Dimenticato dello Spesometro 2015? Ecco la soluzione!

Cari lettori, qualcuno di voi hanno sentito parlare di Spesometro 2015 solo in questi giorni e non hanno fatto in tempo a presentarlo? Non è il caso di agitarsi, anche perchè non sarebbe comunque possibile portare indietro il tempo!!! Ora vi spieghiamo chi avrebbe dovuto presentarlo e come effettuare il ravvedimento operoso.

L’OBBLIGO DI COMUNICAZIONE RIGUARDA:
– cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali c’è obbligo di emissione della fattura, a prescindere dell’importo (pubblicità e sponsorizzazioni per gli Enti in 398/91);
– cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non c’è l’obbligo di emissione della fattura, se l’importo unitario dell’operazione è pari o superiore a 3.600 euro al lordo dell’IVA;
– operazioni ricevute da soggetti titolari di partita IVA, dai quali sono stati effettuati acquisti rilevanti ai fini commerciali (es: fattura di acquisto delle tute che l’ASD vende ai propri iscritti).
Il termine era il 10 aprile 2015 per i soggetti obbligati che effettuano la liquidazione IVA mensile, il 20 aprile 2015 per chi versa l’IVA trimestralmente ed il 30 aprile per gli operatori finanziari (l’ultimo termine è in scadenza).

Cosa potrebbe accadere a chi non ha presentato per tempo lo Spesometro? E’ prevista per gli inadempienti una sanzione amministrativa tra un minimo di 258,00 euro ed un massimo di 2.065,00 euro.

COME FARE PER SANARE?
– Nel caso di ritardo nella presentazione ed invio dello Spesometro è possibile attivare il ravvedimento operoso entro un anno dalla scadenza originaria attraverso il pagamento contestuale all’invio del modello di una sanzione ridotta ad 1/8 del minimo (32 euro) con F24 utilizzando il codice tributo 8911.
– Nel caso di avvenuta contestazione di non presentazione dello Spesometro è ammessa la definizione agevolata, che prevede la riduzione della sanzione ad 1/3 (tra 86,00 euro e 688,00 euro).

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