Il “nuovo” Terzo Settore prende vita: definito il testo dell’articolo 1 della legge delega

“Per Terzo settore si intende il complesso degli enti privati costituiti con finalità civiche e solidaristiche che, senza scopo di lucro, promuovono e realizzano attività d’interesse generale, anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale conseguiti anche attraverso forme di mutualità, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con le finalità stabilite nei rispettivi statuti o atti costitutivi“. E’ questa la parte finale dell’articolo 1 licenziato lo scorso martedì

Riforma del terzo settore: si può fare?

Dovrebbe essere questione di mesi la riforma del terzo settore finalizzata a rendere nuove “disposizioni per promuovere e favorire l’autonoma iniziativa delle persone, singole e associate, per lo svolgimento di attività di interesse generale”. Ecco, in sintesi estrema, alcune delle possibili novità: – nuovo iter di riconoscimento della personalità giuridica (con una notevole semplificazione rispetto al D.P.R. 361/2000); – tipizzazione delle attività non lucrative e dei vincoli/limiti relativi all’esercizio di attività di natura commerciale; – definizione precisa

Il terzo settore è in realtà il primo?

Nella linea di un nostro recentissimo post, consultabile al seguente link, riportiamo qui di seguito l’intervento di un noto politico italiano in tema di non profit: “Ci sono cinque milioni di italiani che ogni giorno fanno qualcosa per gli altri tramite l’associazionismo, il volontariato, il Non Profit. Lo chiamano Terzo Settore, ma in realtà è il primo. Perché dà il senso dei valori in cui crediamo: è il mondo del volontariato generoso, delle cooperative sociali, dell’assistenza solida