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giovedì 29 agosto 2013

Responsabilità nelle Associazioni non riconosciute

Di chi sono le responsabilità in una Associazione non riconosciuta?


Come in moltissime circostanze abbiamo avuto modo di puntualizzare, a fronte di un accertamento eseguito nei confronti delle persone giuridiche risulta di fondamentale importanza individuare il soggetto fiscalmente responsabile.

Nelle Società di capitali, in linea generale e salvo il caso di cancellazione dal registro delle imprese, risponde la Società stessa con il proprio patrimonio, per cui appaiono inesistenti gli atti intestati ai legali rappresentanti, dal momento che ogni eventuale pretesa deve essere necessariamente rivolta all’Ente, dotato di per se stesso della cosiddetta autonomia patrimoniale perfetta.

Nelle Società di persone invece, sotto il profilo delle imposte il soggetto passivo rimane la Società stessa, mentre i soci possono essere chiamati a rispondere in via sussidiaria per i debiti sociali, e pertanto anche quelli di natura tributaria.

Profondamente diverso risulta invece il ragionamento connesso alla responsabilità fiscale all’interno di una Associazione non riconosciuta, e pertanto costituita ai sensi degli articoli 36 e seguenti del Codice Civile. Infatti, stante l’assenza di norme fiscali specifiche, per definire i confini di questa responsabilità occorre verificare il testo delle disposizioni del Codice Civile e delle eventuali leggi speciali ad esso collegate. Sotto questo profilo, la sentenza 447/2013 della Commissione Tributaria Provinciale di Messina ha confermato che per l’individuazione dei soggetti fiscalmente responsabili all’interno delle Associazioni non riconosciute si applica, anche ai fini tributari, l’articolo 38 del Codice Civile, che così dispone: “Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione (Cod. Proc. Civ. 19)”. In base al dettato della norma riportata quindi, a conferma di quanto da noi sempre precisato, delle obbligazioni di un’Associazione non riconosciuta rispondono quindi anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto della stessa (e ciò dal momento che dette tipologie di Enti non godono dell’autonomia patrimoniale perfetta né sussiste separazione patrimoniale alcuna), circostanza che non risulta pertanto legata alla semplice titolarità della rappresentanza legale dell’Associazione (non per forza è il Presidente il responsabile), e questo come più volte precisato anche dalla Suprema Corte di Cassazione. 

Ciò significa che l'Agenzia delle Entrate, al fine di azionare una pretesa nei confronti di un determinato soggetto, dovrà dimostrare la sussistenza dei requisiti suesposti (chi ha agito in nome e per conto), dal momento che in difetto il ricorso del contribuente andrà accolto.

A tal proposito, ci permettiamo di consigliare la consultazione della guida intitolata "Accertamenti e Verifiche fiscali agli enti non profit". 

© riproduzione riservata

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48 commenti:

  1. Finalmente adesso so cosa far leggere al nostro ex presidente che ha dato le dimissioni pensando di aver spostato il problema ad altri! grazie davvero tantissimo. Katia

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    1. Buongiorno Katia. Mi fa piacere che l'articolo Vi abbia aiutata. Se dovesse avere bisogno di qualsiasi supporto, mi faccia sapere. Gabriele Aprile

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  2. Buongiorno,
    volevo chiedere un'informazione anche se non centra con questo articolo in particolare.
    Se un asd deve acquistare qualcosa è necessario avere per forza una fattura a essa intestata o basta anche solo lo scontrino?
    Mi spiego meglio. Se devo comprare cibo e bevande da offrire durante l'inaugurazione posso pagare con il bancomat dell'associazione? Basta solo lo scontrino del supermercato?

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    1. Buongiorno.
      Le pezze giustificative consigliate sono la fattura o la ricevuta intestata in quanto è evidente che si tratta di un costo per l'Associazione. Lo scontrino è contestabile in quanto potreste averlo raccolto da terra ed imputato nei costi perchè non è intestato. Nel caso in cui però il pagamento avvenga con bancomat, il problema non si pone in quanto avrete lo scontrino della cassa e lo scontrino del bancomat, facilmente documentabile grazie all'estratto conto.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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    2. Grazie mille. Utilissimo da sapere!

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    3. Grazie a Lei! I migliori saluti, Gabriele Aprile

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  3. Salve Sono diventato presidente nel Luglio 2008 di un'associazione calcistica non riconosciuta. Il vecchio presidente era sparito perché pieno di debiti con i fornitori e con i rimborsi degli atleti. L’associazione rischiava di non iscriversi ai campionati, io e diversi genitori abbiamo preso in mano il tutto e abbiamo costituito un direttivo, con il sottoscritto che diventava presidente. Da quel giorno tutti i fornitori bussavano e piano piano siamo riusciti a pagare tutti i debiti, compreso l’allenatore. Abbiamo ricreato un’associazione seria con lo spirito di lavorare per il sociale. Nel 2010 arriva una bella cartella esattoriale di 250 mila euro per iva evasa. Mi sono subito preoccupato e il giorno dopo sono andato a chiedere spiegazioni all’agenzia delle Entrate. Dieci dipendenti mi dicevano di non preoccuparmi e 1 mi diceva che dovevo pagare io. La cosa più bella e che nel 2008 quando presi l’associazione mandai una denuncia scritta e protocollata all’agenzia dicendo che non avevamo trovato nulla ( Libri Sociali, fatture, contabilità, bilanci, documenti Siae e altra documentazione). Per sei mesi i vecchi dirigenti sono stati chiamati per essere sentiti, ma non si sono mai presentati, io venivo chiamato una volta alla settimana e mi presentavo puntualmente, non avevo nulla da nascondere. I tre funzionari capirono subito il problema, anche perché conoscevano i vecchi dirigenti visto le loro attività non andate bene. Mi dissero di non preoccuparmi che sapevano e avevano individuato il passaggio di questi soldi nei loro conti correnti, ma dovevano trovare il modo per discolparmi.
    Dopo tanti giorni trascorsi in quei maledetti uffici, abbiamo deciso con il mio avvocato di fare ricorso presso la commissione provinciale visto che stavano scadendo i termini per il ricorso. Perché l’agenzia continuava a seguire questa strada e non la legge? L’articolo 38 parla chiaro. Sapete quale è stata la risposta ? sono stato io ad agire in nome e per conto dell’associazione, perché non avevo pagato la denuncia dei redditi del 2008 per l’anno 2007. La cosa fa veramente ridere, ma come posso pagare se non ho documentazione in mano ? ma se questi sono scappati come posso risalire al tutto ? non volevano sentir nulla. In pratica colpiscono che non ha fatto la denuncia dei redditi e non colpiscono chi ha evaso e chi ha incassato i soldi dagli sponsor. Abbiamo presentato un memoriale di 140 pagine alla commissione provinciale, mentre l’agenzia ha presentato due pagine dichiarando anche il falso e dicendo che io ero a conoscenza di tutta la movimentazione del anno 2007. Pensate che ho presentato anche un mio tesseramento dove in quel anno ero tesserato presso un'altra società di calcio come giocatore.
    Morale della favola, ho perso in commissione provinciale, questi non hanno capito nulla, non parlano minimamente del articolo 38. Adesso devo fare ricorso in commissione regionale. Io ho intenzione di denunciarli per falso, ma il mio avvocato mi sconsiglia questo passaggio. Sono disperato sto rischiando di perdere la casa costruita con mille sacrifici. Ho scritto anche al presidente nazionale della federazione e anche lui mi da ragione in pieno, stavo pensando di scrivere anche al presidente della Repubblica, so che non servirà, ma sono disperato. Ho una famiglia e non voglio perdere la casa.
    A dimenticavo, sapete tutte le fatture che sono state trovate a nome di chi erano ? 11 fatture tutte a nome delle aziende dei componenti del direttivo anno 2007.
    VERAMENTE SONO DISPERATO DATEMI UNA MANO, NON SO PIU’ COSA FARE. GRAZIE E SCUSATEMI PER LO SFOGO.

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    1. Buongiorno.
      Abbiamo avuto modo di leggere quanto ha esposto. L'unico sostegno che possiamo fornirLe è quello, se lo ritiene, di metterLa il contatto con il nostro legale qualora necessitasse anche di ulteriori opinioni professionali. Comprendiamo il Vostro status di disagio e siamo amareggiati per l'atteggiamento che talvolta viene assunto dall'Agenzia.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

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    2. Tutto quanto espone Lei, se corrisponde a verita', domostra ancora una volta che il nostro, in materia fiscale e giudiziaria e' forte con i deboli e debole con i forti. E' inutile fare nomi e cognomi ci siamo capiti!
      Che dirle io sono ignorante in materia ma le dico coraggio questo e' il paese di Pulcinella chi sa' un buon avvocato possa forse fare capire che si applichi la legge in maniera corretta. Lo so' che non le sto dando i soldi che vogliono da Lei ma le do tutta la mia solidarieta'. Coraggio chi sa' che qualcuno rinsavisca.

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    3. Buongiorno.
      Premesso che non ci interessa affrontare argomenti che vanno al di fuori delle nostre competenze, gradiremmo fornirLe una risposta, ma non comprendiamo quanto da Lei indicato.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  4. buon giorno....una A S D per gestire un chiosco bar cosa deve fare . . il mio dubbi sono principalmente due . . i clienti del chiosco debono esser soci ? quindi fare un tessera , o non serve niente ? puo ASD beneficiare della legge 398 con wuesta tipologia di attivita ( chisco bar ) ciao marino

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    Risposte
    1. Buongiorno Marino.
      Premesso che il termine "cliente" in questo contesto è assolutamente inopportuno, la somministrazione bevande ed alimenti è esclusivamente rivolta ai soci (coloro che il consiglio direttivo ha accettato attraverso una riunione ed un verbale). La ASD può beneficiare della 398 per questa tipologia di attività.
      Buona giornata,
      Gabriele

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  5. Salve,
    vorrei gentilmente chiedere un'informazione.
    Se il presidente di un'associazione di volontariato ha contratto un debito a nome dell'associazione e il debito non venisse onorato può il creditore rivalersi in ultima istanza su uno dei soci dopo aver constatato l' eventuale impossibilità di escutere la somma dal presidente,da un membro del consiglio o da chi ha agito in nome e per conto dell'associazione firmando documenti che impegnino la stessa? Ed in ogni caso, le eventuali dimissioni possono tutelare il socio nel caso in cui si verifichi, col passar del tempo, una situazione del genere?
    Ringrazio in anticipo e saluto cordialmente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      Le responsabilità sono in capo a chi ha agito in nome e per conto dell'Associazione anche a seguito di eventuali dimissioni. Il creditore può rivalersi su chi desidera. Saranno poi i legali delle parti a tutelare i propri assistiti.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

      Elimina
  6. Buongiorno,
    sono il presidente di un'associazione non riconosciuta subentrato ad un ex presidente oramai irrintracciabile. Ho ricevuto una telefonata di una banca che cercava l'ex presidente in quanto garante di un conto intestato all'associazione in questione, di cui io non ero neanche a conoscenza, per un passivo da saldare.
    Ovviamente non ho alcuna intenzione di pagare di tasca mia per un conto di cui neanche ero a conoscenza e per delle spese che neanche conosco, ma poichè si tratta della mia associazione mi chiedo cosa dovrei fare e se posso stare tranquillo.
    Grazie
    Giovanni

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    Risposte
    1. Buona sera.
      Le consiglio di indicare alla banca di inviare una raccomandata A/R presso la privata abitazione dell'ex presidente e consiglio a Lei, come rappresentante dell'Associazione di fare lo stesso. Nel caso in cui non si trovasse il modo di contattare l'ex presidente, potreste optare per le vie legali.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

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    2. Correggetemi se sbaglio ma quando un socio accetta di diventare presidente di una associazione non riconosciuta con tutti gli onori collegati non dovrebbe accollarsi anche gli oneri? Se non vuole accollarsi gli oneri basta che non accetti la carica.

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    3. Buongiorno.
      Assolutamente d'accordo.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  7. Buongiorno,
    Avrei bisogno di chiedere un informazione sono stata presidente di un associazione riconosciuta la quale è stata sciolta con assemblea e verbale 4 mesi fa. Ora mi è arrivata una vecchia fattura del gas relativa alla associ azione da pagare, essendo l associazione già sciolta la devo pagare lo stesso? E possono far si che io debba rispondere personalmente al debito visto che sono stata la presidente? Rimango in attesa, grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno.
      Se la richiesta è legittima dovete pagare la fattura.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  8. È possibile per una associazione non riconosciuta avere una rappresentanza legale collegiale, cioè che i rappresentanti legali sono due?

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    1. Buongiorno. Consideri che se non vi è una responsabilità personale, il consiglio direttivo ne risponde già in solido.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

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  9. Buonasera, ho letto il vostro articolo e vorrei farvi una domanda per capire meglio. Sono una studentessa universitaria a cui è stato chiesto di diventare Presidente di un'associazione non riconosciuta. Volevo sapere per i debiti che l'associazione non ha ancora saldato, gli eventuali debitori possono rivalersi sul mio patrimonio, in quanto Presidente? (anche se di patrimonio non possiedo molto)
    Inoltre nell'accettare l'incarico quali sono i rischi a cui posso andare incontro?
    Grazie mille in anticipo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buona sera.
      Le responsabilità sono di chi ha agito in nome e per conto dell'Associazione, pertanto nel caso di eventuale debito i creditori si rifanno prima sul patrimonio dell'Associazione e nel caso in cui lo stesso non fosse sufficiente sulle persone che hanno agito in nome e per conto dell'Associazione.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

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    2. Quindi, ad esempio, nel caso mi ritrovo a firmare (come Presidente) un atto di pagamento che poi non viene saldato, avendo agito in nome e per conto dell'Associazione il creditore si rifarà sul mio patrimonio se quello dell'Associazione risulta insufficiente?
      La ringrazio nuovamente per le risposte.

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    3. Esatamente!
      Buon pomeriggio,
      Gabriele

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  10. Buongiorno sono socia di un' associazione no profit , ho letto l'argomento precedente
    In caso di morte del presidente i debiti contratti da questa persona da chi vengono saldati ? Grazie

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    Risposte
    1. Buongiorno.
      I creditori tenteranno di rifarsi in primis sul patrimonio dell'Associazione, poi sul patrimonio del consiglio direttivo. Quest'ultimo, ovviamente, potrà rivolgersi ad un legale per essere tutelato.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

      Elimina
  11. Buongiorno,
    vi scrivo perchè vorrei capire definitivamente chi risponde di eventuali debiti o sansioni a carico dell'associazione. Sapevo che prima di tutto il creditore può rivalersi sul patrimonio dell'associzione e che, se non fosse bastato avrebbe potuto rivalersi sul patrimonio personale del presidente. Ora leggo ch enon è sempre così
    Ma poniamo questi tre esempi:

    1. l'associazione organizza delle attività non adempiendo a tutte le prescrizioni di legge. I vari contratti sono a firma del presidente ma , ovviamente, l'attività generale è approvata sia dal consiglio direttivo che dall'assemblea dei soci. A seguito di un controllo le mancanze vengono fuori e l'associazione a chiamata a pagare 20mila euro. Il patrimonio dell'associazione è di 2mila euro, il presidente vive a pane e cicoria ed è nullatenente. Quante possibilità ci sarebbero che questo debito finisse sulle spalle degli altri memebri del consiglio direttivo?

    2. l'associazione fa quanto descritto sopra ma a firmare tutti i contratti è il segretario che agisce per delega del presidente. Chi risponderebbe del debito?
    3. il direttivo semplicemente non gestisce correttamente l'associazione (non presenta il modello eas, non mette il bollo su ricevute maggiori di 77 euro, ecc) a seguito di controlli viene sanzionata. Chi risponderebbe del debito se il patrimonio dell associazione non fosse sufficiente?

    le domande quindi sono:
    4.della gestione scorretta dell'associazione,per quanto concerne eventuali multe e debiti, ne risponde solo il presidente (o comunque chi ha apposto le firme) o tutto il consiglio direttivo?
    5.quali sono i casi in cui il debito può finire sulle spalle anche degli altri membri del direttivo?
    6 c'è un modo per far sì che non ci siano possibilità che eventuali debiti ricadano su tutto il direttivo? O comunque un modo per ridurre la possibilità che accada?

    Grazie

    RispondiElimina
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    1. Buongiorno Cristina. Le segnalo un nostro altro articolo specifico sul punto che si fonda su di una sentenza del 2014 proprio sulla tematica oggetto della Sua richiesta: http://www.tuttononprofit.com/2015/03/il-presidente-di-una-associazione-non-e-sempre-responsabile.html. In questa linea ribadisco che la responsabilità dei componenti dell'Associazione è solidale, e coinvolge tutti coloro che svolgono attività negoziale per conte dell'Ente stesso. Cordialità, Stefano Bertoletti

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  12. Mi scusi ma non mi è ancora chiara la cosa. Se io sono il vice presidente di un'associazione in cui tutti i contratti sono firmati unicamente dal presidente e l'unica cosa che faccio io è ricoprire il mio ruolo di consigliere. Posso comunque svegliarmi un girono e trovare qualcuno che pretenda tot mila euro da me?
    non c'è nessuna prassi da tenere per cui i membri del consiglio direttivo,ad eccezione del presidente, siano in "salvo" (o aomunque siano più protetti) in caso di eventuali richieste economiche ai danni di un'associazione non riconosciuta?
    grazie

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    1. Buongiorno. La responsabilità è solidale tra tutti i componenti dell'Ente, ed in quanto tale non è limitabile. Cordialità, Stefano Bertoletti

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    2. Buon giorno, in tema di responsabilità, preso atto che nelle ASD non riconosciute e senza attività commerciale non è obbligatoria la presenza del Collegio dei Revisori, qualora invece fosse prevista dallo Statuto e i Revisori fossero soci, le loro competenze dovranno essere quelle previste per le Associazioni dove e obbligatoria la presenza del Collegio, oppure in forma e quantità discrezionali e limitate? A chi debbono rispondere questi revisori, oltre ai soci, per i controlli fatti e non fatti sull'attività della ASD?
      Grazie

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    3. Buongiorno. I revisori legali, tecnicamente definiti, sono soggetti iscritti ad un ben preciso albo, con tutte le conseguenze del caso anche sotto il profilo delle competenze (https://www.revisionelegale.mef.gov.it/opencms/opencms/Revisione-legale). Ciò premesso se nominati dovranno rispondere per porprio operato alla compagine sociale tutta. Cordialità, Stefano Bertoletti

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  13. Ringrazio per la risposta, vorrei tuttavia fare notare che il revisore legale è una figura diversa dal revisore dei conti (contabile) in quanto il primo certifica unicamente e a fine anno che il bilancio è stato redatto secondo l'applicazione dei corretti principi contabili, ma non ha poteri ispettivi sulla gestione amministrativo-contabile delle società/associazioni, che devono avvenire durante l'anno e a cura dei revisori contabili . Fra parentesi, il nostro codice civile permette che la revisione legale possa essere esercitata dal collegio dei revisori contabili.
    Tuttavia, per tornare alla mia domanda, anche se mi rendo conto che potrebbe essere considerata una forzatura, mi chiedevo se può, in via generale, essere accettato/tollerato/invalso che le ispezioni del Collegio dei revisori siano fatte in modo diciamo "blando" (cioè poche e non approfondite), con la motivazione che nelle ASD, per legge, non è obbligatoria la presenza dei revisori contabili.
    Grazie

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    1. Buongiorno. La loro non obbligatorietà in seno alle ASD non significa che, qualora nominati, questi possano operare in modo "blando": o non vengono nominati, proprio poichè non prescritti obbligatoriamente dalla legge oppure, se nominati, esercitano al massimo il loro mandato ed il loro potere. Cordialità, Stefano Bertoletti

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  14. buongiorno sono il presidente di una banda musicale da soli tre mesi il maestro che avevamo e andato via si sua iniziativa ho scoperto solo ora che non vi e stato un contratto firmato dalle due parti dal vecchi preidente e tutto quello che percepiva era in nero ora il maestro ha proposto denuncia di mancata liquidazione e di posizioni contributiva in cosa andrò incontro come presidente grazie in attesa di una vostra risposta vi ringrazio

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    1. Buonasera. La responsabilità è in capo a chi ha agito in nome e per conto dell'Ente stesso: le contestazioni verranno rivolte all'Associazione (persona giuridica), la quale dovrà individuare il soggetto che agito per se stessa (vecchio presidente). Cordialità, Stefano Bertoletti

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  15. buongiorno se un presidente di una associazione non riconosciuta si appropia di soldi della associazione puo essere perseguito per via legali

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    1. Buongiorno. E' possibile contestare l'operato in assemblea chiedendo la restituzione del dovuto oppure in alternativa adire le vie legali. Cordialità, Stefano Bertoletti

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  16. Buongiorno. Un'A.S.D. senza scopo di lucro e iscritta al registro CONI nel caso abbia contratto dei debiti ed un membro del direttivo (vice presidente o dirigente) si sia successivamente dimesso, questi possono essere chiamati in causa per rispondere personalmente del debito? O è sempre il presidente a doverne rispondere? Grazie per l'attenzione

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    1. Buongiorno. L'art. 38 del codice civile oltre che recente giurisprudenza (n. 788/9/14) in tema di reposnabilità solidale all'interno delle Associazioni non riconosciute confermano che "chi intende avvalersi della responsabilità solidale di chi ha agito deve provare l'attività svolta, non bastando il semplice titolo di rappresentante legale". Segnalo quindi un nostro specifico articolo di approfondimento sul tema: http://www.tuttononprofit.com/2015/03/il-presidente-di-una-associazione-non-e-sempre-responsabile.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

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  17. Buongiorno, ho letto tutto, ma giusto per capire e avere conferma: se l'ex presidente e l'ex segretario di una Onlus non ha tenuto correttamente il bilancio, il libro dei soci e i verbali delle riunioni, il nuovo presidente e il nuovo segretario che assumono la carica devono sistemare tutto e ne sono reponsabili? Oppure la responsabilità rimane dell'ex presidente e dell'ex segretario perchè rientrava nella loro carica occuparsene? E in questo secondo caso il nuovo presidente può chiedere all'ex presidente di sistemare tutto prima di prendere in mano la situazione? Grazie.

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    1. Buongiorno. Nelle Associazioni non riconosciute la responsabilità resta in capo a coloro che hanno agito in nome e per conto dell'Ente stesso, eventualmente spendendone il nome (in proposito al link che segue potrà consultare il nostro ultimo approfondimento in materia http://www.tuttononprofit.com/2016/06/enti-non-profit-senza-personalita-giuridica-quali-responsabilita-consiglio-direttivo-presidente.html). In questa linea il suggerimento è quello di effettuare un "passaggio di consegne" trasparente che tenga traccia certa di quanto fatto/non fatto dalla precedente amministrazione. Cordialità, Stefano Bertoletti

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    2. Grazie per la risposta. Seguiremo assolutamente il Suo suggerimento. L'unico dubbio che ho ora è: come dovrebbe avvenire questo passaggio di consegne trasparente?

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    3. Se possibile suggerirei attraverso apposita riunione, meglio se di assemblea sociale, in alternativa di consiglio direttivo, in occasione della quale si evidenzi lo stato dell'arte ed i relativi adempimenti, il tutto ovviamente verbalizzato e sottoscritto da tutti i presenti. Cordialità, Stefano Bertoletti

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  18. Grazie Sig. Bertoletti per le Sue celeri e puntuali risposte. L'efficienza di questo portale è sbalorditiva per contenuto e chiarezza. Rendete un ottimo servizio. Le auguro una buona giornata.

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    1. Grazie per l'apprezzamento, sempre gradito a chi si impegna in ciò che fa. A disposizione, Stefano Bertoletti

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