Linee guida di indirizzo in materia di certificati medici per l’attività sportiva non agonistica

Cari lettori, fumata bianca, finalmente habemus “LINEE GUIDA DI INDIRIZZO IN MATERIA DI CERTIFICATI MEDICI PER L’ATTIVITA’ SPORTIVA NON AGONISTICA“! Ebbene sì, a più di un anno dal D.L. n. 101 del 31.08.2013 convertito con modificazioni dalla legge 30.10.2013 n. 125 la quale aveva apportato talune modifiche al secondo comma dell’art. 42 – bis del D.L. n. 69 del 21.06.2013 rinviando “ai fini del rilascio di tali certificati … a linee guida approvate con decreto dal Ministero della salute“, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin l’8 agosto scorso ha firmato il tanto sospirato Decreto.

Prima di entrare nel vivo dell’analisi del documento occorre, a parere di chi scrive, una precisazione: certamente questo (doveroso) Decreto rappresenta un formidabile strumento funzionale a chiarire ogni dubbio in tema di obbligo di certificazione medica per coloro che praticano attività sportive non agonistiche, ma tutti coloro che avevano analizzato le precedenti disposizioni normative con raziocinio e senso etico/civico non potranno che vedersi confermati, da queste linee guida, i medesimi obblighi già emersi dalle presedenti norme, e questo dal momento che davvero “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.

Premesso che le citate linee guida non riguardano le attività ludico motorie e amatoriali (per le quali il certificato medico risulta non obbligatorio così come stabilito dal D.L. n. 69 del 2013 e confermato da una specifica nota interpretativa del Ministero della Salute), riepiloghiamo di seguito schematicamente quanto stabilito dal relativo decreto.

Chi deve presentare il certificato medico per la pratica sportiva non agonistica:
– gli alunni che svolgono attività fisico-sportive parascolastiche, organizzate cioè dalle scuole fuori dall’orario curricolare;
– coloro che praticano attività sportiva presso Associazioni o Società Sportive Dilettantistiche affiliate a Federazioni Sportive Nazionali o ad Enti di Promozione Sportiva e al CONI (ma che non siano considerati atleti agonisti);
– coloro che partecipino ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale.

Quali medici possono certificare l’idoneità sportiva non agonistica:
– il medico di medicina generale per i propri assistiti;
– il pediatra di libera scelta per i propri assistiti;
– il medico specialista in medicina dello sport ovvero i medici della Federazione medico – sportiva italiana del CONI.

Quanto dura il certificato  medico?
Il certificato ha validità annuale con decorrenza dalla data di rilascio.

Quali esami clinici sono necessari?
Per ottenere il rilascio del certificato medico è necessaria l’anamnesi e l’esame obiettivo con misurazione della pressione e di un elettrocardiogramma a riposo effettuato almeno una volta nella vita. Inoltre per coloro che abbiano superato i 60 anni di età associati ad alti fattori di rischio cardiovascolare, è necessario un elettrocardiogramma basale debitamente refertato annualmente, così come per coloro che, a prescindere dall’età, abbiano patologie croniche conclamate che comportino un aumento del rischio cardiovascolare. Ovviamente il medico se lo riterrà opportuno potrà prescrivere ulteriori esami che ritenesse necessari o il consulto di uno specialista.

Appare evidente come questo Decreto non abbia svelato chissà quale segreto (non a caso il nostro ultimo focus sul tema, consultabile QUI, si era già espresso in questa direzione), ma alla luce di tutte le risultanze emerse in merito ci auguriamo di poter definitivamente considerare chiarita la questione (tanto più che le linee guida contengono anche una bozza di certificato di idoneità alla pratica di attività sportiva non agonistica).

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42 commenti

  1. Avrei bisogno di un chiarimento a questo mio dubbio.

    Pur essendo socio di un club che è una ASD affiliata alla Federazione Italiana Tennis, non sono tesserato per questa federazione e non sono un atleta agonista.

    Vorrei sapere se per utilizzare le strutture sportive del club (Campi da tennis, Palestra e Piscina) a livello ludico motorio e amatoriale per attività personali e non organizzate né dal club, né da altre federazioni nazionali, né dal CONI, è obbligatorio il certificato medico per la pratica sportiva non agonistica.

    Se sì, tale obbligo vale anche per chi non è socio ma è solo invitato da un socio per l'utilizzo delle strutture sportive del club?

    Grazie per una risposta e saluti.

    Enrico

    1. Buongiorno Enrico.
      Se si tratta di un affitto di spazi per praticare attività (es: l'affitto della corsia di una piscina) senza che nessuno Le somministri alcuna attività sportiva (perchè di questo stiamo parlando), non è obbligatorio il possesso di certificato medico. Diversamente si. La stessa risposta vale per il secondo quesito.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

    2. Quindi se io come socio del Club (ma non tesserato a nessuna federazione sportiva di quelle a cui il Club è comunque affiliato) pratico una qualsiasi attività sportiva in modo ludico amatoriale utilizzando le strutture del circolo non sono obbligato a presentare nessun certificato medico.
      Vi prego di confermarmi la vostra risposta perché la direzione del del club me lo sta chiedendo.
      Grazie per una risposta e saluti.

      Enrico

    3. Mi perdoni Enrico ma da quanto ho risposto precedentemente non si desume la Vostra conclusione. Il discrimine in questo specifico caso è dato da chi somministra le attività.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

  2. Mi scusi ma forse non mi sono spiegato bene.
    Le attività che io svolgo sono a livello ludico amatoriale o con un altro socio (non un maestro) a tennis, o in palestra o in piscina da solo senza essere seguito da alcun tutor.
    Deduco quindi che il certificato medico non è obbligatorio.
    Mi confermate ciò?
    Grazie per una risposta e saluti.

    Enrico

    1. Buongiorno Enrico, si è spiegato bene ed infatti Le riscrivo le precedenti considerazioni.
      Se si tratta di un affitto di spazi per praticare attività (es: l'affitto della corsia di una piscina, affitto di un campo da tennis,…) senza che nessuno Le somministri alcuna attività sportiva (perchè di questo stiamo parlando), non è obbligatorio il possesso di certificato medico.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

  3. Salve, nel caso una persona esterna all'associazione, quindi non ancora iscritta, volesse provare una delle attivitá, sarebbe obbligatorio il certificato anche per il solo giorno di prova? Non basterebbe firmare un foglio di scarico di responsabilitá? Grazie

    1. Buona sera.
      Lo scarico di responsabilità non vale nulla. Senza certificato medico permane il problema della copertura assicurativa e delle responsabilità in capo a chi somministra i corsi.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

  4. Buonasera,
    Sono il presidente di un'associazione culturale, di fatto, ovvero senza essere registrata ma con statuto e atto fondativo.
    Ho preso in concessione, in quanto presidente della predetta associazione, un impianto per 3 ore a settimana nelle quali i ragazzi liberamente giocano a basket in maniera non agonistica e libera.
    Si devono munire dei certificato medico?

    1. Buongiorno.
      Premesso che per godere delle agevolazioni fiscali un'associazione deve essere registrata e deve inviare il modello EAS, come associazione culturale non avete l'obbligo di richiedere il certificato medico.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

  5. Se ho capito bene la normativa tutte le ASD sono tenute alla certificazione medica agonistica o non agonistica a seconda del tipo di attività sportiva praticata. Ma se all'interno della associazione vi sono soci che non praticano attività sportiva ma svolgano attività culturali a questi soci devo richiedere comunque un certificato in quanto soci e perchè sfruttano i locali della sede?

    1. Buongiorno.
      Se la ASD svolge in via secondaria e sussidiaria attività non sportiva (teniamo da parte la gestione fiscale di tali proventi), i partecipanti esclusivamente a questa attività non hanno l'obbligo di portare il certificato medico.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

    2. Scusate l'intromissione. Se la mia ASD tra le altre svolge anche attività come Ginnastica Vertebrale, come la devo inquadrare?
      Attività sportiva o no? Attività culturale? Posso non chiedere il certificato? Capirete che mi pare un po' una forzatura per chi volesse partecipare. Non capisco quale possa essere la discriminante, la linea di confine per pretendere o meno il certificato.
      Grazie mille per la risposta.

    3. Buon giorno. L'Ente in questione è un'ASD iscritta al CONI, corretto? I pagamenti che i soci effettuano per partecipare a detta attività vengono considerati istituzionali? I collaboratori che organizzano detta attività vengono pagati con i compensi ex lege 342/2000? Se la risposta a questi tre quesiti è sì non vi è dubbio alcuno che trattasi di attività sportiva dilettantistica per la quale occorre la presentazione di certificato medico di idoneità… Cordialità, Stefano Bertoletti

  6. Buonasera sono il presidente di una asd (con riconoscimento Coni) la nostra attività si svolge il fine settimana con escursioni/trekking da facili (semplici passeggiate) ad impegnative (trekking di 5/6 ore fino a 800 metri di disl.) sono obbligato a richiedere il certificato medico per tutti i partecipanti indistintamente dal tipo di difficoltà? Grazie

    1. Grazie. Mi permetto di sottoporre questa risposta datami da un legale sulla stessa domanda, cioè se è necessario il certificato medico:premetto che la risposta è di settembre e si parla di gruppi di cammino..che sarebbero esentati:
      di seguito trova la risposta al quesito che ha sottoposto alla mia attenzione.
      SOLUZIONE: Alla luce di quanto esposto, i “gruppi di cammino” costituiscono un’attività per la quale i partecipanti sono esplicitamente esonerati da qualunque tipologia di certificato medico. Resta tuttavia raccomandato anche per essi un controllo medico con valutazione di eventuali fattori di rischio.
      MOTIVAZIONE: La normativa attualmente vigente prevede tre diverse tipologie di attività:
      1. per l’attività ludico-motoria non serve alcun certificato, essendo soltanto consigliata una valutazione preventiva di rischio presso il proprio medico curante (ex l. n. 98 del 2013, art. 42bis);
      2. per le “attività di particolare ed elevato impegno cardiovascolare patrocinate da federazioni sportive, discipline associate e da enti di promozione sportiva”, è tuttora vigente il disposto del Decreto Balduzzi del 24 aprile 2013, il quale prevede l’obbligo del certificato medico, rilasciato dal proprio medico di base o da Specialista in medicina dello sport, previo controllo medico con rilevazione p.a., elettrocardiogramma basale, step test o test ergometrico con monitoraggio attività cardiaca e altri accertamenti discrezionalmente ritenuti necessari.
      3. Per l’attività sportiva non agonistica la l. 125 del 2013, art. 4, comma 10-septies prevede l’obbligo del certificato medico del proprio Medico di base, o dello Specialista in medicina dello Sport, o da Medico iscritto alla Federazione Medico Sportiva Italiana, previo esame clinico ed elettrocardiogramma secondo le (ancora non emanate) linee guida ministeriali.
      L’art. 3 del Decreto Balduzzi, tuttora vigente, definisce cosa debba intendersi come attività sportiva non agonistica ai fini dell’obbligo di certificazione. In particolare, la lettera b) indica che sono soggetti obbligati al certificato medico (come descritto sopra al punto 3) “coloro che svolgono attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, che non siano considerati atleti agonisti ai sensi del decreto ministeriale 18 febbraio 1982”.
      La definizione di attività sportiva di particolare ed elevato impegno cardiovascolare patrocinate da Federazioni sportive, Discipline associate e da Enti di promozione sportiva include, ex art. 4 del Decreto Balduzzi, tuttora vigente, “manifestazioni podistiche di lunghezza superiore ai 20 Km, granfondo di ciclismo, di nuoto, di sci di fondo o altre tipologie analoghe”. Sono soggetti all’obbligo di certificato medico soltanto i non tesserati partecipanti a manifestazioni non agonistiche o di tipo ludico-motorio, patrocinate dai suddetti organismi.
      L’art. 2 del Decreto Balduzzi, ancora vigente, esclude da qualsiasi obbligo di certificato medico (lettere b e c) “chi svolge, anche in contesti autorizzati e organizzati, attività motoria occasionale, effettuata a scopo prevalentemente ricreativo e in modo saltuario e non ripetitivo” nonché “i praticanti di alcune attività ludico-motorie con ridotto” tra i quali figurano anche i “gruppi cammino e attività assimilabili”.
      Alla luce di quanto esposto, dunque, i “gruppi di cammino” costituiscono un’attività per la quale i partecipanti sono esplicitamente esonerati da qualunque tipologia di certificato medico. Resta tuttavia raccomandato anche per essi un controllo medico con valutazione di eventuali fattori di rischio.
      Resto a disposizione per ogni chiarimento e porgo cordiali saluti.
      Avv. A.L.

    2. Buongiorno. Conosce quanto indica la normativa ed ora ha anche la risposta di un legale. Le consiglio di stampare le linee guida e la risposta dell'avvocato, di conservarle insieme e di tenerle a disposizione qualora dovessero contestarVi la scelta di non aver richiesto il certificato medico.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

  7. Salve, la mia palestra (è una SSD) mi chiede il certificato medico per poter accedere alla sala attrezzi ed allenarmi. E' corretto? La mia non è semplice attività ludico-motoria? Io e gli altri clienti non siamo "tesserati" ma semplici fruitori. Grazie per l'eventuale chiarimento.

    1. Buona sera.
      Indipendentemente dal fatto che siate o meno tesserati, se statuto e/o regolamento della SSD richiede ai fruitori dei servizi il certificato medico per attività sportiva non agonistica, i gestori della SSD possono decidere che chi non è in possesso di tale certificato non abbia accesso agli spazi ed alle attività.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

    2. Grazie per il chiarimento. Il punto è che nel regolamento non è scritto nulla al riguardo ed i gestori dicono che il certificato serve solo ai fini assicurativi perchè, in caso di infortunio, l'assicurazione non copre.
      A prescindere da questo aspetto, Le chiedo, cortesemente, di chiarirmi se l'attività che io svolgo in palestra è ludico-motoria, quindi esente dall'obbligo di certificato medico. In tal caso, infatti, credo che firmando una liberatoria posso accedere anche senza certificato.
      Cordiali saluti

    3. Buongiorno.
      Premesso che non posso essere io a definire cosa è bianco e cosa è nero, una SSD svolge per proprio DNA una attività sportiva dilettantistica. Sono comunque assolutamente d'accordo sulla scelta dei gestori di richiedere il certificato.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

    4. Mi dispiace ma non si tratta delle linee guida che invece sono molto chiare a riguardo. Saluti, Gabriele Aprile

    5. p.s. se posso permettere anche una considerazione personale, oltre a quello che dice la normativa (che è molto chiara) bisognerebbe apprezzare i gestori che ci tengono alla salute dei frequentatori richiedendo il certificato medico!!!!

  8. Buongiorno.
    Sto per fondare un associazione di ballo per organizzare lezioni ed eventi dove le persone praticano liberamente il ballo durante serate di musica. Opterò per l'affiliazione a un ente di promozione sportiva e culturale.
    L'attività che i praticanti svolgeranno sarà quindi di due tipi differenti:
    1. Le lezioni di gruppo seguite da un insegnante
    2. Il ballo libero durante tali serate, che in teoria rientra nelle attività ludico-motorie, non essendoci alcun insegnante che somministri lezioni durante tali eventi.

    In questa situazione per chi é dovuto il certificato?
    Solo per i partecipanti alle lezioni oppure per tutti, dato che risultiamo come associazione sportiva affiliata al CONI?

    In ultima analisi, se optiamo invece per la fondazione di un associazione culturale per la sola promozione del ballo libero, tali obblighi decadono pur affiliandoci a un ente di promozione sportiva e culturale?

  9. Buonasera,
    Volevo sollevare un fatto che per quanto mi riguarda trovo piuttosto assurdo:
    Sono un atleta agonista di sci alpino e discipline veloci con certificato medico rilasciato da un medico sportivo con elettrocardiogramma sotto sforzo visita con elettroncefalogramma ecc
    Nella mia palestra insistono perentoriamente che il mio certificato medico NON è idoneo per quel tipo allenamento che svolgo normalmente in palestra e mi richiedono un certificato medico NON agonistico sostendo l'invaliditá del mio certificato.
    È mai possibile che un certificato medico rilasciato da specialista non sia valido per una attività NON agonistica?

    Grazie mille

    1. Buon giorno. Mi trovo in accordo con Lei dal punto di vista teorico, ma in questo caso, nei fatti, purtroppo è difficile applicare la teoria. Come potrebbe infatti secondo Lei esprimersi un giudice nell'ipotesi di evento lesivo occorso ad un soggetto idoneo alla pratica agonistica dello sci ma colpito da infarto mentre partecipava ad un corso di spinning? Comprendo le Sue perplessità, ribadisco, in parte condivisibili, ma allo stesso modo comprendo il gestore del centro sportivo che frequenta, che per cautela necessita che Lei sia ritenuto idoneo alla pratica dell'attività sportiva non agonistica. Cordialità, Stefano Bertoletti

  10. Buonasera,

    Comprendo a pieno la Sua descrizione, peró quello che ha ribadito non é preciso, in parte.
    O meglio, avendo conseguito un certificato rilasciato da uno specialista di medicina sportiva sono stati effettuati degli accertamenti puntuali e precisi al fine di riscontrare la PIENA idoneità fisico-psico-motoria e per l'appunto scongiurare i mali che potrebbero sopraggiungere in caso di sovra-sforzi (ECG basale, spirometria,esame sotto sforzo sulla bici, sui gradoni e analisi delle urine,elettroncefalogramma ecc).
    Ergo che, un certificato amnestico della dottoressa venga derogato da un certificato fatto da un medico specialista in quanto non si parla di certificati equipollenti ma di un plus che anche il più neofita dei legislatori, riconoscerà per ovvia analogia che il minus è ricompreso nel primo.
    Mi sono allenato sempre e dovunque con il CERTIFICATO MEDICO AGONISTICO e a mio avviso, la misconoscenza della norma non è da parte mia in quanto ho provveduto con la massima accuratezza ad una precisa analisi fisica ed attitudinale della mia salute, ma nella conoscenza della norma da parte del gestore/responsabile della struttura sportiva.

    Porgo i miei migliori saluti.
    Corrado L.

    1. Buon giorno Corrado.
      La ringrazio per il contributo ma a mio modesto parere non si tratta di "misconoscenza della norma", in quanto la citata norma non stabilisce che il minus sia da ritenersi necessariamente ricompreso nel certificato "più completo" né statuisce che il gestore di una ASD/SSD possa farsi bastare il certificato di idoneità agonistica ad un'altra disciplina. Trattasi pertanto a mio avviso più che di "misconoscenza della norma" di vuoto normativo, che non posso che auspicare che qualche legge colmi il prima possibile. Cordialità, Stefano Bertoletti

  11. Buongiorno sono Sara,
    Avrei bisogno di un chiarimento in merito ai certificati medici per attività ludico motorie presso una piscina affiliata al coni.
    La piscina richiede obbligatoriamente il certificato per attività ludico motorie per il mio bambino di 21 mesi. Mi sono informata e la legge non lo ritiene obbligatorio, quindi molto probabilmente la loro richiesta è solo a fini assicurativi. Pertanto volevo sapere se sono obbligata lo stesso a portare il certificato o posso fare io un autocertificazione come consigliata dal mio pediatra? Grazie

    1. Buon giorno Sara.
      L'autocertificazione in tema di idoneità alla pratica sportiva, ai fini di legge, non libera il gestore da responsaiblità. Se però trattasi di attività ludico motorie amatoriali, come da Lei indicato nel Suo questito, il certificato medico non occorre proprio, essendo stato chiaramente abolito dal Decreto Balduzzi, come può leggere qui: http://www.tuttononprofit.com/2013/09/obbligo-di-certificato-medico-per_26.html. Cordialità, Stefano Bertoletti

  12. La ringrazio Dott Bertoletti.
    Pertanto io non sono tenuta a presentare il certificato neanche se me lo richiedono a fini assicurativi? E la piscina può obbligarmi a non far fare il corso di acquaticita al bambino visto che non presenterò il certificato? Comunque il corso di acquaticita viene definito come attività ludica motoria non agonistica.
    Cordialmente Sara

    1. Il certificato medico non occorre per la pratica di attività ludico-motorie-amatoriali. L'attività ludico motoria non agonistica non esiste, poichè o trattasi di attività sportiva non agonistica (per la quale occorre il certificato medico) o di attività ludico motoria, per la quale non occorre alcun certificato medico. Se qualificata come attività sportiva occorre il certificato, diveramente no. Cordialità

  13. Salve, mi preme avere idea di quale tipo di certificazione medica debba essere in possesso uno straniero partecipante a un evento sportivo (supponiamo una gara podistica), se costui non è tesserato per un’ASD/SSD italiana.
    Può semplicemente partecipare se in regola con le norme sanitarie del paese di origine?
    Ho visto su molti siti web di manifestazioni sportive che gli organizzatori richiedono la compilazione di un “health form for competitive sport” che, tuttavia, secondo me è solo un palliativo e non ha alcuna rilevanza in termini legali (benché uno possa pensare che quello sia meglio che niente…).
    D’altra parte non si può pensare che uno straniero, che raggiunge la location di gara magari solo il giorno prima dell’evento (tipicamente nel weekend), possa riuscire a sostenere una visita medico/sportiva in tempo utile.

    Tralascio gli aspetti fiscali della partecipazione di stranieri a eventi organizzati da ASD/SSD italiane, per cui ho chiesto un commento in un post più pertinente.

    1. Buongiorno. Comprendo le Sue considerazioni/perplessità, ma d’altro canto un Ente italiano che organizza sul suolo italiano una manifestazione sportiva, deve attenersi necessariamente alle regole che il Legislatore italiano ha stabilito per dette attività, che prevedono l’obbligo di presentazione di un certificato medico di idoneità sportiva non agonistica/agonistica, a seconda del tipo di evento (e ciò in ragione del fatto che, per il nostro Ordinamento, il diritto alla salute si qualifica come “indisponibile”, e pertanto non è possibile somministrare ad un soggetto un’attività senza essere certi che questo la possa “sopportare” senza riceverne un danno). Cordialità, Stefano Bertoletti

  14. Salve,
    Iscrivendomi in piscina,
    per il certificato medico per la pratica sportiva non agonistica, mi è stato imposto di effettuare visita medica all’interno della struttura (da un medico dello sport). Sono,però, già in possesso di tale certificato (in corso di validità) rilasciatomi dal mio medico. Possono non accettarlo, ribadendo che così è stabilito dal proprio regolamento interno?
    Grazie, Saluti

    1. Buongiorno. La norma dispone l’obbligo di presentazione di un certificato medico per l’attività sportiva non agostica rilasciato secondo le prescrizioni delle linee guida, e pertanto non necessariamente presso il centro sportivo nel quale si intende praticare attività sportiva. Se però il regolamento interno dell’Ente presso il quale intende praticare attività questo stabilisce, per quanto possa essere “curioso” e non per forza condivisibile, occorre rispettare questa regola interna. Cordialità, Stefano Bertoletti

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