Pubblicità per le Associazioni Non Profit

Cari lettori, come sapete la nostra attività professionale ci porta spesso (negli ultimi mesi ed anni sempre di più …) ad analizzare PVC (acronimo di processo verbale di constatazione) e verbali di accertamento con i quali si contestano agli Enti sottoposti a verifica (soprattutto Associazioni Sportive Dilettantistiche, Associazioni Culturali, di Promozione Sociale od ONLUS oppure ancora Società Sportive Dilettantistiche) i
più svariati comportamenti in violazione delle norme di riferimento.
Ebbene, qualche giorno orsono si è rivolta a noi una ASD la quale, in esito alla conclusione del processo di primo grado avanti alla Commissione Tributaria Provinciale, si è vista confermare la tesi dei verificatori in base alla quale sarebbe da ritenersi disconosciuta la natura “sportiva dilettantistica” dell’Ente in quanto lo stesso avrebbe svolto esclusivamente attività commerciale a dispetto dei requisiti formali astrattamente sanciti in statuto (tra cui in particolare la democraticità della gestione, il cosiddetto “spirito del non profit”, il divieto di distribuzione di utili, …).

Se gli addetti ai lavori non saranno particolarmente stupiti da quanto hanno letto, in quanto è abbastanza usuale che l’impianto logico dei verificatori sia finalizzato al disconoscimento della natura “non profit” dell’Ente sottoposto ad accertamento (facendo “saltare” per questa via tutte le agevolazioni fiscali e portando gli incassi a tassazione con conseguenti sanzioni), ciò che stupisce in questo caso è una contestazione mossa dai verificatori e ripresa dalla Commissione in sentenza. L’Ufficio accertatore infatti ha ritenuto sussistente una distribuzione indiretta di utile in ragione del fatto che non sono state rinvenute tra i documenti analizzati le ricevute dei versamenti dei corrispettivi e delle quote associative da parte dei membri del Consiglio Direttivo, anche se queste ultime sarebbero state indicate nel resoconto finale.

Se tale considerazione “fa sorridere” (anche perché tale contestazione rappresenta una tra le altre a sostegno della tesi dell’Ufficio), più preoccupante, a parere di chi scrive, è una delle motivazioni addotte dalla Commissione Tributaria Provinciale a sostegno del disconoscimento “sportivo” dell’Ente sottoposto a verifica. Scrive infatti la Commissione: “dall’analisi delle voci di bilancio relativo all’anno … si notano spese di pubblicità ed investimenti che si possono ritenere incompatibili con il fine sociale di un’ASD ma che mettono in evidenza il carattere prettamente commerciale dell’attività” e che “questo carattere viene confermato dall’analisi dei movimenti di entrata e uscita di cassa giornalieri”.

Dunque: posto che chi scrive non ha visionato i “movimenti di entrata e uscita di cassa giornalieri”, in quale norma di legge viene sancita l’incompatibilità tra le spese di pubblicità di un Ente senza finalità di lucro ed il fine sociale della stessa Associazione Sportiva Dilettantistica?

A Voi lettori l’ardua risposta!

Per tutti coloro che intendessero verificare la gestione della loro Associazione/Società Sportiva abbiamo ideato un check di cui seguono specifiche. L’intervento proposto prevede:
– invio da parte nostra via mail di apposito questionario in formato excel;
– trasmissione sempre a mezzo mail del questionario compilato unitamente ad una copia di statuto;
– call conference su skype dedicata all’analisi del questionario, della gestione dell’Associazione ed alle eventuali criticità riscontrate, con verifica delle possibili soluzioni operative;
– predisposizione, nell’arco dei 5 giorni lavorativi successivi alla call, di apposita relazione corredata dall’indicazione delle corrette modalità gestionali.

Per maggiori informazioni sul check, cliccate QUI mettendo come oggetto “info check”.

Tutto Non Profit © riproduzione riservata – VOLETE SAPERNE DI PIÙ? Consultate le nostre Guide (cliccando QUI) e richiedete un aggiornamento periodico e approfondito sulle tematiche gestionali e giuridico-fiscali di tutti gli Enti non Profit (ASD, OdV,ONLUS, APS, SSD, …) cliccando QUI.

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14 commenti

  1. Non sono sicurissimo di avere capito bene… Si parla delle associazioni/società che comunicano/pubblicizzano le PROPRIE attività, istituzionali o commerciali?
    Non credo di avere mai sentito parlare di questo teme, mentre si sprecano le notizie e gli approfondimenti sullle associazioni/società che ricevono finanziamenti a fronte di pubblicità/sponsorizzazioni altrui.

    1. Ciao Matteo.
      Come sempre commenti "pungenti" 🙂
      Si parla di spese da parte degli Enti non Profit per pubblicizzare le proprie attività. Nel caso specifico, penso siano state contestate pubblicità tipiche di un Ente commerciale e non di un Ente NON commerciale…
      Buona giornata,
      Gabriele

    2. E, come ben sappiamo, la distinzione non è sempre semplice da definire…
      Sarebbe interessante poter entrare maggiormente nel merito di quella sentenza.
      Ma la domanda "in quale norma di legge viene sancita l’incompatibilità tra le spese di pubblicità di un Ente senza finalità di lucro ed il fine sociale della stessa Associazione Sportiva Dilettantistica?" era retorica e sottintendeva la risposta "in nessuna" oppure esiste una legge che dice qualcosa di simile?

      Grazie anche da parte mia per la quantità di informazioni e spunti di riflessione che fate passare attraverso questo blog.

    3. Se ci fosse questa Legge, ci piacerebbe poterne prendere visione 🙂
      Grazie Matteo!
      Buona giornata,
      Gabriele

  2. Buongiorno!
    Innanzitutto grazie mille per le informazioni fornite! Siete un ottimo punto di riferimento nel mondo spinoso e nebuloso dell'amministrazione no profit.
    Dalla lettura dell'articolo mi sorgono i seguenti dubbi sulla documentazione delle entrate per quote associative / contributi istituzionali:
    1) Quale norma / requisito stabilisce che in contabilità debba conservare le pezze documentali delle entrate delle quote associative? Non è sufficiente il libro soci?
    2) Per i contributi invece, se non ho dei giustificativi (es. ricevute) per quale motivo si suppone che siano entrate commerciali?
    3) A questo punto come dovrebbe essere fatta una ricevuta? C'è un modello standard a prova di controlli?
    4) Se nel rendiconto finanziario indico in modo completo, accurato e soprattutto trasparente le voci di spesa, per poi avere l'effetto boomerang, a questo punto che che senso ha farlo??

    Resto in attesa di una vostra preziosa risposta.
    Grazie mille!!

    Ciao
    Antonio

    1. Buongiorno Antonio.
      Rispondo per punti:
      1) la Legge dice che non è obbligatorio emettere le ricevute, ma, se richieste, devono essere emesse e conservate nella documentazione contabile dell'Associazione;
      2) non comprendo l'attinenza con l'articolo… in qualsiasi caso bisogna sempre essere in grado di dimostrare la natura delle entrate dell'Ente;
      3) non esiste un modello standard di ricevuta. Sul web può reperirne diversi… anche il classico blocchetto di ricevute Buffetti può andare bene. Ovviamente dipende anche da che ricevuta intende produrre;
      4) lo richiede la Legge. L'articolo parla di un PVC specifico. Ogni situazione è differente.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

    2. Ciao Gabriele, intanto grazie per le risposte puntuali, però ho ancora qualche dubbio:
      1) Se NON è obbligatorio emetterle e quindi non le emetto, come faccio a conservare qualcosa che non ho emesso (stampato, firmato, consegnato, ecc) nè per il socio nè tanto meno per me?? Finora nessun socio mi ha mai richiesto una ricevuta per il pagamento della quota sociale.
      Quindi se un domani arriva un controllo, dichiarano che tali entrate sono commerciali? Non essendoci una normativa ben definita e chiara mi sembra follia…

      2) ho preso spunto dall'articolo per riflettere sul tema "ricevute". Come faccio a dimostrare qualcosa che è dimostrabile soltanto attraverso un giustificativo (ricevuta) per il quale non c'è l'obbligo di emissione? A questo punto non è vero che non è obbligatorio….
      E' come dire: non ti obbligo a mettere la cintura di sicurezza e a parlare con l'auricolare mentre guidi, però se ti fermo dimostrami che stavi viaggiando in sicurezza…. (questo si chiama obbligo implicito o di fatto)

      Grazie ancora per il supporto e per le info che date nella "giungla del no profit".

      Ciao
      Antonio

    3. Ciao Antonio.
      1) non dichiarano che sono commerciali in quanto la Legge dice esplicitamente che non vi è l'obbligo di emetterle, ma ovviamente ciò non significa che non debbano essere indicate in prima nota;
      2) il ragionamento ha senso. Da questo punto di vista, il fisco si fida dei gestori delle Associazioni. E' chiaro che se, in fase di verifica, i conti non tornano… allora bisogna dimostrare che, nonostante non abbiate emesso le ricevute, tutte le entrate siano state inserite i prima nota.
      Gabriele

    4. Ok Gabriele,
      ora è più chiaro.
      Detto ciò, dovrebbe essere sufficiente predisporre una prima nota completa, accurata e "parlante" con il rendiconto.
      grazie!
      Ciao
      Antonio

    5. Corretto! Più documentazione è a disposizione per dimostrare la bontà nel gestire, meglio è!
      Buon pomeriggio,
      Gabriele

  3. Ho un dubbio e precisamente: un'impresa commerciale vuole fungere da sponsor per avere notorietà pubblica, “erogando” mezzi economici alla ASD, la quale si impegna ad effettuare determinate prestazioni per far sì che si realizzi il ritorno di immagine promesso. Attualmente la ASD in questione non svolge anche attività commerciali. Può accettare comunque i mezzi economici?

    1. Buongiorno. Questa attività si chiama "pubblicità/sponsorizzazione" e per sua natura è attività commerciale. I migliori saluti, Gabriele Aprile

  4. Salve. Ho una domanda che forse un pò esula dall'argomento. L'APS di cui faccio parte vorrebbe mettere dei volantini per pubblicizzare i servizi offerti ai soci. Su tali volantini esposti in vetrine é necessaria la marca da bollo? Cordiali saluti..

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