Circoli ippici (ASD o SSD): la “pensione cavalli” dei soci è attività istituzionale se …

“Se lo scopo della associazione è “la pratica e la diffusione degli sport equestri” è consequenziale che la stessa comprenda nei suoi fini istituzionali anche la ospitalità e cura dei cavalli di proprietà dei soci. E’ proprio questo, infatti, l’aspetto che consente il perseguimento di una delle finalità sociali che è quello della pratica dello sport equestre. Non si vede, infatti, diversamente come potrebbe perseguirsi tale finalità: non certo col noleggio di cavalli di proprietà della associazione

Associazioni e decadenza dei benefici fiscali

Cari lettori, il caso di oggi è quello di una ONLUS che, a seguito della sentenza 1254/2014 della CTR della Lombardia, ha perso tutti i benefici fiscali legati al Decreto Legislativo 460/1997. Fin qui nulla di nuovo, direte … Il fatto è che tali benefici sono decaduti dal momento stesso in cui è stato accertato che la ONLUS in questione svolgeva prevalentemente (per non dire in via esclusiva) attività commerciale e non dalla cancellazione dall’Anagrafe delle ONLUS.

Enti sportivi a natura commerciale o con finalità di reale promozione sportiva?

CTP di Firenze, sentenza n. 579 depositata il 5.05.2014: un ente sportivo che organizzi, promuova e gestisca attività secondo modalità analoghe a quelle con le quali possono essere svolte anche da realtà for profit (ditta individuale o società) deve essere soggetto ad IRES ed IVA. Questo il principio di diritto che emerge dalla citata sentenza, la quale ha visto il giudicante esprimersi a favore del disconoscimento della natura sportiva dilettantistica di una ASD, non ritenendo da questa

Non profit: imprenditori aggressivi o imprenditori con il freno a mano tirato?

Cari lettori, dopo i nostri numerosi (quasi tutti) post “di contenuto”, cerchiamo con questo di stimolare un dibattito su temi che, senza dubbio, nelle dinamiche interne all’Ente non commerciale per il quale prestate la Vostra opera, almeno una volta avete affrontato. Partiamo da un dato di fatto: in Italia esistono centinaia di migliaia di Enti Non Profit. E’ questo il risultato dell’ultimo censimento ISTAT e, proprio su questi temi e sul terzo settore in generale, quotidianamente numerosi

Regime dei corrispettivi per attività sportiva con non soci e non tesserati stranieri

Esiste attualmente una discrepanza tra la normativa comunitaria e la normativa nazionale in relazione al regime applicabile ai corrispettivi corrisposti per i servizi connessi all’attività sportiva dilettantistica erogati da un Ente sportivo nei confronti dei suoi soci (nel caso di Associazione Sportiva Dilettantistica) o dei suoi tesserati/frequentatori (nel caso di Società Sportiva Dilettantistica). Nello specifico: – in ambito nazionale l’articolo 4 del D.P.R. n. 633/1972 prevede che tali corrispettivi non siano soggetti all’imposta sul valore aggiunto qualora

Pubblicità e sponsorizzazione: differenze!

Molto spesso ci è capitato di leggere processi verbali di verifica documentale effettuati dalla SIAE in cui si trovano affermazioni del seguente tenore: “… dall’esame del contratto stipulato tra l’Associazione Sportiva Dilettantistica PIPPO e l’azienda PLUTO S.R.L. si evince che le somme erogate sono riconducibili a sponsorizzazione e non a pubblicità,  in quanto il contratto stesso prevede l’esposizione su tutto l’abbigliamento sportivo del logo aziendale, promuovendo di fatto l’immagine dell’attività dello sponsor e creando uno stabile collegamento

Associazioni Non Profit, esenzione IVA e tassazione: attività per Amministrazioni Pubbliche e Scuole

Capita frequentemente che le Associazioni non profit (siano esse sportive o culturali) si trovino ad organizzare attività presso Enti pubblici (soprattutto Scuole ma anche Comuni). Ebbene, le prestazioni fornite dall’Ente devono considerarsi esenti IVA? Soggette ad IRES e IRAP? ATTENZIONE: in calce tutti i più recenti aggiornamenti sul tema, con i relativi articoli di approfondimento! COSA DICE LA LEGGE? Art. 10 n. 20, D.P.R. 633/1972 “Sono esenti dall’imposta: … 20) le prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù

FOCUS su raccolte fondi, tombole, lotterie e pesche di beneficenza per gli Enti non profit

Perchè una guida su raccolte fondi, tombole, lotterie e pesche di beneficenza per gli Enti non profit? In questi anni ci siamo trovati molto spesso nella condizione di dover suggerire forme corrette e funzionali, dal punto di vista gestionale, amministrativo e fiscale, ai fini di un possibile accesso a finanziamenti e risorse ai nostri interlocutori. Sotto questo profilo è accaduto non poche volte che dal punto di vista professionale si sia dovuto suggerire ai nostri interlocutori di

Non profit da dimostrare. Sempre!

Le Associazioni (siano esse sportive dilettantistiche, culturali, di promozione sociale, …) che non siano in grado di fornire la prova circa la regolarità di convocazione e di pubblicità delle assemblee degli associati, non possono appartenere al regime agevolato che stabilisce la natura non commerciale delle operazioni. Sono queste le conclusioni indicate dalla sezione trenta della Commissione Tributaria Regionale di Milano nella sentenza n. 82/30/2013 depositata il 21 maggio 2013 relativamente ad una Associazione Sportiva Dilettantistica accertata. A

Come distinguere le attività istituzionali da quelle commerciali per un’Associazione?

Cerchiamo di fornire una risposta a tutti quei gestori che si stanno domandando se sia necessario che l’Associazione apra (o meno) una posizione IVA. Occorre innanzitutto puntualizzare che il numero di partita IVA dell’Associazione, in caso di apertura della stessa, non sarà intestato al Presidente (come qualcuno presuppone), ma direttamente all’Associazione, dal momento che sarà la stessa (e non il Presidente) ad esercitare attività di natura commerciale. Al di là di questa precisazione, suggeriamo di richiedere sempre