Attività sportiva post covid-19: quali novità per ASD/SSD?

Attività sportiva post covid-19: quali novità per ASD/SSD?

A distanza di circa un anno dalla circolare del 13 gennaio 2021 e le novità in tema di certificazione medica post covid-19, il Ministero della Salute ha pubblicato la circolare n. 3566 del 18 gennaio 2022 relativamente all’attività sportiva post covid-19.

Sulla base di quanto prodotto dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, sono state aggiornate e semplificate le procedure per l’accertamento dell’idoneità al “ritorno all’attività sportiva agonistica in atleti Covid-19 positivi guariti”.

Attività sportiva post covid-19: cosa cambia?

Fermo restando “l’utilità del protocollo sino ad ora in vigore ai fini della tutela della salute degli atleti”, la FMSI ne ha integrato i contenuti alla luce delle “più recenti evidenze scientifiche”, tenuto conto che:

  • eventuali complicazioni a livello cardiaco risultano estremamente rare nei più giovani e, laddove presenti, si risolvono positivamente in breve tempo, “anche in considerazione del fatto che gli atleti sono soggetti sani”, confermando, ancora una volta, il valore dello sport quale presidio di tutela della salute pubblica;
  • l’attuale esperienza clinica registra un numero inferiore di casi “critici”, soprattutto nei giovani;
  • la maggior parte degli sportivi in giovane età risultano positivi all’infezione in maniera asintomatica o paucisintomatica;
  • la vaccinazione si rivela fondamentale, con particolare riguardo alla somministrazione della “dose booster”, in grado di ripristinarne l’efficacia.

Quali valutazioni per l’attività sportiva post covid-19?

Viene introdotto uno snellimento delle procedure diagnostiche, pur mantenendo la classificazione degli atleti individuata dalla prima circolare (gruppo A e B, con relative sottocategorie).

In riferimento agli asintomatici, paucisintomatici ed a coloro che abbiano sviluppato la malattia in forma lieve (gruppo A.1), si evidenzia come la valutazione debba essere corredata da diverse indagini cliniche, a seconda:
– dell’età (minore o maggiore di 40 anni);
– della presenza o meno di patologie “individuate come fattori di rischio cardiovascolare (ad esempio diabete, ipertensione, ipercolesterolemia)”;
– dello “status vaccinale”.

Ripresa dell’attività per asintomatici e paucisintomatici: come fare?

In aggiunta alla visita effettuata da un medico specializzato in Medicina dello Sport, gli esami necessari devono essere eseguiti:

  • dopo un periodo di almeno 7 giorni dall’accertamento dell’avvenuta guarigione nel caso di atleti “under 40”, non soggetti a fattori di rischio cardiovascolare e che abbiano ricevuto la dose di richiamo, oppure abbiano completato il ciclo vaccinale o siano guariti dall’infezione da non più di 120 giorni;
  • non prima di 14 giorni per gli “over 40”, con “anamnesi positiva per patologie individuate come fattori di rischio cardiovascolare” e per coloro che non si siano sottoposti alla dose booster o abbiano completato i vaccini o siano guariti da più di 120 giorni.

Nel caso di professionisti e atleti di interesse nazionale o internazionale, i dovuti accertamenti sono consentiti immediatamente dopo l’avvenuta guarigione.

Sport post covid-19: serve un nuovo certificato medico?

Conclusa la fase di screening, lo specialista consegna:

  • il certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica, qualora si tratti del primo rilascio o del rinnovo periodico della visita medica;
  • l’attestazione “di ritorno all’attività (Return to Play), nel caso di infezione sopraggiunta durante il periodo di validità della certificazione, da redigere secondo lo schema di cui all’Allegato C della circolare e da conservare insieme all’esito della visita medica e degli esami eseguiti.

La visita finalizzata alla ripresa della pratica sportiva deve essere preferibilmente effettuata dallo stesso specialista che ha concesso a suo tempo l’idoneità e presso la medesima struttura, in modo da attuare una valutazione clinica “in senso longitudinale e confrontare gli approfondimenti diagnostici eseguiti”.

Al termine, gli sportivi sono tenuti a sottoscrivere l’Allegato A (da conservare), attraverso cui dichiarano di essere informati “dei possibili rischi per la salute, anche a distanza di tempo, conseguenti all’infezione da Sars-COV-2, impegnandosi a comunicare ai medici competenti un’eventuale positività al covid-19, sia pure in assenza di sintomi.

Una volta prodotto il certificato di idoneità o l’attestazione di “Return to Play”, è ammessa la ripresa graduale degli allenamenti, sotto il controllo del “Medico sociale e/o del Responsabile sanitario della società sportiva”.

Attività post covid-19: cosa aspettarsi in futuro per lo sport?

Trattandosi di una patologia nuova, il Ministero tiene a specificare la possibilità di ulteriori aggiornamenti, in considerazione dell’evolversi delle conoscenze scientifiche.

Questo approfondimento è stato realizzato in collaborazione con la Dott.ssa Mimma Sgrò.

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