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giovedì 29 gennaio 2015

Nuove riflessioni sul certificato medico: attività sportiva o ludico motoria? Differenze!


A fronte di alcune considerazioni e letture, sempre con l'obiettivo di cercare contributi al chiarimento essenziale di una questione spinosa (sia salvaguardando il rispetto di un dettato normativo che cercando di non dimenticare il valore sociale e di prevenzione primaria alla salute dell'attività sportiva e motoria), abbiamo deciso di tornare sull'argomento dell'obbligo di certificato medico per attività sportiva non agonistica, affrontando questa volta il tema a partire dalla differenza tra attività sportive non agonistiche ed attività ludico motorie. Per questo con piacere apriamo un ulteriore spazio a favore di nuove considerazioni che fino ad oggi (QUI il nostro ultimo articolo) erano rimaste nel cassetto.

Immagine Nuove riflessioni sul certificato medico: attività sportiva o ludico motoria? Differenze!
 
Ci teniamo innanzitutto a ringraziare il Dottor Mario R., con il quale spesso ci siamo confrontati sulla questione, che ieri sera ci ha scritto allegando alle sue considerazioni QUESTO articolo pubblicato dall'Organo Ufficiale dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Genova scritto dal Dottor Giorgio Piastra dal quale prendiamo spunto per questa nostra nuova riflessione.

Abbiamo deciso di non fare “copia/incolla” di sezioni dell'articolo del Dottor Piastra (perchè siamo certi che lo leggerete da cima a fondo senza bisogno che vengano estrapolati i punti salienti), ma di condividere con i nostri lettori una serie di considerazioni a prescindere. 

Conoscendo bene i contenuti ed avendo anche assistito alla nascita delle attività di APA (Adapted Physical Activity), ascoltando e condividendo le preoccupazioni di molti medici (tra i quali il Dottor Piastra che nel suo articolo manifesta le proprie difficoltà parlando di "situazione paradossale"), che non si sentono di firmare un certificato medico per l’’attività sportiva a favore di questi soggetti (definendo tale attività fisica adattata e non sportiva, ma anche ludico motoria), d’obbligo paiono a nostro avviso alcune riflessioni: 

- se consideriamo queste attività fisiche non sportive ma solo ludico motorie è chiaro che non è necessario il certificato medico, decadendo l’’obbligo di legge; 

- se consideriamo queste attività quali proposte da parte di una associazione culturale (quindi non una ASD) è chiaro che non esiste obbligo di iscrizione al registro CONI, ma permane la facoltà (quindi non l’’obbligo...) di iscrizione ad un EPS anche ai soli fini assicurativi (mai dimenticarli: la copertura assicurativa, nel caso di attività sportiva dilettantistica, NON opera in assenza del certificato medico! Questo aspetto, non trattato nell’articolo dell’Ordine dei Medici, è senza dubbio di primaria importanza per i gestori di ASD e SSD…). E' chiaro che in questo caso non essendo una ASD si perde la possibilità di corrispondere rimborsi agli sportivi dilettanti (342/2000), ma permane la possibilità di considerare la neutralità delle entrare economiche, se queste vengono versate da soci per la partecipazione ad attività coerenti con gli scopi dell’Ente stesso; 

- resta da capire come considerare queste APA se organizzate e gestite all’’interno del novero delle proposte di una ASD o SSD. Sul punto occorrerebbe infatti comprendere se sia possibile considerarle attività connesse (a riguardo ci sentiamo di considerarle tali se risultino propedeutiche e preparatorie allo svolgimento successivo di attività sportive dilettantistiche, anche se non in forma agonistica... negli altri casi occorre rifletterci con attenzione); 

- certamente non è possibile corrispondere per queste attività rimborsi sportivi (342/2000) perché non sono attività sportive e occorre valutare con grande garbo se tali incassi possano essere considerabili attività istituzionale da parte di una SSD o ASD o commerciale (direttamente connessa). Infatti il fine proprio di una società o associazione sportiva dilettantistica non può che essere evidentemente la promozione dello sport e non delle ’attività ludico motorie, a cui l?’APA pare appartenere. Il punto 3 del 148 del TUIR stabilisce infatti che “non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali”. 

Sul punto si può aprire un dibattito, in assenza di letteratura e precedenti ...

Per tutti coloro che intendessero verificare la gestione della loro Associazione abbiamo ideato un check di cui seguono specifiche. L'intervento proposto prevede : 
-  invio da parte nostra via mail di apposito questionario in formato excel;
- trasmissione sempre a mezzo mail del questionario compilato unitamente ad una copia di statuto; 
- call conference su skype dedicata all’analisi del questionario, della gestione dell'Associazione ed alle eventuali criticità riscontrate, con verifica delle possibili soluzioni operative; 
- predisposizione, nell’arco dei 5 giorni lavorativi successivi alla call, di apposita relazione corredata dall’indicazione delle corrette modalità gestionali. 
Per maggiori informazioni sul check, cliccate QUI mettendo come oggetto "info check". 
 
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Il "nuovo" Terzo Settore prende vita: definito il testo dell'articolo 1 della legge delega

"Per Terzo settore si intende il complesso degli enti privati costituiti con finalità civiche e solidaristiche che, senza scopo di lucro, promuovono e realizzano attività d’interesse generale, anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale conseguiti anche attraverso forme di mutualità, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con le finalità stabilite nei rispettivi statuti o atti costitutivi". E' questa la parte finale dell'articolo 1 licenziato lo scorso martedì dalla Commissione deputata a definire il testo della legge delega che dovrebbe giungere all'esame delle Camere nel prossimo mese di marzo inerente il Terzo Settore (ne avevamo già parlato QUI).

immagine Tutto Non Profit Il "nuovo" Terzo Settore prende vita: definito il testo dell'articolo 1 della legge delega


In attesa pertanto che, come chiarito al successivo comma 2, si provveda alla "revisione della disciplina del titolo II del libro primo del codice civile in materia di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro ... al riordino e alla revisione organica della disciplina speciale e delle altre disposizioni vigenti relative agli enti del Terzo settore ... alla revisione della disciplina in materia di impresa sociale ... alla revisione della disciplina in materia di servizio civile nazionale", si è ufficialmente definito il "perimetro" del Terzo Settore, così come è stato definito dallo stesso sottosegretario Luigi Bobba a Vita (QUI potete leggere le sue dichiarazioni).

Un altro passo quindi nella direzione di una riforma che ha tutte le premesse per essere davvero definita "epocale".

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martedì 27 gennaio 2015

Finte Associazioni del mese di gennaio

Cari lettori, come sapete spesso segnaliamo casi di evidenti distorsioni della normativa e/o condividiamo articoli, reperibili facilmente sul web, a testimonianza di realtà FOR PROFIT camuffate da Associazioni.

Immagine Finte Associazioni del mese di gennaio

Considerato che il numero di notizie relative a questi argomenti è in forte crescita e che il numero delle condivisioni da parte dei nostri lettori in riferimento a detti argomenti è notevole, abbiamo deciso di elencare alcuni articoli del mese di gennaio 2015, invitando i nostri lettori a segnalarci altri contenuti che aggiungeremo volentieri in questo scritto o nei prossimi.
Come promesso, titoli e fonti:

- Ponzano Veneto, onlus denunciata per falsa beneficenza (QUI l'articolo). La ONLUS avrebbe venduto ai ristoranti di zona una parte degli aiuti alimentari destinati ai bisognosi;

- Chiedono soldi per conto di associazioni, truffati commercianti nella Sibaritide (QUI l'articolo);

- Genova, guerra i finti circoli culturali (QUI l'articolo);

- Finte Associazioni vendevano gli abiti usati lasciati nei cassonetti gialli (QUI l'articolo);

- Blitz della Finanza al Club Sunshine: indagata la presidente. L’attività dell’associazione, stando agli esiti delle indagini della Guardia di Finanza, avrebbe prodotto utili che sarebbero stati redistribuiti fra i soci. Da qui l’accusa di appropriazione indebita nei confronti del patrimonio dell’associazione (QUI l'articolo). Grazie a Matteo P. per la segnalazione;

- Chi s'approfit del non profit: Fiagop e Peter Pan onlus di Roma lanciano l'allarme: c'è chi si spaccia per noi per raccogliere offerte in contanti porta a porta. Omonimie e metodi che rischiano di trarre in inganno i potenziali donatori (QUI l'articolo). Grazie a Davide P. per la segnalazione.

 
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