Esenzione imposta di registro e di bollo per la modifica degli statuti in Enti del Terzo Settore (o APS o ODV)

Se la Vostra Associazione Non Profit è stata investita dalla Riforma del Terzo Settore, nei prossimi mesi (qualora non vi abbia già provveduto, vista l’ennesima proroga al 30 giugno 2020) dovrà necessariamente modificare il proprio statuto, per adeguarlo quanto meno alle norme inderogabili (valutando anche le derogabili e quelle “facoltative”, così come da circolare MPLS del dicembre 2018) individuate dal Codice del Terzo Settore per i rispettivi Enti, le Associazioni di Promozione Sociale e le Organizzazioni di Volontariato.
Tralasciando la procedura, che abbiamo avuto modo di chiarie più volte (QUI il nostro ultimo articolo, con tanto di video tutorial consultabile sul nostro canale YouTube), concentriamo questo approfondimento sulle imposte (di registro e di bollo) dovute per questi adeguamenti statutari.

È dovuta l’imposta di registro per gli adeguamenti obbligatori al D. Lgs. 117/2017 da parte di associazioni sportive dilettantistiche, culturali, di promozione sociale, di volontariato oppure ONLUS?

Premesso che il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore ad oggi non è ancora stato istituito e che l’ingresso tra gli ETS rappresenta per le Associazioni Sportive Dilettantistiche una possibilità e non un obbligo (forse con più ombre che luci, sulle quali più di un professionista si è espresso), vediamo ai fini dell’imposta di registro le incombenze per ciascuna tipologia di Ente, sempre nell’alveo di quelle dirette a recepire intervenute modificazioni normative (tra le quali rientra dunque a pieno titolo il Codice del Terzo Settore).

APS già iscritta al relativo registro (ex L. 383/00) Esenzione dall’imposta per le modifiche di adeguamento (ex art. 82 co. 3 D. Lgs. 117/2017)
ODV iscritta al relativo registro (ex L. 266/91) Esenzione dall’imposta per qualsiasi modifica statutaria
ONLUS iscritta all’Anagrafe Esenzione dall’imposta per le modifiche di adeguamento (ex art. 82 co. 3 D. Lgs. 117/2017)
ASD iscritta al registro CONI È dovuta l’imposta di registro in misura fissa (200 euro). Beneficerà dell’esenzione per eventuali modifiche successive all’iscrizione all’istituendo Registro Unico Nazionale

È dovuta l’imposta di bollo per gli adeguamenti obbligatori al D. Lgs. 117/2017 da parte di associazioni sportive dilettantistiche, culturali, di promozione sociale, di volontariato oppure ONLUS?

Per l’imposta di bollo lo scenario è analogo, con una piccola variazione per le ASD (ferme le premesse di cui sopra).

APS già iscritta al relativo registro (ex L. 383/00) Esenzione dall’imposta (ex art. 82 co. 5 D. Lgs. 117/2017)
ODV iscritta al relativo registro (ex L. 266/91) Esenzione dall’imposta (ex art. 82 co. 5 D. Lgs. 117/2017)
ONLUS iscritta all’Anagrafe Esenzione dall’imposta
ASD iscritta al registro CONI Esenzione dall’imposta di bollo ex art. 1 co. 646 L. 145/2018

E dopo gli adeguamenti statutari, saranno dovute le imposte di registro e di bollo per gli atti degli ETS?

Con l’iscrizione al RUNTS (quando istituito ed operativo), agli Enti del Terzo Settore si applicheranno dunque le previsioni dell’articolo 82 del citato Codice (D. Lgs. 117/2017), in base al quale ” Agli atti costitutivi e alle modifiche statutarie, comprese le operazioni di fusione, scissione o trasformazione poste in essere da enti del Terzo settore … le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa” ed altresì “gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonché le copie anche se dichiarate conformi, gli estratti, le certificazioni, le dichiarazioni, le attestazioni e ogni altro documento cartaceo o informatico in qualunque modo denominato posti in essere o richiesti dagli enti (del Terzo Settore) sono esenti dall’imposta di bollo“.

Per verificare statuto e modalità gestionali adottate dal Vostro Ente proponiamo un intervento che prevede:

  • invio di questionario in formato excel via mail;
  • ricezione del questionario compilato unitamente ad una copia di statuto;
  • call conference su skype (o di persona presso di noi) dedicata all’analisi del questionario, alla gestione dell’Associazione ed alle eventuali criticità riscontrate, con verifica delle possibili soluzioni operative;
  • predisposizione, nei 5 giorni lavorativi successivi, di apposita relazione, con le prassi corrette.

Per maggiori informazioni scriveteci a info@tuttononprofit.com con oggetto “info check”.

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4 commenti

  1. Buongiorno, siamo un gruppo di 7 giovani donne che è in procinto di costituire una associazione. Le finalità sono, equamente divise direi al 33%: 1. finalità di utilità sociale verso le categorie più deboli quali terza età e ragazzi provenienti da famiglie poco abbienti tramite sostegno allo studio 2.finalità di promozione del territorio tramite organizzazione info point e creazioni corsi/eventi di carattere ecologico e di conoscenza della zona 3. creazione di corsi serali e non, per l’educazione e la formazione in vari campi ( informatico, culturale..etc). Quale la forma migliore? APS o semplice ETS? Lo scopo di promozione sociale è ben presente ( ma non è il solo) ma davvero non riusciamo a comprendere quale strada possa essere migliore. Aggiungo che ci proponiamo fin da ora come interlocutore del Comune, con cui vogliamo collaborare strettamente.
    Puo’ darci un consiglio? Grazie!

    1. Buongiorno. ETS, APS o ODV, ai sensi delle previsioni del D. Lgs. 117/2017, possono tutti indifferentemente operare in uno o più dei settori individuati come “attività di interesse generale” ex articolo 5 del citato decreto. Ferme le finalità comuni, pertanto, la valutazione può essere fatta in funzione delle peculiarità e dei limiti di ogni differente tiologia di soggetto giuridico: si pensi su tutti alla circostanza in base alla quale ODV ed APS (ai sensi degli articoli 32 e 35) devono essere costituite ” da un numero non inferiore a sette persone fisiche o a tre organizzazioni di volontariato/associazioni di promozione sociale” e che, ai sensi degli articoli 33 e 36 del citato D. Lgs. 117/2017 in ODV ed APS “il numero dei lavoratori impiegati nell’attivita’ non puo’ essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari” o “al cinque per cento del numero degli associati” (quest’ultima previsione solo per le APS). Posto poi il regime fiscale differente, ancora da definire anche in funzione del prossimo decreto sulle attività diverse, la valutazione deve essere fatta sulla base delle diverse peculiarità di ciascuna Ente. Cordialità, Stefano Bertoletti

  2. Salve, sono una aps registrata all’albo regionale ed affiliata ad una aps nazionale.
    Domanda: è obbligatorio registrare un contratto di comodato d’uso gratuito? se la risposta è positiva devo pagare l’imposta di registro tramite F24 di € 200,00 e le imposte di bollo?
    Grazie.
    Roberto Passarella presidente CAPIT MOLISE

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