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venerdì 31 luglio 2015

770 per gli Enti non Profit: scadenza prorogata al 21 settembre

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 luglio 2015 (Differimento, per l'anno 2015, del termine per la presentazione in via telematica delle dichiarazioni dei sostituti d'imposta - modello 770/2015) ha di fatto spostato dal 31 luglio 2015 al 21 settembre 2015 una importante scadenza per gli Enti Non Profit (e non solo ovviamente...ma noi di questo parliamo nel blog!).

Immagine 770 per gli Enti non Profit: scadenza prorogata al 21 settembre

La proroga al 21 settembre 2015 non solo fa slittare la presentazione del 770, ma anche le Certificazioni Uniche (C.U.) per l'anno di imposta 2014 non inviate entro il 9 marzo e gli eventuali ravvedimenti relativi al 2014 con scadenza 31 luglio 2015.

Ovviamente la proroga era già nell'aria, ma adesso tutti i professionisti che nel mese di luglio sono stati subissati di adempimenti e scadenze fiscali possono tirare un bel respiro di sollievo!

Siete in linea con gli adempimenti o vi siete persi per strada qualche pezzo? Avete necessità di verificare la gestione della vostra Associazione? In caso affermativo abbiamo ideato un check fatto apposta per Voi! L'intervento proposto prevede: 
- invio da parte nostra via mail di apposito questionario in formato excel; 
- trasmissione sempre a mezzo mail del questionario compilato unitamente ad una copia di statuto; 
- call conference su skype dedicata all’analisi del questionario, della gestione dell'Associazione ed alle eventuali criticità riscontrate, con verifica delle possibili soluzioni operative; 
- predisposizione, nell’arco dei 5 giorni lavorativi successivi alla call, di apposita relazione corredata dall’indicazione delle corrette modalità gestionali.
Per maggiori informazioni sul check, cliccate QUI mettendo come oggetto "info check".
 
 
© riproduzione riservata 
 
Volete sapere di più? Consultate le nostre guide (cliccando QUI) e richiedete un aggiornamento periodico e approfondito sulle tematiche gestionali e giuridico-fiscali di tutti gli Enti non Profit (ASD, OdV, ONLUS, APS, SSD,...) cliccando QUI.

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lunedì 20 luglio 2015

Ricevute emesse dalle Associazioni: 10 cose da ricordare

Immagine Ricevute emesse dalle Associazioni: 10 cose da ricordare


L'obbligo di emissione di ricevute e fatture da parte di Associazioni in genere e Società Sportive Dilettantistiche in srl (e le relative modalità operative) è sempre un tema molto ricercato (non a caso è nella top 3 degli argomenti più gettonati del nostro blog). Rispondiamo infatti quotidianamente ad un numero sempre più elevato di quesiti in merito e, per tale motivo, abbiamo deciso di elencare le 10 cose da ricordare quando si tratta di ricevute ed Enti Non Profit:

1) NON vi è l'obbligo di emettere ricevute o fatture. Ciò non significa che NON si devono emettere, ma che si possono NON emettere se NON richieste;

2) Nel caso in cui NON venga emessa una pezza giustificativa poichè non richiesta, vi è comunque l'obbligo (e ci mancherebbe altro!) di inserire la relativa entrata nella contabilità dell'Ente;

3) Nel caso in cui venga emessa una pezza giustificativa, bisogna indicare i dati completi dell'Ente, i dati dell'iscritto ed i dati del soggetto pagatore (qualora questi ultimi due non dovessero coincidere);

4) Nel caso in cui venga emessa una ricevuta di importo superiore a 77,47 euro sull'originale del documento deve essere apposta una marca da bollo da 2,00 euro (salvo i casi indicati QUI);

5) Nel caso in cui venga emessa una fattura, deve essere individuato (oltre a quanto indicato al punto 3) imponibile ed IVA;

6) Non è possibile emettere una ricevuta a distanza di mesi, a maggior ragione nell'ipotesi in cui siano stati incassati e "ricevutati" ulteriori pagamenti;

7) Ogni pezza giustificativa deve seguire una propria numerazione identificativa e progressiva;

8) Ogni documento emesso dall'Ente deve essere conservato almeno per 10 anni;

9) Ogni documento va prodotto in duplice copia, una per l'iscritto ed una per l'Ente;

10) Sulla ricevuta rilasciata all'iscritto soggetta a marca da bollo, in caso di assenza del bollo da 2,00 euro ne rispondono in solido le due parti (per approfondire cliccare QUI). Non è quindi sufficiente "invitare" l'iscritto ad apporre la marca per "essere in regola", ma è indispensabile verificare la corretta applicazione della norma (avere sempre disponibile qualche marca da bollo non sarebbe male ...).

Sapevate già tutto o vi siete persi per strada qualche pezzo? Avete necessità di verificare la gestione della vostra Associazione? In caso affermativo abbiamo ideato un check fatto apposta per Voi! L'intervento proposto prevede: 
- invio da parte nostra via mail di apposito questionario in formato excel; 
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- call conference su skype dedicata all’analisi del questionario, della gestione dell'Associazione ed alle eventuali criticità riscontrate, con verifica delle possibili soluzioni operative; 
- predisposizione, nell’arco dei 5 giorni lavorativi successivi alla call, di apposita relazione corredata dall’indicazione delle corrette modalità gestionali.
Per maggiori informazioni sul check, cliccate QUI mettendo come oggetto "info check".
 

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venerdì 17 luglio 2015

Certificato medico sportivo: nuova risoluzione per garantire l'applicazione del Decreto Ministeriale

Nemmeno un mese è trascorso dall'ultimo episodio della saga "certificato medico per attività sportive non agonistiche" (chi se lo fosse perso può consultarlo QUI) che ci troviamo nuovamente nella condizione di dover recensire una nuova puntata della telenovela ... Già perchè lo scorso 7 luglio la XII Commissione Affari Sociali della Camera ha votato all'unanimità la risoluzione 7-00636 sulla "Applicazione delle linee guida in materia di certificati medici per l'attività sportiva non agonistica".
A parere di chi scrive il documento in questione, pur muovendo da talune ottime premesse, rischia di confondere ancora di più gli operatori del settore, che sul tema, soprattutto negli ultimi mesi,  hanno notevolmente alzato il loro livello di sensibilità.

immagine Tutto Non Profit Certificato medico sportivo: nuova risoluzione per garantire l'applicazione del Decreto Ministeriale


Vediamo quindi di cosa si tratta.
La risoluzione muove da alcune premesse più che condivisibili:
1. l'abolizione della certificazione medica per l'attività ludico motoria;
2. la "scarsa efficacia preventiva" della richiesta di un elettrocardiogramma effettuato almeno una volta nella vita ai fini del rilascio del certificato medico (come da previsione delle linee guida);
3.il riconoscimento universale della pratica dell'attività motoria e sportiva come "fenomeno di alto valore sociale e civile, oltreché fondamentale per la diffusione di sani stili di vita e per la prevenzione sanitaria";
4. l'elusione, da parte del Decreto del Ministero della Salute dell'08.08.14, del tema "... della differenza di trattamento tra le attività organizzate da associazioni e società sportive iscritte al registro del CONI e le medesime attività proposte al di fuori dell'organizzazione sportiva, ancorché organizzate da soggetti privati for profit o associativi non sportivi", ai quali non vine richiesta alcuna certificazione.
Sempre in premessa il documento elogia poi le buone prassi di alcune regioni che "si sono attrezzate per garantire a minori e disabili la gratuità del rilascio delle certificazioni di idoneità non agonistica e la possibilità di accedere agli esami necessari in tempi ragionevoli", e questo al fine di cercare di diminuire le discriminazioni che l'onerosità della certificazione sanitaria induce a creare oltre che l'aumento delle liste d'attesa dovuto alla "prescrizione di un gran numero di elettrocardiogrammi a riposo finalizzati al rilascio del certificato".

Sulla base di queste considerazioni, la Commissione impegna dunque "il Governo ad intraprendere iniziative urgenti per: 
- garantire l’uniformità dell’applicazione del decreto ministeriale ... su tutto il territorio nazionale, riaffermando con chiarezza che nessuna certificazione medica deve essere richiesta per coloro che vogliano svolgere attività ludico motoria;
- indicare un approccio orientato alla presa in carico costante delle persone che svolgono attività sportiva di carattere ludico motorio nel corso della vita da parte di pediatri e medici di medicina generale, in modo da promuovere l’attività fisica e contrastare la sedentarietà ...;
- contrastare la proliferazione di accertamenti clinici e diagnostici conseguente all’aumento delle certificazioni medico sportive inappropriate che stanno creando inefficienze nel sistema sanitario, oneri a carico dei cittadini, grave diminuzione dell’avviamento e mantenimento nella pratica sportiva e motoria soprattutto per le fasce più disagiate della popolazione;
- inserire nell’ambito delle tipologie delle attività non agonistiche svolte dai tesserati di associazioni e società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate, agli enti di promozione sportiva, affidata al CONI attraverso la nota esplicativa del 25 giugno 2015, anche la fattispecie dei tesserati che svolgano «attività sportive di carattere ludico motorio», che non dovranno presentare certificati;
- modificare la norma prevista dal decreto del Ministero della salute 24 aprile 2013 che, di fatto, sta producendo una diversa tutela sanitaria per cittadini che svolgono identica attività, in relazione all’appartenenza associativa e allo status dell’organizzatore;
- promuovere iniziative con le Regioni al fine di assicurare almeno per i minori, anziani e i disabili la sostenibilità delle prestazioni sanitarie finalizzate all’avviamento, al mantenimento ed alla sicurezza nella pratica motoria e sportiva".

Ora, se è vero come è vero che gli intenti sono lodevoli, siamo sicuri che in questi termini non si aumenti la confusione degli operatori?
Se è indiscutibile che occorre "contrastare la proliferazione di accertamenti diagnostici", questo non può che comportare la necessità di modificare la norma e riprogrammare l'intero sistema sanitario sul punto ... perchè la "scarsa efficacia preventiva" di un elettrocardiogramma una volta nella vita ai fini del rilascio del certificato medico non può indurre ad evidenziare solo "l'aumento delle liste d'attesa" ma deve condurre ad una maturità nuova che permetta di ripensare il sistema per non trovarci di nuovo a vivere situazioni che lasciano sgomenti, come quella del calciatore Morosini o del pallavolista Bovolenta (atleti super professionisti ed ultra controllati ...).
Se quindi l'attività sportiva rappresenta un formidabile strumento di prevenzione primaria, l'incentivo alla pratica passa dalla consapevolezza del singolo di trovarsi nella condizione psico-fisica di poterla svolgere senza che questo rischi ragionevolmente di rappresentare per lui un danno, e non diminuendo e/o eliminando gli accertamenti diagnostici, ma garantendo strumentalmente che questi ne possono confermare la "buona salute" in senso lato.

O no ...?
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