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mercoledì 10 settembre 2014

Linee guida di indirizzo in materia di certificati medici per l'attività sportiva non agonistica

Cari lettori, fumata bianca, finalmente habemus "LINEE GUIDA DI INDIRIZZO IN MATERIA DI CERTIFICATI MEDICI PER L'ATTIVITA' SPORTIVA NON AGONISTICA"! Ebbene sì, a più di un anno dal D.L. n. 101 del 31.08.2013 convertito con modificazioni dalla legge 30.10.2013 n. 125 la quale aveva apportato talune modifiche al secondo comma dell'art. 42 - bis del D.L. n. 69 del 21.06.2013 rinviando "ai fini del rilascio di tali certificati ... a linee guida approvate con decreto dal Ministero della salute", il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin l'8 agosto scorso ha firmato il tanto sospirato Decreto.
Prima di entrare nel vivo dell'analisi del documento occorre, a parere di chi scrive, una precisazione: certamente questo (doveroso) Decreto rappresenta un formidabile strumento funzionale a chiarire ogni dubbio in tema di obbligo di certificazione medica per coloro che praticano attività sportive non agonistiche, ma tutti coloro che avevano analizzato le precedenti disposizioni normative con raziocinio e senso etico/civico non potranno che vedersi confermati, da queste linee guida, i medesimi obblighi già emersi dalle presedenti norme, e questo dal momento che davvero "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire".

immagine LINEE GUIDA DI INDIRIZZO IN MATERIA DI CERTIFICATI MEDICI PER L'ATTIVITA' SPORTIVA NON AGONISTICA

Premesso che le citate linee guida non riguardano le attività ludico motorie e amatoriali (per le quali il certificato medico risulta non obbligatorio così come stabilito dal D.L. n. 69 del 2013 e confermato da una specifica nota interpretativa del Ministero della Salute), riepiloghiamo di seguito schematicamente quanto stabilito dal relativo decreto.

Chi deve presentare il certificato medico per la pratica sportiva non agonistica:
- gli alunni che svolgono attività fisico-sportive parascolastiche, organizzate cioè dalle scuole fuori dall'orario curricolare;
- coloro che praticano attività sportiva presso Associazioni o Società Sportive Dilettantistiche affiliate a Federazioni Sportive Nazionali o ad Enti di Promozione Sportiva e al CONI (ma che non siano considerati atleti agonisti);
- coloro che partecipino ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale.
Quali medici possono certificare l'idoneità sportiva non agonistica:
- il medico di medicina generale per i propri assistiti;
- il pediatra di libera scelta per i propri assistiti;
- il medico specialista in medicina dello sport ovvero i medici della Federazione medico - sportiva italiana del CONI.
Quanto dura il certificato  medico? Il certificato ha validità annuale con decorrenza dalla data di rilascio. 
Quali esami clinici sono necessari? Per ottenere il rilascio del certificato medico è necessaria l'anamnesi e l'esame obiettivo con misurazione della pressione e di un elettrocardiogramma a riposo effettuato almeno una volta nella vita. Inoltre per coloro che abbiano superato i 60 anni di età associati ad alti fattori di rischio cardiovascolare, è necessario un elettrocardiogramma basale debitamente refertato annualmente, così come per coloro che, a prescindere dall'età, abbiano patologie croniche conclamate che comportino un aumento del rischio cardiovascolare. Ovviamente il medico se lo riterrà opportuno potrà prescrivere ulteriori esami che ritenesse necessari o il consulto di uno specialista.

Appare evidente come questo Decreto non abbia svelato chissà quale segreto (non a caso il nostro ultimo focus sul tema, consultabile QUI, si era già espresso in questa direzione), ma alla luce di tutte le risultanze emerse in merito ci auguriamo di poter definitivamente considerare chiarita la questione (tanto più che le linee guida contengono anche una bozza di certificato di idoneità alla pratica di attività sportiva non agonistica). 

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mercoledì 3 settembre 2014

Sport, figli minorenni e detrazione del 19% fino ad un massimo di 210 euro

Strano ma vero, però quando si parla di detrazione del 19% fino a 210 euro all'anno per attività sportiva svolta da un soggetto minorenne di età compresa tra i 5 ed i 18 anni ogni genitore conosce molto bene l'argomento. E' così anche per i gestori di Enti sportivi? Noi ci auguriamo di sì, ma riteniamo comunque opportuno informare i nostri attenti lettori che...

Immagine Sport, figli minorenni e detrazione del 19% fino ad un massimo di 210 euro

...innanzi tutto occorre definire le caratteristiche delle associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica ai fini della predetta detrazione d'imposta:

- per associazioni sportive devono intendersi le società sportive dilettantistiche (SSD) ed associazioni sportive dilettantistiche (ASD) di cui all'art. 90, commi 17 e seguenti della Legge 27 dicembre 2002, n. 289, le quali recano nella propria denominazione sociale l'espressa indicazione della finalità sportiva e della ragione o denominazione sociale dilettantistica (mi raccomando, soprattutto considerato che sono state aperte quasi ovunque le nuove campagne tesseramento: richiedete ai vostri iscritti il CERTIFICATO MEDICO!!!);

-  per palestre, piscine, altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica, devono intendersi tutti gli impianti, comunque organizzati, destinati all'esercizio della pratica sportiva non professionale, agonistica e non agonistica, ivi compresi gli impianti polisportivi, che siano gestiti da soggetti giuridici diversi da quelli di cui al punto precedente, pubblici o privati, anche in forma di impresa, individuale o societaria, secondo le norme del codice civile.

Ai fini della detrazione prevista dal Testo unico delle imposte sui redditi (spese, per un importo non superiore a 210 euro, sostenute per l'iscrizione annuale e l'abbonamento, per i ragazzi di eta' compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica rispondenti alle caratteristiche individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, o Ministro delegato, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, e le attivita' sportive) la spesa è certificata da bollettino bancario o postale, ovvero da fattura, ricevuta o quietanza di pagamento rilasciata dai soggetti indicati in precedenza, recante l'indicazione:
a) della ditta, denominazione o ragione sociale e della sede legale, ovvero, se persona fisica, del nome, cognome e della residenza, nonché del codice fiscale, dei soggetti indicati in precedenza;
b) della causale del pagamento;
c) dell'attività sportiva esercitata;
d) dell'importo corrisposto per la prestazione resa;
e) dati anagrafici del praticante l'attività sportiva e codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento. 

Attenzione quindi a soddisfare ogni richiesta normativa al fine di godere della citata detrazione fiscale.   
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lunedì 25 agosto 2014

Circoli ippici (ASD o SSD): la "pensione cavalli" dei soci è attività istituzionale se ...

"Se lo scopo della associazione è "la pratica e la diffusione degli sport equestri" è consequenziale che la stessa comprenda nei suoi fini istituzionali anche la ospitalità e cura dei cavalli di proprietà dei soci. E' proprio questo, infatti, l'aspetto che consente il perseguimento di una delle finalità sociali che è quello della pratica dello sport equestre. Non si vede, infatti, diversamente come potrebbe perseguirsi tale finalità: non certo col noleggio di cavalli di proprietà della associazione giacchè questo sì costituirebbe attività commerciale. L'Agenzia delle Entrate sul punto non ha speso molte argomentazioni. Nel verbale di accertamento si limita ad affermare la natura commerciale del servizio in questione mentre nell'atto di appello sembra ironizzare sul fatto che i cavalli dovrebbero considerarsi alla stregua di associati senza quindi approfondire seriamente la problematica. L'Ufficio contesta poi la tesi della associazione secondo la quale le quote associazione cavalli non eccedevano i costi di diretta imputazione ad esse riferibili affermando che vi era difetto di prova documentale sul punto da parte della associazione. Al riguardo va osservato che, in realtà, avrebbe dovuto essere l'Ufficio in sede di verifica a controllare che vi fosse corrispondenza tra i due dati giacchè solo in caso di eccedenza dell'importo delle "quote cavalli" rispetto ai costi effettivi si sarebbe potuto ipotizzare, per la differenza, l'esercizio di una attività commerciale".

immagine Circoli ippici (ASD o SSD): la "pensione cavalli" dei soci è attività istituzionale se ...

Questa la motivazione della sentenza n. 2048 del 13.03.2014 in forza della quale la Commissione Tributaria Regionale di Milano (e dunque un giudice di secondo grado ...) ha confermato la "istituzionalità" dei corrispettivi versati dai soci (attività istituzionale non commerciale) di un circolo ippico sportivo costituito in forma di ASD (ragionamento per logica estendibile pertanto anche ai tesserati di una SSD) per la "gestione" dei cavalli dei soci (più comunemente definita "pensione cavalli"), a condizione che sia riscontrabile una corrispondenza tra le quote di gestione dei cavalli ed i costi effettivi di diretta imputazione legati alla loro gestione sostenuti dal sodalizio sportivo.

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