Responsabilità sociale di Enti Non Profit ed Aziende

Da qualche tempo mi sono convinto di quanto sia importante affrontare il tema della RESPONSABILITÀ SOCIALE … non solo dal punto vista delle Aziende, ma anche dall’universo delle associazioni non profit sportive e culturali e delle Società Sportive Dilettantistiche non lucrative.

Sponsor

Accanto al tema della sponsorizzazione, che evidentemente permette un contatto che si basa sulla visibilità in cambio di risorse o materiali (sponsorizzazione in natura che ha lo stesso trattamento fiscale di quella in denaro, provento commerciale solitamente gestito secondo le previsioni di cui alla L. 398/91) esistono altri temi di grande interesse.

Si tratta della CONDIVISIONE, della REPUTAZIONE. Per un’Azienda è importante mantenere alto il livello di contatti, ma certamente accrescere la propria reputazione è ANCORA PIÙ IMPORTANTE. L’alto valore etico del mondo sportivo e del settore degli ENTI NON PROFIT AUTENTICI può rappresentare forse la migliore occasione per un’Azienda che desidera scalare in alto!

Se da un lato la sponsorizzazione può (e deve) essere commisurata in termini di investimenti e ritorni quantificabili, approccio diverso richiede il tema della condivisione e dei contatti (che hanno un valore altissimo quanto più sono qualificati), ma soprattutto il tema della REPUTAZIONE.

Qui si tratta infatti di investire risorse per “salire sul treno” di un soggetto con una elevata reputazione, così alta in termini di riconoscimento comune condiviso, da permettere una crescita indotta anche per il soggetto che investe, per ottenerne tale crescita “ri-caricata” anche sul proprio brand.

Ho scritto pagine su questi concetti e tornerò a farlo, ma qui desidero soffermarmi sulla RESPONSABILITÀ SOCIALE.

Adriano Olivetti (l’INGEGNERE di Ivrea) ha avuto l’intuizione di spiegare molto bene e non proprio ieri l’altro, nel nostro Paese, quale responsabilità abbia, a prescindere, un’Azienda (si chiamava Fabbrica) che opera in termini imprenditoriali. Il successo, parte del fatturato, del tempo, indipendentemente dai ritorni, va re-investito sul territorio, sulle persone, sul tessuto sociale (si chiamavano servizi sociali), semplicemente perché così come in fisica ad una azione non può che corrispondere una reazione, ogni azione di successo deve portare con sé un segnale per la collettività. Non è un discorso di parte, è un discorso di etica comportamentale, di natura, che piaccia (meglio) o non piaccia, esiste ed è indispensabile.

La filantropia non è un obbligo, è una scelta, la RESPONSABILITÀ è un obbligo, magari non ne siamo consapevoli, ma è proprio un OBBLIGO.

Altrimenti come si spiega che una grande Azienda (non solo, ma in particolare con uno specifico brand) decida di investire risorse significative nel mondo della pallavolo, ben oltre la logica e le regole della sponsorizzazione? Ci sono tantissimi esempi illuminanti. Non solo sport, anche cultura, arte e musica, grafica e cinema meritano attenzione, perché tutto ciò può e deve riversarsi sulla collettività.

Dopo una riflessione penso sia utile uno stimolo: il valore sociale di ciò che quotidianamente cerchiamo di far crescere e di realizzare non è un fatto scontato e noto per volontà divina, e non gode di conoscenza diffusa se non ci si attiva per garantirne la giusta visibilità.
Un progetto non nasce mai grande … un progetto è l’incontro tra un’idea e un’occasione, ma va reso visibile, condiviso, con decisione e ambizione! Solo così può diventare (e diventa) grande!

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