Recedere dalla qualifica di Socio in una Associazione

DOMANDA:
Mio padre ha costituito una Associazione insieme ad altre persone nel mese di luglio, ma per vari motivi (anche derivanti da alcune liti) vuole recedere. Il problema è che lui non è in possesso di una copia dello statuto e gli altri soci non gli permettono di averne una copia. C’è un modo per reperire una copia dello statuto in altri modi? E anche se è passato poco tempo dalla nascita dell’associazione può recedere tranquillamente? E in caso di non accettazione degli altri soci della lettera di dimissioni come può fare?

RISPOSTA:
Non è possibile recedere dalla qualifica di SOCIO FONDATORE di una Associazione. Detti soggetti sono i costituenti dell’Ente, che rimarranno tali a prescindere dalle vicende che coinvolgeranno l’Ente stesse. E’ invece possibile recedere dalla qualifica di socio “ordinario” oppure da una qualsiasi carica rivestita all’interno del Consiglio Direttivo.
In tale seconda circostanza, che immagino che sia quella che interessa Suo padre, occorre verificare le disposizioni statutarie, anche se solitamente occorre semplicemente che il soggetto dimissionario formalizzi la propria volontà di recedere/dimettersi attraverso comunicazione scritta (raccomandata, mail, pec, …) da inviare presso la sede legale dell’Associazione (eventualmente anche portandola all’attenzione di tutti gli altri membri dell’organo Direttivo).
Espletata questa formalità sarà il Consiglio Direttivo a doversi attivare per colmare il vuoto generato dalle dimissioni del soggetto. A tal proposito ricordiamo che comunque il Socio dimissionario sarà responsabile delle azioni che ha intrapreso in nome e per conto dell’Associazione prima delle dimissioni.

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29 commenti

  1. Buonasera,
    ho rassegnato le dimissioni da un'associazione per motivi di incompatibilità con gli altri membri. Ora sia il presidente che vice me le contestano, sottolineando che non sono esaustive. Alle mie rimostranze , dato che in casi precedenti erano state accettate senza problemi, mi è stato risposto: " gli altri hanno date motivazioni concrete e noi eravamo consapevoli della loro uscita". Come posso uscirne? Devo sentire un avvocato?

    1. Buongiorno Silvia. Nessuno può obbligarLa a far parte della compagine sociale di un Ente di tipo associativo, e ciò indipendentemente dalle motivazioni a sostegno della Sua eventuale decisione di dimettersi. In questa linea mi limiterei a ribadire in modo certo (raccomandata/PEC) la Sua scelta irrevocabile di dimettersi, eventualemnte per motivi personali. Cordialità, Stefano Bertoletti

  2. Buonasera Stefano Bertoletti,
    volevo porle alcuni quesiti per favore.
    La nostra Associazione ha ricevuto alcune dimissioni da parte di Soci Ordinari. Sul nostro statuto c'è scritto la qualifica di associato viene meno per: A) Dimissioni B) Morosità C) per Radiazione
    La radiazione viene deliberata dal Consiglio Direttivo.
    Essendo costituiti solo da un anno e purtroppo sono le nostre prime dimissioni da affrontare le mie domande sarebbero:
    1) Non essendo specificato la procedura per le dimissioni il consiglio direttivo deve deliberarle?
    2) Se non deve, è meglio farlo?
    3) Se invece deve che data bisogna mettere sul libro soci? Quella della delibera del Consiglio o quella della lettera di dimissioni del socio?

    Un grazie infinite

    1. Buongiorno. E' sicuramente opportuno che vengano ratificate dal CD le dimissioni presentate, eliminando dal libro soci i nominativi a far data da quanto precisato nella lettera di dimissioni stessa. Cordialità, Stefano Bertoletti

  3. Salve,
    pongo a lei il mio quesito. Dopo le dimissioni di un vice-presidente tramite lettera al consiglio e successiva elezione di un
    sotituto, è necessaria qualche comunicazione all'agenzia delle entrate alla quale è registrato l'atto costitutivo contenente il primo
    consiglio direttivo dell'associazione sportiva dilettantistica?

    Ringrazio in anticipo del supporto

    1. Buongiorno. L'elezione di un nuovo vicepresidente, ferma la necessità di verificarne le modalità in base alle disposizioni statutarie, non prevede obblighi di comunicazione in Agenzia Entrate. Discorso diverso in caso di modifica di Consiglio Direttivo/Presidente. Cordialità, Stefano Bertoletti

    2. Buongiorno Stefano,
      il vice-presidente era un componente del consiglio direttivo. Come e cosa si dovrebbe comunicare all'Agenzia essendo cambiato il consiglio direttivo? Chi dovrebbe occuparsene?
      Grazie mille per il supporto

  4. salve mi chiamo Alessandra io sono socio fondatore e sono vice presidente di un assoccazione onlus io ho inviato una raccomandata per rassegnare le mi dimissioni dei tutti i miei incarichi mi e stato risposto tramite un messaggio whatsApp che il direttivo non le hanno accettate , allora io ne ho spedita una seconda con le motivazione che mi ha spinto nella mia decisione (ed ho scritto per incongruenza con il presidente e come devo fare per farmi cancelare anche sul cd

    1. Buongiorno Alessandra,
      come indicato nell'articolo occorre verificare le disposizioni dello Statuto Sociale relative alle dimissioni di un membro del Consiglio Direttivo. In mancanza di un iter prestabilito, è sufficiente l'invio di una raccomandata. Stando alla situazione da lei descritta, non comprendiamo a che titolo l'Associazione possa rifiutare le sue dimissioni.
      Cordialmente,
      Giacomo Marchesi

  5. Buon giorno

    scrivo in qualità di Presidente Associazione no profit, ho bisogno delle delucidazioni in merito ad una modifica da apportare allo Statuto e la procedura da applicare in questo caso, Uno dei Soci fondatori deve rassegnare le dimissioni per gravi problemi personali,al suo posto subentra uno dei soci ordinari, quale procedura devo eseguire?

    Cordiali saluti

    1. Buongiorno. Come precisato nell'articolo, non è possibile recedere dalla qualifica di "socio fondatore" di un'associazione. E' certamente possibile che un socio fondatore decida di non far più parte di un ente rassegnando le proprie dimissioni, ma la sua qualifica di "fondatore" dell'Ente permarrà per sempre e sarà sempre riscontrabile nell'atto costitutivo dell'Ente (che non può essere modificato). Nel caso in questione pertanto non si può verificare alcun subentro né è necessario procedere, alla luce di quanto da Lei indicato, con una "modifica da apportare allo statuto". Cordialità, Stefano Bertoletti

  6. Buongiorno Stefano,

    per recedere come consigliere o socio ordinario da una ONLUS, è sufficiente portare di persona la lettera di dimissioni, in forma corretta, al presidente direttamente nella sede (mi sembra una forma meno spersonalizzante rispetto alla raccomandata….)?
    Questa lettera dev'essere controfirmata dal presidente oppure basta consegnarla a lui con la firma del socio consigliere dimissionario (tenendone una copia per sè)?
    Oppure consiglia comunque di fare una raccomandata?

    grazie e saluti

    1. Grazie mille per la gentilezza e la tempestività, suppongo quindi che sia meglio fare una raccomandata. In ogni caso, mi conferma che non serve avere una copia controfirmata dal presidente?
      grazie nuovamente

    2. E' opportuno conservare una copia controfirmata dal Presidente nell'ipotesi di consegna a mano al fine di poter provare l'avvenuta consegna della missiva e la relativa data di invio. Cordialità, Stefano Bertoletti

  7. se per incompatibilità con gli altri membri di un'associazione appena instaurata uno dei soci fondatori si dimette ha diritto almeno al rimborso delle somme stanziate per l'acquisto dei beni mobili ed anticipi affitto oppure non gli si deve niente?

    1. Buongiorno. La risposta al Suo quesito dipende dalla natura dei denari corrisposti all'Associaizone da parte del soggetto. Infatti qualora trattasi di liberalità/donazione è da ritenersi che il soggetto non possa chiederne la restitutizone (trattasi infatti di vero e proprio "regalo"); discorso diverso nell'ipotesi di prestito infruttifero (analizzato in questo nostro articolo http://www.tuttononprofit.com/2013/05/anticipo-eo-prestito-infruttifero-da.html) in relazione al quale l'associaizone è tenuta alla restituzione dei denari a lei prestati (senza ovviamente la corresponsione di interesse di sorta). Cordialità, Stefano Bertoletti

  8. Buona sera,

    sono fondatore e ricopro il ruolo di vicepresidente di una ONLUS. Il Presidente funge, per statuo, anche da tesoriere. Ora mi trovo in lite con i soci fondatori e vorrei uscire in via definitiva dall'associazione. Purtroppo non ho lo statuto e difficilmente riuscirei ad averne copia. Come mi consiglia di comportarmi?
    Inoltre non essendo il tesoriere in caso di mala gestione da parte del Presidente e tesoriere la mia figura è soggetta a qualche rischio?
    Grazie anticipate della sua risposta
    Antonio A.

    1. Buonasera. Premesso che all'interno degli Enti senza finalità di lucro non riconosciuti la responsabilità è in capo ai soggetti che agiscono in nome e per conto dell'Ente stesso (questo il nostro ultimo approfondimento sul tema http://www.tuttononprofit.com/2016/06/enti-non-profit-senza-personalita-giuridica-quali-responsabilita-consiglio-direttivo-presidente.html), nel caso prospettato se intende "uscire in via definitiva dall'associazione" il suggerimento è quello di rassegnare le proprie dimissioni (con data e contenuto "certo", quindi meglio se a mezzo raccomandata oppure anche PEC) inviando specifica comunicazione all'associazione ed al consiglio direttivo tutto. Potrà così chiarire le ragioni alla base delle sue dimissioni ed uscire dalla compagine sociale. Come detto permarranno a suo carico le responsabilità connesse al suo operato, mentre a partire dalla data delle sue dimissioni in avanti non potranno esserle addossate responsabilità di sorta. Cordialità, Stefano Bertoletti

  9. Buongiorno, faccio parte di un’associazione culturale formata da 6 soci fondatori. uno di questi anche facente parte del consiglio direttivo e tesoriare ha dato formale dimissione con mail all’attenzione del Presidente. un altro non si presenta piu alle riunioni e si è defilato, non essendo piu interessato all’attività dell’associazione, in questo caso come ci si deve comportare?

    1. Buongiorno. Occorre verificare le disposizioni statutarie al fine di comprendere quale sia l’iter corretto da seguire. Se infatti le dimissioni di uno o più componenti del CD comportano la decadenza dello stesso Organo Direttivo occorrerà necessariamente convocare un’assemblea sociale avente all’ordine del giorno l’elezione di un nuovo Consiglio Direttivo. Allo stesso modo occorre verificare sullo statuto sociale quali siano i “provvedimenti” che possano essere adottati nei confronti di un socio membro del Consiglio che non onori il suo mandato (http://www.tuttononprofit.com/2015/06/esclusione-socio-associazione-termine-impugnazione-delibera-assembleare.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  10. Buonasera. Sono segretario e socio fondatore di un’associazione culturale. Voglio dimettermi e nello statuto vi è un art che cita:”la qualifica di socio può venire meno per o seguenti motivi: a. Per dimissioni, da comunicarsi per iscritto almeno un mese prima dello scadere dell’anno. B. Per perdita di qualcuno dei requisiti di ammissione c. Per delibera di espulsione d. Per morte.” Io ho consegnato per iscritto le mie dimissioni ma dicono che non bastano , ma non mi dicono cosa debbo fare per uscirne e prendono tempo. Possibile qualche rivalsa? Possibile che non riesca ad Uscirne? Grazie molte!

    1. Buongiorno. Non è possibile che Le venga impedito di rassegnare le prorpie dimissioni: il suggerimento è quello di utilizzare uno strumento certo (raccomandata, PEC, …) al fine di poter conferire “data certa” alla Sua volontà in forza delle previsioni statutarie. Cordialità, Stefano Bertoletti

  11. Buongiorno faccio parte del comitato direttivo un’associazione no profit, vorrei dimettermi ma nello statuto nn c’è nulla di scritto riguardi alla modalita di dimissioni.
    Inoltre c’è scritto che il Consiglio direttivo ha durata tre anni quindi scadenza maggio 2018.
    Cosa devo fare perché le dimissioni siano valide?
    Grazie

    1. Buongiorno. Premesso che se il Vostro statuto sociale nulla definisce relativamente alle possibili modalità di dimissioni/recesso da parte di un socio, è probabile che per lo stesso sia opportuna una revisione organica nel solco delle previsioni obbligatorie stabilite dalla norma di riferimento (D. Lgs. 460/97, qui il nostro approfondimento http://www.tuttononprofit.com/2015/06/10-regole-che-non-possono-mancare-nello-statuto-di-una-associazione.html), nessuno può essere “obbligato” a far parte di un’associazione contro la prorpia volontà, motivo per cui, anche in assenza di previsioni specifiche, è sufficiente una formale comunicazione, recapitata in maniera certa ed in data certa (raccomandata, PEC, …), in cui venga esplicitata la Sua volontà (ed eventualmente, se lo ritiene, le ragioni alla base della Sua decisione). Cordialità, Stefano Bertoletti

  12. salve,
    volevo sapere nello specifico le modalità con cui un membro di una associazione ricoprente la carica di segretario o cassiere deve presentare le sue dimissioni. occorre una raccomandata con ricevuta di ritorno o basta una mail o anche consegnata a mano?
    grazie

    1. Buongiorno. Se né lo statuto sociale né un regolamento interno individuano specifiche modalità di dimissione, è sufficiente utilizzare uno strumento certo, nella data e nel contenuto della comunicazione (raccomandata, PEC, …). Cordialità, Stefano Bertoletti