Società Sportiva Dilettantistica Lucrativa (SSDL): conviene?

Dal primo gennaio 2018, con l’approvazione della legge di bilancio n. 205 del 27.12.2017, sono entrate a far parte del panorama dei soggetti sportivi (oltre alle Associazioni Sportive, alle Società Sportive ed alle Cooperative Sportive) anche le Società Sportive Dilettantistiche Lucrative (alias SSDL). Si tratta di ordinarie società commerciali che svolgendo attività sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI (“unico organismo certificatore della effettiva attività sportiva svolta“) dovranno iscriversi al Registro CONI ed in virtù di questo “collegamento sportivo” potranno fruire di un regime fiscale agevolato e specifico. Si tratta in buona sostanza di uno strumento nuovo, una sorta di “low profit”.

In questa prospettiva, dopo una meticolosa fase di studio ed analisi, abbiamo predisposto e presentato pubblicamente una prima, duplice, comparazione, anche sotto il profilo numerico:
abbiamo confrontato una SSDL con una SRL “ordinaria”, mostrandone gli enormi vantaggi, che davvero mai hanno ritrovato un simile riscontro in tutto il panorama fiscale, evidenziando altresì come sia oggi favorevole e vantaggioso investire in questo comparto con l’ambizione di fare business (questa è la vera novità), producendo da un lato utili divisibili (in barba al divieto per gli Enti senza finalità di lucro) e dall’altro il recupero degli investimenti e dell’IVA esposta nella fase di costruzione e attrezzamento dell’impianto sportivo. Questa novità riteniamo rappresenti (e rappresenterà nel prossimo futuro) un formidabile strumento in grado di modificare le valutazioni e le scelte finanziarie di molti soggetti, desiderosi di patrimonializzare i propri investimenti, ovviamente nel rispetto di impostazioni gestionali e fiscali coerenti con la natura del (nuovo) soggetto giuridico;
abbiamo poi comparato la SSDL alla SSD, evidenziando in questo caso come la non finalità di lucro della SSD le confermi (giustamente) una posizione di assoluto e straordinario vantaggio sotto il profilo del trattamento fiscale, proprio in virtù dei suoi scopi: la diffusione e la promozione dello sport (e non il business).

Basta questo per capire come siano comprensibili e legittime le richieste di chiarimento/confronto che si sono moltiplicate nelle ultime settimane per “assaggiare” il grado di comprensione e di assistenza che può essere reso a questi nuovi soggetti giuridici, sportivi ma con un DNA profondamente diverso tra loro oltre che rispetto a qualunque altro soggetto giuridico for profit.

Sicuramente lo studio attento, la conoscenza del comparto sportivo e del funzionamento del CONI oltre che le competenze acquisite in decenni di esperienza sotto il profilo organizzativo – gestionale rappresentano prerequisiti fondamentali per fornire un’assistenza corretta e funzionale in grado di garantire una tutela a 360 gradi a soggetti giuridici sportivi così innovativi nel panorama nazionale. Gli aspetti contabili e le impostazioni giuslavoristiche potranno (e dovranno) quindi porsi al servizio di un’impostazione complessiva molto specifica, garantendo la necessaria trasparenza gestionale solo e soltanto attraverso un delicato approccio di analisi dei rischi (risk management).

Per questo abbiamo ritenuto un dovere aprire uno sportello informativo specifico e dedicato alle Società Sportive Dilettantistiche Lucrative.

Il comparto sportivo subirà quindi un’accelerazione importante, che è già iniziata da qualche tempo, ma che ora porterà ad una vera rivoluzione epocale: alcuni vecchi modelli organizzativi basati sull’improvvisazione e sui piccoli numeri andranno a spegnersi mentre entreranno (ragionevolmente) in gioco nuovi imprenditori che, compresa la possibile e favorevole marginalità realizzabile, potranno spostare risorse ed equilibri, in attesa di una stabilizzazione del mondo sportivo … meglio quindi non perdere tempo e vagliare tutte le alternative possibili!

La scelta formidabile e coraggiosa, ma eticamente significativa, di inserire la “ginnastica finalizzata alla salute e al fitness” tra le discipline sportive riconosciute dal CONI, potrà sicuramente generare dei veri e propri benefici per il cittadino (destinatario di queste “proposte sportive“) e per gli imprenditori che decideranno di operare in questo settore con una SSD o di investirci con una SSDL, superando definitivamente quell’inutile e dannosa equazione per cui “lo sport è solo agonismo”.

Molti operatori che abbiamo sentito in queste settimane sono preoccupati e quindi soprattutto a loro dedichiamo queste riflessioni: siamo in una fase transitoria, molte cose cambieranno rapidamente e significativamente, e tutto ciò è assolutamente motivante. Ogni rinnovamento porta con se opportunità formidabili e chi ha scommesso sulle competenze non può non scorgere un profilo di assoluto interesse, per sé e per il settore (sportivo). Errori/dubbi di interpretazione, anche sul piano normativo, verranno certamente corretti e/o modificati (basti pensare alle collaborazioni coordinate e continuative con gli Enti Sportivi), ma di sicuro il comparto attirerà nuovi investitori e investimenti. Occorrerà in ogni caso mantenere forte un presidio etico accanto a quello del business, perché far fare attività sportiva in modo sbagliato (low cost o high cost poco importa) produce sempre disastri alla salute delle persone, vero bene supremo (oltre che diritto indisponibile).

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4 commenti

  1. AVETE SCRITTO COSE ASSOLUTAMENTE OVVIE SENZA ENTRARE NEL MERITO DELLA SITUAZIONE, IN SOSTANZA AVETE RIPORTATO QUANTO DETTO NELLE PRIME CONFERENZE DI CIRCA 1 ANNO FA. RITENGO L’ARTICOLO POCO UTILE

    1. Buon giorno, premesso che ogni lettore ha il diritto di ritenere utile o meno un ns. articolo, allo stesso modo vorrei garbatamente chiederLe la ragione per cui scrive in maiuscolo (infatti significa URLARE sul web), e segnalarLe che gli approfondimenti sul recupero totale (e non solo parziale) dell’IVA non possono essere stati oggetto di incontri precedenti la pubblicazione della norma (fine dicembre 2017), in quanto questo dettaglio non era certo, ma solo un auspicio dei proponenti. Inoltre mi spiace dissentire riguardo la questione delle co.co.co. ( con i relativi obblighi) per le SSDL (redditi di lavoro) e per le SSD (redditi diversi) e non di lavoro (ammesso che sia costituzionalmente legittimo). Questa è una novità che ha sorpreso davvero tutti, in particolare moltissime Federazioni Sportive ed Enti di Promozione e per questo al momento le riflessioni su questo preciso punto, che per primo ho esposto immediatamente e pubblicamente, sta sollevando moltissime discussioni. A meno che il Suo intento sia motivato da ragioni differenti, ci sarebbe utile ricevere una Sua pronta riflessione e rettifica. Alberto Gambone

      1. Gentilissimi, abbiamo costituito ieri una ssdl trovandomi oggi nell’imbarazzo di:

        La cciaa di Brescia non ha rilasciato il Cf/iva perché non le riconosce, abbiamo forzato con Srl….

        Fatto grave, mi si dice che ne la FIT ne il CONI ad oggi abbiano modificato gli statuti riconoscendo le ssdl….

        Poiché dobbiamo iniziare gli investimenti e ottenere affidamento dal comune per gestione centro sportivo solo se iscritti al CONI, che dobbiamo fare?

        Cordialità.

        Dr. Matteo Bignotti

        1. Buonasera. Le Società Sportive Dielttantistiche Lucrative, ad oggi, rappresentano un a figura giuridica solo “sulla carta”, in quanto Le confermo la loro attuale non iscrivibilità al CONI a causa del mancato adeguamento degli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e degli Enti di Promozione Sportiva, che a tutt’oggi non legittimano l’affiliazione di soggetti “profit”. L’ordinamento statale, per una volta, è stato più veloce di quello sportivo, creando questa situazione di empasse: fintanto che questo nodo non verrà sciolto non sarà possibile dar seguito alle previsioni contenute nella legge di stabilità che ha istitutito le SSDL. Cordialità, Stefano Bertoletti