Reale natura “sportiva dilettantistica” ed obbligo di certificazione medica

Cari lettori, in più di un’occasione, in questi ultimi mesi, abbiamo affrontato il tema dell’obbligo di certificazione medica per coloro che praticano attività sportiva non agonistica presso Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche iscritte al Registro CONI. Come ricorderete l’approccio del nostro ultimo approfondimento sul tema (consultabile qui) era stato di carattere tecnico, ed intendeva definire nella maniera più chiara e semplice possibile chi, in esito a tutte le modifiche delle modifiche delle modifiche delle norme di legge, in perfetto “italian style” …) fosse tenuto a presentare il certificato medico per svolgere attività sportiva.

Certi che dal punto di vista squisitamente tecnico la questione risulti oramai pacifica (anche grazie alla Guida gratuita di approfondimento reperibile qui), oggi affrontiamo l’argomento da un nuovo punto di vista meramente teorico, originatosi in esito al confronto con altro stimato professionista del settore, il Dottor Simone Boschi.

Come è noto le Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche, anche ma non solo allo scopo di poter godere delle agevolazioni fiscali previste per tali tipologie di Enti, devono necessariamente iscriversi al Registro CONI (non a caso il riconoscimento “ai fini sportivi” è prerogativa esclusiva del CONI, così come già precisato in questo articolo), e questa affiliazione ne ratifica la natura “sportiva dilettantistica”.
Alla luce di tale premessa (sulla quale speriamo non ci siano dubbi, forti anche del contenuto della recente circolare 37/2014 del Ministero del Lavoro che ribadisce lo stesso concetto), cosa può portare a ritenere che possa non essere richiesto il certificato medico da parte di un Centro sportivo che organizza e promuove attività sportive nel “circuito CONI”?

IPOTESI 1: il gestore è uno sconsiderato (ed a questo male nessun rimedio può porvi chi scrive).
IPOTESI 2: il gestore ritiene che solo l’attività agonistica sia sportiva e che tutte le altre rientrino nel novero di quella ludico – motoria per la quale non esistono obblighi di certificazione (ritenendo addirittura in questo modo di favorire i propri tesserati …).

Se a prima vista questa seconda ipotesi, al di là della scorrettezza tecnica e concettuale, non porta ad ulteriori conseguenze, ad un “occhio accorto” non sfuggirà la logica del ragionamento che vi risulta sotteso: infatti se un Ente sportivo gode delle agevolazioni fiscali anche poiché iscritto al Registro CONI ma in realtà non svolge in via principale attività sportiva ma ludico – motoria, ciò non potrebbe forse significare che detto Ente in realtà non sarebbe meritevole di godere delle agevolazioni fiscali in quanto, nei fatti, esso non si configurerebbe quale vero Ente SPORTIVO?

Ebbene, come potrebbe reggere il vero impianto “non profit” dell’Associazione o Società Sportiva Dilettantistica se al suo interno esiste una tale contraddizione?

Mai come in questo caso attendiamo curiosi le Vostre considerazioni!

Per tutti coloro che intendessero verificare la gestione della loro Associazione/Società Sportiva abbiamo ideato un check di cui seguono specifiche. L’intervento proposto prevede:
– invio da parte nostra via mail di apposito questionario in formato excel;
– trasmissione sempre a mezzo mail del questionario compilato unitamente ad una copia di statuto;
– call conference su skype dedicata all’analisi del questionario, della gestione dell’Associazione ed alle eventuali criticità riscontrate, con verifica delle possibili soluzioni operative;
– predisposizione, nell’arco dei 5 giorni lavorativi successivi alla call, di apposita relazione corredata dall’indicazione delle corrette modalità gestionali.

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10 commenti

  1. sebbene in accordo con le vostre considerazioni fiscali, dissento per quanto concerne il principio derivante proprio dal diritto di ognuno a rifiutare per se stesso cure mediche ed accogliere il benessere derivante dalla possibilità di svolgere presso un'associazione sportiva dilettantistica un'attività motoria senza necessariamente essere un agonista e per questo fattibile solo se contenuta nei costi economici che si può permettere. Per farla breve, se il certificato medico potesse farlo il medico di famiglia e gli esami fosse possibile effettuarli con spese modiche probabilmente la questione non esisterebbe invece, il solo certificato costa minimo 50 euro e a questo bisogna aggiungere i costi di esami con il risultato che i dilettanti come me risolverebbero la questione in modo più semplice. Running da principiante in giro per le strade, palestra con sollevamento pesi su per i sentieri delle montagne, wii e stepper in salotto e gare in bici sulle ciclopedonali dove il rischio è forse più elevato però, le spese sono decisamete più contenute

    1. Buongiorno e grazie per il contributo.
      Comprendiamo che i costi non siano contenuti, ma la normativa indica che chi pratica attività (agonistica o meno) presso un Ente iscritto al registro CONI debba presentare idonea certificazione medica (in realtà a noi risulta che il costo sia dai 25 euro in su…in qualsiasi caso un costo più che contenuto per un "tagliando" annuale sulla salute della propria persona).
      Buona giornata,
      Gabriele Aprile

  2. Salve, Concordo sull'obbligo del certificato medico per chi fa una qualsiasi attività sportiva, anche non agonistica, presso un 'A.S.D. affiliata al CONI.
    Avrei però una domanda da porvi, ovvero: Nella nostra A.S.D. (affiliata alla UISP, quindi al CONI), che si occupa di attività equestre per persone disabili, gli istruttori di equitazione devono avere un certificato di buona salute e di idoneità all'attività sportiva non agonistica per essere in regola, sia a livello di copertura assicurativa, sia relativamente alla Sicurezza sul lavoro, anche se di norma non montano a cavallo, ma stanno a terra e accompagnano l'utente disabile e il cavallo a piedi?
    Grazie per l'eventuale risposta e complimenti per il vostro blog, molto interessante e utile!

    1. Buongiorno.
      E' comunque obbligatorio, in quanto partecipanti alle attività sportive dilettantistiche.
      Buon pomeriggio e grazie,
      Gabriele Aprile

  3. Buongiorno, ho letto la sua inserzione, e devo ammettere che il ragionamento fila! Ma ora le pongo la mia situazione: a.s.d. che propone corsi di danza e corsi fitness, regolarmente affiliata alla Fids e quindi CONI. I soci praticanti partono dai 4 anni in poi. Secondo lei è indispensabile un certificato medico (pediatra dai 40€, e non visita!) per bimbi di 4-5-6… anni frequentanti un corso mono o bisettimanale??? Capisce che il certificato in questo caso ha solo una valenza burocratica, perché di "tagliando" non se ne parla! Grazie per l'attenzione Sabina

    1. Buongiorno Sabina.
      Seppure la mancanza di certificato medico non sia un problema prettamente fiscale, lo diventa dal punto di vista della copertura assicurativa (nulla senza certificato medico) e della responsabilità di chi somministra i corsi. In qualsiasi caso, il Decreto Balduzzi ha tagliato la testa al toro e se l'Ente è iscritto al CONI deve chiedere il certificato a tutti i partecipanti.
      Buona giornata,
      Gabriele

  4. Buongiorno, sono presidente di una a.s.d. affiliata Fiamma e ci occupiamo esclusivamente di body building, senza però partecipare ad alcun tipo di competizione. Ho difficoltà nel farmi consegnare il certificato medico da parte di alcuni associati, che non intendono sostenerne il relativo costo. Li ho avvisati della mancanza di copertura assicurativa, tuttavia non sono tranquillo… come posso tutelare loro e me stesso nel caso in cui si dovessero far male? chi può contestare l'assenza del certificato medico, e a che tipo responsabilità vado incontro se tali certificati mancano? mi basta la dimostrazione di averlo chiesto (ex con mail, SMS…)?

    1. Buongiorno.
      Purtroppo la mancanza di certificato medico non è solo un problema dal punto di vista assicurativo, ma anche un problema per quanto riguarda le responsabilità di chi somministra le attività sportive. Visto che mi sta chiedendo un consiglio, il mio consiglio è quello di non fare praticare il tesserato che non ha portato il certificato fino a quando non lo presenta.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

  5. Buonasera,
    nella nostra associazione abbiamo intenzione di disciplinare sul regolamento la possibilità di effettuare degli ingressi prova nella nostra palestra. Questi ingressi, ovviamente gratuiti, potrebbero essere utilizzati da un aspirante socio che ha già presentato domanda di ammissione e che è in attesa di deliberazione da parte del C.D. (che si riunisce ogni 15/20 gg). A tale socio chiederemo il certificato solo nel momento in cui verrà deliberata l'ammissione (ed ovviamente già sappiamo che non ci verrà portato tempestivamente): si determina la circostanza per cui per le 2/3 lezioni (prova) in palestra si sta allenando un “non socio”

    1. Posso indicare sul modulo di richiesta di lezione prova che l’associazione è esonerata da qualsiasi responsabilità in caso di infortunio, …..
    2. Ritengo sia corretto attendere l’ammissione per richiedere il certificato medico, ma nel frattempo posso far fare queste lezioni prova senza certificato? Che rischi si corrono?
    3. E nel caso in cui ad accedere fosse un non socio dietro pagamento di corrispettivo per la singola lezione (quindi nel caso di attività commerciale), come mi regolo con il certificato?
    Grazie,
    Francesca

    1. Buona sera Francesca.
      1) in caso di infortunio si, ma se questa persona dovesse essere un cardiopatico e non dovesse saperlo perchè non gli avete chiesto il certificato, la responsabilità (nel caso in cui dovesse sentirsi male) è di chi somministra le lezioni di prova (anche se gratuite);
      2) è una Vostra opinione, che non condividiamo ma che sappiamo essere utilizzata da molti. I rischi sono quelli indicati nel primo punto. Non ci sono problemi fiscali;
      3) stessa cosa, perchè gli somministrate le attività.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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