PAZZIA: Guida al certificato penale del casellario richiesto dal datore di lavoro

IL CASO: alle ore 10 circa del 10 aprile 2014 (anche se sul fondo è riportato “aggiornamento: 9 aprile 2014” …), il Ministero della Giustizia ha pubblicato “Guida al certificato penale del casellario richiesto dal datore di lavoro” (consultabile QUI), a seguito della pubblicazione dell’ultima nota interpretativa (di cui abbiamo già parlato QUI). Nella pagina sono presenti 3 sezioni: Scheda, Dove e Moduli.

Nella sezione Scheda il Ministero definisce il “datore di lavoro privato, inteso anche come associazione/organizzazione di volontariato quando intenda impiegare una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori …“… la parte che segue già la conoscete (interessante che abbiano citato le Associazioni …).

Qualche riga dopo si legge “L’obbligo di richiedere il certificato sorge solo quando si intenda stipulare un contratto di lavoro e non quando ci si avvalga di semplici forme di collaborazione. La richiesta non va ripetuta alla scadenza della validità del certificato e non va presentata per le persone già impiegate alla data di entrata in vigore della normativa (6 aprile 2014). La richiesta va presentata dal datore di lavoro, munito di documento di riconoscimento in corso di validità, o da persona da lui delegata, utilizzando l’apposito modello, previa acquisizione del consenso della persona interessata. Il certificato ha una validità di 6 mesi dalla data di rilascio”.

Alcune riflessioni sulla parte in rosso: come si rapportano tra loro le due frasi? Che senso ha affermare prima che la richiesta del certificato non vada ripetuta alla scadenza e poi che il certificato valga in ogni caso 6 mesi dalla data di rilascio? Per non parlare della parte in blu: che senso ha non richiedere la certificazione a chi era già impiegato prima della data di entrata in vigore della normativa? Non si stravolge forse in questo modo la presumibile ratio della norma che intendeva (con ragione ed alla buon ora!!!) tutelare i minori …?

Da quando ciò che fa comodo vale di più della Legge? Dovremo mica pensare che per smaltire la miriade di richieste che la legge ha suscitato si sia deciso con note interpretative (non leggi) di applicare la norma non a favore dei suoi reali destinatari (i minori!!!) ma piuttosto non a danno di coloro che avrebbero dovuto lavorarci e che in questi giorni di certo hanno spolverato le loro scrivanie?

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2 commenti

    1. Buongiorno. Chiedere il certificato penale per una questione etica sarebbe cosa buona e giusta. Secondo le interpretazioni del Ministero, i volontari sono esentati.
      Buon pomeriggio, Gabriele Aprile

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