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venerdì 29 aprile 2016

Grande opportunità per il gli Enti Non Profit: i "Tutorial for Good" di Leroy Merlin


Con il progetto sociale "Bricolage del Cuore" di Leroy Merlin sarà possibile per le ONLUS segnalare un progetto di rinnovamento della propria sede realizzando i "Tutorial for Good".

Cari lettori, oggi non parleremo di “
compensi ai soci”, “distribuzione di utili” o di qualche altro impellente adempimento che riguarda gli Enti Non Profit. Daremo invece spazio ad una iniziativa del colosso del bricolage Leroy Merlin che ha avuto risonanza a livello nazionale, visto l'intento di declinare la propria responsabilità sociale attraverso la realizzazione di iniziative in favore di organizzazioni non profit e della collettività tutta. Il progetto "Bricolage del Cuore" nasce infatti proprio da qui, con l'obiettivo di realizzare idee socialmente utili che in principio sembravano sogni destinati a non poter prendere forma, migliorando la vita delle comunità locali attraverso la riqualificazione di strutture di interesse nel territorio. Tutto questo si concretizza nell'opportunità per gli Enti non profit di segnalare un personale progetto di rinnovamento di uno spazio beneficiando della facoltà concessa agli oltre 6000 collaboratori di Leroy Merlin di dedicare una propria giornata lavorativa in favore delle organizzazioni non profit che abbiano aderito all'iniziativa. 

immagine Tutto Non Profit Grande opportunità per il gli Enti Non Profit: i "Tutorial for Good" di Leroy Merlin

Attraverso questa iniziativa quindi Leroy Merlin rende davvero “for Good” (a fin di bene) i suoi classici video tutorial, sia per chi li guarda che per chi li vive. Non saranno infatti solo gli internauti a beneficiarne, ma anche tutti coloro che durante le registrazioni avranno appreso i "trucchi del mestiere" rinnovando altresì un ambiente a disposizione della collettività oltre che di utilità sociale.

La rilevanza sociale dell'iniziativa merita attenzione e condivisione: dopo aver visionato i Tutorial for Good” già realizzati, consultate la sezione “Sociale” del sito ufficiale di Leroy Merlin per inoltrare il Vostro progetto per il migliorare il Vostro habitat anche per le generazioni future!

Buona ristrutturazione!


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Stefano Bertoletti
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mercoledì 20 aprile 2016

Disciplina uniforme del rapporto associativo in un'Associazione Non Profit: cosa significa?

Disciplina uniforme del rapporto associativo, democraticità ed uguaglianza: come declinare questi obblighi di legge nella forma e nella sostanza della vita quotidiana di un'Associazione senza scopo di lucro?

Sulla scia di uno dei nostri ultimi articoli (Perchè costituire un'Associazione? Cosa comporta? Come deve essere gestita? Iniziamo a fare ordine …), analizziamo oggi un altro requisto fondamentale che deve conoscere (e mettere in pratica) chi si appresta a costituire/gestire un'Associazione, sia essa sportiva dilettantistica, culturale e ricreativa, di promozione sociale, di volontariato oppure una ONLUS.
I concetti espressi nella puntata precedente rappresentano il punto di partenza dell'approfondimento odierno: un Ente Non Commerciale (Non Profit) deve avere necessariamente una finalità ideale non lucrativa, prevedere il divieto di distribuzione di utili e la democraticità della vita associativa ... già, ma come garantire/provare l’esistenza di una vita associativa democratica, soprattutto a fronte di un accertamento fiscale?

immagine Tutto Non Profit Disciplina uniforme del rapporto associativo in un'Associazione Non Profit: cosa significa?

L’art. 5 del Decreto Legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 intitolato "Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale", al punto 1 afferma: "All'articolo 111 del testo unico delle imposte sui redditi ... concernente l'attività svolta dagli enti di tipo associativo, sono apportate le seguenti modificazioni: ... c) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l'effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d'età il diritto di voto per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell'associazione".
Il Legislatore sul punto "taglia corto" giungendo rapidamente al dunque, limitandosi a disporre il diritto di votoper gli associati o partecipanti maggiori d'età”.

Se nella forma adempiere a questo obbligo appare quindi semplice (basta infatti inserire compiutamente la previsione in statuto, dal momento che in difetto le conseguenze potrebbero essere tragiche), più complesso risulta invece metterlo in pratica nella sostanza, perchè la sola titolarità del diritto di voto, in assenza di esercizio diretto, non basta a provare l'uniformità del rapporto associativo. Come sarebbe infatti possibile provare la bontà della gestione sul punto se i soci non partecipano alle assemblee esprimendo il proprio diritto di voto (nel rispetto del principio di uguaglianza) oppure ancora se nemmeno vengono chiamati ad esprimersi su materie di loro esclusiva competenza (caso limite, questo, ma purtroppo assai consueto)? E come provarne la partecipazione?
La questione ruota quindi in via principale attorno alla corretta gestione delle Assemblee dei Soci, vero momento della vita associativa nella quale i Soci tutti hanno il diritto di esercitare il loro potere e votare. Ciò significa, nella pratica, utilizzare idonee forme di convocazione dell’Assemblea, trasparenza nello svolgimento delle votazioni e grande impegno nella stesura dei verbali, poichè solo questi potranno testimoniare come si siano svolte le Assemblee e certificare (se tutto è stato fatto a modo) l’esistenza di una vita associativa democratica.

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lunedì 4 aprile 2016

5 per mille 2016: un contributo agli Enti del Volontariato ed alle Associazioni Sportive Dilettantistiche

5 x 1000: che cos’è? Come si ottiene? Chi può riceverlo? Da giovedì 31 marzo gli Enti del Volontariato e le Associazioni Sportive possono ufficialmente inviare la propria candidatura ad Agenzia Entrate per accedere al beneficio.

Il 5 per mille consiste in una quota dell’IRPEF destinabile dai contribuenti a finalità di interesse sociale. Può quindi rappresentare un significativo contributo economico per lo svolgimento delle attività di un Ente di Volontariato o di una ASD, motivo per cui vale la pena di individuare i passaggi da intraprendere al fine di poterne beneficiare.

immagine Tutto Non Profit 5 per mille 2016: un contributo agli Enti del Volontariato ed alle Associazioni Sportive Dilettantistiche

Prima di tutto occorre identificare i soggetti non commerciali che possono ricevere questo contributo. Così li individua tassativamente Agenzia Entrate:
1 - Enti del Volontariato:
- organizzazioni di volontariato di cui alla legge n. 266 del 1991;
- Onlus - Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (articolo 10 del Dlgs 460/1997);
- cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali di cui alla legge n. 381 del 1991;
- organizzazioni non governative già riconosciute idonee ai sensi della legge n. 49 del 1987 alla data del 29 agosto 2014 e iscritte all’Anagrafe unica delle ONLUS su istanza delle stesse (art. 32, comma 7 della Legge n. 125 del 2014);
- enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti accordi e intese, considerate Onlus parziali ai sensi del comma 9 dell’art. 10 del D. Lgs. n. 460 del 1997;
- associazioni di promozione sociale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno, considerate Onlus parziali ai sensi del comma 9 dell’art. 10 del D. Lgs. n. 460 del 1997
- associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali (articolo 7, commi da 1 a 4, legge 383/2000);
- le associazioni e fondazioni di diritto privato che operano nei settori indicati dall’articolo 10, comma 1, lettera a) del D. Lgs 460/1997.
2 - Finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università.
3 - Finanziamento agli enti della ricerca sanitaria.
4 - Sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente.
5 - Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.
6 - Finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.

Se rientrate in una delle precedenti categorie, allora potete accedervi: per farlo occorre inviare la propria candidatura telematicamente, in maniera autonoma, se abilitati, oppure attraverso un idoneo intermediario compilando QUESTI modelli. Le iscrizioni per l’anno 2016, aperte lo scorso 31 marzo, termineranno il prossimo 9 maggio.
NB: le associazioni sportive dilettantistiche possono accedere al contributo del 5 x 1000 solo ed esclusivamente disponendo dei seguenti requisiti:
- settore giovanile presente nell’organizzazione;
- affiliazione a una Federazione sportiva nazionale o a una disciplina sportiva associata o a un Ente di promozione sportiva riconosciuti dal CONI;
- esercizio prevalente di una delle seguenti attività: avviamento e formazione allo sport dei giovani di età  inferiore a 18 anni; avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di età non inferiore a 60 anni; avviamento alla pratica sportiva nei confronti di soggetti svantaggiati in ragione delle condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.

Entro il 30 giugno poi, gli Enti che intendano beneficiare del 5 per mille dovranno inviare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la persistenza dei requisiti che danno diritto all'iscrizione.

Seguiranno ulteriori approfondimenti per i ritardatari e per la correzione di eventuali errori che si dovessero riscontrare in esito all'iscrizione negli elenchi provvisori, la cui pubblicazione avverrà il 14 maggio prossimo.

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