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venerdì 19 novembre 2010

Compensi ai Soci di una Associazione?

Buona sera a tutti.
Prometto che d'ora in poi il flusso di informazioni sarà maggiore e costante (finalmente...). Scusandomi per il tempo che è passato dopo l'ultimo post, vi lascio con una domanda ricevuta e con la risposta che ho dato.

Nella speranza che possano esservi utili queste informazioni, vi auguro un buon week end.
Gabriele
Gruppo di studio MOVIDA

DOMANDA:
Se un'associazione culturale in un mese tra tessere e servizi erogati ai soli soci guadagna 3.000 euro, in che percentuale si possono erogare dei compensi ai soci che hanno fornito le prestazioni e in quale modo si devono certificare (ritenuta d'acconto o altri?)


RISPOSTA:
Buongiorno,
possono essere utilizzati gli stessi tipi di contratti delle realtà commerciali (collaborazione occasionale, a progetto, dipendente,...) e, se il collaboratore è un professionista, lo stesso deve emettere fattura nei confronti dell'Associazione (o direttamente ai Soci).
Se ci sono state delle spese sostenute in nome e per conto dell'Associazione, il collaboratore può ricevere un rimborso spese a piè di lista (essendo un rimborso documentato, lo stesso è detassato).

Fate molta attenzione però ad un concetto. State parlando come se ogni mese vi sia una distribuzione di utili tra i Soci. Questo non può esserci in un ente che per sua natura non è commerciale. Eventuali utili o avanzi di gestione potranno essere utilizzati come punto di partenza per l'anno successivo o investiti per far crescere l'Associazione. Sicuramente chi svolge attività all'interno dell'ente può percepire dei compensi o dei rimborsi, ma le uscite dell'Associazione non possono essere dirette quasi unicamente alla retribuzione dei Soci.
In sede di accertamento, con questa impostazione rischiate grosso....

A tal proposito abbiamo scritto una guida con un titolo che denota chiaramente un approccio non corretto: Non profit: come posso guadagnare?  Siamo convinti che questo quesito (che è e rimane non corretto) in realtà contenga ragioni e motivazioni che possono divenire uno spunto e forse anche rappresentare un valido strumento di analisi e di supporto didattico.

OGGI, 25 SETTEMBRE 2013, A GRANDE RICHIESTA ABBIAMO DECISO DI SCRIVERE UN ARTICOLO PIU' COMPLETO SULL'ARGOMENTO INTITOLATO "COMPENSI AI SOCI DI UNA ASSOCIAZIONE? E' POSSIBILE?". VI CONSIGLIAMO VIVAMENTE DI LEGGERLO E, SE AVETE PIACERE, DI COMMENTARE!!!

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357 commenti:

  1. Ciao. Quindi se io sono il Presidente di una ASD non posso prendere i compensi perchè sono presidente? E allora per cosa? E la legge dei 7500? Grazie
    Chiara Lat

    RispondiElimina
  2. Ciao Chiara.
    Se hai un altro reddito di lavoro puoi percepire compensi fino a 7.500 euro/anno in completa esenzione, questo anche se sei Presidente.
    La situazione diventa problematica nel momento in cui l'unica persona che a percepire questi rimborsi sei tu, oppure gli altri componenti del direttivo. Questo potrebbe essere inquadrato quale distribuzione di utile. Se invece oltre a te ci sono anche altri collaboratori, direi che il problema non si pone.
    A presto,
    Gabriele

    RispondiElimina
  3. Ciao,
    in merito al discorso dei rimborsi spese vorrei che tu mi chiarissi dei passaggi.
    Il sottoscritto presidente di un'associazione, nel cui statuto è previsto il rimborso spese, tramite calcolo predisposto dall'ACI, può ricevere il rimborso delle spese effettuate per i km prodotti con proprio mezzo per attività dell'associazione? Se è no, perchè? Qualora fosse si, in che modalità bisogna fare questa operazione affinchè non ci siano problemi di contabilità in sede di controllo ispettivo?

    RispondiElimina
  4. Buona sera,
    vorrei una piccola delucidazione in merito ai rimborsi spese. Come va documentato il rimborso ottenuto da parte del socio nonchè da parte dell'associazione stessa? Tali rimborsi non sono tassati solo per le associazioni riconosciute o anche per quelle non riconosciute?
    Grazie.

    RispondiElimina
  5. Buongiorno.
    Per quanto riguarda i rimborsi spese a piè di lista, è sufficiente un documenti riepilogativo dei km percorsi moltiplicati per il rimborso km previsto dalle tabella ACI a cui allegare le eventuali pezze giustificative delle spese sostenute durante la trasferta in nome e per conto dell'Associazione.
    Tali rimborsi non sono tassati sia per le Associazioni riconosciute che per quelle non riconosciute.
    I migliori saluti.

    RispondiElimina
  6. Buona sera,
    quindi se in un asd il presidente, il vice e il consiglio direttivo nonchè altri istruttori percepiscono compensi 342/2002 non ci sono problemi?
    Se gli organi principali dell' asd (pres. vice ecc..) fatturano per la stessa potrebbe essere considerata distribuzione di utili?
    Quando si parla di associazioni si cade sempre nel discorso di distribuzione diretta e indiretta degli utili, ma le sanzioni nello specifico quali potrebbero essere?amministrative, penali o che so io?e su chi ricaderebbero, sul presidente o sugli organi del consiglio?

    RispondiElimina
  7. Buongiorno,
    premesso che le responsabilità sono sempre in capo a chi ha agito in nome e per conto dell'Associazione, per quanto riguarda il discorso rimborsi spesa/compensi si tratta di una questione di buon senso.

    E' normale che tra le persone che percepiscono rimborsi spesa e/o compensi ci siano anche componenti del consiglio direttivo. E' facilmente contestabile una realtà in cui solo il c.d. (a volte anche solo il Presidente) percepisce rimborsi spesa e/o compensi. Ho anche conosciuto realtà in cui il Presidente affittava all'Associazione, era dipendente della stessa e l'Associazione non aveva soci oltre i componenti del Consiglio Direttivo....direi che si tratta di vere e proprie società o ditte individuali camuffate.

    I migliori saluti,
    Gabriele Aprile

    RispondiElimina
  8. Giacomo Lucarelli13 aprile 2012 00:00

    Salve, vorrei che analizzaste la fattibilità pratica di questa ambigua situazione.
    Associazione Culturale composta da Mamma, Papà, Figlio.
    L'associazione paga l'affitto di una struttura e offre diversi corsi di tipo culturale tradizionale orientale come: corsi di coltivazione bonsai, corso yoga, corso danza polinesiana.
    I corso sono usufruibili in cambio di una corrispettiva quota mensile da pagare... con un ricavo mensile di 5000 euro da utilizzare per affitto locale, acquisto attrezzi utili alle lezioni offerte.
    I corsi sono TUTTI tenuti dal Figlio.
    Sarebbe possibile dare al figlio lo status di istruttore dipendente che percepisce un salario da parte di questa associazione... magari un buon 1500 euro di retribuzione mensile?
    Nel caso in cui questo fosse IMPOSSIBILE, lo sarebbe solamente perchè il dipendente dell'associazione sarebbe un socio fondatore ?
    O ci sono altri motivi ?
    In questo caso allora può essere dichiarato come dipendente una quarta persona ?
    La questione è abbastanza ambigua ma volevo capire se fosse fattibile una realtà di questo genere o si entra vigliaccamente in società cammuffate.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      nella situazione evidenziata il consiglio direttivo (soprattutto il figlio) si deve rendere conto del possibile rischio e della necessità (a mio avviso) che il figlio si dimetta dalla carica che ricopre all'interno del consiglio direttivo, diventando (assolutamente possibile) dipendente fulltime dell'Associazione, trattandosi a tutti gli effetti del suo lavoro.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
    2. Giacomo Lucarelli13 aprile 2012 16:29

      E sarebbe possibile per il figlio trovare lavoro in questo modo in termini puramente legali (con relativi salario, contributi e contratto a tempo indeterminato)? :)
      Avevo pensato ad inserire il figlio tra i fondatori perchè devono necessariamente essere 3 all'atto di costituzione.
      Quindi se i 3 soci fondatori fossero: Tizio, Caio e Sempronio.
      Può il figlio di uno di essi essere collaboratore retribuito per il lavoro che puntualmente esegue ?
      Questo metodo di distribuzione degli utili nei confronti di un'unica persona è possibile oppure, a fronte di un possibile controllo, si rischia di andare in contro a problemi ?

      Elimina
    3. Buona sera,
      i compensi che derivano da redditi di lavoro percepiti secondo le disposizioni di legge nulla hanno a che fare con la "dstribuzione degli utili" (PER LEGGE IMPOSSIBILE NEGLI ENTI SENZA FINALITA' DI LUCRO). Eventuali rapporti di lavoro devono evitare situazioni di imbarazzo connesse a palesi conflitti di interesse (Presidente che si firma contratto di assunzione....).
      I migliori saluti,
      Stefano Bertoletti

      Elimina
  9. Buongiorno, sono il Presidente di un gruppo folkloristico senza scopo di lucro.
    Vorrei cortesemente sapere se io, in qualità di socio regolarmente tesserato, posso percepire un corrispettivo per le lezioni di ballo da me impartite all'interno della mia Associazione.
    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      potete percepire compensi per il fatto di impartire lezioni. L'importante è che questo non comporti una palese conflitto di interessi con la Vostra posizione di Presidente (magari l'unico a percepire compensi o la persona che ne percepisce di più) e che non possa mai far pensare ad una società (o ditta individuale) camuffata da Associazione.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  10. Buongiorno, presiedo un'associazione culturale che si occupa di divulgazione scientifica. Mi sembra che non abbiate affrontato in nessuna faq l'argomento della retribuzione attraverso vaucher. Se si devono retribuire prestazioni estemporanee (da qualche ora a qualche settimana) di persone DIVERSE, a volte soci a volte collaboratori esterni, è possibile utilizzare questo strumento (in entrambi o in una sola delle tipologie di persona)? Nel caso quest'informazione fosse pubblicata nell'e-book (che ho appena acquistato), non serve risposta. Grazie comunque e complimenti per il vostro originale lavoro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      il tema del lavoro accessorio è un tema che volutamente non abbiamo considerato perchè pone numerose limitazioni non sempre così condivise e chiarite preggo gli uffici accertatori. Certamente è un tema che ci siamo riproposti di descrivere non appena la nuova riforma sul lavoro andrà in approvazione definitiva. Dalle informazioni che abbiamo pare che il lavoro accessorio andrà ad essere ulteriormente e notevolmente limitato. In questo momento è ancora possibile utilizzare i voucher secondo quanto prevede la normativa sul lavoro accessorio, con tutti i rischi e le complicazioni del caso.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  11. Buongiorno,
    una associazione no profit che impartisce lezioni di ricamo può partecipare a fiere e vendere oggetti confezionati dal presidente dell'associazione?i ricavi della fiera possono essere prelevati dal presidente?il costa della fiera può essere scaricato?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      Un'Associazione può partecipare alle fiere e inserire nelle spese le uscite per l'evento, ma la vendita di ricami è attività commerciale ed il Presidente non può utilizzare la facciata dell'Associazione per vendere produzioni personali. Se desidera approfondire la questione, può contattarmi privatamente.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  12. Salve, vorrei fondare un'associazione sportiva dilettantistica e culturale come si può accedere a fondi regionali,statali ecc.?
    Cosa includere nello statuto per averli?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      per accedere ai fondi bisogna partecipare ai bandi pubblici o fare una richiesta diretta. Non vengono erogati fondi per il semplice fatto di essere un'Associazione. Se desidera approfondire la questione può contattarmi privatamente.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile
      gabriele@movidastudio.it

      Elimina
  13. Salve,
    vorrei alcune informazioni rispetto alle associazioni di promozione sociale. Qualora una aps ricevesse una donazione o vincesse una gara d'appalto di xxxxx euro, oltre a utilizzare l'entrata per le finalità dichiarate secondo lo statuto, è possibile dividerne parte per il consiglio direttivo che se ne è occupato? E se si, in che misura? Al presidente spetta comunque la percentuale più alta perchè ne detiene la responsabilità legale o spetta al progettista interno?

    Cordialmente
    PL

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      per legge non è possibile suddividere gli utili. Non è inoltre possibile percepire dei compensi per il fatto di fare parte del consiglio direttivo. E' comunque possibile anche per i componenti del c.d., purchè questo non sia inquadrabile quale una divisione diretta o indiretta di utile, percepire rimborsi spesa e/o compensi per aver contribuito alla realizzazione degli scopi istituzionali.
      Se desidera approfondire la questione può contattarmi privatamente scrivendo a gabriele@movidastudio.it

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  14. Salve, rappresento la sezione locale di un'Associazione di rilievo nazionale. Durante i tre mesi estivi necessitiamo della collaborazione per un servizio da offrire essenzialmente ai soci stessi (anche se di altre sezioni). L'impegno è per l'intera giornata ed intendiamo richiederlo ad uno o più soci. Visto l'impegno richiesto si rende necessario un compenso (che comunque sarà limitato agli 800/1000 euro al mese). Vorrei un consiglio su come gestire al meglio la registrazione e la fase amministrativa del compenso in considerazione che per le caratteristiche della collaborazione (impegno per oltre 30 giorni ed orario stabilito) è difficile farlo ricadere nelle fattispecie della "prestazione occasionale" e del lavoro a progetto. Però, ripeto, si tratterebbe di soci ordinari e dovrebbe esserci qualche soluzione per stare nelle regole (anche assicurative), evitando però un rapporto di lavoro subordinato. Ringrazio anticipatamente per la cortese attenzione che vorrete riservarmi. S. D'Ambrosio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera Signor D'Ambrosio.
      I contratti da utilizzare sono quelli tipici degli enti commerciali. Per poterVi fornire una risposta corretta, è necessario capire la posizione personale di ogni collaboratore.
      Se desidera possiamo confrontarci privatamente.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile
      gabriele@movidastudio.it

      Elimina
  15. buona sera. le scrivo perchè avrei bisogno di informazioni circa le aps. noi siamo tre ragazze che stanno per ufficializzare la creazione di un aps che si occuperà di ripetizioni. i clienti ai quali ci rivolgeremo sono famiglie e scuole stesse.come possiamo far pagare le lezioni mensilmente? partendo dal presupposto che di ciò noi vorremmo farne (almeno in parte) il nostro lavoro, è possibile remunerare i tre soci? in che modo? ed è possibile remunerare terzi? la ringrazio per l'attenzione
    cordialmente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera,
      leggo che parla di "clienti" e di far diventare questa attività il Vostro lavoro. Con queste basi, non mi sento di proporVi lo strumento associativo quale strumento più idoneo per poter svolgere le attività indicate. Piuttosto penserei ad una vera e propria società di servizi o all'apertura di una partita IVA personale. Perdoni la schiettezza, ma soprattutto a seguito degli accertamenti fiscali, non posso suggerirVi altro.

      Vi consiglio comunque la consultazione di una delle guide che può trovare nella pagina "Le nostre pubblicazioni" intitolata "Non profit: come posso guadagnare?". In questo modo ritengo che possiate avere le idee più chiare.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  16. Salve,
    siamo una giovane aps e abbiamo una serie di dubbi, tra cui: una cooperativa ci ha proposto di far partecipare alcuni ragazzi con disabilità e non, minori e maggiorenni alle nostre attività. E' possibile non far versare la quota associativa perché già coperti da assicurazione dei servizi a cui fanno riferimento (cooperativa e a altri servizi). Noi crediamo che debbano comunque associarsi perché entrerebbero sotto la responsabilità dell'associazione per i singoli eventi.

    E per iscriversi al registro regionale bisogna attendere 6 mesi dalla prima attività e dalla richiesta decoronno 90 giorni? Fino ad allora, l'associazione non può attivare convenzioni e partecipare a bandi?

    Grazie anticipatamente.

    Cordialmente
    Francesco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      essendo attività somministrate dalla Vostra Associazione, è opportuno che siano soci della Vostra Associazione, con relativa compertura assicurativa.

      Per iscriversi al registro delle APS, dovete aspettare un anno dalla costituzione.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  17. Salve,
    è possibile sapere se un'associazione di promozione sociale può presentare un progetto per un bando indetto esclusivamente per le organizzazioni di volontariato? Viene fatto preciso riferimento alle OdV e non alle aps.
    Grazie anticipatamente.
    Cordialmente
    Paola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Paola,
      se il bando è aperto esclusivamente alle OdV, non è possibile partecipare come APS.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  18. buona sera
    la domanda che vorrei porvi è questa: un aps può far pagare una quota associativa ad un ente pubblico? e se si deve essere una quota mensile, annua o entrambe? grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      Nonostante non sia vietato che un ente pubblico diventi socio, il nostro consiglio è che diventi socio una persona fisica che rappresenti l'ente stesso. Se questo soggetto non parteciperà alle attività proposte dall'Associazione è sufficiente richiedere il pagamento della sola quota sociale, altrimenti entrambe.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  19. salve, curiosità...
    se il presidente o membri del direttivo di una onlus viene preso dal lavoro della stessa e quindi impossibilitato a svolgere il lavoro primario dalla quale percepisce lo stipendio,può essere retribuito avendo così la possibilità di svolgere a tempo pieno i compiti dell'associazione?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      certamente. E' ovviamente indispensabile che venga cessato il precedente rapporto di lavoro (a meno che si tratti di part-time per il primo e part-time per il secondo) ed è opportuno che il componente del consiglio direttivo consegni le proprie dimissioni trovandosi in una situazione di palese conflitto di interessi.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  20. Buongiorno,

    sono socia di un’associazione culturale di Tango, nel senso che ogni anno abbiamo un tesseramento da rinnovare su un corrispettivo di € 15,00.
    Il CD è costituito da 7 persone (Presidente, Vice Presidente, 5 consiglieri). Tutti quelli che lavorano all’interno dell’Associazione, tra i quali anch’io, sono volontari (maestri, assistenti, gestori di milonghe, dj, etc). Ultimamente si stanno dimettendo in diverse persone, perché alcuni del CD hanno atteggiamenti per niente democratici: o la pensi come loro, o sei fuori! Il “cerchio magico” è costituito dal Presidente, dal Vice e da 2 consigliere che a prescindere sono sempre d’accordo con loro due. Un consigliere si è già dimesso, e sugli altri 2 viene fatto mobbing per buttarli fuori.
    Verbali e Statuto sono stati resi pubblici solo in questi giorni (dopo 10 anni di attività), e solo perché abbiamo cominciato a far sentire la nostra voce. Di bilanci non se ne sono mai visti, e guai a chiederli… salta fuori un mare di scuse.
    A malapena siamo riusciti ad ottenere un’assemblea straordinaria a settembre. Vorremmo chiedere che le decisioni venissero prese con regolare votazione, e che il CD fosse ampliato almeno a 9 membri, dando la possibilità di eleggere persone alternative.
    Altra cosa allucinante: hanno sempre monopolizzato la comunicazione (il moderatore – il Vice - delle mailing list decide cosa far passare e cosa no), e ora che abbiamo creato una mailing list libera, si sono inca…..ti!
    Cosa ci consigliate di fare? Come prepararci per l’assemblea di settembre?

    Grazie.
    Lorenza

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera Lorenza.
      Non voglio fare del terrorismo psicologico, ma questo è proprio l'esempio di quello che vanno cercando gli accertatori (Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, ecc..): un Ente (diverso dall'Ente associativo) camuffato da Associazione.

      Questa situazione non va per nulla bene.

      L'assemblea dei soci (che tra l'altro in modalità ordinaria si deve riunire solo una volta all'anno entro 4 mesi dalla chiusura dell'anno sociale) è l'unico organo sociale che ha il potere di approvare i bilanci, eleggere il consiglio direttivo, sciogliere l'associazione, ecc... In sostanza, tutta la straordinaria amministrazione è in capo all'assemblea dei soci, non al consiglio direttivo.

      Potete procedere dimettendoVi (consapevoli che tutte le obbligazioni che Vi hanno vista partecipe negli anni precedenti restano comunque obbligazioni per cui risponderete almeno fino a 5 anni indietro), e/o invitare un notevole numero di soci a convocare un'assemblea straordinaria (oppure aspetterete quella di settembre) dove saranno proprio i soci a proporre l'ordine nel giorno ed uno dei punti sarà la caduta del consiglio direttivo e l'elezione di un nuovo consiglio direttivo. Potete anche proporre all'ordine del giorno lo scioglimento dell'Associazione. Se la maggioranza dei soci indicata in statuto voterà a favore, si procederà con l'elezione di un nuovo direttivo o l'estinzione dell'Associazione.

      Se desiderate un supporto professionale, restiamo a disposizione.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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    2. Gent.mo Dott. Aprile,

      in che percentuale rispondiamo alle obbligazioni? Mi auguro solo in base alla quota associativa annuale!

      Grazie in anticipo.
      Lorenza

      Elimina
    3. La responsabilità è in capo a chi ha agito in nome e per conto dell'Associazione. Pertanto, se non è documentato da alcuna parte che ci sono delle obbligazioni sottoscritte da Lorenza personalmente, Lorenza non è responsabile di nulla.
      Non si tratta di un discorso di percentuali.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  21. Gent.mo Dott. Aprile,

    sono un dottore commercialista abilitato da pochi mesi e assieme ad un gruppo di amici anche loro liberi professionisti (avvocati e consulenti) stiamo creando un'associazione con la finalità di creare eventi legati alla ristorazione e mettere in contatto i ragazzi che escono dalle scuole alberghiere con i ristoratori che ne hanno bisogno ...

    Volevo sapere se come soci possiamo comunque fatturare l'attività svolta verso questa associazione oppure si configurerebbe un conflitto d'interesse?

    Grazie in anticipo
    Enrico

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Enrico.
      Se il Consiglio Direttivo decide di affidare alcuni compiti a Soci o soggetti esterni non ci sono problemi.
      Se invece il Consiglio Direttivo è composto da soci che svolgono attività e vengono retribuiti per questo, ci troviamo di fronte ad una società camuffata da Associazione, senza ombra di dubbio.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
    2. Gent.mo Dott. Aprile

      innanzitutto grazie per la risposta ---

      mi potrebbe confermare se nel nostro caso in cui il consiglio direttivo sarà composto da solamente uno dei soci e altri soggetti esterni potremmo avere problemi con gli accertatori ?
      Inoltre avrei bisogno di sapere se fosse possibile in un secondo momento costituire una società collegata all'associazione per gestire le attività commerciali e continuare a gestire tramite l'associazione le attività istituzionali

      Grazie in anticipo
      Enrico

      Elimina
    3. Buongiorno Enrico.
      Non posso confermare che non dovrebbero esserci problemi con gli accertatori. Sicuramente un consiglio direttivo composto da persone che non percepiscono compensi è meno attaccabile.
      Un'Associazione può svolgere attività commerciale, purchè secondaria e sussidiaria a quella istituzionale. Pertanto, se ci troviamo in questa situazione l'Associazione potrà aprire partita IVA e svolgere attività commerciale connessa, altrimenti è opportuno gestirla con un vero e proprio ente commerciale.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  22. Salve, sto valutando se si può ed ha senso costituire un’associazione per questo mio caso. A livello hobbistico, mi occupo di artigianato manuale (in fattispecie tinture naturali di filati e recupero/riciclo di tessuti) e mi interessa coinvolgere altre persone in questa ed in altre attività manuali (non solo quelle di cui mi posso occupare direttamente io) a vari livelli, per esempio dimostrazioni, corsi (non solo miei, anzi in minima parte miei, spero che futuri soci diano la loro disponibilità per portare avanti altre attività, immaginavo con compenso anche se basso), conferenze/dibattito, partecipazione a fiere, raccolta di informazioni e brevi opuscoli e pubblicazioni informative (prodotte in proprio, magari pubblicate su internet), incontri di scambio esperienze, raccolta di dati su persone interessate a vari livelli a tali argomenti (sia come fruitori di “servizi” sia come possibili erogatori), ecc. Preciso che fino ad ora ho partecipato a livello individuale ad uno/due mercatini all’anno ed ho organizzato uno/due eventi/corsi all’anno, né ho intenzione e tempo per il futuro di farne molto di più, ma mi interessa diffondere la cultura del saper fare manuale e condividere questa mia passione, problematiche annesse. Ho già amici che sono appassionati di attività manuali e che hanno esigenze simili alle mie. Tutto quanto detto sopra può essere configurata come un’associazione culturale e avrebbe senso farlo? Se si, che tipo di associazione (pubblica, non pubblica, riconosciuta o meno)? Rimando eventualmente ad una futura domanda chiarimenti su ulteriori dettagli tecnici. Ringrazio in anticipo e saluto.

    Alberto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Alberto.
      E' assolutamente possibile pensare ad un'Associazione nel Vostro caso. Si può pensare, oltre ad un'Associazione culturale, anche ad una Associazione di promozione sociale. Se desidera approfondire la questione può contattarmi via mail all'indirizzo gabriele@movidastudio.it
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  23. Buongiorno!
    Un informazione.
    Sono il cassiere/tesoriere di un'associazione.
    Un giorno non funzionava la carta di credito dell'associazione ed ho dovuto anticipare personalmente delle spese (cambusa al supermerato ed al bar).
    Volevo sapere come recuperare la somma. ho in mano gli scontrini del supermercato e del bar!

    grazie mille
    fabio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno, potete fare una restituzione anticipo (meglio se con bonifico o assegno) dell'intero importo, conservando ovviamente le pezze giustificative nella documentazione dell'Associazione.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  24. Gent.mo Dott. Aprile,
    sono il presidente di un aps e avrei alcune domande da porle:
    - sarà ancora possibile per le aps(dopo la riforma del lavoro)effettuare dei contratti in caso ci si avvalga di lavoratori dipendenti?

    - un aps può avere sede legale nel comune x e "sede operativa" nel comune y?

    - cosa prevedono le normative in caso di rimborsi spese?

    ringraziando anticipatamente per l'attenzione porgo cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      Rispondo per punti:
      - sarà ancora possibile avvalersi di personale dipendente;
      - ci possono essere sede legale ed operativa in Comuni differenti;
      - dipende dalla tipologia di rimborsi spese. Se a piè di lista, è indispensabile indicare modello dell'auto utilizzata per eventuali trasferte ed utilizzare le tabelle aci. Per le spese sostenute in nome e per conto dell'Associazione è indispensabile presentare le pezze giustificative per richiedere il rimborso.

      I migliori saluti e buone vacanze.
      Gabriele Aprile

      Elimina
    2. Buonasera,
      Vi contatto per chiedere maggiori informazioni in merito all'Associazione ONLUS. A livello di consiglio direttivo e di altri collaboratori offriamo un servizio di redazione testi web allo scopo di valorizzare il territorio. E' possibile da parte nostra ricevere contributi da parte di una società commerciale e come devono essere dichiarati?

      Ringraziando anticipatamente, l'occasione mi è gradita per porgere cordiali saluti.

      Elimina
    3. Buonasera,
      chiedo un'informazione:
      - un'associazione ONLUS può ricevere compensi per il lavoro di redazione web da una società commerciale?
      - nel caso quale deve essere la forma?
      Grazie, cordiali saluti.

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    4. Buona sera.
      E' possibile ricevere contributi. Se si tratta di donazione o contributo liberale, sarà sufficiente emettere una ricevuta e questa entrata sarà per Legge detassata (ovviamente non si deve trattare di un corrispettivo. Se si tratta invece di sponsorizzazione, è indispensabile aprire partita IVA come Associazione ed emettere una fattura nei confronti della società commerciale. Bisognerà versare iva e imposte nella misura richiesta dal regime fiscale adottato (consigliamo 398/91).
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  25. salve,sono il presidente di un'associazione che vorrebbe aprire una scuola di danza con docenti che lavorerebbero da ottobre a maggio dell'anno successivo.come faccio a pagare i docenti?Tasse, Iva e altro, rimborsi spese ecc.Le sarei grato se mi delucidasse su queste questioni di cui la vedo preparatissimo.Cordialmente

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    1. Buongiorno.
      La tipologia di contratto da utilizzare dipende dalla situazione lavorativa di ogni collaboratore, pertanto è opportuno verificare caso per caso.

      In qualsiasi caso le associazioni sportive dilettantistiche godono di un regime particolarmente interessante: la Legge 342/2000. Nel caso in cui il collaboratore sia nella posizione di studente, pensionato o abbia un altro reddito di lavoro attraverso il quale versa i contributi, è possibile erogare nei suoi confronti rimborsi spesa sportivi fino ad un tetto di 7500 euro/anno in completa esenzione fiscale. Superata la soglia dei 7500 euro, sulla parte eccedente bisogna versare una ritenuta d'acconto del 23% e l'addizionale regionale.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  26. Ivan Ianniello17 agosto 2012 13:31

    Salve, siamo un'associazione che costruisce carri allegorici. Il ns. statuto prevede una figura di socio (fondatore) che ha poteri più importanti di nomina del direttivo, di indirizzo, ecc.., rispetto ai soci sostenitori.
    Innanzitutto ho letto che eventuali compensi possono essere dati con le normali discipline del lavoro (es.compenso occasionale, con versam della ritenuta).
    In particolare però:
    - Vorrei sapere se è possibile con la ns. differenza di soci accedere ad agevolazioni per ricevere contributi (cioè se potremmo essere aps).
    - Ultimamente si sta prospettando la possibilità di vendere i ns. pezzi ma a tal proposito ci interessa sapere come poter regolarizzare la vendita, (anche per cifre non esigue tipo 4/5mila euro), e se possiamo vendere gadgets durante le sfilate e come.
    Vi ringrazio per l'attenzione.
    Saluti.
    Ivan

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Ivan.
      Innanzitutto è scorretto che ci siano limitazioni sui diritti sei soci. Ogni socio maggiorenne ed in regola con il versamento della quota sociale ha lo stesso diritto di voto dei soci fondatori.
      La scelta di modificare la tipologia di Associazione in APS non deve dipendere dalla possibilità di accedere a delle agevolazioni, ma dalla natura dell'Ente. Se l'Associazione rispecchia i requisiti richiesti dalla 383/2000 per configurarsi quale APS, allora è consigliabile modificare lo statuto, altrimenti no.
      Per quanto riguarda la vendita di carri e di gadgets, questo è possibile previa apertura di partita IVA.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  27. Buona sera, sono presidente di una Asd dove si pratica danza classica, posso essere anche presidente di un'altra asd dove la pratica principale è sempre la danza?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      non è possibile per Legge ricoprire la stessa carica all'interno di un'altra asd con gli stessi scopi sociali.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  28. Salve, sono un magazziniere e socio simpatizzante retribuito di €500 in nero, di una asd di calcio da più di 15 anni. Ora per una serie di motivi mi vogliono mandare via ma senza darmi niente. Ho dei diritti? inoltre gli faccio da custode ma non pago ne luce ne acqua.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      Non esiste per definizione alcuna forma di tutela di un lavoratore "in nero". Trattandosi di associazione sportiva, è certo che non fosse retribuito secondo i benefici previsti dalla legge 342/2000?
      I migliori saluti
      Stefano Bertoletti

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  29. Salve, sono tesoriere di una piccola e neonata associazione culturale. Tra le varie iniziative che vorremmo proporre vi è un corso di fotografia digitale che terrebbe un membro del direttivo (è un esperto professionista che fa questo di mestiere e ha quindi partita iva). Mi sembra di capire che è possibile retribuire un socio per una prestazione di questo tipo. Come dobbiamo comportarci? lo si paga direttamente a seguito fattura con ritenuta d'acconto??? o ci sono altri modi??? bisogna fare un contratto di collaborazione professionale???
    L'associazione chiederebbe ai corsisti una quota di partecipazione che comprende la tessera dell'associazione. Oltre che pagare il socio-docente l'associazione può ottenere dei ricavi???
    grazie.
    I.D.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      Il professionista dovrà necessariamente emettere fattura all'Associazione o direttamente ai partecipanti.
      L'Associazione può richiedere sia la quota sociale (che può essere anche nulla) che la quota per la partecipazione ai corsi. Quello che resta all'Associazione dopo aver pagato il collaboratore servirà per sostenere le altre spese atte a raggiungere gli scopi sociali.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  30. buonasera,
    ho letto tutte le vs risposte e ora mille dubbi affollano la mia mente; io, le mie due figlie e altre due persone (non parenti) abbiamo da poco fondato un'associazione ASD che promuove la danza, solo una delle mie figlie impartisce lezioni e ricopre anche il ruolo di presidente.
    Chiaramente si tratta per ora di compensi irrisori (300 € al mese - nelle buste paga specifichiamo che tale cifra è un acconto di quanto avrebbe dovuto effettivamente percepire), mi pare di capire che non vada bene che il presidente sia anche l'unica persona a percepire compensi(lei ha ha regolare contratto di istruttore); a breve vorremmo cmq introdurre altri corsi tenuti da personale esterno.
    Ecco le domande1) mia figlia dovrebbe dimettersi dalla carica di presidente ? 2) posso in tal caso assumere io tale carica(ora sono vice presidente) ?3) l'altra mia figlia (segretario dell ASD)si occupa delle segreteria a titolo gratuito, nel caso la scuola dovesse avviarsi può percepire redditi da tale attività? 3) io sono consigliere direttivo anche in una associazione culturale (non ASD) , devo dimettermi dall'altra carica?
    Nella fase costitutiva ci siamo avvalsi della consulenza di un avvocato che segue le Associazioni proprio x evitare errori...possibile che invece ne abbiamo fatti cmq? Infine mia figlia ha sborsato molto denaro suo per avviare la cosa (lavori all'interno di un capannone , mobili, attrezzature etc), potrà un giorno recuperarli avendo specificato la cosa chiaramente nei verbali(soprattutto potrà riaverli se dovrà dimettersi dalla carica di presidente)? Dimettersi dalla carica di presidente non lo trovo giusto perchè lei con la sua volontà e le sue risorse si è imbarcata in questo progetto e fa di tutto perchè tutto sia regolare: riunioni, verbali,tenuta libri soci..... voglio dire che uno non fonda un 'Associazione dove poi un altro è Presidente col rischio che quest'ultimo possa prendere decisioni in contrasto con quelli che sono i principi e le volontà di chi l'ha fondata. Grazie per le vs preziose risposte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      nel pomeriggio riceverà una mail di risposta a quella che ci avete inviato stamattina.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  31. Buongiorno,
    sono il presidente di una neonata APS che si occuperà di ripetizioni scolastiche a ragazzi di tutte le età. Tra l'altro l'iniziativa è partita dal Comune, con cui siamo in partnership e che ci ha fornito un periodo di formazione educativa con degli operatori del Progetto Giovani. Siamo 13 soci/insegnanti, e ci stiamo interrogando sulla modalità più opportuna per avere dei compensi (su base mensile, verso tutti i soci, compreso il sottoscritto) provenienti dalla nostra attività, ben sapendo di non poterlo fare sotto forma di distribuzione di utili (e non aspirando a considerarlo il nostro lavoro, anche se per il momento siamo quasi tutti inoccupati). L'alternativa che sembra porsi è quella tra l'uso dei cosidetti buoni lavoro/voucher oppure prestazioni di lavoro autonomo occasionale, ma in entrambi in casi si violerebbe il vincolo della non continuità della prestazione. Lei cosa ci consiglia? Un commercialista con cui ho parlato ci ha consigliato il passaggio a cooperativa, ma al momento non siamo in grado tutti insieme di sostenerne i costi, anche perchè l'attività deve ancora partire. La ringrazio per la risposta.
    Cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera,
      l'unica alternativa al lavoro subordinato (che comunque vedrei come soluzione ottimale, non fosse per i costi che l'Associazione dovrebbe sostenere) è il contratto a progetto (ma ci deve essere davvero un progetto), oppure l'apertura di partita IVA per ogni soggetto collaboratore (il problema però sarebbe l'unico committente).
      Non essendo però nostra materia, ma materia di un consulente del lavoro, è opportuno richiedere una consulenza in questa direzione ad un consulente del lavoro.
      Nella speranza possa apprezzare la schiettezza con la quale Vi ho risposto, porgo i migliori saluti.
      Gabriele Aprile

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  32. Buongiorno, sono un dipendente pubblico.
    Mi è stato chiesto di di tenere un corso di musica presso un'associazione culturale; in che modo posso farmi retribuire dall'associazione (essendo dipendente pubblico, non posso avere partita iva, posso eventualmente fare una prestazione occasionale)?
    Diventando socio dell'associazione le cose potrebbero semplificarsi?

    Ringrazio sentitamente per l'attenzione e saluto cordialmente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      Il contratto di collaborazione occasionale potrebbe essere una possibilità a condizione che venga informato il Vostro responsabile e lo stesso sia d'accordo.
      Diventando socio dell'Associazione non ci sono complicazioni.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  33. Buon giorno,
    siamo 3 psicologhe e 2 quasi psicologhe,vorremmo costituire un'associaizone non riconosciuta che lavora nel sociale per offrire servizi sia per la disabilità che per il disagio.
    Abbiamo già tutte la Partita IVA ma desideriamo l'associazione per presentare progetti e partecipare a bandi pubblici.
    Essendo totalmente inesperte e impaurite dal fisco volevamo sapere se il Presidente, il Vice Presidente e tutto il CDA si possono retribuire.
    Ad esempio, presenteremo un progetto ad una scuola per un doposcuola destinato a ragazzi svantaggiati e disabili, le famiglie verseranno una quota di 2 euro l'ora.
    - Io che dovrei essere Presidente dell'Associazione dovrei anche lavorare per questo progetto!Posso retribuirmi?ho partita IVA.
    - Posso fatturare all'Associazione pur essendone il Presidente?
    Mi scuso per le tante domande ma non vorremmo commettere errori prima di iniziare...
    In attesa di risposta porgo un saluto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno, abbiamo già risposto privatamente alla Vostra mail. I migliori saluti, Gabriele Aprile

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  34. Buongiorno dr. Aprile,
    voglio creare un'associazione che svolge fondamentalmente due tipologie di attività connesse tra loro: una informatica ed una artigianale.
    Lo scopo è la produzione di manufatti artistici.
    Per la riuscita dell'obbiettivo è necessario garantire un compenso ai due operatori (uno informatico e uno artigianale).
    1 - che tipo di associazione devo costituire?
    2 - compresi i 2 operatori, qual è il numermo minimo di soci per costituire l'associazione?
    3 - i due operatori, che svolgeranno attività continuativa, possono rivestire cariche all'interno dell'associazione o e meglio che non ne facciano parte? uno di essi può essere presidente o tesoriere?
    4 - considerate le premesse, come mi consiglia di impostare l'organizzazione dell'associazione e che tipo di retribuzione mi consiglia per gli operatori?
    Grazie per l'ottimo servizio che offrite.
    Giorgio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera Giorgio.
      Rispondo per punti:
      1) direi Associazione culturale;
      2) il numero minimo è due, anche se consigliamo almeno 3;
      3) meglio che non facciano parte del direttivo, ma possono essere soci fondatori;
      4) se si tratta di lavoro continuativo o gli operatori aprono partita iva o sottoscrivono con l'Associazione un contratto di lavoro subordinato (part-time o full-time).

      Grazie a Lei per l'intervento. Possiamo approfondire la questione privatamente per ulteriori chiarimenti. gabriele@movidastudio.it
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  35. è obbligatorio un conto corrente intestato all' ASD se questa non prevede di avere incassi di natura commerciale?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      E' obbligatorio per qualsiasi tipologia di Associazione attiva.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  36. Salve,

    in un'ipotetica associazione culturale - affidataria della gestione di un museo (attività istituzionale) e di una caffetteria/enoteca annessa (attività commerciale non prevalente) - è possibile prevedere la remunerazione di due soci per l'attività da loro prestata quotidianamente (una per il museo, l'altra per la caffetteria/enoteca)?

    Se sì, in quale forma e a quali condizioni?

    Grazie in anticipo.
    A.

    RispondiElimina
  37. Buongiorno.
    Premesso che non entro nel merito della questione legata alla somministrazione di bevande ed alimenti (se in capo da una Associazione può essere rivolta ai soli soci), trattandosi di attività continuativa è opportuno che venga stipulato un contratto di lavoro subordinato (dipendente part-time o full-time). In questa situazione, preoccupateVi che i due soci non siano rispettivamente presidente e vicepresidente (o comunque componenti del consiglio direttivo), in quanto ci troveremmo di fronte ad una società camuffata da Associazione, sanzionabile in fase di eventuale accertamento!
    I migliori saluti,
    Gabriele Aprile

    RispondiElimina
  38. Salve,
    siamo una aps che si occupa di laboratori di cinema e teatro presso scuole e Comuni. L'associazione è stata costituita a novembre del 2011 e nell'estate del 2012 abbiamo stipulato una convenzione con un Comune.
    Siamo venuti ora a conoscenza che le aps possono stipulare convenzioni dopo 6 mesi dall'iscrizione ai registri regionali e che la stessa iscrizione non può essere effettuata prima di un anno dalla nascita della stessa.
    La convenzione quindi è valida? Come si configura questa situazione?

    Aggiungiamo che dal Comune in questione non hanno richiesto informazioni riguardanti l'iscrizione dell'associazione.

    Grazie
    G.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      Non ci risulta attualmente vigente, anche se dovremmo approfondire la questione nel dettaglio, alcuna normativa di legge in base alla quale sia possibile per un'Associazione di Promozione Sociale stipulare convenzioni con Enti pubblici non prima che siano decorsi almeno sei mesi dall'iscrizione al registro delle APS. Discorso differente va invece fatto per l'iscrizione a suddetto registro, che Vi confermiamo fattibile esclusivamente decorso un anno dalla costituzione.
      Ciò premesso Vi suggeriamo di approfondire le previsioni relative il Vostro territorio (eventuali leggi regionali sul punto è possibile che le abbia emanate la Vostra Regione) per comprendere successivamente la valenza o meno della convenzione.

      Riguardo la validità della convenzione, premesse le considerazioni di cui sopra, se era necessario che passassero sei mesi, sussiste evidentemente un vizio formale.

      I migliori saluti,
      Stefano Bertoletti

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    2. grazie per la vostra pronta risposta. scendo nello specifico: la legge del 7 dicembre 2000 n.383, che disciplina le associazioni di promozione sociale, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.300 del 27/12/2000, all'art. 30 (che regola le convenzioni) dice "1. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, le province, i comuni e gli altri
      enti pubblici possono stipulare convenzioni con le associazioni di promozione sociale, iscritte da almeno
      sei mesi nei registri di cui all’articolo 7 (ndme: il registo nazionale), per lo svolgimento delle attività previste dallo statuto verso terzi". detto questo, e seguito il Suo suggerimento di consultare eventuali leggi regionali in proposito, ed essendo l'associazione operante e avente sede in Sardegna, ho trovato nelle LINEE GUIDA PER LA DISCIPLINA DELL’ISCRIZIONE AL REGISTRO REGIONALE DELLE
      ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE della Regione Autonoma della Sardegna un articolo 5 che dice questo "L'iscrizione nel Registro regionale è condizione necessaria per stipulare le convenzioni di cui
      all'articolo 12 della legge istitutiva e per usufruire dei benefici previsti dalle leggi in materia".
      rimane il dubbio a quale art. 12 si riferisca: la legge istitutiva (nazionale )delle aps, la 383 del 2000, all'art. 12 indica il "funzionamento e attribuzioni dell'osservatorio nazionale sulle associazioni". quindi non si capisce a quali convenzioni si riferiscano.
      sperando che nel dirimere questo busillis si possano aiutare altre aps nella medesima situazione, Vi ringraziamo in anticipo per l'ottimo lavoro svolto su queste pagine.
      G.

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    3. Buongiorno,
      quello che Lei ha evidenziato è corretto. Tenga solo conto che il registro delle APS in Piemonte (ad esempio) è stato istituito nel 2006, pertanto mi chiedo come possano aver operato prima in regime di convenzione APS in Piemonte nate tra il 2000 e il 2006 (e ce ne sono state...).
      Ciò premesso ovviamente la 383/2000 è la normativa di riferimento alla quale ovviamente è necessario che si adeguino anche i Comuni...
      I migliori saluti,
      Gabriele e Stefano

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  39. buongiorno
    siamo un'associazione di promozione sociale. i nostri soci hanno utilizzato i loro autoveicoli per recarsi nei luoghi dove si svolgono le attività dell'associazione (scuole e comuni). vorremmo sapere come si calcolano i rimborsi kilometrici aci riguardanti questi viaggi (e specifico: solo per i km relativi all'attività), visto le diverse opinioni date in merito da colleghi e commercialisti. mi spiego: chi consiglia di utilizzare le tabelle aci non specifica qual'è il coefficiente esatto da utilizzare (mi riferisco alla tabella percorrenza annuale, suddivisa per fascie di 5000 km: si intende percorrenza legata all'attività da rimborsare o i km totali percorsi dall'auto su base annua?).
    c'è chi dice che invece l'auto dovrebbe essere data in comodato d'uso all'associazione e le spese rimborsate ammonterebbero al 40 % (ma non possiamo richiedere questo ai soci in quanto prestano la loro opera in forma praticamente gratuita e non possiamo rimborsare loro solo il 40% ). altre voci dicono invece che l'amministrazione pubblica rimborsa tali spese calcolando 1/5 del prezzo della benzina (ma senza citare nessuna legge o consuetudine e senza specificare su quali basi calcolare il costo medio del carburante), e moltiplicando il tutto per il numero di km percorsi.
    qual'è la vostra opinione in proposito?
    Vi ringraziamo anticipatamente per la risposta
    Gentili Saluti

    M.S.

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    Risposte
    1. Buona sera.
      Innanzitutto è importante indicare che il rimborso spesa a piè di lista può essere erogato solo se la trasferta in nome e per conto dell'Associazione non viene effettuata all'interno dello stesso Comune o tra Comuni confinanti.
      Il rimborso spesa km può essere effettuato tenendo conto di 1/5 del costo del carburante o utilizzando le tabelle ACI. Nel secondo caso, la percorrenza annuale tiene conto dei km totali percorsi dall'auto in base annua. La quasi totalità dei nostri clienti utilizza le tabelle ACI.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  40. Salve,
    vorrei un informazione in merito ai rimborsi spese/ compensi in un'associazione culturale. Se per la pulizia dei locali e la gestione stessa di essi, nonchè di un servizio di segretariato si utilizzano persone esterne all'associazione (non soci) e queste persone non hanno partita iva,ma superano i 30 giorni previsti per poter rientrare in un regime di prestazione occasionale, come far risultare nel rendiconto/bilancio i compensi attribuiti a queste persone? Inoltre possono alcuni soci che prestano servizio all'interno dell'associazione (es.insegnante corso di cucito)non pagare la quota d'iscrizione?Ovviamente non percepiscono compensio ma è una pretsazione gratuita.
    Ancora Vi chiedo se un'associazione culturale organizza un concerto o una manifestazione all'interno della propria sede e per i propri soci (così come previsto dalla Statuto) deve pagare la SIAE?
    Ringrazio Cordialmente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      rispondo per punti:
      - per quanto riguarda il contratto da utilizzare, il consiglio è di prendere contatti con un consulente del lavoro. In qualsiasi caso potete tenere conto dei buoni lavoro (voucher);
      - è possibile che alcuni soci, per i motivi elencati, non paghino la quota sociale. Devono comunque compilare la domanda di ammissione a socio;
      - per quanto riguarda la SIAE, se non pagate un abbonamento annuale allora dovete pagarla, altrimenti solitamente gli eventi musicali all'interno della sede sono compresi nell'abbonamento annuale più ampio.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  41. salve abbiamo aperto da poco un'associazione culturale non riconosciuta. abbiamo ricevuto dei contributi per delle iniziative portate a termine e ora è necessario procedere ai rimborsi delle spese sostewnute dai soci, e a dare dei piccoli compensi ai soci che hanno collaborato alla realizzazione degli eventi in questione. nessun socio ha partita iva. non avendo aperta alcuna posizione inps e non essendo conveniente data l'esiguità dei contributi ricevuti e dei compensi da elargire, fare dei contratti di collaborazione,ci si chiedeva quale potesse essere la formula migliore per dare un minimo di compenso. nei formulari per gli enti non commerciali sono npresenti due possibilità che sembrano adatte: una il lavoro occasionale art 2222 e l'altra la ricevuta per prestazioni occasionali senza obbligo contributivo. cosa comportano queste due formule? inoltre... in vista del pagamento della ritenuta d'acconto tramite f24 si va incontro a delle spese?
    grazie per l'attenzione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      se non vengono superati i 30 giorni ed i 5000 euro/anno lordi, è possibile prevedere un contratto di collaborazione occasionale (grava di una ritenuta del 20% da versare tramite f24 a cura dell'Associazione). Diversamente si può pensare ai buoni lavoro (voucher), per i quali il percepiente versa circa il 25% compresi i contributi.
      Per qualsiasi ulteriore questione, Vi invito a prendere contatti con un consulente del lavoro.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  42. Buonasera Dott. Aprile,
    siamo uno studio commerciale e seguiamo diverse associazioni.
    Abbiamo un problema con un'associazione (asilo nido), il presidente che lavora esclusivamente all'interno della stessa vuole percepire un compenso/retribuzione, quale è la forma migliore?(visto che il presidente non può percepire nulla).
    Inoltre si possono stipulare dei contratti a progetto dopo la riforma del lavoro( in quanto il progetto non deve consistere in una mera riproposizione dell'oggetto sociale)?
    Grazie
    Saluti Cristina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera Cristina.
      Premesso che non entro nel merito della gestione di un asilo nido attraverso un'Associazione (in sede di eventuale accertamento è una situazione sicuramente contestabile!!), è opportuno che il presidente dia le dimissioni dalla carica rivestita a causa di un palese conflitto di interesse. Successivamente potrebbe diventare dipendente dell'Associazione.

      Se la proposta di contratto a progetto è nei confronti dell'attuale presidente, sconsiglio questa forma contrattuale. A meno che questa persona apra partita IVA fatturando ad Associazione e, ovviamente, ad altri soggetti (altrimenti sarebbe un dipendente camuffato), non vedo possibilità differenti dal lavoro subordinato.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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    2. Grazie Dott. Aprile
      è come pensavo e come sto cercando di far capire al nostro cliente.
      Grazie mille
      Saluti
      Cristina

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    3. Si figuri. Ribadisco di fare molta attenzione!
      A presto,
      Gabriele Aprile

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  43. Buonasera,
    volevo chiedere se un'associazione culturale no profit con codice fiscale che si occupa di
    spettacoli teatrali,organizza uno spettacolo con vendita di biglietti al pubblico,non a tesserati,e da questo spettacolo dopo aver pagato tutte le spese ne ricava un guadagno ,come si deve comportare fiscalmente,può usufruire e come del regime forfettario legge 398/91? e sopratutto cosa ne può fare di questo guadagno? come si può ripartire tra i membri dell'associazione che sono tre presidente,vice e consigliere? grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      Innanzitutto un'Associazione con solo codice fiscale non può fare uno spettacolo con vendita dei biglietti al pubblico, ma deve prima aver aperto partita IVA (può optare per il regime 398/1991 solo dopo averla aperta).
      Per quanto riguarda la seconda parte, mi permetta di non risponderle. Vi consiglio la consultazione della 460/1997 dove potrete leggere che non è possibile una suddivisione diretta o indiretta di utile.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  44. Salve,
    siamo un'associazione culturale nata con atto notarile, che si occupa principalmente di teatro e musica a livello professionistico. Avrei alcune domande da porvi:
    1- Siamo nati come onlus, ma vorremmo far decadere questa dicitura, in quanto l'attività, pur svolgendosi anche per fasce meno abbienti o comunque ad alto rischio sociale, è orientata maggiormente su produzione di spettacoli teatrali (siamo infatti possessori anche di partita iva).
    2- Per il cambio di sede nella stessa città, è possibile un semplice verbale di assemblea? E se si, bisogna comunque comunicarlo all'agenzia delle entrate? (il notaio ci ha chiesto per la modifica, qualcosa come 600 euro!)
    3- Cambiando Presidente, e dovendo comunicarlo alla banca, mi è stato chiesto addirittura il timbro notarile o la copia conforme da far autenticare al Comune! ( a me sembra una rchiesta assurda!)
    Grazie mille per la disponibilità!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      rispondo per punti:
      1) attenzione perchè una questione è realizzare spettacoli teatrali come fine ed un altro è realizzarli come mezzo per raggiungere un fine. Nel primo caso il rischio è di essere inquadrati da eventuali accertatori come una società camuffata da Associazione;
      2) è sufficiente un'assemblea dei soci se indicato cosi nello statuto ed un successivo invio del modello AA7/10. Tenete comunque conto che l'assemblea dei soci è sovrana e se pertanto l'assemblea dei soci decide che le prossime comunicazioni verranno fatte direttamente nei confronti dell'agenzia delle entrate, anzichè attraverso atto pubblico, allora così sarà;
      3) vale il punto precedente.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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    2. Grazie mille,
      preciso per il punto uno che la produzione di spettacoli è assolutamente un mezzo previsto dallo statuto per raggiungere ovviamente un fine. Forse mi sono spiegato un po' male, chiedo scusa. Non è assolutamente la nostra unica attività, che anzi si snoda moltissimo anche sulla formazione dei ragazzi, in collaborazione con enti pubblici e senza fini di lucro.
      Grazie mille per le risposte, siete molto gentili. Posso ancora approfittare della vostra competenza in futuro? :)

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    3. Certamente! Se ha piacere di scrivermi all'indirizzo gabriele@movidastudio.it, posso anche mandarLe del materiale.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  45. Salve,
    l'Associazione culturale femminile che rappresento ha ottenuto un progetto a ore (80h)per la realizzazione di un corso di ricamo e manualità.L'esperta ( non professionista) che terrà il corso ai soci ( che devono essere disoccupati)è una socia del direttivo. In sede di consiglio direttivo si è deciso a maggioranza dei votanti di concedere un compenso simbolico a questa socia per l'impegno occasionale e per la conduzione del corso stesso. Dal contributo ricevuto dall'Ente finanziatore il progetto, escluse le spese per l'acquisto del materiale e l'affitto della sede dove si svolgerà il corso, si è pensato di dare il compenso simbolico alla socia mentre la rimanenza del contributo andrà nel fondo comune dell'Associazione stessa come utile. Chiedo: è legalmente fattibile questa operazione? Esiste una percentuale specifica per fissare la quota del compenso?
    Grazie. Francescamaria

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    1. Buongiorno Francescamaria,
      è possibile erogare rimborsi spese e/o compensi anche a componenti del direttivo, se questi svolgono attività finalizzate al raggiungimento degli scopi sociali. Non parlerei di percentuale (assimilata ad una suddivisione di utile), ma di buon senso. E' possibile utilizzare i normali contratti utilizzati anche dagli enti commerciali. Se questa persona svolge meno di 30 giorni e percepisce meno di 5000 euro, è possibile prevedere il contratto di collaborazione occasionale.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  46. Buonasera,
    dovendo aprire una ASD ed essendo l'ideatore e il finanziatore delle spese di impianto (affitto locali,ristrutturazione e anticipo spese varie) volevo sapere in che modo poter ottenere il rimborso di quanto da me anticipato (e le successive locazioni dal momento che sarei l'intestatario della locazione)e dal momento che sarei presente in palestra almeno 6 ore al giorno in qualità sia di istruttore che di coordinatore di altri istruttori, in che modo far risultare questi rimborsi e che carica sarebbe opportuna che vada a ricoprire.
    Grazie e a presto
    Gianfranco

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    Risposte
    1. Buongiorno Gianfranco,
      ci sono diverse soluzioni, ma quella che ritengo più idonea è l'apertura di una Srl sportiva dilettantistica.
      Trattandosi di un argomento complesso e delicato, la invito a contattarmi senza impegno alla mail gabriele@movidastudio.it o telefonicamente allo 0125-633211 al fine di fornirLe maggiori informazioni in merito.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  47. Salve ho un'associazione onluns, voglio organizzare dei corsi yoga con u'insegnante esterna; posso farlo visto che l'associazione è onlus?? cosa mi occorre??
    se tessero i partecipanti al corso, possono entrare a far parte del direttivo??
    Distinti saluti

    Claudio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Claudio,
      innanzitutto occorre prendere visione dello statuto per comprendere quali attività possano essere promosse. Nel caso in cui si possano organizzare corsi di yoga, è possibile rivolgersi ad un'insegnante esterna. La stessa, se professionista, emetterà fattura nei confronti dell'Associazione o dei soci, altrimenti, se non professionista, dovrà stipulare un contratto con l'Associazione.
      I soci, se maggiorenni, possono certamente candidarsi per ricoprire cariche nel consiglio direttivo. Bisognerà convocare un'assemblea dei soci per eleggere i nuovi componenti.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  48. Ciao , noi abbiamo una associazione no profit che si dedica allo sviluppo di progetti musicali ed eventi di vario genere (concerti, rassegne ,ecc.)
    Sappiamo che durante una serata musicale dobbiamo registrare i compensi per i musicisti (che non sono soci dell' associazione). Va bene utilizzare il rimborso spese o dobbiamo per forza chiedere fattura? E se va bene il rimborso spese, c'è bisogno di una semplice ricevuta fiscale e basta, o c'è bisogno anche di documentare tali spese?

    Grazie in anticipo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      La scelta dipende da Voi. Se il collaboratore è un professionista allora Vi esporrà una fattura. Diversamente, è necessario utilizzare altri contratti (collaborazione occasionale, progetto, chiamata, ecc...). In qualsiasi caso, è possibile prevedere un rimborso spesa a piè di lista, pertanto il collaboratore potrà indicarVi la tratta percorsa ed esporVi le ricevute/fatture per le spese sostenute in nome e per conto dell'Associazione.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  49. buona sera,
    io insieme a due miei colleghi studenti in Massofisioterapia e laureati in scienze motorie vorremmo impartire dei corsi di tecnica di base del massaggio costituendo un'associazione legata alla UISP o al CONI per poter così rilasciare attestati riconosciuti. Oltre a far pagare la quota di associazione compresa nel costo del corso come potremmo far risultare i ricavi in surplus alla quota ,come stipendio per ognuno dei soci?aprire una partita iva ed emettere fattura ai corsisti o all'associazione?aprire una partita iva dell'associazione?grazie 1000 intanto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera Alberto.
      Questa attività non può essere gestita da un'Associazione, ma deve essere gestita attraverso una società o più ditte individuali, anche perchè in fase di eventuale accertamento questa realtà rischierebbe di essere inquadrata (giustamente) quale una società camuffata da Associazione per abbattere l'imposizione fiscale.

      Mi permetto di consigliarVi la consultazione della guida "Non profit: come posso guadagnare?" in modo che possiate comprendere il perchè della mia risposta. La potete trovare all'indirizzo www.movidastudio.it/edizioni.php

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  50. Buona sera,
    un mio amico ha aperto da pochi mesi una associazione sportivo dilettantistica tramite la quale gestisce una palestra e io ne sono il Vice Presidente. Io tengo due volte a settimana nella stessa sede e una terza volta in altra sede un mio corso i cui compensi sono finiti per ora all'associazione per pagare affitto e spese varie. Se io volessi invece da ora trattenere un compenso mi sembra di aver capito che potrei scegliere tra l'essere:
    - dipendente assunto
    - istruttore con partita iva
    - collaboratore

    Tenuto conto che rimango sotto i 7500 euro l'anno ( lavorando però 12 giorni al mese, un' ora al giorno), quale opzione pensate mi convenga a livello fiscale? Grazie in anticipo per la risposta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      la scelta dell'opzione da utilizzare non dipende dalla convenienza, ma da quello che Voi fate nella vita. Se avete già un altro lavoro, ovviamente differente rispetto a quello di istruttore sportivo, potete usufruire della 342/2000 (i famosi 7.500 euro/anno), altrimenti se questo è il Vostro lavoro dovete pensare ad una delle prime due possibilità elencate.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
    2. Salve,
      in merito alla suddetta risposta volevo chiedervi se ciò è possibile dal momento che la persona in merito è un componente
      dell'organo direttivo.
      Grazie
      Gianfranco

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    3. Buongiorno, è possibile, ma sarebbe opportuno fare una valutazione che tenga conto delle opportunità e di possibili conflitti di interesse. Nulla vieta che questa persona si dimetta dalla carica ricoperta nel c.d. e resti solo un operativo.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  51. Buona sera,
    le scrivo perchè con alcuni amici stiamo costituendo un associazione culturale. Lo scopo è quello di poter intervenire in ambito sociale ed economico nel territorio in cui risediamo. L'associazione sarà costituita dal sottoscritto ed altre 5 persone dove tutti faremo parte del c.d. solo due sono possessorei di p.iva gli altri no. Da quello che ho letto il rimborso spese per i componenti del c.d. potrebbero essere un problema, maggiore per chi non possiede la p.iva?
    Inoltre la strada dell'assunzione dei componenti non è percorribile in quanto alcuni sono dipendenti altri sono lavoratori autonomi, quindi l'unica cosa sarebbe l'emissione di fattura o ricevuta. L'apertura della p. iva dell'associazione potrebbe migliorare i rapporti legati ai rimborsi spese dei soci?
    La ringrazio anticipatamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera,
      credo che ci sia un pò di confusione sulla questione e con piacere cerco di chiarire alcuni dubbi.
      Il consiglio direttivo può essere composto da persone con o senza partita iva.

      A proposito dei rimborsi spesa, questi possono essere erogati nei confronti dei componenti del direttivo, a condizione che si tratti di rimborsi spese a piè di lista per una trasferta o delle spese documentabili sostenute in nome e per conto dell'Associazione.

      Per quanto riguarda invece i compensi, la questione è molto delicata ed è il caso di approfondire la situazione personale di ogni soggetto (possibilmente con un consulente del lavoro). In qualsiasi caso, è opportuno evitare di creare situazioni di palese conflitto di interesse (ad esempio consiglio direttivo formato dalle persone che guarda caso sono le uniche a percepire compensi).

      Per approfondire la questione possiamo scriverci o sentirci privatamente. Mi permetto di consigliarVi la consultazione della "guida al non profit: come creare e gestire un'associazione". La potete trovare all'indirizzo www.movidastudio.it/edizioni.php

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  52. Buona sera,
    sono il presidente di un aps. Vorremmo far pagare i servizi ai nostri associati ma abbiamo solo il codice fiscale. è possibile farlo? o occorre aprire partita iva? e se si quali sono le agevolazioni di cui gode un aps? e un aps onlus??? grazie per il tempo dedicatoci.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      Le quote sociali e le quote attività percepite da soci sono per legge detassate, pertanto se un socio paga 20 euro di quota sociale e 100 euro per partecipare alle Vostre attività, per l'Associazione si tratta di 120 euro netti. Considerati i dubbi sull'argomento mi permetto di consigliarVi la consultazione di alcune guide:
      - guida al non profit: come creare e gestire un'Associazione;
      - Associazione di Promozione sociale;
      - ONLUS
      Queste guide potete trovarle, insieme ad altre guide sull'argomento, all'indirizzo www.movidastudio.it/edizioni.php

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  53. Buongiorno,
    avrei bisogno di un consiglio su una questione abbastanza urgente.
    Sono presidente di un'associazione culturale senza fini di lucro che organizza corsi di attività teatrale. Dopo due anni di attività svolta nel completo rispetto della legge, senza che nessuno percepisse alcuno stipendio, reinvestendo il misero capitale nell'associazione, ecc., ho deciso di sospendere l'attività dell'associazione e spostarmi nella palestra gestita da un amico, presidente di associazione sportiva dilettantistica (alla base della palestra). Dunque, senza alcun legame con l'associazione, ho svolto dei corsi teatrali presso quella palestra, pagando un affitto sala per le ore di utilizzo e percependo un rimborso annuo inferiore ai 7500 euro (in linea teorica - non sono mai riuscito a percepire niente nella realtà). Adesso mi è offerta la possibilità di portare questi corsi presso altra sede, dove non pagherò alcuna quota di affitto sala, dunque potrò avvalermi dell'aiuto di altri insegnanti ed ampliare l'offerta, ma per farlo devo fare domanda in qualità di associazione.
    Giungo al punto: questi corsi non sono la mia unica fonte di guadagno, ma nonostante ciò vorrei riuscire a percepire qualcosa da quest'attività. Per questo mi chiedo, come posso fare quella domanda? Se la faccio in qualità di associazione culturale escludo la possibilità di avere una retribuzione; potrei convertire l'associazione in sportiva dilettantistica per poter poi accedere alla relativa normativa fiscale (in modo da accedere a quei 7500 euro) ma dovrei dimostrare l'adeguatezza dell'attività svolta, oppure cosa potrei fare? Cercando informazioni su internet ho scoperto soltanto la possibilità di aprire una cooperativa teatrale, esistono alternative?
    Ringrazio in partenza e mi scuso se sono stato un po' prolisso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera,
      le attività teatrali non possono essere considerate attività sportive dilettantistiche, pertanto non è possibile costituire una asd per svolgere attività teatrali o trasformare la culturale in asd per usufruire della 342/2000 (i famosi 7500 euro/anno).

      E' possibile sicuramente proporre questi corsi con l'associazione culturale, ma i collaboratori (Lei compreso) potranno essere retribuiti utilizzando i contratti tipici degli enti commerciali (collaborazione occasionale, a progetto, contratto di lavoro subordinato part-time, full-time, ecc...).

      Considerati i dubbi sull'argomento mi permetto di consigliarVi la consultazione di alcune guide:
      - guida al non profit: come creare e gestire un'Associazione;
      - non profit: come posso guadagnare?
      Queste guide potete trovarle, insieme ad altre guide sull'argomento, all'indirizzo www.movidastudio.it/edizioni.php

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  54. Buonasera,
    sono il presidente di un associazione culturale no profit.
    Vorremmo aprire una sorta di scuola di musica all'interno della quale i soci dell'associazione(insegnanti) danno lezioni ad altri soci (allievi).FIn qui nessun problema (almeno spero.....).
    Vorrei sapere come comportarmi con il pagamento degli insegnanti in quanto i soci pagheranno una quota mensile.
    Inoltre molti dicono che se questi insegnanti non superano il reddito di 8.000 euro annui questi soldi non devono essere dichiarati ne dall associazione ne da loro....datemi una mano VI PREGO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Stefano,
      quanto indicato nell'ultimo verso non è corretto, in quanto probabilmente è stata fatta confusione con la normativa tipica di associazioni sportive e filarmoniche (che comunque è ancora differente).
      In questo caso gli insegnanti con partita iva dovranno emettere fattura (all'Associazione o direttamente ai Soci), mentre nel caso di collaboratori non professionisti, l'Associazione deve analizzare (possibilmente con l'aiuto di un consulente del lavoro o commercilista) la situazione personale di ogni collaboratore al fine di applicare il contratto più idoneo.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  55. buona sera,
    se una asd riconosciuta deve "assumere" degli istruttori per la propria attività sportiva, che cosa deve fare? se gli istruttori fossero alcuni componenti del cda ci sarebbero problemi? ho sentito anche che oltre a fare un contratto scritto bisogna registrarlo al centro per l'impiego, è vero? se rimane comunque sotto i 7500 euro si devono dichiarare lo stesso nel 730 che si fa per la principale attività?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      penso che ci sia parecchia confusione sull'argomento, pertanto Le propongo due possibilità per proseguire:
      - contattarmi privatamente in quanto l'argomento è delicato e necessità di un'accorto approfondimento;
      - consultare due guide che abbiamo editato sull'argomento intitolate "l'istruttore sportivo e il personal trainer" e "non profit: come posso guadagnare" che può trovare all'indirizzo http://www.movidastudio.it/edizioni.php

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile
      gabriele@movidastudio.it

      Elimina
  56. Buongiorno,

    vorrei sapere se è legalmente e fiscalmente possibile che un Consigliere di una ASD possa stipulare un Contratto di Comodato con la medesima ASD per utilizzare in forma gratuita parte delle strutture dell'ASD per svolgere la propria attività professionale nei confronti sia dei Soci che non Soci.

    Grazie e saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      è possibile, ma è sconsigliato in quanto potrebbe essere inquadrato, in sede di eventuale accertamento, quale distribuzione indiretta di utile (mancato pagamento di un canone di affitto, benefit, ecc...).

      In qualsiasi caso, anche se il consigliere dovesse dimettersi per trovarsi in una palese situazione di conflitto di interesse, il consiglio sarebbe quello di richiedere un canone di affitto allo stesso.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  57. Buongiorno,
    siamo un gruppo di docenti e stiamo per aprire una associazione per la formazione di ragazzi e giovani, che impartirà corsi gratuiti e corsi a pagamento (gestire un giornale on-line per ragazzi, corsi di arte e pittura gratuiti e non, corsi gratuiti per imparare a gestire da soli un sito internet, una biblioteca gratuita, concorsi a premi gratuiti). Abbiamo acquistato e letto 2 vostre pubblicazioni (ONLUS E NO PROFIT). Vi Domandiamo: Per svolgere le attività, per iniziare, dovremmo retribuire almeno 2 docenti in attività (saranno soci e non membri del consiglio direttivo) e retribuirli mensilmente. Credo le nostra attività saranno al 50% gratuite.1) Potreste consigliarci quale associazione potremmo aprire? Onlus, APS, associazione culturale? 2) La formula del pagamento potrebbe essere per ognuno dei 2 docenti, un contratto a progetto ogni anno ? Fino a 7500 euro possiamo retribuirli come fa una ASD?

    RispondiElimina
  58. Buongiorno,
    leggendo queste poche righe direi che si possa ipotizzare l'apertura di una Associazione culturale, al limite di un'Associazione di Promozione sociale.

    La formula di pagamento non può essere quella utilizzata dalle ASD, ma deve tenere conto dei contratti tipici degli enti commerciali (collaborazione occasionale, a progetto, a chiamata, lavoro subordinato part-time o full-time, pagamento di una fattura ad un professionista,...). Ciò premesso, è opportuno valutare le singole situazioni con un consulente del lavoro o commercialista.

    I migliori saluti,
    Gabriele Aprile

    RispondiElimina
  59. Buongiorno,
    complimenti per il sito.
    Volevo chiedere: è possibile per una persona essere allo stesso tempo Presidente di due Associazioni Culturali. Esiste una regolamentazione a riguardo? Ringrazio per l'attenzione,
    Cordiali Saluti.

    Alberto Facchin

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera Alberto e grazie per i complimenti.

      Nulla vieta che un soggetto ricopra la stessa carica all'interno di due Associazioni culturali. Cosa diversa sarebbe se si trattasse di due Associazioni sportive dilettantistiche.

      Le consiglio la consultazione del Decreto 460/1997.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  60. Salve,
    siamo un gruppo di giovanissimi professionisti e vorremmo capire come costituirci giuridicamente in base a determinate nostre esigenze.
    Prima fra tutte, l'apertura. noi crediamo nella condivisione delle competenze e nella crescita collettiva. Questo ci frena a formare una srl (anche se semplificata) perchè vogliamo che chiunque partecipi al progetto rientri poi nel progetto stesso.
    La seconda esigenza è che chiunque lavori ad un determinata cosa guadagni dalla cosa, anche se risulta che il lavoro è stato fatto dal collettivo.

    Avevamo pensato per questo ad un'associazione culturale...ma lì purtroppo non crediamo sia possibile poter poi fare lavori di progettazione architettonica etc.

    So che forse la mia domanda è fuori contesto, ma cercando su internet sono arrivato qui e ho letto informazioni molto più dettagliate e stimolanti di tutte le consulenze ricevute dai vari comemrcialisti...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera, effettivamente non è possibile pensare ad un'Associazione per gli scopi evidenziati, mi spiace.
      Vi consiglio la consulazione della guida "Non profit: come posso guadagnare?", reperibile all'indirizzo www.movidastudio.it/edizioni.php .
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  61. Scusi, ma essendo a pagamento, sarebbe stato più corretto pubblicare almeno l'indice degli argomenti trattati nella guida, in modo da chiarire di cosa tratta realmente e consentire di valutare se acquistarla o meno.

    Per il resto, ottimo lavoro.

    Cordiali saluti.

    RispondiElimina
  62. buona sera siamo un gruppo di ragazze che vorrebbero creare un associazione ma non sappiamo quale..ci siamo conosciute a dei corsi di danza presso una scuola alcuni anni fa.Adesso vorremmo creare un gruppo nostro e poter fare anche spettacoli pubblici e corsi di danza ,ma non sappiamo come richiedere rimborso spese o come pagare la siae .che tipo di associazione ci consigliate? datemi piu consigli che potete. grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Tea,
      se ha piacere di scrivermi privatamente, Le invio alcune info e valutazioni sulla questione.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      gabriele@movidastudio.it

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  63. Sono il presidente di un'associazione senza scopo di lucro che ha come oggetto sociale la promozione di prodotti alimentari tipici, artigianali e di qualità. Il mio lavoro è totalmente estraneo alle attività sociali, nessuno lavora ll'interno dellAssociazione, che è realmente senza scopo di lucro ed ha introiti annuali derivanti solo da quote associative e corsi, per non più di 2000€ annui.
    Effettuo viaggi occasionali 4/5 volte l'anno per visistare fiere e contattare produttori e responsabili di altre associazioni, per cui direi che le spese relative potrebbero essere inquadrate come spese di rappresentanza.
    Posso chiedere, con adeguati giustificativi, il rimborso di viaggio, alloggio, biglietti d'ingresso (che comproverebbero anche la natura del viaggio)? Alcune ricevute potrei richiederle a nome dell'Associazione ma altre (p.e. voli aerei RyanAir) dovrebbero essere a mio nome, anche se eventualmente pagati con carta di credito appoggiata al conto dell'Associazione.
    Se possibile, come verrebbero tassati questi rimborsi? Segnalo che già percepisco 7200€ annui da un'altra associazione (in questo caso un'associazione sportiva dilettantistica) come compenso per l'attività svolta, che non sono tassati perché inferiori al limite consentito.
    Gli eventuali rimborsi si cumulerebbero o sono di due tipologie diverse?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      di seguito l'art. 69 del Tuir, che, al punto 2, risponde in pieno al Vostro quesito:

      Art. 69 - Premi, vincite e indennita'.

      Testo: in vigore dal 01/01/2004
      modificato da: DLG del 12/12/2003 n. 344 art. 1

      1. I premi e le vincite di cui alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 67 costituiscono reddito per l'intero ammontare percepito nel periodo di imposta, senza alcuna deduzione.


      2. Le indennita', i rimborsi forfettari, i premi e i compensi di cui alla lettera m) del comma 1 dell'articolo 67 non concorrono a formare il reddito per un importo non superiore complessivamente nel periodo d'imposta a 7.500 euro. Non concorrono, altresi', a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all'alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale.

      I migliori saluti,
      Stefano Bertoletti

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  64. Buongiorno...
    per 10 anni ho lavorato in un villaggio turistico come responsabile del settore sportivo...quest'anno ho preso la decisione di chiedere in gestione lo stesso settore creandomi una societa sportiva srl...dove io sarei il presidente o socio unico...essendo anche la figura che si occuperebbe delle manutenzioni ordinarie della struttura posso essere assicurato fulltime all'interno della mia stessa società sportiva srl??...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      immagino che Lei sia anche amministratore, pertanto può percepire i compensi di amministrazione per l'attività svolta. Essendo comunque un argomento delicato, Le consiglio di contattarmi privatamente qualora volesse approfondire la questione.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      gabriele@movidastudio.it

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  65. Buongiorno,
    sto per aprire un'associazione che sviluppi percorsi culturali a sfondo sociale. Mi è stato detto dal centro servizi per il volontariato della mia città che finchè non sarò iscritta ai registri delle APS (è questa la formula costitutiva che voglio dare alla mia associazione) posso muovermi solo come associazione generica.Mi è stato chiesto da una scuola di ripetere un corso che ho tenuto l'anno scorso con uno dei soci fondatori dell'associazione in una scuola (eravamo andati appoggiati daun'altra associazione di cui facciamo parte) ma ho letto che un'associazione non può stipulare una convenzione con un ente pubblico se non dopo 6 mesi dall'iscrizione al Registro, cioè tra un anno e mezzo...come posso fare? Se consideriamo questo corso come la prestazione di un servizio dell'associazione, verrà tassato? Se sì quanto? E per attività di questo tipo, finché non potremmo stipulare le convenzioni, dovremmo aprire la p.iva dell'associazione? A quale normativa posso fare riferimento? Vi ringrazio in anticipo per la vostra attenzione!
    Cordiali saluti e buon lavoro
    Tania

    RispondiElimina
  66. Salve
    Sono un commercialista e da poco gestisco, come professionista, per la prima volta due asd con un mare di dubbi, perplessità nonchè paure per problematiche spesso ambigue e discutibili non avendone gestite mai in passato.
    Comincio a porre il quesito per la prima ASD, che si occupa di balli caraibici, organizzando eventi, serate di danza e gestendo anche una scuola di ballo... il vice-presidente del consiglio direttivo è la persona che al momento gestisce i corsi di ballo e percepisce un compenso come maestro di ballo in esenzione di imposta fino a 7.500 euro (non so ancora, devo chiedere, se svolge altre attività fuori dall'ASD).... non ci sono altri insegnanti, almeno al momento, essendo questa associazione costituita da poco.... è a rischio questa posizione?... c'è un modo per dimostrare che questi sono compensi puri di insegnante a prescindere dalla sua carica nel cd?.... mi domando ancora.... a questa ASD, su consiglio di un incaricato dell'ente sportivo a cui è affiliata, è stata sconsigliata, in quanto non obbligatoria, l'apertura della partita iva per la gestione della scuola, in quanto lo statuto all'oggetto prevede l'attività didattica diretta ai soci tra le attività istituzionali.... è corretto procedere in questo modo o è pure un rischio, essendo comunque l'attività di una scuola di ballo, una prestazione di servizi dietro pagamento di un corrispettivo, oltre la normale tessera sociale?
    Ringrazio vivamente inn anticipo per i chiarimenti che riuscite a formirmi, e appena ho un attimo Vi sottopongo l'altra casistica di cui ho prima accennato.... grazie ancora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Maurizio.
      I quesiti da Lei proposti richiedono ricerche e ragionamenti al di fuori dell'ordinario... Mentre su semplici quesiti rispondiamo in base alle esigenze dell'ufficio, su quelli più complessi, articolati e impegnativi, che richiedono anche una nostra assunzione di responsabilità instauriamo un rapporto differente. Pertanto, l'invito è di contattarci privatamente al fine di definire la soluzione operativa più adeguata.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile
      gabriele@movidastudio.it

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  67. Salve
    Disturbo ancora per un'altra situazione, che ho accennato nel mio messaggio di stamattina, in particolare una ASD che si occupa sempre di danze, ma in questo caso tango argentino, che gestisce con partita IVA una scuola di ballo.
    La partita IVA di per se non dovrebbe creare equivoci di nessun tipo, dato che le entrate vengono regolarizzate con ricevuta fiscale agli allievi, che sono anche soci dell'associazione.
    Anche qui però il problema che mi pongo riguarda alcuni compensi erogati ai membri del consiglio direttivo, in particolare abbiamo il presidente (che non ha altri redditi), il vice-presidente (che presumo ha altre attività fuori dall'associazione, per cui altri redditi) che entrambi verrebbero a percepire compensi nei limiti dei 7.500 euro in quanto istruttori dei corsi, a cui si aggiungerebbe un altro compenso ad un insegnante esterno che però non ha alcuna funzione direzionale...... anche in questo caso chiedo se è una situazione rischiosa.... se esiste una via d'uscita per dimostrare che si tratta di puri compensi per l'attività di insegnamento??.... nella sola ipotesi in cui si decidesse di far uscire dal CD uno dei due istruttori, con la sostituzione con altra persona senza compenso, per cui trovandosi un membro del CD che percepisce un compenso di insegnante in esenzione IRPEF, e altri due insegnanti esterni al CD, saremmo in regola e tranquilli in questa circostanza???
    Resto in attesa di ricevere dritte a questi dubbi importanti, anche alla situazione che prospettato questa mattina per l'altra ASD, e ringrazio vivamente in anticipo.
    Cordiali saluti

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    Risposte
    1. Buongiorno Maurizio.
      I quesiti da Lei proposti richiedono ricerche e ragionamenti al di fuori dell'ordinario... Mentre su semplici quesiti rispondiamo in base alle esigenze dell'ufficio, su quelli più complessi, articolati e impegnativi, che richiedono anche una nostra assunzione di responsabilità instauriamo un rapporto differente. Pertanto, l'invito è di contattarci privatamente al fine di definire la soluzione operativa più adeguata.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile
      gabriele@movidastudio.it

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  68. Salve siamo un A.s.d. (con opzione legge 398 con partita iva soci/nonsoci) associata all'ente di promozione sportiva C.s.e.n. Volevo porle alcune domande:

    1. Un socio collaboratore che ha esperienze nel campo della danza con un vasto curriculum e attestati di formazione può svolgere prestazioni didattiche all'interno dell'A.s.d. senza avere un Diploma di Maestro o Insegnante di ballo riconosciuto dal Coni?

    2.Puo usufruire ugualmente della legge dei 7.500 oppure bisogna remunerare la prestazione con ritenuta d'acconto?

    3.Chi svolge la collaborazione deve essere ugualmente associato?

    3.Che tipologia di contratto bisogna fare ad un socio collaboratore?Il contratto E' obbligatorio farlo anche con utilizzo della ritenuta d'acconto?



    Nell'A.s.d. svolgiamo da statuto corsi di Pilates,Aerobica,Zumba,Step,Aerojump,Ballo,Danza,Trattamenti reiki,Piloga,Meditazione "DOMANDA"!!!

    NEll'eventualità vogliamo convertire A.s.d. in Associazione Culturale si può fare? E i corsi sopra elencati si possono svolgere ugualmente? Quanto è conveniente essere un Associazione Culturale?

    Le pongo queste domande perchè abbiamo sentito dire che le Associazioni Culturali non sono soggette al Coni.

    Giovanni

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      1) certo;
      2) dipende da cosa fa per vivere questa persona. Se è studente, pensionato o ha un altro reddito di lavoro (che ovviamente non deve essere quello di insegnare danza sportiva) è possibile applicare la normativa di favore (342/2000). Diversamente, questa persona dovrà aprirsi partita iva ed emettere fattura, oppure stipulare un contratto di lavoro subordinato con l'Associazione. Altre forme contrattuali (collaborazione occasionale, a progetto, ecc...) a mio avviso sono di facile contastazione:
      3) sarebbe opportuno, anche al fine di garantire una copertura assicurativa tramite csen;
      4) dipende dalla tipologia di contratto utilizzato;
      5) si può convertire in culturale, ma non è possibile utilizzare i benefici della 342/2000. Il consiglio è di costituire un'Associazione culturale che svolga la seconda parte delle attività...ovviamente sarebbero due enti differenti.

      Per qualsiasi ulteriore questione, Vi invito a contattarmi privatamente.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile
      gabriele@movidastudio.it

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  69. Salve. Complimenti per l'idea di questo sito molto utile.
    Subito la domanda:
    Un'associazione di promozione sociale può gestire una casa vacanza-rifugio-B&B?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera e grazie per gli apprezzamenti!
      Non è possibile gestire una casa vacanza-rifugio-B&B con una APS, spiacente.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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    2. Grazie della risposta quasi in tempo reale :)
      Ma neanche affiliandosi a qualche oganizzazione?

      Elimina
    3. Buongiorno.
      Nemmeno, spiacente!
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  70. Buonasera, stiamo costituendo un APS e ci stiamo affiliando ad un associazione di 2 livello.
    Alcuni membri del consiglio direttivo in collaborazione con professionisti non soci (con partita iva) e collaboratori dipendenti (faranno r.a.) cercheranno contributi per poter organizzare eventi gratuti (mostre, presentazione libri etc.al fine di aumentare i tesserati, ma gli eventi chiaramente hanno dei costi, che saranno pagate dall' associazione, i professionisti ed i soci hanno un bel costo è possibile per alcuni alcuni componenti del direttivo che già per fortuna svolgono molta attività gratutamente , avere un piccolo compenso (che dichiareranno a norma di legge) oltre un rimborso spese a piè di lista visto che il tempo impegnato è davvero molto? Si potrebbe usare un socio, ma è evidente che per un piccolo rimborso (tipo 300 euro) sopratutto in questo periodo nessuno impegna così tanto tempo...diventa un cane che si morde la coda...Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      anche i componenti del c.d. possono percepire rimborsi spesa e/o compensi (ovviamente non per il fatto di fare parte del c.d.). Vi consiglio comunque di fare attenzione agli importi e alle persone che li percepiscono. Nel caso in cui le persone che percepisco rimborsi e/o compensi siano quasi esclusiamente i componenti del direttivo, il rischio è che la Vostra realtà possa essere inquadrata quale società camuffata da associazione. Vi consiglio la consultazione di un paio di guide, nello specifico "verifiche fiscali agli enti non profit" e "non profit: come posso guadagnare?" che trovate all'indirizzo www.movidastudio.it/edizioni.php

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  71. Preciso che saranno solo un paio di persone in più del cda e non che si occuperanno di dare una mano ai professionisti a cui abbiamo chiesto aiuto, per risparmiare un pò sui costi che già appena iniziato sono abbastanza elevati e che abbiamo dovuto anticipare personalmente poichè avendo appena iniziato non abbiamo molti soldi in cassa .
    La ringrazio moltissimo....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera,
      grazie per la precisazione, ma (se permette) non è importante convincere me, bensì l'eventuale accertatore...
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  72. Buonasera.
    Ne approfitto anch'io per chiederle alcuni consigli e delucidazioni.
    Faccio parte di un'associazione culturale che sta producendo uno spettacolo con attori professionisti.
    Trattandosi di un associazione, gli attori (che diventeranno soci a partire da gennaio) avranno una copertura assicurativa garantita da una convenzione annua stipulata con un'ente che tutela le compagnie amatoriali.
    La mia domanda è:
    possiamo stipulare per ogni socio un contratto a progetto (o altro tipo) in modo da dare un compenso per le loro prestazioni? (per ogni replica)
    Inoltre è possibile che l'associazione paghi i pranzi, vitti, viaggi, trasferte, ecc?

    Grazie della risposta, saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      se i collaboratori sono professionisti, gli stessi dovranno necessariamente emettere fattura nei confronti della Vostra Associazione.

      E' possibile che l'Associazione paghi pranzi, vitti, viaggi, trasferte, solo se gli stessi sono in nome e per conto dell'Associazione.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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    2. Gentile sig. Aprile,
      mi correggo. Gli attori non sono professionisti nel senso che hanno una partita iva, ma sono professionisti nella concezione "professionale" del mestiere di attore. Quindi in tal caso come posso dare loro un rimborso spese forfettario, ad esempio da gennaio a maggio, per l'allestimento dello spettacolo?

      Inoltre, l'associazione di cui faccio parte vorrebbe vendere dei prodotti al banco merchandising V/ terzi. E' necessario dotarsi di partita iva?
      Dovendo vendere lo spettacolo ad enti e/o privati, come potremmo farlo regolarmente?
      Sempre con partita iva e quindi fattura?

      Grazie della risposta.
      Cordialità.

      Elimina
    3. Buongiorno,
      le Vostre richieste richiedono approfondimenti, pertanto Vi invito a contattarci via mail al fine di poterVi rispondere in modo completo.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      gabriele@movidastudio.it

      Elimina
  73. Buonasera,
    approfitto della Sua disponibilità per chiederle qualche informazione sulla possibilità di costituzione di un associazione.
    Si tratterebbe di un centro educativo per minori di età tra i 6 anni e i 17 anni il quale svolge servizi educativi,sostegno scolastico, ecc..durante il giorno.
    Vorrei sapere se si può ricorrere alla legge 398/91 per le attività commerciali.
    Inoltre con p.iva e c.f. la fatturazione a terzi è esente da iva?
    come ultima cosa vorrei chiederle che modalità di erogazione compensi agli educatori professionali si potrebbe utilizzare.
    La ringrazio Cordiali Saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      E' possibile ricorrere alla 398/91 per le attività commerciali. La fattura sia a soci che a terzi non è esente IVA. Se gli educatori sono professionisti allora emetteranno fattura. Diversamente, bisognerà verificare la situazione personale di ogni collaboratore. Vi consiglio la consultazione delle guide che può trovare all'indirizzo www.movidastudio.it/edizioni.php
      Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento, anche via mail.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile
      gabriele@movidastudio.it

      Elimina
    2. Provvederò ad un acquisto di una guida che penso possa chiarirmi meglio le idee. Le richiedo intanto un' ultima cosa.
      Per i compensi agli educatori potrò seguire il modello che si ha nelle associazioni sportive oppure no?

      Elimina
    3. I compensi ex legge 342/2000 (redditi diversi) possono essere utilizzati solo da Associazioni Sportive Dilettantistiche, Società sportive dilettantistiche in srl e filarmoniche.
      I migliori saluti
      Gabriele Aprile

      Elimina
  74. buongiorno, vorrei sapere come può esser remunerato il presidente di una onlus.
    -come dipendente visto che sta in sede tutto il giorno
    -oppure come cococo a progetto coincidente con la durata del mandato

    grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      se questo è effettivamente il lavoro del presidente, è opportuno che lo stesso dia le dimissioni, trovandosi in palese conflitto di interesse. In questo modo potrà diventare dipendente dell'Associazione. Diversamente, ci troveremmo di fronte ad una ditta individuale camuffata da Associazione.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  75. Buongiorno,

    Siamo ricercatori specializzati nella storia culturale e arte indiana, e medicina ayurvedica. Desideriamo continuare a coltivare la nostra passione fondando un’associazione culturale equiparabile ad un vero e proprio centro di ricerca, che produce pubblicazioni scientifiche, conduce ricerche (ayurveda, arte e storia dell’India)e partecipa a congressi scientifici, scrive gratuitamente e sotto compenso per riviste, fa conferenze sia gratuite sia pagate per i soci, collabora con l’università nella ricerca, tiene corsi a pagamento legati alle attività del centro stesso per i soci.
    Possiamo fondare un’associazione culturale? Come membri del consiglio direttivo possiamo ricevere rimborsi? Vale in questo caso il rimborso dei 7500 euro?
    Grazie
    Cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      Potete fondare un'Associazione culturale per la mission indicata. Come membri del c.d. potete ricevere rimborsi per spese sostenute in nome e per conto dell'Associazione, ma non per il fatto di fare parte del c.d. Non valgono i rimborsi fino a 7.500 euro/anno perchè utilizzabili solo da associazioni sportive dilettantistiche, srl sportive dilettantistiche e filarmoniche. I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
    2. Grazie per la risposta,
      Se teniamo corsi a pagamento nel nome o per l'associazione, possiamo ricevere un compenso? In caso affermativo quali sono le soluzioni per poter essere in regola?
      Cordiali saluti

      Elimina
    3. Buongiorno, potete ricevre un rimborso e/o compenso, utilizzando i normali contratti di lavoro (collaborazione occasionale, a progetto, lavoro subordinato, ecc....).
      Ovviamente ogni situazione personale deve essere affrontata con le dovute cautele e con la scelta del contratto più idoneo (che non significa il più conveniente).
      A tal proposito, mi permetto di consigliarVi la consultazione di alcune guide, nello specifico "guida al non profit: come creare e gestire un'associazione", "non profit: come posso guadagnare?", "verifiche fiscali agli enti non profit". Le guide potete trovare, insieme ad altre sull’argomento, all'indirizzo www.movidastudio.it/edizioni.php .

      Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.
      I migliori saluti.
      GABRIELE APRILE

      Elimina
  76. Salve, approfitto anche io della sua gentilezza e preparazione: con altri due persone ho aperto un'associazione culturale per svolgere attività rivolte ai bambini ( doposcuola-laboratori-organizzazione feste di compleanno) alle persone che pagheranno per usufruire di questi servizi dobbiamo fare una ricevuta e giustificarla come contributo associativo iscrivendo gli stessi all'associazione? Grazie per la disponibilità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      è opportuno che i soggetti siano soci, altrimenti si tratterebbe di attività commerciale (per il quale sarebbe necessario aprire partita iva). Nel caso in cui il socio chiedesse ricevuta, l'Associazione dovrà produrla, altrimenti non avete obbligo di legge di emetterla (ma ovviamente registrare in prima nota, si!).
      A tal proposito, mi permetto di consigliarVi la consultazione di alcune guide, nello specifico "guida al non profit: come creare e gestire un'associazione", "non profit: come posso guadagnare?", "verifiche fiscali agli enti non profit". Le guide potete trovare, insieme ad altre sull’argomento, all'indirizzo www.movidastudio.it/edizioni.php .

      Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.
      I migliori saluti.
      GABRIELE APRILE

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  77. Egregio studio, vorrei porvi un quesito. Come presidente di una asd posso ricevere dei fondi da parte di terze persone e rinvestirle alla'interno di essa. Sé di fs fatto dei documenti particolari?. Grazie stefano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      potete ricevere contributi liberali e donazioni sia da soci che soggetti terzi. Nel caso in cui il soggetto chiedesse ricevuta, l'Associazione dovrà produrla, altrimenti non avete obbligo di legge di emetterla (ma ovviamente registrare in prima nota, si!).
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  78. Buonasera.

    Con altri 6 colleghi (siamo tutti dottori in "Scienze motorie e sportive") stiamo valutando l'opportunità di costituire una ASD da trasformare, eventualmente in futuro, in una SSD.
    Ho letto sia l'articolo sia i numerosi commenti e gradirei, nel limiti del possibile, la conferma/smentita a proposito di quanto ho compreso:
    in base alla legge 342/2000 all'interno di un ASD (e solo per queste), un socio (indistintamente se fondatore o meno) può essere retribuito fino ad un massimo di 7500 € senza dover nulla al fisco. Superata questa soglia si configura un rapporto di "lavoro dipendente" dove l'ASD assume a tutti gli effetti il socio come istruttore/amministratore/manutentore secondo la normativa vigente in merito.
    Ciò è fattibile indipendentemente dall'eventuale carica che il socio retribuito riveste all'interno del CdA. Nell'eventualità questo fosse l'unico a percepire dei compensi e rivestisse il ruolo di presidente è bene che si dimetta da tale ruolo per via del palese conflitto di interessi derivante (illecito di "società mascherata da associazione").

    Grazie per la disponibilità, cordiali saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      Quello che Lei dice è in parte corretto, nel senso che la 342/2000 può essere utilizzata solo per chi è studente, pensionato o ha un altro reddito di lavoro. Diversamente, se il soggetto effettivamente svolge questo lavoro nella vita, o decide di aprire partita IVA (indipendentemente dai 7500 euro/anno o meno) ovviamente avendo più committenti, o diventa dipendente dell'Associazione. E' anche per gestire queste situazioni che l'idea di una SSD diventa interessante.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  79. Buonasera.

    Vi scrivo separatamente esclusivamente perché i due argomenti non sono tra loro correlati, se non marginalmente.
    Potreste essere interessati a tenere un corso di formazione dal vivo a Messina nel mese Gennaio/Febbraio?
    Da laureando posso attingere ad un bacino piuttosto ampio di potenziali uditori, tutti colleghi e pertanto interessati in primis dagli argomenti da voi trattati.
    Pensavo a un numero minimo di 15-20 persone da suddividere in più gruppi/giorni in caso di un numero sostanzialmente maggiore.
    Stanza e ausili di proiezione non dovrebbero essere un problema che potrei riuscire a risolvere senza grossi problemi/spese.
    Giusto per chiarezza di intenti preciso che non intendo lucrare sull'evento; non è nelle mie abitudini fare il procacciatore di formazione e se propongo la cosa è solo perché avendo provato io stesso il disagio derivante da una profonda ignoranza in materia ho ritenuto valutare la possibilità di levare un pò di dubbi in materia, a tanta della "mia" gente. L'idea che ho in mente è una giornata formativa con tanta sostanza e poche se non nessuna civetta commerciale stile "certificato colorato e ricolmo di loghi firmato da persone mai viste" o "svendita di CFU universitari" che tra l'altro richiederebbe la benedizione di viscidi soggetti alla perpetua ricerca di vantaggi derivanti dalla propria posizione e che in tutta sincerità preferei tenere fuori dalla questione.
    L'unica idea di stampo "commerciale" che mi sembrerebbe opportuno attuare potrebbe essere quella di offrire agli uditori la possibilità di acquistare una pen-drive, coi vostri loghi, contente tutti i vostri eBook ad un prezzo forfettario, da voi prestabilito per l'evento.
    Comprendo che la presenza di più figure dello studio configuri un prezzo a persona proibitivo se rapportato agli intenti scarsamente commerciali da me proposti. Ma vista la natura informativa e solo marginalmente consultiva dell'evento suppongo che la anche una sola persona possa essere un buon compromesso.
    Si tratterebbe in ogni caso di instaurare un rapporto preliminare con dei potenziali fruitori dei vostri servizi di consulenza.

    Mi scuso per i toni duri con il quale mi sono posto in alcuni punti, e spero non riteniate ciò un offesa alla vostra morale professionale che non permetterei mai di mettere in dubbio vista la disponibilità con la quale rispondete a chiunque in rete. Potete anche non pubblicare questo commento se lo ritenete più opportuno e rispondermi direttamente tramite email.

    Cordiali saluti,

    Gianpaolo Messina.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Gainpaolo.
      Se mi scrive una mail, posso risponderLe e possiamo ipotizzare la possibile collaborazione.
      Grazie per la richiesta.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      gabriele@movidastudio.it

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  80. Buongiorno, sarò a breve presidente di una ASD. È possibile che il presidente possa essere anche tesoriere? Visto che la responsabilità ricade sul presidente, vorrei comunque avere il controllo dei conti, che ovviamente saranno resi accessibili e visibili a tutti gli associati. La trasparenza sarà una peculiarità della nostra ASD.
    Grazie
    Riccardo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      la carica di tesoriere non è obbligatoria, pertanto il Presidente può avere il controllo dei conti (ovviamente non dovrà considerare il conto dell'Associazione al pari del conto personale...).
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  81. Buonasera,
    costituendo un'associazione culturale che tratti: esposizioni pittoriche, fotografiche, progetti, proiezione corti e video, angolo lettura con zona wi-fi, spazio per prove di gruppi musicali ecc... è possibile richiedere un noleggio degli spazi per le varie attività? Ed è obbligatorio stare sotto il numero delle 99 presenze?
    Grazie,
    attendo una vostra gentile risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      E' possibile chiedere un pagamento per l'utilizzo di spazi, attrezzature e servizi. Questa è attività commerciale, pertanto è necessario che l'Associazione abbia partita iva.

      Per quanto riguarda il discorso antincendio, le consiglio la lettura del seguente articolo http://www.antincendio.it/norme-antincendio/locali-ad-uso-privato-quali-misure-di-sicurezza/

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  82. VORREI PORRE UNA DOMANDA... FORSE E' LO SPAZIO SBAGLIATO, SPERO DI NO.
    NEL CASO DI COSTITUZIONE DI ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA, SE UNA PERSONA E' GIA'PRESIDENTE DI UN'ALTRA ADS, PUO' ESSERNE PARTE IN QUALITA' DI MEMBRO?
    SI TRATTEREBBE DI ADS DELLA STESSA ATTIVITA' SPORTIVA.
    INOLTRE, L'ADS DI CUI PARLO, ESSENDO QUESTO SPORT ANCHE ATTIVITA' DI INTEGRAZIONE SOCIALE PER PERSONE DISABILI, PUO' ESSERE ANCHE ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO? INFINE, UNA ADS HA CONVENIENZA A DIVENTARE ONLUS?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      se questa persona non ricopre la stessa carica (presidente) all'interno della seconda asd, non ci sono problemi.

      E' possibile costituire una asd di volontariato o una asd onlus, ma ovviamente si devono interpolare i riferimenti normativi e soprattutto rispettare i requisiti di entrambe le tipologie. Nel caso di asd di volontariato, ovviamente i volontari non potranno beneficiare dei rimborsi spesa ex lege 342/2000 (i famosi 7500 euro/anno in completa esenzione).

      Resto a disposizione per approfondire la questione, magari via mail.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      gabriele@movidastudio.it

      Elimina
  83. Buonasera,
    per quanto concerne il tetto massimo di 7500 € anno
    riporto sotto quanto dice la guida ASD:
    "I compensi erogati per queste prestazioni non subiscono alcuna trattenuta Irpef fino all’importo
    di
    7.500 euro. Inoltre, fino a questa cifra, non concorrono alla formazione del reddito imponibile
    ai fini dell’Irpef di chi li percepisce.
    La mia domanda è, ciò ha vale solo per l'ASD o per qualsiasi tipo di associazione culturale?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      Vale solo per le ASD, le Società sportive dilettantistiche in srl e le filarmoniche.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  84. salve scrivo per avere una delicidazione,sono un asd e opero in una sede molto grande,mi è stato chiesto di dare in affitto una delle sale ad un altra associazione .cosa devo fare perchè sia tutto regolare???Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      essendo attività commerciale, deve emettere fattura, dotandosi preventivamente di partita iva (optando per il regime 398/1991 avrete accesso ad una serie interessante di agevolazioni).
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  85. Buonasera, sono stato vicepresidente di un circolo culturale ed ho pagato sempre dal mio conto corrente le spese del circolo (affitto, luce ...etc.)queste spese non mi sono state mai rimborsate per la metà dal presidente, il quale mi aveva promesso il rimborso. Oggi la società è estinta, ma questi soldi non li ho più avuti. Posso agire in giudizio chiamando l'ex presidente affinchè mi restituisca la metà delle spese????Faccio presente che ho in mano tutta la documentazione relativa alle spese e lui no!!!. Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      Prima di estinguere l'Associazione, durante l'assemblea sociale questa questione sarebbe dovuta emergere e si sarebbe dovuta risolvere prima del termine dell'assemblea.

      Se inoltre non c'è alcuna obbligazione per iscritto da parte del presidente nella quale si impegna a restituirVi la metà delle utenze o alcun verbale firmato dallo stesso e da altri presenti in cui si indica che il Vostro è un anticipo e che l'associazione si sarebbe impegnata a restituirVelo in tempi e modi definiti, si desumerebbe che il Vostro è un contributo liberale (che pertanto non richiede un rimborso). Mi dispiace.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  86. Compensi di cui all’articolo 25 legge 133/1999 (modificata dalla legge 342/2000).

    art.90 L.289/2002 e successive variazioni.

    Gentilmente, potrei essere informata quale di queste leggi deve essere riportata su un contratto di incarico per un giovane studente che presta la sua collaborazione presso una ASD.
    Ringrazio per l'attenzione.
    Paola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      E' sufficiente indicare "Compensi di cui all’articolo 25 legge 133/1999 (modificata dalla legge 342/2000)."

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  87. Faccio parte di una ASD in qualità di socio dirigente (segretario /tesoriere)sono impiegata a tempo indeterminato presso un ente pubblico, mi occupo all'interno dell'associazione di tutte le mansioni amministrativo-gestionali, potrei usufruire anche io dei compensi di cui all’articolo 25 legge 133/1999 (modificata dalla legge 342/2000).
    Grazie Paola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I redditi diversi di cui all'articolo 25 legge 133/1999 (modificata dalla legge 342/2000) sono connessi all'esercizio di attività sportiva dilettantistica. Non sono configurabili quali "fee" per la carica ricoperta. Nel caso in oggetto peraltro, ci permettiamo di sottolineare come possibile sia il rischio di configurarli quale distribuzione di utili visto il ruolo da Lei ricoperto all'interno dell'asd.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  88. Buona sera, ho letto tutti i post ma mi sono rimasti dei dubbi..
    sto pensando di fondare una ASD con alcuni amici per insegnare pescasubacquea (siamo tutti e tre istruttori). Soci lo diventerebbero i frequenratori dei corsi e tutti quelli che si vogliono allenare con noi.
    - Quante persone sono necessarie per "mandare avanti" una ASD? I tre soci fondatori posso ricoprire anche altri incarichi? (tesoriere, ecc..)
    - Quali altri incarichi sono previsti/obbligatori?
    - Se i soci istruttori fossero anche i soci fondatori, sarebbe un problema per eventuali retribuzioni? (abbondatemente sotto i 7500€ a testa!!)
    - Le retribuzioni agli istruttori come si giustificano? Basta una dichiarazione del Presidente dell'ASD all'istruttore? E al presidente/istruttore la può fare il Vice presidente?

    Grazie mille!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      Rispondo per punti.
      - i 3 soci fondatori possono ricoprire la carica di presidente, vicepresidente e segretario senza che facciano parte del consiglio direttivo altre persone;
      - bastano le figura indicate nella risposta al quesito precedente;
      - potrebbe essere un problema, in quanto in fase di eventuale accertamente potreste essere inquadrati quale società camuffata da Associazione;
      - esatto. Sarebbe opportuno però che venisse firmato un contratto.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina
  89. Salve e complimenti per l'efficienza del servizio... Sono il presidente di una ASD, nel bilancio di fine anno 2012 le uscite dell'associazione sono state superiori alle entrate, per questo motivo ho dovuto anticipare di tasca mia...vorrei sapere cortesemente come comportarmi per la restituzione della somma...inoltre se devo riportarlo nel verbale d'assemblea e sul registro cassa... Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      In questo caso è indispensabile che Lei abbia comunque le pezze giustificative e sicuramente che gli anticipi da parte Vostra vengano verbalizzati e resi pubblici anche durante l'assemblea. Non appena l'associazione avrà sufficienti risorse, potrà rimborsare i Vostri anticipi attraverso un bonifico indicando nella causale "restituzione anticipo per....". Nel bilancio preventivo indicatelo comunque.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  90. buongiorno, sono Presidende di un associazione culturale che si occupa di laboratori didattici con i bambini, la mia domanda è: volendo presentare un progetto al comune per poter accedere a dei fondi destinati alle associazioni, come mi potranno rimborsa se non in contanti? parlo naturalmente di cifre molto basse, che non superano nemmeno 1000 euro. grazie della sicura risposta!

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    1. Buongiorno,
      solitamente fanno un bonifico o un assegno. Sicuramente non contanti, altrimenti non potrebbero mettere nella contabilità del Comune la voce di uscita.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  91. Buongiorno, siamo in procinto di fondare un Associazione i cui soci parteciperanno anche a gare motoristiche in qualità di garanti della sicurezza per il pubblico ed i partecipanti. (Esempio: Commissario di percorso).
    Gli organizzatori ci assicurano un "compenso" che verrà elargito all'associazione dato dalla somma dei rimborsi chilometrici dei singoli più una quota fissa per associazione.
    Esempio: ((la somma dei chilometri percorsi X quota per chilometro) + 150 euro per l'associazione).
    Come si può gestire la cosa?
    Fermo restando la messa a bilancio dell'entrata totale, come si può distribuire poi la quota ai singoli in base ai chilometri percorsi?
    (giustificare il fatto che in associazione entrano 2500 euro e ne rimangono 150...)
    Vi chiedo lumi in quanto non riusciamo a trovare altri spunti su associazioni già formate che abbiano le nostre stesse problematiche...
    Salve e grazie!

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    1. Buongiorno,
      essendo una questione molto delicata, Vi invito a scriverci privatamente.
      I migliori saluti.
      Gabriele Aprile

      gabriele@movidastudio.it

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  92. Buonasera,
    sono Presidende di una ASD (palestra) e di questa seguo anche tutte la parte amministrativa e di segreteria, fino ad ora non ho mai percepito compensi ma, se non ho intepretato male alcuni post precedenti, visto che la palestra retribuisce istruttori con compensi art. 69 tuir, potrei anch'io avere un compenso per l'attività svolta?
    Grazie per la gentile risposta.

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    1. Buongiorno.
      Dipende dalla Vostra posizione personale. Avete già un altro reddito di lavoro, siete studente o siete in pensione? Se non soddisfate uno di questi requisiti non potete usufruirne.

      L’Agenzia delle Entrate con la circolare 22 aprile 2003, n. 21/E ha chiarito che rientrano in tali rapporti le prestazioni connesse ai compiti tipici di segreteria svolte dall’associazione o società sportiva dilettantistica, quali ad esempio la raccolta delle iscrizioni, la tenuta della cassa e la tenuta della contabilità da parte di soggetti non professionisti.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  93. Buona sera Dott. Aprile, ho una domanda quale non riesco a risolvere.
    Sono presidente dell'associazione no profit. Stiamo organizzando concerti di musica classica. Essendo anche io una musicista, potrei percepire cachet in qualità di pianista? Grazie

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    1. Buona sera.
      Potrebbe percepirli, ma il mio consiglio è di valutare bene questa possibilità in quanto il fatto di essere presidente potrebbe generare un contrasto con il fatto di percepire dei compensi. Io piuttosto preferirei rassegnare le dimissioni, restanto comunque un socio operativo. Sicuramente, se oltre a Lei ci sono altre persone che percepiscono dei cachet, la situazione è meno preoccupante (in caso contrario in fase di eventuale accertamento potrebbero sostenere che si tratti di una ditta individuale camuffata da Associazione).

      Oltre all'ebook suggerito nell'articolo, mi permetto di suggerirVi la consultazione della guida "verifiche fiscali agli enti non profit" che trova allo stesso link.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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