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mercoledì 7 settembre 2016

Quali sono gli obblighi essenziali di una Associazione Non Profit? Ecco come fare per non sbagliare!

A cosa deve necessariamente adempiere una Associazione? Quali sono gli obblighi "minimi" a cui deve attenersi per il semplice fatto di "essere Associazione"? Se amministrate o fate parte di una Ente Non Profit di tipo associativo non potete non aver onorato l'elenco che segue ...

Cari lettori, avete mai compilato un modulo online in cui i campi obbligatori sono segnalati con un asterisco? Gli adempimenti in capo alle Associazioni funzionano più o meno così: alcuni dipendono dalle attività che svolge l'Associazione, altri sono obbligatori a prescindere. Ebbene, partendo da questo presupposto abbiamo stilato un elenco dettagliato di tutti gli adempimenti che chi gestisce un Ente Non Profit (o chi l'ha preceduto) deve obbligatoriamente aver compiuto sin dalla data di costituzione, indipendentemente dalle attività poste in essere. Abbiamo deciso quindi di dividerlo in due sezioni: la prima dedicata agli Enti che svolgono esclusivamente attività istituzionale, la seconda a chi invece svolge anche attività commerciale (per conoscere la differenza leggete QUI).

immagine Tutto Non Profit Quali sono gli obblighi essenziali di una Associazione Non Profit? Ecco come fare per non sbagliare!

In buona sostanza ... se scorrendo l'elenco vi rendete conto che manca anche solo uno degli obblighi elencati ... è necessario correre ai ripari (sempre se possibile)!

Va chiaramente da sé che esistono una miriade di attività/situazioni che una Associazione può porre in essere che, ahinoi, generano ulteriori adempimenti (ad esempio accettare un socio, retribuire collaboratori/lavoratori, diffondere musica durante le attività, iscriversi al registro CONI nel caso di ASD ... etc): per queste vi invitiamo ad esplorare il nostro blog (a partire magari DA QUESTO articolo) oltre che eventualmente a confrontarvi con il consulente che vi assiste.

Buona lettura!

ADEMPIMENTI per tutte le Associazioni che svolgono SOLO attività istituzionale: 
- Richiesta di attribuzione del Codice Fiscale: prima della registrazione degli atti (solitamente all’Agenzia delle Entrate competente per il territorio in cui ha sede legale l’Associazione, il tutto mediante compilazione del modello AA5/6). 
- Registrazione di Atto Costitutivo e Statuto (o di eventuali modifiche ... a proposito: sicuri che il sia a norma?): entro 20 giorni dalla costituzione (previa richiesta del codice fiscale). 
- Invio del Modello EAS (salvo rarissime eccezioni, elencate QUI): all’Agenzia delle Entrate, entro 60 giorni dalla data di costituzione. Tale modello deve essere ripresentato ogniqualvolta cambino i dati precedentemente comunicati: la scadenza, in questa ipotesi, è il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione. Non è necessario provvedere ad un nuovo invio del Modello EAS in caso di variazione dei soli dati relativi ai quesiti 20, 21, 23, 24, 30, 31, 33, o se una variazione è già stata comunicata tramite altri modelli specifici (ad esempio la modifica del legale rappresentate e/o della sede legale, mediante AA5/6, AA7/10).
- Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi (R.S.P.P.): entro 90 giorni dalla data di inizio attività.
- Aggiornamento e compilazione corretta dei libri sociali (libro verbali del Consiglio Direttivo, libro verbali dell'Assemblea Sociale e libro soci).
- Annotazione dei movimenti contabili dell'Ente attraverso idonea prima nota.
- Approvazione del rendiconto economico - finanziario (consuntivo e preventivo), da parte dell'assemblea sociale ordinaria (a proposito: come deve essere convocata un'assemblea e chi può/deve firmare i verbali di riunione di assemblea sociale ordinaria e/o straordinaria?): ogni anno, entro 4 mesi dalla chiusura dell'esercizio sociale (se l'anno sociale coincide con l'anno solare entro il 30 aprile). 

 ADEMPIMENTI per tutte le Associazioni che svolgono ANCHE attività commerciale (e che hanno optato per il regime fiscale agevolato previsto dalla Legge 398/91): 
- Richiesta di attribuzione della Partita IVA: la richiesta può avvenire contestualmente a quella del codice fiscale oppure anche successivamente, nel momento in cui l’Ente decide di svolgere attività di natura commerciale.
- Iscrizione al R.E.A. in Camera di Commercio: entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività economica. 
- Comunicazione di adesione al regime fiscale agevolato ex L. 398/1991 all'ufficio territoriale competente della S.I.A.E.: mediante specifico modello, fermo restando l’obbligo di comunicare l’opzione barrando l’apposita casella prevista nella sezione 3 del Quadro O della dichiarazione annuale IVA.
- Aggiornamento e compilazione del Registro IVA (ex D.M. 11.02.1997): entro il 15 del mese successivo a quello a cui si fa riferimento.
- Versamenti periodici dell’IVA in relazione al regime fiscale adottato: entro il giorno 16 del secondo mese successivo al trimestre di riferimento, mediante Modello F24 in via telematica. 
- Presentazione del Modello Unico ENC (Enti Non Commerciali) all’Agenzia delle Entrate: entro il termine del nono mese dalla chiusura dell'esercizio sociale.
- Versamento imposte: primo acconto entro il sedicesimo giorno del sesto mese successivo, secondo acconto entro la fine dell’undicesimo mese successivo (salvo proroghe specifiche).

© riproduzione riservata

Volete sapere di più? Consultate le nostre guide (cliccando QUI) e richiedete un aggiornamento periodico e approfondito sulle tematiche gestionali e giuridico-fiscali di tutti gli Enti non Profit (ASD, OdV, ONLUS, APS, SSD,...) cliccando QUI


Stefano Bertoletti
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mercoledì 24 agosto 2016

Associazioni ed Enti Non Profit: come verificare la correttezza della gestione amministrativa e fiscale?

Numerose Associazioni ed Enti Non Profit in generale (ONLUS, SRL sportive dilettantictiche, ...) si apprestano a riprendere le attività con l'avvicinarsi di settembre: vediamo quindi a cosa stare attenti e soprattutto come verificare se l'impostazione amministrativa e fiscale di un Ente senza scopo di lucro è "a prova di accertamento".

Essere certi che l'Ente che si amministra (o semplicemente a cui si appartiene) svolga le attività in maniera corretta e coerente con la normativa di riferimento dovrebbe essere la regola per un operatore del Non Profit che non voglia incappare in gravose responsabilità. Purtroppo però, spesso ci si trova a dover fare i conti con una normativa complessa, talvolta contraddittoria, e che lascia spazio ad interpretazioni diverse. Non di rado perciò accade che le stesse Commissioni Tributarie, chiamate a giudicare, emettano sentenze non del tutto condivisibili su temi particolarmente delicati, sostenendo l'una o l'altra lettura di un testo normativo.

immagine Tutto Non Profit Associazioni ed Enti Non Profit: come verificare la correttezza della gestione amministrativa e fiscale?

A fronte di questa premessa poco incoraggiante, è in ogni caso opinione di chi scrive che coloro che dedicano il proprio tempo (libero o meno) al volontariato o in generale ad un Ente non lucrativo debbano poter essere messi nelle condizioni di operare con sicurezza e tranquillità. Consci che tale obiettivo si potrà definitivamente raggiungere solo attraverso riforme profonde e chiarificatrici della normativa (il cui primo passo è stato compiuto con l'approvazione del testo di Riforma del Terzo Settore), ci rivolgiamo ai nostri lettori che si apprestano a riprendere le attività per confermare alcuni punti saldi alla base di una gestione coerente e rispettosa della natura degli Enti Non Profit.

1. ADEMPIMENTI DA RISPETTARE - In una selva di continue novità e scadenze, è molto importante cercare di non scordare alcun obbligo posto in capo all'Ente al fine di cercare di non trovarsi mai in condizione di difetto. Ebbene in questa direzione anni orsono abbiamo pubblicato un articolo sempre attuale dal titolo "Quali sono gli adempimenti di una Associazione?". Consultatelo in maniera critica, partendo dal presupposto che non è possibile riportare in poche righe la miriade di diverse fattispecie che possono coinvolgere un Ente Non Profit, circostanza che implica che se vengono esercitate attività particolari queste potrebbero portare con loro adempimenti diversi, da valutarsi di volta in volta.

2. CORRETTA QUALIFICAZIONE DEI CORRISPETTIVI INCASSATI - Conoscere la differenza fra attività istituzionale ed attività commerciale rappresenta l'ABC di chi amministra un Ente Non Profit: occorre essere assolutamente certi, quando si incassa del denaro, se su di esso gravi o meno imposizione fiscale, onde evitare le ire dell'Amministrazione Finanziaria in caso di accertamento. Anche in questo caso, pertanto, abbiamo dedicato un approfondimento specifico all'argomento, che potete consultare leggendo l'articolo "Enti Non Profit: quando un corrispettivo è istituzionale? E quando è commerciale?", e questo poichè ex art. 149 TUIR "... l'ente perde la qualifica di ente non commerciale qualora eserciti prevalentemente attività commerciale per un intero periodo d'imposta".

3. COMPENSI AI SOCI E DIVIETO DI DISTRIBUZIONE DI UTILI - Rispettate le scadenze e qualificati correttamente gli incassi, un altro profilo fondamentale riguarda la definizione dei compensi eventualmente erogati ai soci/collaboratori nel rispetto del divieto di distribuzione diretta e/o indiretta di utili o avanzi di gestione. In questa linea il nostro approfondimento "Compensi ai Soci di una Associazione? E’ possibile?" chiarisce i confini entro i quali possono essere retribuiti i collaboratori smentendo il falso mito del divieto, in capo agli Enti non lucrativi, di retribuire i propri soci, ovviamente nel rigoroso rispetto della normativa di settore.

Bene ... se rispettate le scadenze, qualificate i corrispettivi in maniera corretta e compensate i collaboratori nel rispetto della legge (con tutte le particolarità del caso relative ad Associazioni  Sportive e Società Sportive Dilettantistiche), è probabile che la gestione dell'Ente sia coerente con la Vostra natura e dunque tale da permetterVi di riposare tra due guanciali. Se però così non fosse o comunque non foste certi che sia proprio tutto a posto, tenuto conto che quanto riportato accenna solo ad alcuni degli aspetti sottoposti a verifica in occasione di un accertamento fiscale, nel caso necessitaste di suggerimenti o desideraste verificare con sicurezza il Vostro operato, inclusa ad esempio una verifica della tenuta contabile dell'Ente, piuttosto che dei registri verbali o quant'altro ... abbiamo ideato un "check up" fatto apposta per Voi! L'intervento proposto prevede:
- invio da parte nostra via mail di apposito questionario in formato excel;
- trasmissione sempre a mezzo mail del questionario compilato unitamente ad una copia di statuto;
- call conference su skype dedicata all’analisi del questionario, della gestione dell'Associazione ed alle eventuali criticità riscontrate, con verifica delle possibili soluzioni operative;
- predisposizione, nell’arco dei 5 giorni lavorativi successivi alla call, di apposita relazione corredata dall’indicazione delle corrette modalità gestionali.
Per maggiori informazioni inviateci una mail cliccando QUI con oggetto "info check".

Buona ripresa delle attività!

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venerdì 22 luglio 2016

Riforma del Terzo Settore, ARTICOLO 10: Fondazione Italia Sociale

È istituita dalla riforma la Fondazione Italia Sociale con lo "scopo di sostenere ... la realizzazione e lo sviluppo di interventi innovativi da parte di enti del Terzo settore, caratterizzati dalla produzione di beni e servizi con un elevato impatto sociale e occupazionale". Era quel che ci voleva oppure no?

La Riforma del Terzo settore si chiude con la formale istituzione della "Fondazione Italia Sociale": se è chiaro che la finalità è nobile e condivisibile, per comprenderne l'effettiva portata (e le eventuali implicazioni, positive o negative) occorre pazientare ancora un pochino... Nel frattempo è possibile prendere atto degli obiettivi che si prefigge nonché dei principi previsti dal suo statuto:

immagine Tutto Non Profit Riforma del Terzo Settore, ARTICOLO 10: Fondazione Italia Sociale

a) l'adozione di "strumenti e modalità che consentano alla Fondazione di finanziare le proprie attività attraverso la mobilitazione di risorse finanziarie pubbliche e private, anche mediante il ricorso a iniziative donative per fini sociali e campagne di crowdfunding";
b) la previsione di "strumenti e modalità di investimento, diretto o in partenariato con terzi, anche con riferimento alla diffusione di modelli di welfare integrativi rispetto a quelli già assicurati dall'intervento pubblico e allo sviluppo del microcredito e di altri strumenti di finanza sociale";
c) "la nomina, nell'organo di governo della Fondazione, di un componente designato dal Consiglio nazionale del Terzo settore di cui all'articolo 5, comma 1, lettera g)".

Gli interventi innovativi che questa Fondazione di diritto privato sarà chiamata a sostenere dovranno essere caratterizzati dalla produzione di beni e servizi con un elevato impatto sociale e occupazionale e rivolti, in particolare, ai territori e ai soggetti più svantaggiati..

Per il raggiungimento dei propri scopi, "nel rispetto del principio di prevalenza dell'impiego di risorse provenienti da soggetti privati", potrà instaurare rapporti con omologhi enti o organismi in Italia e all'estero potendo contare per il 2016 su di una dotazione iniziale di un milione di euro grazie alla riduzione delle risorse che la legge di stabilità 2015 ha destinato alla Riforma del Terzo settore.

L'organizzazione, il funzionamento e la gestione della Fondazione dovranno essere ispirati a "principi di efficacia, efficienza, trasparenza ed economicità" ed a decorrere dall'anno successivo all'entrata in vigore della Riforma del Terzo settore, la Fondazione dovrà trasmettere alle Camere, entro il 31 dicembre di ogni anno, una "relazione sulle attività svolte per il perseguimento degli scopi istituzionali", sia sui risultati conseguiti che sull'entità e articolazione del patrimonio, nonché sull'utilizzo della dotazione economica iniziale.

Con l'auspicio che tutto questo possa davvero essere d'aiuto al Terzo settore ed al mondo del non profit in generale, restiamo ora in trepidante attesa dei decreti attuativi ;-)

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