Riforma dello Sport: quali novità per ASD, SSD e istruttori sportivi?

Riforma dello Sport: quali novità per ASD, SSD e istruttori sportivi?

Lo scorso 24 novembre, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora, ha approvato, in esame preliminare, cinque (dei sei originariamente previsti) decreti attuativi della Legge Delega n. 86/2019 di Riforma dello Sport, commentati dallo stesso nella conferenza stampa che si è tenuta nella giornata successiva e concernenti rispettivamente:

  • “Attuazione dell’articolo 5 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché di lavoro sportivo” (il testo è stato approvato anche su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo);
  • “Attuazione dell’articolo 6 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante misure in materia di rapporti di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo”;
  • “Attuazione dell’articolo 7 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante misure in materia di riordino e riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi e della 4 normativa in materia di ammodernamento o costruzione di impianti sportivi”;
  • “Attuazione dell’articolo 8 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante semplificazione di adempimenti relativi agli organismi sportivi”;
  • “Attuazione dell’articolo 9 della legge 8 agosto 2019 n. 86, recante misure in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali”.

Riforma dello sport: quali novità e tutele per i lavoratori sportivi?

In attuazione dell’articolo 5 della Legge Delega n. 86/2019, il primo decreto introduce “una revisione organica della definizione del lavoratore sportivo”, attraverso la previsione di garanzie lavoristiche e di natura previdenziale, sia nei confronti dei professionisti che degli sportivi dilettanti.

Queste le principali novità del testo normativo, così come segnalate dallo stesso Ministro Spadafora:
“l’abolizione del vincolo sportivo, inteso come limitazione alla libertà contrattuale dell’atleta, anche nel settore dilettantistico, entro il mese di luglio 2022”;
“il riconoscimento all’attività di associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno formato l’atleta, alle quali è assicurato un premio di formazione;
“l’affermazione delle pari opportunità per lo sport femminile”, sia in ambito professionistico che dilettantistico (importante sotto il profilo dell’estensione di tutela lavoristica, previdenziale ed assicurativa);
“il riconoscimento di pari diritti delle persone con disabilità nell’accesso alla pratica sportiva di tutti i livelli”;
“la tutela dei minori e dei cittadini con disabilità nell’ambito della pratica sportiva”;
“la tutela e il sostegno del volontariato sportivo”;
“l’istituzione di un “Fondo per il professionismo negli sport femminili””;
– l’istituzione di nuove figure professionali, come il chinesiologo di base, quello sportivo e il manager dello sport;
– adeguate tutele “dei diritti degli animali impiegati in attività sportive”, con precisi obblighi in capo ai “proprietari, conduttori, operatori, istruttori, organizzatori di manifestazioni e competizioni, i quali sono tenuti a preservarne il benessere, in termini di alimentazione, cura della salute e accudimento”.

Attività commerciale e distribuzione di utili per ASD/SSD: cosa cambia con la riforma dello sport?

Al fine di “rafforzare il sostegno alla pratica sportiva di base portata avanti dall’associazionismo sportivo”, nel testo di legge viene ammessa la possibilità che Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche possano svolgere attività commerciali, ma “solo se secondarie rispetto all’attività sportiva e strumentali all’autofinanziamento”, introducendo la possibilità di “distribuire una parte dei dividendi con limiti stringenti a tutela della vocazione sportiva”, un po come nel solco della (mai davvero nata) SRL sportiva lucrativa, analogamente a quanto previsto per le imprese sociali.

Disciplina degli Agenti sportivi

Il decreto d’attuazione dell’articolo 6 interviene nel regolamentare la figura dell’agente sportivo, attraverso la definizione dei “requisiti di accesso alla professione, compensi e incompatibilità”, nell’ottica di garantirne l’imparzialità, l’indipendenza e la trasparenza di funzione, soprattutto in materia di tutela dei diritti dei minori e prevedendo altresì l’istituzione presso il CONI di “uno specifico Registro nazionale” al quale gli agenti dovranno necessariamente essere iscritti.

Disposizioni in materia di sicurezza degli impianti

Nel conferire operatività all’articolo 7, viene sottolineata la necessità di “aggiornamento delle norme tecniche e semplificazione delle procedure amministrative” concernenti la “realizzazione e manutenzione degli impianti sportivi”, volti a promuoverne il rinnovamento strutturale “in termini di accessibilità, efficientamento energetico e sicurezza, secondo quanto stabilito dalla normativa internazionale e dagli standard europei.

Semplificazione burocratica nella Riforma dello Sport

In riferimento al processo di semplificazione, il decreto attuativo dell’articolo 8 prevede la creazione di un “Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche presso il Dipartimento per lo sport”, gestito telematicamente, attraverso l’ausilio di Sport e Salute S.p.a., all’interno del quale vengono iscritte ASD e SSD che svolgono attività sportiva “compresa l’attività didattica e formativa, operanti “nell’ambito di una federazione sportiva nazionale, disciplina sportiva associata o ente di promozione sportiva”.

Contrasto alla violenza di genere

Si presuppone la redazione di “apposite linee guida, con validità quadriennale” nell’intento di predisporre “modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta a tutela dei minori ed escludere comportamenti molesti, violenti e ogni “altra condizione di discriminazione prevista per ragioni di etnia, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale da parte di federazioni sportive discipline sportive associate, enti di promozione sportiva e associazioni benemerite”.

Maggiore sicurezza nella pratica di sport invernali

L’ultimo testo approvato (di attuazione dell’articolo 9) rafforza le norme in materia di “sicurezza nella pratica degli sport  invernali da discesa e da fondo, stabilendo i principi fondamentali per la gestione in sicurezza delle aree sciabili:
– vengono definiti i criteri e le modalità per “la segnalazione del grado di difficoltà delle piste e per la delimitazione dei bordi delle medesime” in relazione alla pendenza;
– si sancisce l’obbligo per il gestore “di apporre una mappa delle piste in prossimità dei punti di accesso agli impianti e delle biglietterie”, indicandone il grado di difficoltà;
– vengono individuate “specifiche norme di comportamento per gli utenti”, prevedendo obbligatoriamente l’uso del casco protettivo da parte dei minori.

Questo approfondimento è stato realizzato in collaborazione con la Dott.ssa Mimma Sgrò.

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