Agenzia Entrate, circolare 18/E: chiarimenti (e novità!?) per tutte le associazioni e società sportive dilettantistiche

La circolare 18/E di Agenzia Entrate dello scorso primo agosto, figlia di un lavoro pluriennale che ha visto il CONI seduto al medesimo tavolo tecnico voluto dalla stessa Amministrazione Finanziaria, è nata con l’obiettivo di approfondire e chiarire alcune tematiche fiscali riguardanti le associazioni e le società sportive dilettantistiche (quelle senza fini di lucro, perché le lucrative non sono, di fatto, mai davvero esistite).

In questa vengono dapprima affrontati numerosi aspetti riguardanti il regime fiscale individuato dalla legge n. 398 del 16 dicembre 1991 (quella che disciplina le attività commerciali connesse per tutte le ASD e le SSD); poi l’approfondimento si sposta su profili riguardanti l’applicazione dell’articolo 148, comma 3, del TUIR, relativo all’esclusione da imposizione, ai fini delle imposte sui redditi, delle attività istituzionali; ed infine si conclude con un chiarimento circa la previsione agevolativa che riguarda l’esenzione dall’imposta di bollo per taluni organismi sportivi.

Il risultato è un documento assai corposo, che dopo una “ricognizione delle previsioni agevolative concernenti il regime tributario delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche senza fini di lucro” (dalle agevolazioni fiscali alle loro rispettive qualificazioni tributarie, passando per i requisiti costitutivi, il trattamento dei proventi non istituzionali ed il raccordo con la Riforma del Terzo Settore), dedica ampio spazio a numerosi quesiti (21), sui quali la stessa Agenzia Entrate esprime (con chiarezza) la propria posizione.

Nei prossimi articoli, dunque, passeremo in rassegna tutte le indicazioni fornite da Agenzia Entrate nella circolare 18/E, con l’obiettivo non solo di evidenziare il punto di vista dell’Amministrazione Finanziaria sul tema trattato, ma soprattutto le chiavi interpretative, la “ratio legis” (a monte) e gli adempimenti connessi alle varie precisazioni rese, alcune oramai note ed in linea con le indicazioni precedenti, altre, per così dire, innovative … Dall’elenco che segue sarà quindi possibile accedere a tutti gli approfondimenti che, nel tempo, verranno pubblicati, con collegamento diretto a ciascun articolo sul tema in questione (anche se di molti abbiamo già, negli anni passati, fornito taluni spunti di riflessione):

  1. mancata comunicazione alla SIAE dell’opzione per il regime di cui alla legge n. 398 del 1991;
  2. connessione con gli scopi istituzionali dei proventi soggetti al regime di cui alla legge n. 398 del 1991;
  3. contributi erogati da enti pubblici;
  4. tracciabilità dei pagamenti e dei versamenti;
  5. decadenza dal regime di cui alla legge n. 398 del 1991 in caso di superamento del limite di proventi commerciali di euro 400.000;
  6. determinazione del reddito imponibile e dell’IVA in caso di decadenza dal regime di cui alla legge n. 398 del 1991;
  7. effetti della mancata tenuta del modello previsto dal decreto del Ministro delle finanze 11 febbraio 1997 sulla fruibilità del regime fiscale di cui alla legge n. 398 del 1991;
  8. effetti della mancata tenuta del rendiconto previsto per le raccolte pubbliche di fondi;
  9. certificazione dei corrispettivi per assistere alle manifestazioni sportive dilettantistiche;
  10. applicabilità al regime di cui alla legge n. 398 del 1991 alle Federazioni Sportive Nazionali ed alle Discipline Sportive Associate;
  11. regime fiscale delle prestazioni rese ai tesserati delle Federazioni Sportive Nazionali, degli Enti di Promozione Sportiva e delle Discipline Sportive Associate;
  12. obbligo di devoluzione del patrimonio;
  13. democraticità del rapporto associativo;
  14. violazione degli obblighi statutari concernenti la democraticità del rapporto associativo;
  15. quote ricevute dall’associazione o società sportiva dilettantistica senza fini di lucro per garantire la custodia delle attrezzature e dei beni ed il ricovero degli animali utilizzati nella pratica sportiva dilettantistica;
  16. promozione della pratica dell’attività sportiva dilettantistica;
  17. conseguenze in caso di tardiva presentazione del Modello EAS;
  18. trattamento fiscale della cessione, da parte di associazioni e società sportive dilettantistiche senza fini di lucro, dei diritti alla prestazione sportiva dell’atleta;
  19. trattamento fiscale della cessione, da parte di associazioni e società sportive dilettantistiche senza fini di lucro, di diritti alla partecipazione al campionato;
  20. quantificazione dell’IVA in sede di accertamento in caso di riqualificazione come commerciale dell’attività svolta dall’associazione sportiva dilettantistica in favore degli associati;
  21. esenzione dall’imposta di bollo.

Nelle prossime settimane, così come già è accaduto, numerosi commentatori diranno la loro su questa circolare: ci auspichiamo così di poter contribuire con i nostri articoli a rendere questo documento di prassi il più noto (per capire e non sbagliare) e comprensibile possibile.

Ci leggiamo presto!

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