Associazioni e Società Sportive: è possibile “sfruttare” l’immagine dei propri iscritti? E se sono minori d’età?

Quante volte vengono utilizzate immagini di iscritti per promuovere sui social network (o sul web) le attività di un Ente Non Profit? E quante volte l’Ente in questione “sfrutta” l’immagine di minori? Una recente sentenza del Tribunale di Mantova ha portato alla ribalta un profilo troppo spesso “snobbato” dai gestori di Associazioni in genere e Società Sportive Dilettantistiche.

L’inserimento di foto di minori sui social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi in quanto ciò determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini dopo averli visti più volte in foto on-line, non potendo inoltre andare sottaciuto l’ulteriore pericolo costituito dalla condotta di soggetti che “taggano” le foto on-line dei minori e, con procedimenti di fotomontaggio, ne traggono materiale pedopornografico da far circolare fra gli interessati, come ripetutamente evidenziato dagli organi di polizia.

Comportamento questo che integra violazione della «tutela dell’immagine», contemplata dall’articolo 10 del codice civile, della «tutela della riservatezza dei dati personali», prevista dal Codice della privacy, nonché della Convenzione di New York nel punto in cui stabilisce che «nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione» e che «il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti».

Sono questi i passaggi più rilevanti di una sentenza recentemente pubblicata dal Tribunale di Mantova e ripresa dai principali organi di informazione, dalla carta stampata alle TV. Se Vi state (legittimamente) chiedendo cosa interessi a Voi, gestori di Enti Non Profit, visto che la sentenza muove dalla richiesta di rimuovere dai social le foto dei figli minori promossa da un padre separato nei confronti della ex moglie, Vi invitiamo a leggere le prossime righe …

Già perchè quante volte per promuovere le attività sociali, farsi conoscere sul web (soprattutto sui social network …), migliorare la propria credibilità e, perchè no, farsi un po’ di sana pubblicità (con tutti i limiti del caso per un Ente senza finalità di lucro) … avete deciso di pubblicare foto di minorenni iscritti ai Vostri corsi?
La sentenza, a firma del Giudice Mauro Bernardi, che potrà essere confermata (o meno) da un futuro orientamento giurisprudenziale, ha chiarito come nel caso di minori risulti indispensabile il reciproco consenso di entrambi i genitori per l’utilizzazione/diffusione delle loro immagini, sui quali questi esercitano la potestà genitoriale.
Dello stesso parere anche il noto penalista Carlo Blengino (esperto altresì in diritto delle nuove tecnologie e protezione dei dati), che di recente ha affermato che “quando apro un social network e vedo mamme e papà con i propri figli minorenni penso sempre che sia un atto di profonda ignoranza. Ancora non ci rendiamo conto di cosa significhi lanciare le immagini nell’infosfera” ed il Garante della Privacy Antonello Soro, per il quale “recenti ricerche confermano che la pedopornografia in rete, e in modo particolare nel dark web, è in crescita vertiginosa. Nel 2016 le immagini censite sono state pari a due milioni, quasi il doppio rispetto all’anno precedente“.

E ADESSO PER LE ASSOCIAZIONI/SOCIETÀ SPORTIVE COSA CAMBIA?
Premesso che, ad oggi, nessuna nuova legge oltre quelle attualmente vigenti (nazionali, D. Lgs. 196/2003, e non), ha modificato il panorama normativo, posto che per i maggiorenni è indubbia la necessità che gli stessi autorizzino espressamente e personalmente al trattamento/sfruttamento della propria immagine (evidentemente mediante un modulo ad hoc), per i minori si richiede un’attenzione ancor maggiore, visto che il “via libera” di un solo genitore potrebbe (il condizionale è d’obbligo) non essere più sufficiente.
Prima quindi di dare per scontato che “si possa fare” o che comunque “non ci sia nulla di male” (frasi che le nostre orecchie hanno sentito più volte …), verificate scrupolosamente di aver ottenuto l’autorizzazione (scritta) allo sfruttamento dell’immagine di un Vostro iscritto, sia esso un socio o un tesserato, e nel dubbio Vi invitiamo a valutate soluzioni alternative (… come una banca immagini).

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