Rimborsi spese e indennità chilometriche per gli sportivi dilettanti

L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 38/E dell’11 aprile 2014 ha fornito importanti chiarimenti in merito al trattamento tributario da riservare al percettore di “indennità chilometriche erogate nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche”, partendo dal presupposto che, a differenza degli sportivi professionisti, per i dilettanti “non esiste una compiuta disciplina civilistica relativa” all’attività da loro prestata.

Ebbene l’Agenzia, dopo aver richiamato la norma in forza della quale “Non concorrono … a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e altrasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale” (art. 69 co. 2 del TUIR) precisa dapprima che “Le indennità chilometriche possono considerarsi quali rimborsi delle spese di viaggio sostenute dal soggetto interessato per raggiungere il luogo di esercizio dell’attività mediante un proprio mezzo di trasporto” per poi ribadire che “Dette indennità chilometriche … non concorrono a formare il reddito se le spese sono documentate e sostenute in occasioni di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale” mentre “se le prestazioni sono effettuate all’interno del territorio comunale o, comunque, se le spese non sono documentate, le indennità chilometriche non concorrono alla formazione del reddito fino alla franchigia di euro 7.500, da calcolare considerando anche le indennità, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi percepiti”. In altre parole, per non concorrere alla franchigia esente dei 7.500 euro/anno occorre che le indennità chilometriche non siano forfettarie, bensì documentate e quantificate analiticamente “in base al tipo di veicolo e alla distanza percorsa, tenendo conto degli importi contenuti nelle tabelle elaborate dall’ACI” (consultabili QUI).

Ultimo chiarimento fornito dalla risoluzione è la definizione del concetto di prestazioni “effettuate fuori dal territorio comunale”, precisando che per soddisfare tale requisito occorra riferirsi al luogo di residenza/dimora abituale del soggetto percettore dell’indennità chilometrica (confermando l’orientamento assunto dal Ministero delle finanze con circolare n. 27 del 3 luglio 1986).

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7 commenti

  1. Salve,
    gradirei avere dell'informazione a riguardo "rimborso spese". La mia domanda sarebbe, l'associazione può fare un rimborso spese anche per un aggiornamento, che era effettuata dall'insegnante? Come procedere? Grazie, aspetto le Vostre risposte. Marta

    1. Buongiorno. E' possibile che l'associazione rimborsi il costo sostenuto da un proprio istruttore per la partecipazione di quest'ultimo ad uno o più corsi formativi, le cui conoscenze acquisite verranno messe a disposizione dell'associazione stessa. Occorrerà quindi che il soggetto certifichi le somme sostenute predisponendo apposito documento da presentarsi ai fini del rimborso. Cordialità, Stefano Bertoletti

  2. Buongiorno.
    Se ho ben capito se le indennità chilometriche sono documentate, le trasferte sono effettuate fuori dal comune ove è la sede di lavoro o residenza, e rimborsate tramite le tabelle dell’ACI, questi rimborsi sono a parte rispetto ai 7500 euro per compensi sportivi?
    Ovvero, si possono percepire i compensi fino a 7500 euro PIU’ i rimborsi chilometrici?
    C’è un limite a questi ultimi?
    Grazie

    1. Buongiorno. E’ corretta la Sua interpretazione: i rimborsi km analitici a piè di lista non rientrano nel conteggio dei compensi sportivi ex lege 342/2000, e ciò in ragione del fatto che trattasi di emolumenti differenti per natura. Nel primo caso infatti trattasi di rimborsi (non soggetti ad alcuna limitazione, fatta salva ovviamente la dimostrazione dell’avvenuta trasfertao simili), nel secondo di indennità per lo svolgimento di una certa attività sportiva dilettantistica (segnalo in proposito il nostro ultimo approfondimento: http://www.tuttononprofit.com/2016/12/chiarimenti-sui-compensi-erogati-dalle-associazioni-sportive-e-dalle-societa-sportive-dilettantistiche.html). Cordialità, Stefano Bertoletti

  3. buongiorno,
    siamo un CRAL e possibile rimborsare un membro del direttivo oltre che in km anche in ore quando svolge un attività esempio gita, una festa cral o altre attività per i soci? e sono detassate fino 7,500 €,
    ma sono da inserire nel 730?
    grazie mille
    paolo

    1. Buongiorno. Premessa la necessità di verificare la natura giuridica del CRAL, preciso che le indennità ed i rimborsi forfettari di spesa esenti fino a 7500 euro/anno possono essere erogati “ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche, e quelli erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche” (ex. art. 67 lett. m) TUIR): http://www.tuttononprofit.com/2016/12/chiarimenti-sui-compensi-erogati-dalle-associazioni-sportive-e-dalle-societa-sportive-dilettantistiche.html. Cordialità, Stefano Bertoletti