, quando fa la ricevuta per questo, deve mettere la marca da bollo di 2 euro sulla ricevuta? Grazie mille

  18. Buon Giorno,
    alla nostra associazione (che si occupa di attività culturali nel settore della musica) è stato chiesto, da un’altra associazione culturale del paese, di partecipare ad una manifestazione di promozione turistica; il nostro compito sarebbe di organizzare tutta la parte artistica, consistente nell’allestimento di uno spettacolo musicale con la partecipazione di artisti (associati e non).
    Per l’allestimento tecnico degli impianti audio e luci e per le altre eventuali spese, è previsto che ci venga versata una cifra a forfait, ancora da quantificare, ma tra i mille ed i millecinquecento euro.
    Abbiamo il dubbio su come formulare la ricevuta, va bene una semplice quietanza “per partecipazione” senza ritenuta d’acconto?
    Salutiamo ringraziando anticipatamente.

    1. Buongiorno. La questione è delicata, e deve essere analizzata con attenzione al fine impostare correttamente il pagamento/rimborso. Se infatti si tratta della vendita di un servizio (es: l’associazione A commissiona all’associaizone B l’esercizio di una certa attività) detti proventi devono essere considerati commerciali, e pertanto l’associazione (nel nostro esempio la B) dovrà emettere fattura per i proventi in questione (http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html); se invece non ci si trova nel caso di cui sopra è possiible immaginare un pagamento a titolo di rimborso (per le spese effettivamente sostenute) oppure eventualmente una contributo liberale, ricorrendone i presupposti. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. Grazie signor Bertoletti, per la cortese risposta, la nostra associazione è costituita in maniera semplice, senza partita IVA ma solamente con il codice fiscale e non ha nessuna intenzione di svolgere attività “commerciali”.
        Se ho capito bene le sue ipotesi, la soluzione più semplice sarebbe il contributo liberale, mi ha lasciato ancora qualche dubbio il suo “ricorrendone i presupposti”; può darci qualche ragguaglio in merito?
        Grazie ancora

        1. Buongiorno. Un contributo non è sotteso ad un rapporto sinallagmatico tra le parti (io ti do TOT ed in cambio tu fai QUELLO), poichè quello è il caso del “corrispettivo specifico”. Allo stesso modo una donazione viene effettuata “per il piacere di farla”, senza che questo implichi una controprestazione da parte di chi l’ha ricevuta. Cordialità, Stefano Bertoletti

  19. buonasera grazie a questo blog ci sono alcune informazioni che io non sò, piacerebbe sapere alcune nozioni grazie a voi custodirò nei miei preferiti
    1)Avrei aperto una associazione di cui SAREI IL FONDATORE
    2) fatto tutti i vari passaggi, ag ent,statuto ecc. ecc.
    3) la mia associazione si chiama gliamicidelsoleonlus
    4) domanda> come posso fare; per fare accedere gli sponsor devo rilasciargli una ricevuta? o fattura?
    5) volevo specificare che la mia associazione e no profit
    si trova in torino grazie

    1. Buongiorno. Premesso che la sponsorizzazione si qualifica come attività commerciale per l’esercizio della quale occorre che l’Ente sia titolare di partita IVA e versi sui proventi in questyione imposte ed IVA alle scadenze e secondo gli importi del regime fiscale di riferimento, segnalo alcuni nostri articoli specifici sul punto:
      http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html;
      http://www.tuttononprofit.com/2014/12/ufficiale-detrazione-iva-sponsorizzazioni-pubblicita-parificata-al-50-per-enti-non-profit-in-398-91.html.
      Cordialità, Stefano Bertoletti

  20. Salve, ho chiesto e avuto una ricevuta per un pagamento a un Corso FAD (Formazione a Distanza) erogato da un’associazione “non profit” con codice fiscale.
    Le chiedo se posso dedurre fiscalmente questa spesa.
    Cordiali saluti.

  21. Buongiorno, nel caso di un’associazione culturale, se ci sono dei soggetti( aziende private), che vogliono donare del denaro, sempre inferiore alle 1000 euro, per sviluppare delle iniziative sociali da svolgere nel territorio, come bisogna comportarsi? L’associazione può ricevere tali somme? Deve rilasciare una fattura o una ricevuta? Le aziende possono scaricare le somme donate? Grazie

    1. Buongiorno. E’ possibile per l’associazione ricevere delle erogazioni liberali, per le quali (così come in generale per le somme incassate dalle associazione) vige l’esonero dall’obbligo di rilascio di scontrino e/o ricevuta (http://www.tuttononprofit.com/2016/03/perche-costiuire-associazione-cosa-comporta-come-deve-essere-gestita.html). Il soggetto che eroga il contributo liberale/donazione potrà “mettere nei costi” la somma versata. Cordialità, Stefano Bertoletti

  22. Salve, volevo sapere se tra due associazioni è possibile non fare una fattura con iva in considerazione di un contratto tra le parti che prevede esplicitamente un rimborso annuale di spesa per manutenzione cavalli e partecipazione alle giostre ma della sola ricevuta.
    Tutto in considerazione del fatto che le due associazioni non scontano l’iva.
    Grazie mille

    1. Buongiorno. Le segnalo un nostro articolo specifico nel quale, a partire dalla verifica dell’articolo di legge di riferimento (art. 148 TUIR), vengono esaminate le ipotesi in cui un corrispettivo possa essere ritenuto istituzionale (e come tale non soggetto né ad imposte né ad IVA) oppure commerciale (e dunque assoggettao ad imposte/IVA): http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  23. Salve,
    Premettendo che una Fondazione ha come scopo quello di aiutare le persone diversamente abili, questa Fondazione può emettere una donazione nei confronti di una persona fisica diversamente abile?
    Grazie mille

    1. Buongiorno. Verificata la compatibilità dello statuto con la Vostra iniziativa ed avuto il benestare da parte dell’organo sovrano dell’Ente riterrei che nulla osti, previa ovviamente la dovuta verbalizzazione dell’operazione che si intende effettuare. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. Vorrei ringraziarLa per la disponibilità e con l’occasione farLe un ulteriore domanda.
        Può questa Fondazione ONLUS erogare una donazione ad un’associazione non riconosciuta per legge? O c’è bisogno che tale operazione sia prevista dallo statuto della Fondazione ONLUS?
        Grazie mille ancora

        1. Buongiorno. Occorre verificare le previsioni statutarie al fine di individuare la mission della fondazione ONLUS e comprendere così quali attività risultino coerenti con la sua natura. Cordialità, Stefano Bertoletti

    1. Buongiorno. Una donazione, non essendo fatta in conseguenza di cessioni di beni o prestazioni di servizi né a fronte di uno specifico obbligo di fare, non fare o permettere (e dunque carente del "presupposto oggettivo" per l'applicazione dell'imposta) non è soggetta ad IVA ai sensi del DPR 633/72 ( che all'art. 1 stabilisce che “L'imposta sul valore aggiunto si applica sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell'esercizio di imprese o nell'esercizio di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate”). Suggeriamo quindi, nel caso di specie, di provvedere all'emisione di una ricevuta specifica. Cordialità, Stefano Bertoletti

  24. Buon giorno,vorrei un chiarimento…x una ass.culturale senza scopo di lucro e con c.f. ,nel momento in cui offriamo ad un privato un servizio di intrattenimento bambini,dobbiamo fare una ricevuta come collaborazione occasionale? Se invece il servizio lo offriamo ad un socio? La ricevuta è con la stessa tipologia? Quando invece possiamo utilizzare le ricevute ,quelle semplici che si usano col blocchetto con carta copiativa ,x intenderci…grazie mille

    1. Buongiorno. L'esercizio di attività sociali nei confronti di terzi non associati da parte di un'associazione si configura per quest'ultima come attività commerciale, circostanza che implica che l'Ente debba essere titolare di partita IVA, versare sui relativi corrispettivi incassati imposte ed IVA ed emettere fattura. Le medesime attività sociali, svolte invece nei confronti degli associati, si configurano come istituzionali, ed in relazione ad esse è possibile che l'Ente emetta ricevuta per i corrispettivi incassati. Segnalo quindi alcuni nostri articoli di approfondimento sul tema: http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html e http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html e http://www.tuttononprofit.com/2016/02/cose-una-ricevuta-non-fiscale-puo-emetterla-un-ente-non-profit-associazione-societa-sportiva.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  25. Buongiorno,avendo un area verde in adozione con all'interno un campo di calcetto in sintetico e uno realizzato dalla nostra associazione in erba come posso chiedere un contributo minimo all'ingresso con i ragazzi minori e anche per tutti gli altri.

  26. Buongiorno, vorrei sapere se è corretto procedere
    questo modo:
    un'associazione culturale offre agli associati
    la possibilità di iscriversi a un corso di fotografia
    tenuto da un esperto esterno.
    L'associazione chiede 30 euro al singolo socio per l'iscrizione al suddetto corso
    e raggiunge il numero di 10 iscritti.
    L'esperto esterno chiede un compenso di euro 300
    all'associazione. L'associazione, a fine corso, paga l'esperto esterno, il
    quale emette ricevuta con ritenuta d'acconto.
    I soldi ricevuti dall’associazione a fronte degli iscritti sono quindi stati
    utilizzati per pagare l'esperto esterno.
    Ora, ponendo che questo modo di agire sia corretto, la mia domanda è:
    Che tipo di ricevuta deve emettere l'associazione nei confronti degli
    associati al momento del ricevimento dei 30 euro? Basta una ricevuta non fiscale la quale riporti la somma di 30 euro per l'iscrizione al corso o vi sono degli obblighi diversi e delle tasse da pagare a carico dell'associazione per il ricevimento di tale somma? Consideriamo che il bilancio dell'associazione, al pagamento
    dell’esperto esterno sarà di 0 euro. Grazie!

    1. Buongiorno. Se l'associazione nasce, tra l'altro, con l'obiettivo di promuovere la fotografia, i corrispettivi versati dai soci per partecipare ad attività coerenti con le finalistà istituzionali dell'Ente sono da considerarsi decommercializzati, e dunque su di essi non ci saranno né imposte né IVA da versare. In termini di ricevute, se l'Ente ha optato per il egime fiscale 398/91, lo stesso è esonerato dall'obbligo di emissione (Le segnalo il nostro articolo specifico di approfondimento sul tema: http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  27. La ringrazio per la celere risposta, per rettifica si intende la modifica della ricevuta già emessa per tenerla aggiornata in archivio e l'invio della stessa ricevuta corretta al destinatario? Sono necessari altri accorgimenti a riguardo?
    Grazie

  28. Buongiorno, nel caso in cui una ASD abbia già emesso una ricevuta ma con nome sbagliato (o importo sbagliato) può correggere la ricevuta già emessa (e rispedirla al diretto interessato) o deve annullarla ed emetterne una nuova con i dati corretti?

    Grazie

  29. Nel caso di Onlus ( composta da 2 operatori di pet therapy, due cani addestrati, un veterinario ) i cui costi di progetto ammontano a 900€. La contribuzione è così suddivisa: 300€ da parte dell'associazione i restanti 600€ ( contributi/erogazioni/donazioni di associazioni/enti di assistenza sociale e sanitaria da parte di associazion, enti) a quale titolo debbono essere versati alla Onlus? ( erogazione liberale? ( e per le ASL?) rimborso spese? con quale formulazione? quale tipo di ricevuta/riscontro deve essere rilasciato? Il tutto è soggetto ad IVA?

    Ringraziando

    1. Buon giorno. E' possibile qualificarli come donazioni/contributi liberali, rilasciando specifica ricevuta se richiesta. Se trattasi di donazione la stessa non è da assoggettarsi ad IVA. Cordialità, Stefano Bertoletti

  30. per le erogazioni liberali alle associazioni di promozione sociale quali soggetti, persone fisiche possono portare in detrazione IRPEF la somma erogata?
    I soci?
    i componenti il consiglio direttivo?
    il presidente onorario che non è socio ordinario?
    Grazie

  31. Buongiorno.
    Basta la nota spese con l'indicazione, su di essa, della modalità di pagamento e firma del socio.
    I migliori saluti, Gabriele Aprile

  32. Salve,
    se ho ben capito l'Associazione non è tenuta al rilascio di Ricevute|Pezze Giustificative se non richieste, quando sono relative ad attività Istituzionali.

    Nel caso inverso, per esempio quando un'Associazione effettua un pagamento a seguito di un Rimborso a Piè di Lista nei confronti di un Socio, quest'ultimo deve rilasciare una ricevuta o basta la sola Nota Spese presentata all'Associazione con relativi scontrini ?
    Molte grazie e saluti

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