Esclusione di un socio da un’Associazione: termine di impugnazione della delibera assembleare

Alzino la mano tutti i gestori di Enti Non Profit di tipo associativo che nel corso del loro mandato si sono trovati a dover avere a che fare con qualche “testa calda” che per il bene del sodalizio avrebbe dovuto essere allontanata … Ebbene quante volte Vi siete domandati se e come sarebbe stato possibile escluderla dalla compagine sociale? Se almeno una volta questo dubbio Vi ha attanagliato l’approfondimento che segue fa proprio al caso Vostro. Già perchè la sentenza della prima sezione della Corte di Cassazione n. 8456 del 10 aprile 2014 ha chiarito e precisato un aspetto di assoluto rilievo relativamente all’impugnazione delle deliberazioni assembleari di un’associazione, sia essa sportiva dilettantistica oppure ricreativa/culturale.

Premesso infatti che ogni statuto redatto “a regola d’arte” dovrebbe disciplinare in maniera puntuale ragioni e modalità di esclusione di un socio (prassi assolutamente possibile e, se così non fosse, motivo per cui ci sentiamo di sconsigliare un “fai da te” selvaggio nella predisposizione degli statuti, Vi invitiamo a valutare seriamente l’ipotesi di modifica dello statuto sociale), attraverso la citata sentenza la Corte di Cassazione ha stabilito come dal combinato disposto degli articoli 23 e 24 del Codice Civile (dettati in tema di associazioni riconosciute ma applicabili in via estensiva anche alle associazioni non riconosciute) si evinca come i vizi delle delibere assembleari, che si possono tradurre in ragioni di nullità ovvero di annullabilità delle stesse, possano essere fatti valere con azione giudiziaria non soggetta a termini di decadenza da qualunque associato (oltre che dagli organi dell’Ente e dal Pubblico Ministero) solo con riguardo alle decisioni che abbiano contenuto diverso dall’esclusione del singolo associato. In questo caso infatti l’azione risulta esperibile esclusivamente dall’interessato nel termine di decadenza di sei mesi dalla notificazione, sia se rivolta a contestare la sussistenza dei gravi motivi indispensabili per l’esclusione, sia se diretta a negare la legittimità dell’esclusione stessa (ad esempio, come nel caso di specie, sotto il profilo della incompetenza dell’organo deliberante).

In altre parole quindi qualunque associato e/o organo dell’Associazione e/o PM può in ogni tempo impugnare una qualsiasi delibera dell’assemblea dei soci contestandone la nullità/annullabilità ad eccezione di quelle aventi ad oggetto l’esclusione di un socio, le quali possono essere impugnate (per le modalità della convocazione/deliberazione o per le ragioni alla base dell’esclusione) solo dall’interessato e tassativamente nel termine perentorio di sei mesi dalla loro conoscibilità.

Nota a margine, articoli di riferimento del codice civile:
Art. 23 co. 1
Le deliberazioni dell’assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà degli associati. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità gli amministratori non hanno voto“.
Art. 24 co. 3
L’esclusione d’un associato non può essere deliberata dall’assemblea che per gravi motivi; l’associato può ricorrere all’autorità giudiziaria entro sei mesi dal giorno in cui gli è stata notificata la deliberazione“.

Per tutti coloro che intendessero verificare la gestione della loro Associazione abbiamo ideato un check di cui seguono specifiche. L’intervento proposto prevede:
– invio da parte nostra via mail di apposito questionario in formato excel;
– trasmissione sempre a mezzo mail del questionario compilato unitamente ad una copia di statuto;
– call conference su skype dedicata all’analisi del questionario, della gestione dell’Associazione ed alle eventuali criticità riscontrate, con verifica delle possibili soluzioni operative;
– predisposizione, nell’arco dei 5 giorni lavorativi successivi alla call, di apposita relazione corredata dall’indicazione delle corrette modalità gestionali.

Per maggiori informazioni sul check, cliccate QUI mettendo come oggetto “info check”.

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32 commenti

  1. Buonasera Stefano Bertoletti,
    avrei cortesemente bisogno di chiederle due cose.
    Sul nostro Statuto il socio perde la qualifica di associato se non regolarizza la propria situazione entro 15 giorni dall'invito rivoltogli del consiglio direttivo di pagare la quota associativa arretrata.
    Parlando con un altro presidente di associazione ci è stato detto che la norma potrebbe essere errata perchè il termine deve essere di 60 giorni.
    Le domande sono per favore:
    1. La nostra procedura dei 15 gg è sbagliata?
    2. Se fosse sbagliata, il Consiglio Direttivo può modificare i 15 gg in 60 gg o bisogna per forza modificare lo statuto?
    Grazie Infinite

    1. Buongiorno. Premesso che se lo statuto prescrive una data regola una modificazione della stessa comporta la registrazione di una nuova versione di statuto, che sostituisce integralmente il precedente, non esistono ad oggi disposizioni normative che vengano violate dalla previsione indicata nel Vostro statuto sociale. Cordialità, Stefano Bertoletti

  2. Per quanto riguarda l'espulsione di un socio leggo che come previsto dall'articolo 24 del CC, deve essere fatta dall'assemblea dei soci. Ciò vale sempre? Nello specifico se lo statuto riporta che l'espulsione è competenza del consiglio direttivo, è ammissibile che poi non venga deliberata dall'assemblea dei soci?
    In pratica uno statuto associativo può andare in deroga a quanto previsto dal codice Civile?

    1. Buongiorno. Occorrerebbe verificare lo statuto nella sua interezza per verificarne la compatibilità o meno con le disposizioni previste dalla legge al fine di consentire agli enti di tipo associativo di godere delle agevolaizoni fiscali. Cordialità, Stefano Bertoletti

  3. buonasera,se un socio,dopo una lite avuta col presidente,viene buttato fuori da una asd,il socio ha abbligo di pagare le quote mensili?mi hanno minacciato di mandarmi lettera dell'avvocato se non pago tutto l'annuale….premetto che lo statuto io non l'ho mai visto e quindi non so cosa dice.grazie

    1. Buongiorno. Premesso che non è a mio avviso possibile che un Presidente, a prorio unico ed insindacabile giudizio, emetta un provvediamento di espulsione di un socio (essendo necessaria una delibera specifica dell'organo competente), fatto salvo quanto indicato in statuto occorre verificare quanto è stato da Lei sottoscritto in esito all'iscrizione: è infatti sul documento in questione che avrebbero dovuto essere inseriti e dettagliati termini e modalità di pagamento dei corrispettivi specifici da versarsi all'Ente per la partecipazione alle attività sociali. Cordialità, Stefano Bertoletti

  4. Buonasera,un socio può essere espulso durante un’assemblea senza che questo provvedimento sia presente nell’ordine del giorno? Grazie

    1. Buongiorno. Premesso che l’assemblea sociale può effettuare tutte le attività di ordinaria e straordinaria amministrazione che riguardano l’Ente, verificata l’esistenza di eventuali previsioni statutarie specifiche sul punto, se motivato e debitamente giustificato, ritengo che nulla osti alla possibilità prospettata. Cordialità, Stefano Bertoletti

  5. Vorrei chiedere se si può escludere a un minorenne de una asd, senza dire le motivazione ai genitori, tramite una lettera raccomandata basandosi sul loro statuto.

    1. Buongiorno. La maggior/minor età di un socio non comporta in linea generale variazioni di procedura: è infatti necessario verificare le previsioni statutarie in caso di esplusione del socio e porle in essere. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. Grazie per la risposta. Quali possono essere le motivazione per escludere un minorenne di una associazione?
        Lo statuto di questa ASD, dice “L’esclusione sarà deliberata dal Consiglio Direttivo nei confronto del socio che, in qualunque modo, arrechi danni gravi, anche morali, all’Associazione.”
        Che danni gravi anche morali potrebbe far un minorenne per danneggiare una associazione al punto di escluderlo?

        1. Buongiorno. Non entrando lo statuto ulteriormente nel merito della questione occorre che il Direttivo valuti se il comportamento del socio abbia arrecato danni ritenuti gravi all’Associazione. Cordialità, Stefano Bertoletti

  6. Buonasera Signor Bertoletti,
    vorrei sottoporle un quesito….premetto che scrivo per conto di un’ass.ne di volontariato che opera nel settore del soccorso.
    Un po di tempo fa un socio è stato radiato in maniera non corretta, cioè non è stata seguita la procedura prevista dal regolamento/Statuto che prima dell’esclusione definitiva prevedeva la sospensione per un certo periodo di tempo. Il socio in questione pur trovando illegittima la decisione non ha voluto procedere per l’impugnazione. Il regolamento interno prevede che i soci radiati non possano più frequentare i locali della sede. Ora questa persona, visto che i membri del consiglio direttivo sono cambiati, e in parte sono stati modificati anche lo Statuto ed il regolamento, vorrebbe tornare a fare volontariato ma non sa se la radiazione può essere revocata dal nuovo consiglio. Si chiede inoltre se comunque può partecipare ad un corso di primo soccorso organizzato dalla stessa associazione che viene aperto a tutti gli interessati, senza limitazioni, nella speranza di raccogliere volontari.
    La ringrazio per la disponibilità.
    Saluti
    Sabrina

    1. Buongiorno Sabrina. Essendo le Associazioni enti costituiti in forza di liberi patti tra i soci, e non esistendo una normativa nazionale che vada a disciplinare i profili in questione per quanto riguarda le associazioni, nel caso in esame occorre attenersi alle previsioni contenute nel Vostro statuto sociale oltre che nel Vostro regolamento associativo. Cordialità, Stefano Bertoletti

  7. PUO UN SOCIO DI UNA PROLOCO ESSERE ESCLUSO DALL’ASSEMBLEA DEL DIRETTIVO SENZA LA MAGGIORANZA ASSOLUTA, E LA SUA ESCLUSIONE BEVE ESSERE COMUNICATA AGLI ALTRI SOCI FACENTI PARTE DEL DIRETTIVO ASSENTI IN QUELLA ASSEMBLEA?

    1. Buongiorno. L’espulsione di un socio (sia esso componente del Consiglio Direttivo o meno) deve avvenire secondo le previsioni statutarie, con i relativi termini di impugnazione della delibera eassembleare. Cordialità, Stefano Bertoletti

  8. Un’associazione può espellere tramite direttivo (previsto da statuto) un socio senza prima sentirlo in udienza ma solo con le versioni di altri soci sul fatto?

    1. Buongiorno. Le associazioni sono regolate da liberi patti tra soci, riportati nello statuto sociale che deve essere visionato/approvato dagli aspiranti soci in sede di richiesta di ammissione. In questa linea occorre rispettare le previsioni statutarie sul punto. Cordialità, Stefano Bertoletti

      1. lo statuto per quanto riguarda le espulsioni parla esclusivamente che tali vengono dichiarate dal consiglio..
        Nulla di più..

        Mi sembra surreale che non Una persona non si possa difendere..

  9. Buon giorno, sono la segretaria di una associazione no profit regolarmente iscritta all’ufficio delle entrate, il mese scorso al vice presidente, dopo una manifestazione relativamente importante che lo vedeva responsabile della sicurezza, sono state fatte delle osservazioni in merito al suo comportamento poco responsabile e non collaborativo (da parte di un collaboratore esterno), lo stesso vice presidente si è offeso ed ha inviato un messaggio molto offensivo, con parole pesanti a livello morale, a tutti gli associati, mandandoli letteralmente a f…..lo dando degli str….zi a tutti e rassegnando verbalmente le dimissioni. Gli associati hanno ascoltato sul gruppo di wapp queste esternazioni e si sono indignati al punto che hanno chiesto le dimissioni effettive dello stesso in forma scritta. Dopo un mese di attesa e nessun riscontro da parte del vice presidente, il direttivo decide di riunirsi per deliberare, la Presidente nonchè moglie del vice presidente assicura tutti sulla presenza delle dimissioni. La riunione inizia e quando si richiede la lettera, la stessa Presidente dice che non l’ha firmata perchè non vuole uscire dall’associazione, il consiglio del direttivo formato da tre consiglieri e una segretaria decide di espellere dall’associazione il vice presidente in quanto ha tenuto un comportamento irrispettoso nei confronti degli associati.
    Ora la domanda è formalizzando la comunicazione al soggetto lui può eventualmente impugnarla? e nel frattempo possiamo nominare un altro vice presidente con la convocazione di tutti gli associati?

    1. Buongiorno. Per rispondere ai quesiti posti occorre verificare/analizzare le previsioni vigenti del Vostro statuto, per comprendere a quali condizioni e secondo quali modalità sia possibile procedere con l’espulsione di un socio. Allo stesso modo occorrerà verificare se l’espulsione di un componente del Consiglio Direttivo faccia decadere l’intero Organo, richiedendo le elezioni di un nuovo CD, oppure se sia sufficiente procedere con la nomina in seno all’organo in carica di un nuovo Vicepresidente. In caso di necessità di un supporto professionale resto a disposizione. Cordialità, Stefano Bertoletti

  10. Salve, faccio parte di un Consiglio Direttivo di una associazione Culturale non riconosciuta abbiamo espulso un socio con il mio voto contrario all’espulsione e con il seguente motivo “AVENDO RECATO PREGIUDIZIO MORALE E MATERIALE VERSO L’ASSOCIAZIONE COMPIENDO ATTI IN CONTRASTO CON LE FINALITA’ ASSOCIATIVE” quanto tempo ha il presidente per la comunicazione all’interessato? e in caso di denuncia da parte dell’interessato, chi ne risponderà di fronte alla Legge, tutto il C.D. o solo il presidente che ne ha proposto l’esclusione?
    Grazie per le risposte.

    1. Buongiorno. Occorre verificare le previsioni statutarie per individuare i termini per la comunicazione; in ogni caso in termini di responsabilità nelle associazioni non risconosciute la regola “aurea” è quella stabilita dall’art. 38 c.c., in forza del quale “Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione”. Cordialità, Stefano Bertoletti

  11. Le delibere effettuate da un Consiglio Direttivo di una associazione culturale di cui i 4/5 componenti del C.D. a tutt’oggi non sono in regola con il pagamento della quota associativa restano valide o devono essere annullate?

    1. Buongiorno. Occorre verificare le previsioni statutarie al fine di individuare i diritti/doveri dei soci dell’Ente e, altresì, quelli dei componenti del Consiglio Direttivo. Cordialità, Stefano Bertoletti

  12. Sono il presidente di un’associazione. Il vice presidente ha palesato la volontà di dimettersi davanti a testimoni in una riunione associativa. Da Febbraio , fisicamente non è stato più presente nella vita dell’Associazione. Non è venuto a nessuna riunione. Fino ad oggi però non ha verbalizzato le sue dimissioni. So che essendo socio fondatore non può essere eliminato dall’atto costitutivo. Però mi chiedevo, poiché ad ogni inizio anno ci sono i tesseramenti ed anche io devo tesserarmi anche se sono il presidente. Se il vicepresidente non rinnova la sua tessera di socio e quindi per quell’anno non è iscritto all’associazione, decade in automatico la sua carica ? Non credo si possa avere una carica importante non essendo iscritto ad un associazione.
    Cordialmente,
    Nicola D.
    diomaiuto.nicola@virgilio.it

    1. Buongiorno. Nel caso in esame suggerisco di verificare le previsioni staturie in tema di allontamento di un componente del consiglio direttivo, al fine di verificare se, ed a quali condizioni, sia possibile espellere un componente del consiglio direttivo. Ciò premesso, è ovviamente indispensabile che i componenti del consiglio direttivo di un’associaizone siano inseriti nel “libro soci” dello stesso ente. Cordialità, Stefano Bertoletti

  13. Buongiorno,
    il vicepresidente di una ASD è entrato a far parte di un’altra ASD mantenendo la carica nella prima, tuttavia ha cominciato a sottrarre gli associati dalla prima ASD perchè confluisca nella seconda in cui è entrato a far parte.
    Tale comportamento può essere qualificato come ” azione disonorevole e di ostacolo al buon andamento del sodalizio”?
    Ringrazio e cordialità

    1. Buongiorno. Premesso il dettato dell’art. 90 co. 18-bis della L. 289/2002 che stabilisce che “E’ fatto divieto agli amministratori delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche di ricoprire la medesima carica in altre società o associazioni sportive dilettantistiche nell’ambito della medesima federazione sportiva o disciplina associata se riconosciute dal CONI, ovvero nell’ambito della medesima disciplina facente capo ad un ente di promozione sportiva”, quanto indicato può certamente configurarsi come azione scorretta/disonorevole nei confronti di un sodalizio sportivo (di cui lo stesso soggetto, peraltro, fa parte), motivo per il quale, ferme le previsioni statutarie dell’Ente, è possibile convocare un’assemblea sociale avente all’ordine del giorno la disamina della problematica in questione. Cordialità, Stefano Bertoletti