Come richiedere i contributi a fondo perduto per Enti Non Commerciali previsti dal Decreto Rilancio?

Come richiedere i contributi a fondo perduto per Enti Non Commerciali previsti dal Decreto Rilancio?

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 giugno 2020, sono state definite le istruzioni ed i modelli per la richiesta dei contributi a fondo perduto previsti dall’articolo 25 del Decreto Rilancio (n. 34 del 19/5/2020), con annesse modalità di presentazione e trasmissione dell’istanza, dettagliate e specificate attraverso una guida illustrativa ed un vademecum dedicato.

Contributi a fondo perduto del Decreto Rilancio: cosa sono?

Tra le misure di “sostegno alle imprese e all’economia” inserite nel Titolo II del Decreto Rilancio, viene espressamente riconosciuta la possibilità di un contributo a fondo perduto, vale a dire una somma di denaro esentasse e senza obbligo di restituzione sul conto corrente di riferimento, a seguito di “apposita istanza … al fine di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19””, commisurata alla perdita del fatturato e dei corrispettivi subita”.

Come si chiedono i contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Rilancio per gli Enti Non Commerciali?

L’articolo 25 introduce il contributo a  fondo perduto per soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA”, incluse le organizzazioni non commerciali, ammettendo conseguentemente anche gli Enti del Terzo Settore alla procedura per la richiesta.

Restano esclusi:
– i “soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza”;
– gli “enti pubblici di cui all’articolo 74” del TUIR;
– gli intermediari finanziari e le società di partecipazione “di cui all’articolo 162-bis del testo unico delle imposte sui redditi”;
– i percettori “delle indennità previste dagli articoli 27, e 38 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.  27”, (compresi professionisti sportivi e co.co.co. iscritti a gestione separata);
– i lavoratori dipendenti e i professionisti “iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103”.

Chi può richiedere i contributi a fondo perduto previsti dall’articolo 25 del Decreto Rilancio?

Affinché i soggetti legittimati possano inoltrare la domanda, è necessario che le Associazioni (del Terzo Settore) e le Società Sportive Dilettantistiche interessate soddisfino due requisiti legati all’attività ed al suo andamento, in correlazione ai danni subiti per il lockdown da coronavirus, in particolare:

1. “Conseguimento, nell’anno 2019, di un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 5 milioni di euro”.
Qualora si tratti di “persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali titolari di reddito agrario e attività agricole connesse (per esempio, agriturismi, allevamento, eccetera), in luogo dell’ammontare dei ricavi, occorre far riferimento all’ammontare del volume d’affari del modello di dichiarazione Iva 2020 (periodo d’imposta 2019)”.
Con ulteriore specifica, Agenzia delle Entrate dispone che per il dichiarante non tenuto “alla presentazione della dichiarazione Iva, potrà essere considerato l’ammontare complessivo del fatturato del 2019”.

2. Sussistenza di “almeno uno tra i seguenti requisiti”:
– “ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019”;
“inizio dell’attività a partire dal 1° gennaio 2019”;
“domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), i cui stati di emergenza erano in atto alla data del 31 gennaio 2020 (data della dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus)”, individuati “in appendice alle istruzioni del modello dell’istanza”.

Come si calcolano i contributi previsti per Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche?

Fermo restando il limite massimo di 5 milioni di euro per il fatturato 2019, i contributi a fondo perduto sono concessi qualora l’importo del fatturato e dei corrispettivi “del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019”, determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019” .

Coloro che abbiano avviato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 o che abbiano “domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi” potranno ricevere il contributo a fondo perduto a prescindere dalla verifica del calo di fatturato.

Secondo quanto specificato dalla Circolare AdE del 13 giugno 2020 n. 15/E infatti, in virtù del combinato disposto tra il requisito della diminuzione del fatturato di cui al comma 4 dell’art. 25 ed il successivo comma 6, a questi soggetti “il contributo a fondo perduto COVID-19 spetta anche se, ad esempio, l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2019 fosse pari a zero. In tal caso spetterà il contributo minimo”, genericamente stabilito in 1000,00 euro per le persone fisiche e 2000,00 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Contributi a fondo perduto: come fare richiesta?

Accanto ai contributi a fondo perduto previsti per ASD e SSD dall’Ufficio per lo Sport, gli Enti Non Commerciali ed ETS interessati alla richiesta di quelli individuati dal Decreto Rilancio sono tenuti ad utilizzare “una specifica procedura web messa a disposizione all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi””, compilando l’apposito modello predisposto da Agenzia delle Entrate e avendo cura di indicare:
– il codice fiscale del soggetto richiedente e del rappresentante legale, firmatario dell’istanza;
– il codice IBAN del conto corrente per l’accredito del contributo (conto intestato o cointestato);
“la fascia in cui ricade l’ammontare dei ricavi/compensi dell’anno 2019”;
– i dati “necessari a determinare la spettanza e l’ammontare del contributo, cioè l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di aprile 2019 e aprile 2020”.

E’ espressamente consentito avvalersi di un soggetto intermediario, purché delegato all’utilizzo “del Cassetto fiscale o al servizio di Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici del portale “Fatture e Corrispettivi”” o appositamente incaricato “per la trasmissione dell’istanza per il contributo a fondo perduto.

Da quando e dove si possono richiedere i contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Rilancio?

A partire dal 15 giugno e fino al prossimo 13 agosto 2020, direttamente da QUI, in completa autonomia se in possesso delle credenziali SPID oppure Entratel/Fisconline o CNS.

I controlli previsti

La liquidazione delle somme è accompagnata da una specifica attività di controllo svolta da Agenzia delle Entrate “applicando le disposizioni in materia di accertamento sulle dichiarazioni (articoli 31 e seguenti del Dpr n. 600/1973)”.

Inoltre, “sulla base di apposito protocollo, l’Agenzia delle entrate trasmette alla Guardia di Finanza, per le attività di polizia economico-finanziaria, i dati e le informazioni contenute nelle istanze pervenute e relative ai contributi erogati”, con recupero, in caso di irregolarità, di quanto elargito ed applicazione delle relative sanzioni.

Questo approfondimento è stato realizzato in collaborazione con la Dott.ssa Mimma Sgrò.

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6 commenti

  1. Sono presidente di un’associazione musicale in regime di 398/91. Il 19 Aprile 2019 abbiamo eseguito una prestazione musicale ma fatturata nel mese successivo. Ai fini del fatturato possiamo considerare tale prestazione fatta ad Aprile?

  2. Buongiorno, sono il presidente di un a.s.d. con solo codice fiscale. Possiamo accedere alla richiesta del fondo perduto?

    Grazie

    1. Buongiorno. Da come è scritta la norma parrebbe che, ai fini della corresponsione del contributo, debba essere verificata solo l’attività commerciale, ma tale possibilità appare decisamente limitante, motivo per il quale auspichiamo che a breve vengano forniti chiarimenti ufficiali. Cordialità, Stefano Bertoletti

  3. Salve, ho letto il vostro articolo, abbastanza dettagliato, desideravo sapere se per le Associazioni Onlus senza partita iva, è possibile ottenere il contributo a fondo perduto.
    Siamo ad un passo dalla chiusura, e ci stiamo arrampicando sugli specchi, poichè dobbiamo pagare 3 mese di affitto ad un ente pubblico,proprietario dell’immobile.

    1. Buongiorno. Se il Vostro Ente non rientra tra i soggetti esclusi e rispetta altresì i requisiti ai fini di poter procedere con la richiesta è possibile presentare la relativa domanda. Cordialità, Stefano Bertoletti

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