Linee guida di indirizzo in materia di certificati medici per l’attività sportiva non agonistica

Cari lettori, fumata bianca, finalmente habemus “LINEE GUIDA DI INDIRIZZO IN MATERIA DI CERTIFICATI MEDICI PER L’ATTIVITA’ SPORTIVA NON AGONISTICA“! Ebbene sì, a più di un anno dal D.L. n. 101 del 31.08.2013 convertito con modificazioni dalla legge 30.10.2013 n. 125 la quale aveva apportato talune modifiche al secondo comma dell’art. 42 – bis del D.L. n. 69 del 21.06.2013 rinviando “ai fini del rilascio di tali certificati … a linee guida approvate con decreto dal Ministero

Circoli ippici (ASD o SSD): la “pensione cavalli” dei soci è attività istituzionale se …

“Se lo scopo della associazione è “la pratica e la diffusione degli sport equestri” è consequenziale che la stessa comprenda nei suoi fini istituzionali anche la ospitalità e cura dei cavalli di proprietà dei soci. E’ proprio questo, infatti, l’aspetto che consente il perseguimento di una delle finalità sociali che è quello della pratica dello sport equestre. Non si vede, infatti, diversamente come potrebbe perseguirsi tale finalità: non certo col noleggio di cavalli di proprietà della associazione

Enti sportivi a natura commerciale o con finalità di reale promozione sportiva?

CTP di Firenze, sentenza n. 579 depositata il 5.05.2014: un ente sportivo che organizzi, promuova e gestisca attività secondo modalità analoghe a quelle con le quali possono essere svolte anche da realtà for profit (ditta individuale o società) deve essere soggetto ad IRES ed IVA. Questo il principio di diritto che emerge dalla citata sentenza, la quale ha visto il giudicante esprimersi a favore del disconoscimento della natura sportiva dilettantistica di una ASD, non ritenendo da questa

Riforma del terzo settore: si può fare?

Dovrebbe essere questione di mesi la riforma del terzo settore finalizzata a rendere nuove “disposizioni per promuovere e favorire l’autonoma iniziativa delle persone, singole e associate, per lo svolgimento di attività di interesse generale”. Ecco, in sintesi estrema, alcune delle possibili novità: – nuovo iter di riconoscimento della personalità giuridica (con una notevole semplificazione rispetto al D.P.R. 361/2000); – tipizzazione delle attività non lucrative e dei vincoli/limiti relativi all’esercizio di attività di natura commerciale; – definizione precisa

Accesso presso la sede di un’Associazione: come funziona? Come organizzarsi?

Cari lettori, come sapete siamo soliti in questo blog definire gli aspetti connessi alle verifiche fiscali, sia dal lato del contribuente (la maggior parte delle volte Associazioni non profit in genere e Società Sportive Dilettantistiche) che da quello dei verificatori. In questa linea, l’approfondimento che tratteremo nelle prossime righe, è finalizzato a chiarire la disciplina che regola il regime degli accessi fiscali presso la sede degli Enti Non Commerciali e delle ONLUS. REGIME FINO AL MARZO 2012

La corretta ed efficace gestione di un Ente Non Profit: convegno MOVIDA per gli affiliati FICSS

Grande successo per il primo Convegno Nazionale organizzato per gli affiliati FICSS (www.ficss.it) con la collaborazione dello Studio MOVIDA (www.movidastudio.it) per le Associazioni (culturali e/o sportive) e Società Sportive Dilettantistiche. Cliccando QUI potrete leggere il programma e capire cosa vi siete persi … In un momento storico, per così dire, “particolare” investire sulla formazione degli operatori del terzo settore rappresenta sicuramente lo strumento migliore per allontanare la crisi, motivo per cui il Convegno appena realizzato sarà il

Associazioni Non Profit ed Agenzia Entrate: tracciabilità dei pagamenti

“Dal controllo della documentazione presentata sono emerse mancanze sostanziali che hanno portato l’ufficio a disconoscere il regime fiscale agevolato di cui alla L. 398/1991, poiché il rendiconto presentato riportava diverse entrate ed uscite di cassa di importi superiori ad euro 516,00 non tracciate, come appare dall’estratto conto bancario”. Fin qui nulla di strano … infatti per i nostri sempre più numerosi lettori una contestazione del genere non rappresenta di certo una novità dal momento che, come già

Associazioni Non Profit: come modificare lo statuto sociale? PARTE 2

Ci eravamo lasciati qui analizzando l’interpretazione della norma relativa alla prassi da adottare in caso di modifica dello statuto sociale di un’Associazione riconosciuta costituita attraverso atto pubblico. Occorre a questo punto definire l’analoga prassi nell’ipotesi in cui da assoggettare a modifica sia lo statuto sociale di un’Associazione non riconosciuta anch’essa costituita attraverso atto pubblico (come precisato nel precedente articolo ipotesi assolutamente possibile seppur non usuale vista il considerevole esborso economico di un atto notarile rispetto ai costi

Associazioni Non Profit: come modificare lo statuto sociale? PARTE 1

Cari lettori, sicuramente a partire dalla costituzione dell’Associazione di cui fate parte ad oggi molte attività sociali sono state integrate, molti nuovi corsi sono stati attivati ed altrettanti sospesi … ebbene, quando e come è possibile modificare uno statuto sociale? Chi si deve esprimere a favore della modifica? Ed infine, come si può procedere ad una modifica dello statuto, qual è l’iter corretto? Le prime due problematiche appaiono di agevole soluzione: infatti, così come è certo che

Prevalenza della sostanza sulla forma in caso di verifiche ad Associazioni e Srl Sportive

Narra la leggenda che le Associazioni (siano esse sportive dilettantistiche, culturali, di promozione sociale, ONLUS, …) abbiano una serie corposa di adempimenti formali necessariamente da rispettare pena la perdita dei requisiti sostanziali per poter godere delle rilevantissime agevolazioni fiscali per loro previste dal Legislatore. Ebbene, coloro che con interesse seguono oramai da anni il nostro blog e hanno letto le nostre Guide sanno benissimo che non si tratta di alcuna leggenda ma di una cruda realtà: è