Tipologie di attività degli Enti del Terzo Settore e conseguenze sul regime fiscale

Tipologie di attività degli Enti del Terzo Settore e conseguenze sul regime fiscale

Con la pubblicazione della circolare 1/E del 19 febbraio l’Agenzia delle Entrate ha offerto il primo quadro organico di chiarimenti ufficiali sulla disciplina fiscale contenuta nel Codice del Terzo settore (D. Lgs. 117/2017), entrata in vigore per la maggioranza degli enti dal 1° gennaio 2026, partendo dalla disamina delle differenti tipologie di attività esercitabili da un ETS ai fini delle relative conseguenze sul regime fiscale e sulla qualificazione dell’Ente (alla luce dei “test di commercialità“). Inauguriamo quindi un’ulteriore

Associazioni non iscritte al RUNTS: cosa cambia dal 2026?

Dal 1° gennaio 2026 cambierà radicalmente il regime fiscale degli Enti Non Commerciali e delle Associazioni che decideranno di non iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Con l’entrata in vigore del Titolo X del Codice (D. Lgs. 117/2017), infatti, il sistema delle agevolazioni fiscali riservate alle Associazioni (non sportive) subirà una modifica radicale, con profonde conseguenze per tutti gli Enti non commerciali che, per scelta o impossibilità, non aderiranno al RUNTS (in attesa del

Regime fiscale Enti del Terzo Settore: cosa e come cambierà dal 2026?

Regime fiscale Enti del Terzo Settore: cosa e come cambierà dal 2026

Con la “comfort letter” della Commissione Europea del 7 marzo scorso, l’Italia ha ricevuto una comunicazione che è stata da molti interpretata come l’attesa autorizzazione all’entrata in vigore del nuovo regime fiscale degli Enti del Terzo Settore, a partire dal 1° gennaio 2026. Molti altri, tuttavia, si stanno tuttora interrogando sulla reale natura giuridica della comunicazione, per comprendere se costituisca realmente un atto autorizzativo, con tutte le conseguenze che comporterebbe ai fini della piena operatività del titolo