
Giovedì 2 febbraio mi stavo distraendo guardando "Le Iene" e ho seguito con molta attenzione un servizio intitolato "Veneto a luci rosse". Nulla di nuovo per chi non svolge il mio lavoro (o perlomeno nulla di così toccante), ma un grosso dispiacere per me e per le persone che fanno parte del nostro Team, perchè in Veneto (ma sono certo anche in altre Regioni) si è verificato proprio il contrario di quello che ogni giorno cerchiamo di far comprendere ai nostri interlocultori.
Ho letto il cartello fuori dal primo locale che indicava "Circolo Ricreativo" ed a fianco "Il locale è riservato ai soli uomini". All'interno un vero e proprio night club con cubiste e ragazze che invitavano i Soci ad usufruire del privè.
Fuori dal secondo locale un cartello con scritto "Associazione di Promozione Sociale" e sulla parete poster di donne in atteggiamenti provocanti. All'ingresso un addetto ai tesseramenti spiega: "E' un club privato, bisogna fare la tessera" (ovviamente approvazione della domanda a Socio immediata e pagamento contestuale della quota associativa come se fosse l'ingresso in una discoteca) ed all'interno un vero è proprio night club come il precedente. Il proprietario (ovviamente nel pieno rispetto della norma che prevede che l'Associazione sia un Ente di proprietà di tutti i Soci...) si è addirittura premurato di istruire le "ballerine socie volontarie" con testuali parole: "...l'unica cosa da dire se viene fuori qualcosa..." è che "devi sempre sostenere che io non do soldi a te e tu non dai soldi a me, punto e basta!".
A parte l'aspetto legato allo sfruttamento della prostituzione, che non abbiamo intenzione di affrontare (non solo perchè non riguarda ciò di cui ci occupiamo giornalmente ma anche dal momento che non intendiamo esprimere giudizi di valore in merito), purtroppo questo è ciò che accade per molte realtà non profit per convenienza: la normativa viene stravolta e qualcuno sceglie l'abito del Circolo Ricreativo, dell'Associazione di Promozione Sociale, ecc... per camuffare un tipo di realtà evidentemente profittevole (e non legale). Ben consci della loro illegalità, si preparano così la risposta nel caso di una visita da parte delle Forze dell'Ordine.
Al di là dell'opinione che ognuno può farsi leggendo queste righe e visionando il servizio, ci pare necessario evidenziare come un sistema così distorto getti nel marcio tutte quelle realtà davvero non profit che con la disponibilità ed il sacrificio di veri volontari (che lo fanno per la sola condivisione di un ideale, che evidentemente non può essere il "Dio denaro") ogni giorno cercano di portare un messaggio positivo e di speranza nel futuro.
Noi rientriamo nella categoria di tutti coloro che credono nella legge e nel suo rispetto, a prescindere (di nuovo) da giudizi di valore o meno. Proprio per questo abbiamo realizzato una serie di Guide volte ad informare tutti coloro che hanno interesse non solo a far qualcosa di buono, ma anche a farlo nel modo corretto.
Mai come in questa circostanza ogni commento sarà non solo ben accetto ma davvero gradito.
Gabriele e Stefano
gabriele@movidastudio.it
stefano@movidastudio.it







