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mercoledì 29 ottobre 2014

Agenzia Entrate, circolare n. 25/E: Prevenzione e contrasto all'evasione - anno 2014 - indirizzi operativi

Cari lettori, il 6 agosto scorso l'Agenzia delle Entrate con la circolare 25/E ha definito gli indirizzi operativi di prevenzione e contrasto all'evasione fiscale per l'anno 2014. Coloro che per caso si fossero persi questo documento però (la cui consultazione è possibile cliccando QUI) non disperino! Infatti in realtà questa circolare non fornisce elementi di particolare rilevanza per gli "operativi" del settore, andando semplicemente a precisare come l'Agenzia delle Entrate nel 2014 sia chiamata ad affrontare la "duplice sfida del consolidamento dei positivi risultati sinora conseguiti e dello sviluppo di una strategia di contrasto all’evasione ed all’elusione fiscale, che consenta di contribuire in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi affidati al Governo dagli art. 3 e 9 della legge 11 marzo 2014, n. 23 (di seguito “legge delega fiscale”)".


immagine Agenzia Entrate, circolare n. 25/E: Prevenzione e contrasto all'evasione - anno 2014 - indirizzi operativi

Ebbene, vista la chiarezza della circolare in oggetto oltre che l'assenza di profili specifici che richiedano un approfondimento dettagliato (salvo ovviamente il lettore lo ritenga opportuno, ed in tal caso Vi invitiamo a contattarci QUI o a consultare una nostra Guida, disponibile cliccando QUI), riportiamo di seguito l'estratto del documento per quanto interessa la mission di questo blog.

ENTI NON COMMERCIALI, ONLUS E ALTRI SOGGETTI CHE FRUISCONO DI REGIMI AGEVOLATIVI (SOCIETÁ COOPERATIVE E SETTORE AGRICOLO)
Con riguardo al comparto degli enti non commerciali si ribadisce la necessità che le Direzioni Provinciali concentrino la loro attività nei confronti dei soggetti che apparentemente si presentano come non profit, ma in realtà svolgono vere e proprie attività commerciali, evitando di perseguire situazioni di minima rilevanza, che nonostante le ridotte dimensioni assumono evidente rilievo sociale in relazione al contesto in cui operano gli enti, come nei casi, ad esempio, in cui l’attività istituzionale riguardi la formazione sportiva per giovani, oppure sia rivolta ad anziani o a soggetti svantaggiati.

Del pari, l’attività di controllo nei confronti delle ONLUS deve essere specificamente indirizzata a verificare che le attività in concreto esercitate siano effettivamente ricomprese tra quelle ritenute meritevoli dalla normativa di settore, evitando rilievi e contestazioni di carattere meramente formale che impattano negativamente sulle organizzazioni che meritoriamente operano nel mondo del volontariato.

In dettaglio, rispetto ai soggetti iscritti all’Anagrafe delle ONLUS, nell’analisi del rischio si terrà conto principalmente degli elementi che eventualmente dovessero emergere nel corso del controllo preventivo effettuato dalle Direzioni Regionali.

Per quanto riguarda, invece, le organizzazioni di volontariato, che devono risultare iscritte negli specifici registri tenuti dalle Regioni o dalle Province, le Direzioni Regionali promuoveranno la stipula di specifici accordi o protocolli d’intesa con gli enti territoriali di competenza, diretti all’acquisizione dei dati e delle informazioni riguardanti tali soggetti, al fine di migliorare la conoscenza di tale settore e conseguentemente l’efficacia dell’azione di contrasto.

Per quanto concerne, ancora, il regime agevolativo previsto per le società cooperative, la selezione degli Uffici deve indirizzarsi prioritariamente ai soggetti che si qualificano come cooperative, ma non risultano iscritti nel relativo Albo, nonché nei confronti di quelli per i quali vengono rilevati specifici indicatori di rischio, costituiti, tra gli altri, da crediti IVA di importo elevato non giustificati in base al settore di attività o al volume d’affari, da perdite di esercizio sistematiche che denotano situazioni apparentemente antieconomiche, da brevi periodi di attività, da evidenti incoerenze degli indicatori gestionali (quale, ad esempio, il costo del lavoro rispetto ai ricavi di vendita) o dall’omessa dichiarazione degli elementi rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

Con riferimento, infine, al rischio di utilizzo abusivo delle agevolazioni fiscali riservate al settore dell’agricoltura, la selezione dei soggetti nei cui confronti indirizzare l’attività di controllo deve essere eseguita tenendo conto prioritariamente delle imprese che svolgono le c.d. “attività connesse” (manipolazione, commercializzazione e trasformazione) aventi ad oggetto prodotti agricoli acquisiti prevalentemente da terzi. Richiedono, infine, un’attenzione specifica le posizioni dei soggetti che si qualificano come esercenti attività agricola e nel contempo svolgono vere e proprie imprese commerciali di ristorazione e/o alberghiere dissimulate sotto forma di agriturismo.

Alla luce di quanto indicato nella circolare non possiamo non ricordarVi come il nostro gruppo di lavoro abbia prodotto una guida specifica, assolutamente attuale, sul tema delle verifiche fiscali agli Enti non profit (consultabile cliccando QUI) oltre che numerosi articoli di approfondimento sul tema (uno dei più "letti" consultabile cliccando QUI).

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Volete sapere di più? Consultate le nostre guide (cliccando QUI) e richiedete un aggiornamento periodico e approfondito sulle tematiche gestionali e giuridico-fiscali di tutti gli Enti non Profit (ASD, OdV, ONLUS, APS, SSD,...) cliccando QUI.
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venerdì 24 ottobre 2014

Regime dei minimi: nuovi cambiamenti in arrivo ... per tutti!


Cari lettori, senza dubbio vi sarà accaduto in questi giorni di leggere sui quotidiani o di sentire al TG che sono in arrivo rilevantissime novità per coloro che avevano aperto o intendono aprire in un prossimo futuro una partita IVA nel cosiddetto "regime dei minimi". I nostri lettori più affezionati si ricorderanno che in passato avevamo già affrontato l'argomento (per un rapido refresh Vi invitiamo a cliccare QUI) ma vista la rilevanza e la prossimità dei cambiamenti in questione, d'obbligo è una nuova panoramica sull'argomento.

immagine Tutto Non Profit Regime dei minimi: nuovi cambiamenti in arrivo ... per tutti!

Delineiamo quindi schematicamente le novità maggiormente rilevanti (o quantomeno quelle che dovrebbero essere tali):
- il nuovo regime agevolato per le partite IVA prevederà un’imposta unica sostitutiva (di IRPEF e addizionali, IVA ed IRAP) pari al 15% in luogo del precedente 5%; 
- le soglie di ricavi o compensi per la permanenza nel nuovo regime agevolato saranno variabili tra 15.000,00 e 40.000,00 euro in base al tipo di attività svolta;
- sarà possibile rimanere nel nuovo regime agevolato per le partite IVA senza più alcun limite di durata, fatto salvo ovviamente il rispetto dei prerequisiti a monte;
- nel nuovo regime agevolato sarà possibile sostenere spese per il personale fino ad un massimo di 5.000,00 euro annui;
- il tetto di investimenti massimo per accedere al nuovo regime agevolato sarà di 20.000,00 euro da calcolarsi alla fine dell’anno precedente; 
- coloro che attualmente già rientrano nel regime dei minimi con imposta sostitutiva al 5% potranno rimanervi fino al completamento nel quinquennio e comunque non oltre il 35° anno di età (così com'era precedentemente previsto);
- il nuovo regime agevolato prevederà vantaggi contributivi per imprenditori e artigiani, per accedere ai quali occorrerà inviare specifica comunicazione telematica all'INPS;
- i contribuenti che rientreranno nel nuovo regime agevolato potranno effettuare esportazioni;
- accederanno “di default” al nuovo regime coloro che nel corso del corrente anno erano ordinari e che comunque soddisfino i nuovi requisiti;
- gli attuali minimi o le attività operative da meno di 3 anni potranno transitare nel nuovo regime fruendo di una riduzione forfettaria del reddito per i primi 3 anni di attività: il reddito su cui verrà calcolata l'imposta sostituiva unica del 15% sarà infatti forfettariamente ridotto di un terzo.

In attesa di verificare se emergeranno ulteriori novità o modifiche in funzione di "ciò che dovrebbe essere", una sola considerazione relativa a tutti gli Enti Non Profit: al di là di ogni giudizio (personale) relativo alla bontà o meno del provvedimento in questione, tutte le Associazioni (siano esse sportive o culturali) e le SRL sportive dilettantistiche possono tirare un bel sospiro di sollievo dal momento che tale novità permetterà loro di risparmiare un 22% secco (o anche di più, in proposito leggete QUI) di costo in più che avrebbero dovuto sborsare a tutti i loro collaboratori professionisti che sarebbero usciti dal vecchio regime agevolato una volta compiuto il 35° anno di età o comunque terminato il quinquennio di favore. Almeno questa, senza dubbio, una bella notizia!   
 
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