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mercoledì 16 aprile 2014

Rimborsi spese e indennità chilometriche per gli sportivi dilettanti

L'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 38/E dell’11 aprile 2014 ha fornito importanti chiarimenti in merito al trattamento tributario da riservare al percettore di “indennità chilometriche erogate nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche”, partendo dal presupposto che, a differenza degli sportivi professionisti, per i dilettanti “non esiste una compiuta disciplina civilistica relativa” all’attività da loro prestata.

Immagine Rimborsi spese e indennità chilometriche per gli sportivi dilettanti
 
Ebbene l’Agenzia, dopo aver richiamato la norma in forza della quale “Non concorrono … a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale” (art. 69 co. 2 del TUIR) precisa dapprima che “Le indennità chilometriche possono considerarsi quali rimborsi delle spese di viaggio sostenute dal soggetto interessato per raggiungere il luogo di esercizio dell’attività mediante un proprio mezzo di trasporto” per poi ribadire che “Dette indennità chilometriche … non concorrono a formare il reddito se le spese sono documentate e sostenute in occasioni di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale” mentre “se le prestazioni sono effettuate all’interno del territorio comunale o, comunque, se le spese non sono documentate, le indennità chilometriche non concorrono alla formazione del reddito fino alla franchigia di euro 7.500, da calcolare considerando anche le indennità, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi percepiti”. In altre parole, per non concorrere alla franchigia esente dei 7.500 euro/anno occorre che le indennità chilometriche non siano forfettarie, bensì documentate e quantificate analiticamente “in base al tipo di veicolo e alla distanza percorsa, tenendo conto degli importi contenuti nelle tabelle elaborate dall’ACI” (consultabili QUI).

Ultimo chiarimento fornito dalla risoluzione è la definizione del concetto di prestazioni “effettuate fuori dal territorio comunale”, precisando che per soddisfare tale requisito occorra riferirsi al luogo di residenza/dimora abituale del soggetto percettore dell’indennità chilometrica (confermando l’orientamento assunto dal Ministero delle finanze con circolare n. 27 del 3 luglio 1986).

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2 commenti:

  1. Salve,
    gradirei avere dell'informazione a riguardo "rimborso spese". La mia domanda sarebbe, l'associazione può fare un rimborso spese anche per un aggiornamento, che era effettuata dall'insegnante? Come procedere? Grazie, aspetto le Vostre risposte. Marta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno. E' possibile che l'associazione rimborsi il costo sostenuto da un proprio istruttore per la partecipazione di quest'ultimo ad uno o più corsi formativi, le cui conoscenze acquisite verranno messe a disposizione dell'associazione stessa. Occorrerà quindi che il soggetto certifichi le somme sostenute predisponendo apposito documento da presentarsi ai fini del rimborso. Cordialità, Stefano Bertoletti

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