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lunedì 18 maggio 2015

Convocazione dell'Assemblea Sociale a voce: siamo sicuri che non vada bene?

"Secondo l'ufficio ... le ragioni della perdita della qualifica di ente non commerciale da parte della associazione ... sono da ricercare in una serie di circostanze quali: una scarsa partecipazione dei soci alla vita sociale desunta principalmente dall'esiguo numero dei soci partecipanti alle adunanze assembleari; ... la mancanza dell'atto costitutivo, del registro ai fini della progressiva numerazione della documentazione passiva del registro DM 11/02/1997, del libro soci, del libro verbali delle assemblee e del modello 770S/10; la mancanza d'ordine della tenuta della contabilità ...". Sono queste alcune della ragioni in forza delle quali in esito ad una verifica fiscale gli uffici si sentivano in dovere di disconoscere la qualifica di Ente non commerciale dell'associazione sportiva dilettantistica accertata, ritenendo peraltro di conseguenza non valida l'adesione al regime agevolato disciplinato dalla legge 398/91 con tanto di perdita delle agevolazioni fiscali.

Bene ... a questo punto molti di Voi penseranno che trattasi del "solito" post in cui si ribadisce l'importanza di una gestione "rigida" dal punto di vista formale (e sostanziale) al fine di poter provare che trattasi di una "vera" associazione e come tale meritevole di godere delle agevolazioni fiscali. SBAGLIATO!
immagine Tutto Non Profit Assemblea sociale convocata a voce? Ahi Ahi Ahi!!! ... oppure no?!
Già perchè questa volta i Giudici di secondo grado (C.T.R. Aosta. n. 8/2015), chiamati in causa da Agenzia Entrate che già in primo grado aveva visto rigettare le proprie istanze, con una serie di argomentazioni logiche più che condivisibili hanno confermato la pronuncia dell'organo giudicante di prime cure, respingendo i motivi dell'appello. Questo, in estrema sintesi, un estratto della pronuncia: "La perdita di qualifica di un ente non commerciale necessita di contenuti di maggior peso di quelli utilizzati dall'agenzia delle Entrate. In particolare non basta la convocazione verbale dell'assemblea e la scarsa partecipazione diretta o per delega dei soci all'assemblea di una associazione sportiva dilettantistica per determinare la perdita di qualifica di ente non commerciale. 
L'eventuale violazione del principio di democraticità può comportare, e solo in alcuni casi, la perdita delle agevolazioni fiscali previste dal comma 3 dell'articolo 148 del TUIR quali la detassazione dei corrispettivi specifici, ma non comporta in alcun modo, come pretende l'Amministrazione Finanziaria, la perdita della qualifica di ente non commerciale.
La violazione del principio di democraticità presuppone pertanto una indagine, di tipo qualitativo, molto più approfondita e accurata, non certo basata solo su semplici indizi o circostanze. La scarsa partecipazione numerica ai momenti assembleari e la convocazione verbale dell'assemblea non può essere utilizzata quale scorciatoia dagli uffici finanziari per disconoscere i benefici fiscali delle ASD, in quanto non hanno alcun presupposto giuridico nell'ambito delle norme tributarie di settore.
 
E' utile altresì ricordare che per le ASD non sussiste alcun obbligo di tenuta dei libri sociali e qualora esista un impianto amministrativo contabile non è prevista alcuna modalità di compilazione e tenuta".

In altre parole, confermando orientamenti chiari e consolidati, il rispetto del principio di democraticità (cardine negli Enti di tipo associativo ed imprescindibile al fine del godimento delle agevolazioni fiscali) si dimostra anche attraverso la prova dell'esistenza di una vera a propria "struttura democratica", con tanto di partecipazione effettiva dei soci alla vita associativa, e questo al di là del semplice e mero dato formale decontestualizzato che possa eventualmente essere rilevato in sede di verifica.

Che poi ragioni di opportunità inducano a suggerire metodi alternativi (o in aggiunta) alla semplice convocazione verbale è tutta un'altra storia ...  

Per tutti coloro che intendessero verificare la gestione della loro Associazione abbiamo ideato un check di cui seguono specifiche. L'intervento proposto prevede: 
- invio da parte nostra via mail di apposito questionario in formato excel; 
- trasmissione sempre a mezzo mail del questionario compilato unitamente ad una copia di statuto; 
- call conference su skype dedicata all’analisi del questionario, della gestione dell'Associazione ed alle eventuali criticità riscontrate, con verifica delle possibili soluzioni operative; 
- predisposizione, nell’arco dei 5 giorni lavorativi successivi alla call, di apposita relazione corredata dall’indicazione delle corrette modalità gestionali.

Per maggiori informazioni sul check, cliccate QUI mettendo come oggetto "info check".
 

 
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martedì 12 maggio 2015

Maggio 2015: altre finte Associazioni Non Profit

Finte ONLUS, finte Associazioni Culturali,... queste realtà sono, purtroppo, sempre più radicate nel nostro Paese, sempre più all'ordine del giorno ed i quotidiani sono sempre pronti a darne notizia. 

Immagine Maggio 2015: altre finte Associazioni Non Profit

Sulla scia dei precedenti articoli dedicati a questo tema (QUI l'ultimo di febbraio 2015) abbiamo deciso di elencare alcuni articoli del mese di maggio 2015, invitando i nostri lettori a segnalarci altri contenuti che aggiungeremo volentieri in questo scritto o nei prossimi.

Come promesso, titoli e fonti:

- La ONLUS era un'agenzia di hostess e modelle: rischia sanzioni per 6 milioni (QUI la fonte). Circa 450 collaboratori pagati in nero (QUI i rischi per il lavoro nero presso le Associazioni e Società Sportive). Nell'articolo leggerete che in realtà si tratta di una Associazione Sportiva Dilettantistica, ma la sostanza è la stessa;

- "Finta" associazione culturale sottrae al fisco ricavi per 500 mila euro (QUI la fonte). Nell'articolo troviamo scritto: "Rispetto a un volume d'affari dichiarato al Fisco per il valore simbolico di un euro, dichiarando l'attività 'senza fini di lucro', l'associazione avrebbe invece svolto un servizio in spiaggia, evitando di dichiarare gli importi conseguiti e omettendo di versare all'erario le imposte dovute.";

- Guidonia: truffatore chiede soldi per una finta ONLUS ai carabinieri (QUI la fonte). Nell'articolo troviamo scritto:Cinema Planet a Guidonia: truffatore chiede soldi per una finta onlus ai carabinieri
"La ONLUS cui diceva di appartenere era infatti inesistente e la somma di denaro raccolta non sarebbe stata destinata all’assistenza di donne vittime di violenza, bensì alle tasche del malvivente".
 

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giovedì 7 maggio 2015

Violazione dell'obbligo di tracciabilità dei pagamenti e versamenti per le Associazioni: ecco cosa si rischia!

"Nei diversi gradi di giudizio pendono controversie concernenti la violazione da parte della Associazioni sportive dilettantistiche (ASD) dell’obbligo di tracciabilità dei pagamenti e versamenti previsto dall’art. 25, comma 5, della legge 13 maggio 1999, n. 133 e l’applicazione del regime sanzionatorio di cui all’art. 4, comma 3, del decreto del Ministro delle finanze 26 novembre 1999, n. 473.
A seguito della violazione di detto obbligo gli uffici, oltre a disconoscere in capo all’ASD i benefici di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398, procedono, ai sensi del citato art. 4, comma 3:
a) nel caso di pagamenti effettuati dall’ASD nei confronti degli atleti e dirigenti sportivi, al disconoscimento in capo ai suddetti soggetti del beneficio dell’esenzione dall’IRPEF previsto dall’art. 69, comma 23, del DPR 22 dicembre 1986, n. 917, per i compensi, fino all’importo di 7.500,00 euro, corrisposti agli stessi dall’associazione;
 b) nel caso di somme percepite dall’ASD (a titolo di sponsorizzazione), al disconoscimento della deducibilità del relativo costo in capo al soggetto erogante". 
Inizia così la risoluzione 45/E pubblicata ieri da Agenzia Entrate ed intitolata "Obbligo di tracciabilità dei pagamenti e versamenti delle Associazioni sportive dilettantistiche - Vigenza dell'art. 4, comma 3, del DM n. 473 del 1999" (QUI il testo completo), arricchendo così il filone di risoluzioni pubblicate da Agenzia sul tema (dell'ultima, la 102/E del novembre scorso ne avevamo parlato QUI). 

immagine Tutto Non Profit Violazione dell'obbligo di tracciabilità dei pagamenti e versamenti per le Associazioni: ecco cosa si rischia!

L'obiettivo della risoluzione è quello di definire in maniera certa le conseguenze derivanti dalla violazione degli obblighi di tracciabilità delle movimentazioni economiche che la legge ha posto in capo alle Associazioni Sportive Dilettantistiche (prima fissato a 516,46 euro, dal primo gennaio 2015 innalzato a 1.000 euro, come Vi avevamo precisato QUI), invitando i vari uffici territoriali a riesaminare le controversie pendenti alla luce delle determinazioni della risoluzione.
Ebbene, senza dilungarci sul susseguirsi di norme e modificazioni che hanno condotto al confusionario panorama odierno, precisiamo a quali conseguenze vada incontro l'Ente sportivo che effettui pagamenti in contanti superiori al tetto previsto dalla legge alla luce degli esiti della risoluzione di Agenzia Entrate: 
- la decadenza in capo all’Ente delle agevolazioni previste dalla legge 398/1991 (della quale avevamo chiarito i vantaggi in QUESTO nostro precedente approfondimento);
- l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 11 del D. Lgs. 471/1997, e dunque di una sanzione amministrativa da 258,23 a 2.065,83 euro. 
In altre parole secondo Agenzia in caso di inosservanza dell'obbligo di tracciabilità non sarebbe più possibile "procedere al disconoscimento della deducibilità dei costi in capo ai soggetti eroganti, né del regime di esenzione dall’Irpef per i percipienti delle somme corrisposte dall’ASD" ribadendo comunque infine la necessità che "in caso di erogazioni liberali alle ASD, resta ferma la regola ... della necessaria tracciabilità del versamento (a prescindere dall’importo) ai fini della fruizione, in capo al soggetto erogante, del beneficio fiscale ad esso riconosciuto", così come stabilito dalla risoluzione 199/E dell'agosto 2009. 

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