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mercoledì 16 aprile 2014

Certificato penale: interviene il Ministero del Lavoro

Cari lettori, sono passati ben 6 giorni dalla pubblicazione dei nostri ultimi aggiornamenti relativi al certificato penale. Vi mancavamo vero? Chi si fosse perso lo storico (assai difficile, ma possibile) può documentarsi cliccando QUI, mentre chi ha seguito l'evolversi della questione può leggere quanto segue.

Immagine Certificato penale: interviene il Ministero del Lavoro
Dopo la serie di chiarimenti ed interpretazioni forniti dal Ministero della Giustizia (consultabili QUI), terminati con l'aggiornamento della sezione FAQ (consultabile QUI), è intervenuto il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con una circolare dell'11 aprile 2014 (consultabile QUI).

Ecco le precisazioni introdotte dall'ultima circolare, in sintesi:
- la richiesta del certificato penale si applica ai rapporti di lavoro instaurati a decorrere dal 6 aprile 2014 e non a quelli già in essere prima di tale data;
- per "impiego al lavoro" si intende solo il lavoro subordinato, ma anche la collaborazione a progetto, l'associazione in partecipazione, ecc... (ci permettiamo di aggiungere i collaboratori retribuiti con voucher, i collaboratori a chiamata, i collaboratori con partita IVA, le co.co.co. comprese quelle amministrativo gestionali ex art. 67 Tuir);
- restano esonerati dall'obbligo i rapporti di volontariato "vero", ovviamente a condizione che le organizzazioni non assumano la veste di datori di lavoro per lo svolgimento di attività volontarie organizzate;
- l'obbligo NON riguarda anche i dirigenti, i responsabili, i preposti e comunque quelle figure che sovraintendono all'attività svolta dall'operatore diretto, i quali possono avere un contatto SOLO OCCASIONALE con i destinatari della tutela;
- l'adempimento riguarda SOLO le attività professionali che implichino un contatto necessario ed ESCLUSIVO con una platea di minori (insegnanti scuole, conducenti scuolabus, animatori per minori, istruttori per minori, somministratori pasti nelle mense scolastiche, ecc...). Restano pertanto ESCLUSE le attività che NON hanno una platea di destinatari preventivamente determinabile, in quanto rivolte ad una utenza indifferenziata, ma dove è comunque "possibile" la presenza di minori. 

Volete saperne di più? Consultate le nostre guide (cliccando QUI) e richiedete un aggiornamento periodico e approfondito sulle tematiche gestionali e giuridico-fiscali di tutti Enti Non Profit (ASD, OdV, ONLUS, APS, SSD,...) cliccando QUI. 

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Rimborsi spese e indennità chilometriche per gli sportivi dilettanti

L'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 38/E dell’11 aprile 2014 ha fornito importanti chiarimenti in merito al trattamento tributario da riservare al percettore di “indennità chilometriche erogate nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche”, partendo dal presupposto che, a differenza degli sportivi professionisti, per i dilettanti “non esiste una compiuta disciplina civilistica relativa” all’attività da loro prestata.

Immagine Rimborsi spese e indennità chilometriche per gli sportivi dilettanti
 
Ebbene l’Agenzia, dopo aver richiamato la norma in forza della quale “Non concorrono … a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale” (art. 69 co. 2 del TUIR) precisa dapprima che “Le indennità chilometriche possono considerarsi quali rimborsi delle spese di viaggio sostenute dal soggetto interessato per raggiungere il luogo di esercizio dell’attività mediante un proprio mezzo di trasporto” per poi ribadire che “Dette indennità chilometriche … non concorrono a formare il reddito se le spese sono documentate e sostenute in occasioni di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale” mentre “se le prestazioni sono effettuate all’interno del territorio comunale o, comunque, se le spese non sono documentate, le indennità chilometriche non concorrono alla formazione del reddito fino alla franchigia di euro 7.500, da calcolare considerando anche le indennità, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi percepiti”. In altre parole, per non concorrere alla franchigia esente dei 7.500 euro/anno occorre che le indennità chilometriche non siano forfettarie, bensì documentate e quantificate analiticamente “in base al tipo di veicolo e alla distanza percorsa, tenendo conto degli importi contenuti nelle tabelle elaborate dall’ACI” (consultabili QUI).

Ultimo chiarimento fornito dalla risoluzione è la definizione del concetto di prestazioni “effettuate fuori dal territorio comunale”, precisando che per soddisfare tale requisito occorra riferirsi al luogo di residenza/dimora abituale del soggetto percettore dell’indennità chilometrica (confermando l’orientamento assunto dal Ministero delle finanze con circolare n. 27 del 3 luglio 1986). 

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martedì 15 aprile 2014

Approvazione domanda di ammissione a socio: ve l'avevamo detto!


Immagine Approvazione domanda di ammissione a socio: ve l'avevamo detto!


Avete presente quando abbiamo trattato le modalità corrette di ammissione dei soci? No? Per rinfescarVi la memoria leggete QUI … bene, se anche Voi siete tra quelli che in risposta all’articolo hanno sostenuto che “sono tutte balle” oppure che “basta una ratifica successiva” oppure ancora che “siamo dei terroristi”, leggete un po QUI cosa è accaduto nel torinese. Bene … a quanto pare quindi, proprio come avevamo sostenuto mettendoci la faccia nonostante fossimo apparsi impopolari, “non sarebbe possibile ammettere come nuovi soci coloro che si presentano all'ingresso durante la sera stessa di un evento. In pratica, l'ingresso sarebbe consentito solo alle persone già in possesso della tessera del circolo”. 

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