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giovedì 20 novembre 2014

Risoluzione 102/E del 19.11.14 dell'Agenzia delle Entrate: obbligo di tracciabilità dei pagamenti per le Associazioni

QUESITO
ALFA chiede chiarimenti in ordine all’applicabilità dell’obbligo di tracciabilità dei pagamenti/versamenti di importo superiore ad euro 516,46 di cui all’articolo 25, comma 5, della legge 13 maggio 1999, n. 133, a tutti i soggetti che beneficiano del regime agevolativo di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398.

PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
L’articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 dispone che i pagamenti effettuati a favore di società, enti ed associazioni sportive dilettantistiche, nonché i versamenti da questi operati, se di importo superiore a lire 1.000.000 [euro 516,46], “sono eseguiti (…) tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli, che possono essere stabilite con decreto del Ministro delle finanze (…)”.
...
In sostanza, l’articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 impone il ricorso a mezzi di pagamento che consentano la tracciabilità delle movimentazioni di denaro al fine di garantire lo svolgimento di efficaci controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria. La stessa disposizione ricollega chiaramente la previsione delle specifiche modalità di pagamento e versamento alla possibilità di continuare ad applicare le disposizioni agevolative di cui alla legge n. 398 del 1991.
...
In sintesi, il citato articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 si applica non solo ai soggetti richiamati dal medesimo articolo ed a quelli cui siano state espressamente estese le “altre disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche” (ovvero le società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro, in forza dell’articolo 90, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289; le associazioni bandistiche e cori amatoriali, filodrammatiche, di musica e danza popolare, legalmente costituite senza fini di lucro, ai sensi dell’articolo 2, comma 31, della legge 24 dicembre 2003, n. 350), ma anche alle associazioni senza fini di lucro e alle associazioni pro-loco, in quanto destinatarie del regime fiscale recato dalla legge n. 398 del 1991.

Immagine Risoluzione 102/E del 19.11.14 dell'Agenzia delle Entrate: obbligo di tracciabilità dei pagamenti per le associazioni 

Abbiamo riportato i passaggi più rilevanti della risoluzione n. 102/E pubblicata ieri da Agenzia Entrate finalizzata a chiarire quali categorie di contribuenti siano destinatarie dell'obbligo di tracciabilità previsto dall'art. 25 co. 5 della L. 133/99.
Ebbene, come avete facilmente inteso per Agenzia Entrate il citato obbligo trova applicazione nei confronti di tutti i contribuenti destinatari del regime agevolato previsto dalla L. 398/91, e quindi:
- le associazioni bandistiche e cori amatoriali, filodrammatiche, di musica e danza popolare;
- le associazioni pro-loco.

Come rispettare l'obbligo? Tutti i versamenti ed i pagamenti di importo superiore a 516,46 euro effettuati dai predetti Enti non profit devono avvenire attraverso conti correnti bancari o postali intestati agli Enti stessi oppure mediante carte di credito/debito oppure ancora con assegni non trasferibili.
Quale il "prezzo" della violazione? L'applicazione del tributo con il regime ordinario a partire dal mese successivo a quello in cui sono venuti meno i requisiti, con conseguente perdita delle agevolazioni fiscali di cui alla L. 398/91.

Se per certi versi la risoluzione di Agenzia Entrate può lasciare un po interdetti, da altri non stupisce chi scrive ... perchè? Leggete QUI.

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lunedì 17 novembre 2014

ONLUS, iscrizione all'Anagrafe Unica: perseguimento esclusivo di finalità di solidarietà sociale

Cari lettori, chi ci segue dagli albori sa che questo blog è nato con l'obiettivo (molto ambizioso) di fornire supporti diretti ed immediati a tutti gli operatori di Enti Non Profit. Ebbene, molto spesso i nostri articoli sono dedicati alle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche, e questo in ragione del fatto che il settore sportivo è costituito principalmente da queste tipologie di Enti non commerciali.
Ciò premesso oggi abbiamo deciso di dedicare questo approfondimento alle ONLUS ed all'individuazione puntuale dei pochi e tassativi scopi sociali che possono essere perseguiti attraverso queste particolari tipologie di Enti (obbligati altresì ad iscriversi all'Anagrafe Unica delle ONLUS).

Immagine ONLUS, iscrizione all'Anagrafe Unica: perseguimento esclusivo di finalità di solidarietà sociale

Presupposto fondamentale per il riconoscimento dello status di ONLUS ad un Ente è che lo stesso persegua esclusivamente finalità di solidarietà sociale, come prescritto dalla lettera b) del primo comma dell'articolo 10 del D. Lgs. 460/97. In base al principio dell'esclusività, desumibile da quanto disposto dalle lettere a), b) e c) del comma 1 del citato articolo 10, il requisito del perseguimento di finalità di solidarietà sociale deve risultare soddisfatto con riferimento a tutte le attività svolte dall'Ente: ne consegue che la carenza del perseguimento di solidarietà sociale, anche per una sola delle attività istituzionali espletate, comporta la mancanza del requisito necessario per la qualifica di ONLUS.
La qualifica di ONLUS consegue primariamente ad una precisa conformazione statutaria presentata dal singolo soggetto, individuata sulla base di presupposti e requisiti costitutivi figuranti come oggetto esplicito di previsioni statutarie ai sensi dell'articolo 10 del D. Lgs. 460/97 atti ad assicurare il perseguimento esclusivo di finalità di solidarietà sociale. Fra le attività teoricamente atte a perseguire tali finalità ve ne sono alcune (assistenza sanitaria, istruzione, formazione, sport dilettantistico, promozione della cultura e dell'arte non finanziata dall'Amministrazione centrale dello Stato , e tutela dei diritti civili, ex articolo 10, D. Lgs. 460/1997) per cui il perseguimento risulta verificato solo nel caso in cui i destinatari siano soggetti interessati da situazioni di svantaggio fisico, psichico, economico, sociale o famigliare, così come definite nella Circolare Ministeriale n. 168//E del 26.06.1968 (attività a cosiddetto "solidarismo condizionato", si veda a tale proposito il comma 2, articolo 10 del D. Lgs. 460/97).
Diversamente, per le attività di assistenza sociale e socio sanitaria, beneficenza, tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico di cui alla legge 1089/1939, tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, promozione della cultura e dell'arte finanziata dall'Amministrazione centrale dello Stato e ricerca scientifica di particolare interesse sociale (attività a cosiddetto "solidarismo immanente"), ex articolo 10, D. Lgs. 460/97, il perseguimento di finalità di solidarietà sociale è considerato insito nello svolgimento delle attività stesse.
Per quanto concerne la attività a "solidarismo immanente" riconducibili ai settori di attività di cui ai numeri 1 (assistenza sociale e socio sanitaria) e 3 (beneficenza) della lettera a), primo comma, articolo 10, del D. Lgs. 460/97, esse saranno riconosciute idonee a perseguire finalità di solidarietà sociale esclusivamente se esercitate a beneficio di soggetti in condizione di disagio connesso a situaizoni psico - fisiche particolarmente invalidanti, a situazioni di devianza, di degrado, o grave disagio economico familiare, o di emarginazione sociale. Ciò, in base al principio affermato dall'Agenzia per le ONLUS / Agenzia per il terzo Settore (organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge n. 662 del 23.12.1996, soppresso con l'articolo 8 comma 23 del D. L. 16 del 02.03.2012 convertito con modificazioni dalla L. 44 del 26.04.2012, che ne ha trasferito le funzioni al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale per il terzo Settore e le Formazioni Sociali), mutuato dalla Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 75/E del 21.05.2001, secondo cui "il principio di immanenza del fine solidaristico nelle attività di beneficenza / assistenza sociale e socio sanitaria va inteso nel senso che dette attività devono necessariamente essere rivolte nei confronti di categorie particolarmente vulnerabili, al fine di assicurarne la protezione sociale".
Inoltre, la normativa richiede che gli atti costitutivi o gli statuti delle ONLUS includano espressamente i requisiti formali indicati dalle lettere b), c), d), e), f), g), h), i), del primo comma dell'articolo 10 del D. Lgs. 460/97.

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mercoledì 12 novembre 2014

Stefano Bertoletti a Mi Manda RAI 3 per parlare di finte Associazioni non Profit

Arriva il venerdì la telefonata che non ti aspetti: "Buongiorno, è la redazione del programma televisivo "Mi Manda RAI 3", stiamo cercando il Dottor Stefano Bertoletti ...". E' così che scopri che occorre un tuo supporto tecnico per comprendere come sia possibile che in Roma si trovi un circolo privato presso un locale accatastato C/2 (magazzini e locali di deposito) che impone la tessera (ovviamente rilasciata contestualmente ...) a tutti coloro che desiderino entrare anche solo per bersi qualcosa.

- "Ce l'avete la tessera?"
- "No. Bisogna fare la tessera?"
- "Si!"
- "Che tessera, scusa?"
- "Per entrare. Stasera ci sta il concerto. Quindi sono 5 euro inclusa la tessera. Stasera ve la diamo in omaggio."
- "Possiamo dare un'occhiata?"
- "Certo!"
- "Stiamo aspettando tre amici che devono arrivare."
- "No, no, state, cioè se volete bere una cosa ..."

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d3f3938c-93a7-46d3-a46a-a47d95a0ebcf.html#p=0

Cosa ne pensa il Dottor Bertoletti: "Gli Enti di tipo associativo sono stati ritenuti meritevoli dal legislatore di una serie di agevolazioni fiscali in funzione del fatto che esercitano un'attività di finalità sociale, quindi l'attività commerciale, come ad esempio può essere la somministrazione di alimenti e bevande, deve essere necessariamente secondaria e sussidiaria rispetto all'attività istituzionale. La somministrazione può essere riservata esclusivamente ai soci, tant'è che la licenza, che ha subito anche una sospensione in funzione del fatto che era stata accertata un'illecita somministrazione, non ha ragione di esistere in questo contesto qui, poichè non è possibile somministrare a non soci".
Alcune indicazioni tecniche sulla puntata (andata in onda in diretta su RAI 3 martedì 11.11.14 e visionabile cliccando QUI o sull'immagine dell'articolo): inizio del nostro caso "convivenze difficili" al minuto 6:46, intervento al minuto 11:54 e termine del servizio al minuto 21:27. Di seguito, invece, potete visionare esclusivamente la parte della trasmissione relativa al servizio sul circolo ricreativo costituito in associazione culturale.


video


Ora, fuori dai tempi della diretta televisiva (assai più stretti di quanto si possa immaginare), alcune considerazioni:
1. da quanto si è potuto vedere nel servizio la sede (completamente seminterrata) non appare idonea ad ospitare attività alcuna (chissà inoltre se l'Ente ha richiesto ed ottenuto la deroga disposta dall'art. 65 comma 2 del D. L. 81/2008);
2. il rilascio di una tessera sociale contestuale alla richiesta rientra sicuramente nella "top ten" delle presunzioni che possono con ragione portare a ritenere che l'attività svolta abbia connotazioni marcatamente commerciali: quante volte chi vi scrive ne ha già parlato? Per un rapido refresh leggete QUI;
3. somministrare alimenti e bevande per un Ente non profit è sì consentito (ai soli soci ...), ma se nei fatti rappresenta l'unica attività effettivamente esercitata ci si trova senza dubbio alcuno di fronte ad una vera e propria attività commerciale, al di là di qualsiasi considerazione o giustificazione di sorta, circostanza che non rende l'Ente esercente meritevole di agevolazione fiscale alcuna;
4. storture di questo genere danneggiano proprio tutti: in primo luogo i gestori degli Enti commerciali, che si trovano "concorrenti" che versano imposte sulla parte imponibile in misura inferiore al 2% a dispetto del loro 50% circa; in secondo luogo i VERI Enti non profit, che a causa di qualche furbetto vengono ritenuti tutti "circoli dell'evasione" (termine caro alla stessa RAI 3, come abbiamo avuto modo di parlare QUI).
Se un soggetto ha una finalità lucrativa (ovviamente più che mai lecita!) DEVE perseguirla attraverso gli strumenti all'uopo previsti dal Legislatore, non sfruttandone illecitamente altri ritenuti da questo meritevoli di agevolazioni fiscali per le loro finalità non economiche.
Per qualsiasi necessità di supporto non esitate a contattarci alle mail segnalate in calce! 

PS: un grazie particolare a Simona e Caterina per la cortesia, disponibilità ed organizzazione grazie alle quali mi hanno permesso di vivere questa splendida esperienza formativa.        

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