Obbligo di fattura elettronica per gli Enti Non profit senza partita IVA?

Cari lettori in questi giorni, quasi allo scadere del termine ultimo (31 marzo 2015) prima dell’entrata in vigore dell’obbligo di emissione di fattura elettronica da parte dei fornitori delle Pubbliche Amministrazioni (ne avevamo parlato già QUI), un’interrogazione parlamentare (la n. 5-05002, consultabile QUI) posta il 12 marzo scorso alla Commissione Finanze della Camera ha chiarito taluni aspetti relativi a questo adempimento.

Non si lascino prendere da troppo facili entusiasmi tutti coloro che hanno appreso la notizia della risposta all’interrogazione parlamentare leggendo titoli del tipo “nessun obbligo di fatturazione elettronica per gli Enti Non Profit” perchè le cose non stanno proprio così … o meglio … stanno così solo a certe (evidenti e già note) condizioni. Infatti l’obbligo tassativo di emissione della fatturaPA riguarda tutti quei soggetti che:
– effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi in favore delle Pubbliche Amministrazioni e degli Enti Pubblici (QUI l’elenco dei soggetti obbligati),
– sono obbligati non soltanto ad emettere ma anche a trasmettere, conservare e archiviare le relative fatture secondo la disciplina propria della fattura elettronica.

Che vuol dire? Che non sono tenuti all’adempimento quegli Enti Non Profit che non hanno obblighi di fatturazione verso la Pubblica Amministrazione. In altre parole, i soggetti che già prima non erano tenuti ad emettere fattura verso la Pubblica Amministrazione (magari perchè si trovavano in una delle ipotesi che avevamo analizzato QUI) continuano a non rientrare nell’ambito di applicazione del citato obbligo, permanendo per essi la possibilità di certificare le somme percepite sulla base di convenzioni stipulate con le Pubbliche Amministrazioni anche solo emettendo una semplice nota di debito in forma cartacea.
Sostanzialmente dunque, chi già prima non soggiaceva all’obbligo di emissione di fattura nei confronti della Pubblica Amministrazione continua ad essere sollevato da questo adempimento, ma chi invece non rientra nei citati casi di esonero a far data dalla scadenza dovrà necessariamente procedere all’emissione della fatturaPA per poter vedersi liquidate le proprie spettanze, dal momento che in forza del D.M. n. 55/2013 le fatture cartacee non potranno più essere accettate (e saldate) da parte della Pubblica Amministrazione.

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2 commenti

  1. BUONGIORNO , ho bisogno di un consiglio ..
    ho una ASD e devo prendere in affitto una piscina per dei corsi di nuoto .
    la stessa piscina deve rilasciarmi fattura per il pagamento , sul quale io devo pagare iva e loro le tasse
    Puo’ effettuare una fattura la piscina esente iva , dal momento che io non possiedo partita iva … ?
    o può emettere una semplice ricevuta fiscale o quant’altro che dimostri solamente il contributo spese che io verso alla piscina ?? senza in questo modo fare pagare l’iva a me che non posso nemmeno scaricarla successivamente .

    1. Buonasera. E’ il titolare dello spazio che lo concede in uso alla ASD a dover verificare quele sia il documento fiscale idoneo da emettere per regolarizzare il rapporto tra le parti, e non la “sua” ASD. In ogni caso, a fronte di quanto indicato, se trattasi di “affitto spazi” la soluzione corretta prevede l’emissione di apposita fattura, con tutte le conseguenze del caso per entrambe le parti. Cordialità, Stefano Bertoletti

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