Terzo Settore

TERZO SETTORE: modifica statuti entro il 3 agosto 2019 … o il 30 giugno 2020?

La circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dello scorso 31 maggio ha chiarito come “la naturale sede di esercizio della funzione di accertamento circa la effettiva conformità degli statuti alle disposizioni del Codice non possa essere che il procedimento … finalizzato al perfezionamento dell’iscrizione al RUNTS”, ma intanto l’11 giugno scorso è stato approvato dalla Commissione competente della Camera dei Deputati un emendamento alla legge di conversione del Decreto Crescita (atto della Camera 1807) nel quale si chiede che “i termini per l’adeguamento degli statuti delle bande musicali, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle imprese sociali” ai sensi del D. Lgs. 117/2017 siano “prorogati fino al 30 giugno 2020”.

In attesa dell’istituzione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, la relativa Riforma si è arricchita di un’ulteriore circolare di chiarimento (successiva a quelle del dicembre 2017, dicembre 2018 e aprile 2019) sugli “adeguamenti statutari degli Enti del Terzo Settore” ma soprattutto di un emendamento che, già approvato, se e quando diverrà ufficiale posticiperà il termine per le modifiche statutarie al prossimo 30 giugno 2020. Cerchiamo quindi di fare un poco di ordine sullo stato dell’arte della Riforma, individuando i punti fermi e le novità, dubbi e prospettive.

Cos’è il Terzo Settore

Per individuare una definizione di Terzo Settore occorre riferirsi a tutte quelle associazioni ed organizzazioni che, non riconducibili al mercato, perseguono finalità non lucrative, promuovendo il bene comune e favorendo il pieno sviluppo della persona, valorizzandone il potenziale di crescita (Art. 1 Codice del Terzo Settore, D. Lgs. 117/2017).
Che obiettivo ha la Riforma del Terzo Settore? Riconosciuto il valore e la funzione degli Enti del Terzo Settore, la Riforma ambisce a riordinare e revisionare in maniera organica la disciplina vigente in materia, raggruppando in un unico corpus tutte le norme di riferimento.

Quali sono gli Enti del Terzo Settore

Miglior modo per definire gli ETS non c’è se non riportando la descrizione che di essi viene indicata nell’articolo 4 del CTS, in base al quale: “Sono enti del Terzo settore le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento, in via esclusiva o principale, di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi, ed iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore”.

Cos’è il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore

Il RUNTS (strutturato ai sensi dell’art. 46 del CTS in 7 sezioni, per organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, reti associative, società di mutuo soccorso ed altri enti del Terzo Settore), ad oggi non ancora istituito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, certificherà la reale appartenenza al Terzo Settore degli Enti che ne otterranno l’iscrizione, secondo procedure ad oggi non ancora note.

Come iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore

In assenza di RUNTS viene in soccorso l’ultima circolare del Ministero del Lavoro del 31 maggio scorso, che ha confermato, ai sensi dell’art. 54 del CTS, che APS ed ODV iscritte negli appositi registri trasmigreranno automaticamente nell’istituendo RUNTS, il quale avrà 180 giorni di tempo per “esercitare le attività di controllo dirette a verificare la sussistenza dei requisiti per l’iscrizione nel RUNTS”, richiedendo eventuali ulteriori informazioni o documenti mancanti “entro il termine perentorio di 60 giorni”, pena la “mancata iscrizione dell’Ente nel RUNTS”, e posto che “in pendenza del procedimento di controllo, gli enti iscritti nei previgenti registri della promozione sociale e del volontariato” continueranno “ad essere considerati APS ed ODV, anche sotto il profilo degli effetti derivanti dalla rispettiva qualifica” (conservando dunque le agevolazioni fiscali del settore).

Per le ONLUS, invece, “la verifica della conformità del nuovo statuto alle disposizioni codicistiche dovrà essere condotta dall’ufficio del RUNTS territorialmente competente nell’ambito del regolando procedimento di iscrizione”, posto che a questi Enti non si potrà applicare l’istituzione della trasmigrazione di cui al citato articolo 54 del Codice del Terzo Settore.

In altre parole dunque, l’iscrizione al Registro non potrà “prescindere dall’attivazione di una interlocuzione procedimentale tra l’Ufficio del RUNTS e l’ente, da cui risultino da un lato gli espressi motivi ostativi all’iscrizione in una determinata sezione del registro e l’eventuale sussistenza dei requisiti utili ai fini della migrazione in una diversa sezione nonché, da parte dell’ente interessato, l’espressa manifestazione di volontà riguardante l’iscrizione nella suddetta diversa sezione, che consentirebbe all’ente di permanere in tal modo comunque all’interno del perimetro del Terzo settore”.

Entro quando iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore

In assenza del RUNTS, l’unica scadenza ad oggi certa era quella (già oggetto di proroga) individuata dall’articolo 101 comma 2 del CTS, in base al quale gli Enti interessati dalla riforma avrebbero dovuto adeguare i propri statuti alle disposizioni inderogabili del D. Lgs. 117/2017entro ventiquattro mesi dalla data della sua entrata in vigore”, e cioè entro il prossimo 3 agosto 2019.

Va da sé che l’attuale inesistenza del RUNTS (per l’istituzione del quale si attende ancora il “via libera” dell’Unione Europea, al momento ancora nemmeno interpellata) a ridosso del termine per gli adeguamenti statutari imposto dallo stesso Codice, ha lasciato Enti, operatori e professionisti del settore non poco interdetti sul da farsi, ma uno spiraglio (di buon senso) sembra fare capolino all’orizzonte. È infatti stato approvato l’altro ieri (11 giugno) dalla competente Commissione della Camera un emendamento al Decreto Crescita 34/2019 che, una volta ufficiale, posticiperà il termine di adeguamento degli statuti al 30 giugno 2020, con l’auspicio che in questo lasso di tempo non solo venga istituito il Registro (con regole e procedure certe di iscrizione) ma vengano altresì emanati tutti i decreti attuativi necessari per consentire agli aspiranti ETS (o APS o ODV) di conoscere con certezza i loro adempimenti ed i relativi regimi fiscali (al momento non ancora “ufficiali”).

Restate sintonizzati!

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6 commenti

  1. Salve,
    siamo una Onlus regolarmente iscritta al registro regionale che si occupa di protezione ambientale e climatologia. Alla luce degli ultimi emendamenti e’ dunque ragionevole attendere ancora per l’aggiornamento del nostro statuto?

    Grazie mille
    Enrico

    1. Buongiorno. Alla data odierna, a meno che non abbiate esigenze specifiche, può risultare opportuno pazientare in attesa di novità e chiarimenti ulteriori. Cordialità, Stefano Bertoletti

  2. seguo da tempo questo sito perchè lo ritengo particolarmente qualificato
    mi permetto chiedere la sua opinione nel predisporre il nuovo statuto per la mia associazione odv iscritta al registro regionale volontari e anche onlus di diritto se è obbligo inserire che le modifiche avverranno a decorrere dal termine di cui articolo 104 del dpr 117/17?
    grazie e continuate così
    luciano

    1. Buongiorno. Il Codice del Terzo Settore diverrà pienamente operativo in esito all’istituzione del Registro Unico olttrechè del parere favorevole dell’Unione Europea. In tal senso, vista altreì la assoi probabile proroga del termine per gli adeguamenti statutari (https://www.tuttononprofit.com/2019/06/adeguamenti-statutari-enti-terzo-settore.html) cui aggiungere la previsione di cui all’articolo 54 del citato D. Lgs. 117/2017, in base al quale i dati “degli enti già iscritti nei registri speciali delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale esistenti al giorno antecedente l’operativita’ del Registro unico nazionale degli enti del Terzo settore” trasmigreranno automaticamente nel Registro Unico, può essere consigliabile (in questo preciso momento storico) pazientare ancora alcuni giorni in attesa di ulteriori novità. Cordialità, Stefano Bertoletti

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