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lunedì 14 novembre 2016

Come può un'Associazione Non Profit evitare il disconoscimento della natura di Ente Non Commerciale?

Il rispetto delle previsioni statutarie di un'Associazione Non Profit attraverso una gestione democratica e trasparente anche nella sostanza può garantire la "tenuta" dell'Ente a fronte di un accertamento fiscale che ne sosteneva il disconoscimento della natura non commerciale.

E' proprio di oggi un interessante articolo di Eutenkne (consultabile QUI) che muove da un pronunciamento di una Commissione Tributaria Regionale per confermare ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, principi e criteri che oramai da anni andiamo raccontando in questo blog di approfondimento sulla gestione delle Associazioni Non Profit. Eh già perchè il passaggio cruciale della sentenza ribadisce a chiare lettere che "l'organizzazione dell'ente, rispecchiata nelle norme statutarie ..., e la concreta gestione amministrativa ..., devono consentire in via solo potenziale il coinvolgimento e la libera partecipazione degli affiliati, ma non possono certo coartarne la necessaria presenza fisica" per poi concludere che "lo scarso interesse e l'esigua partecipazione ... non può essere pregiudizievole a tal punto da ritenerne mutata la natura".


Sfruttiamo quindi questa sentenza (CTR Potenza n. 280/2/16) sotto il profilo didattico per alcune riflessioni fondamentali sia per i gestori di lunga data che per coloro che si apprestano a costituire un'Associazione e devono ancora comprenderne le implicazioni sotto il profilo della responsabilità:

1. Uno statuto a norma, rispettoso del corposo complesso normativo che riguarda gli Enti Non Commerciali oltre che coerente con lo spirito alla base della costituzione di un'Associazione Non Profit rappresenta sempre un fondamentale punto di partenza: statuti irregolari sotto il profilo formale o, peggio ancora, recanti disposizioni contrastanti con la natura ideale e non lucrativa delle Associazioni possono essere indice di criticità ben peggiori ...

2. La partecipazione alle assemblee sociali rappresenta, per i soci, un diritto, e non un dovere. E' dunque un obbligo per il Consiglio Direttivo quello di convocare l'assemblea sociale secondo le previsioni statutarie, ma nulla di più ... poichè non è possibile costringere i soci a partecipare. Può sembrar per molti una precisazione banale, ma troppo spesso molti PVC/avvisi di accertamento tendono a confondere il diritto di partecipazione/votare dei soci con un obbligo/dovere di partecipazione ...

3. Non ribadiremo mai abbastanza quanto la corretta tenuta e sottoscrizione dei registri verbali, a ri-prova di una vera vita associativa, trasparente e democratica, possa far la differenza in sede di accertamento fiscale: quale miglior strumento per "certificare" la condivisione dei principi ispiratori alla base dell'Ente se non libri verbali sottoscritti dall'Organo Direttivo e da tutti i soci presenti alle riunioni ...?

4. Non bastano mere presunzioni per sostenere (con ragione) il disconoscimento della natura di Ente non commerciale di un'Associazione: occorre una verifica sostanziale dell'Ente e delle prassi da questo adottate.

Verificare con attenzione prassi e modalità gestionali adottate PRIMA di un accertamento fiscale può evitare guai ben peggiori DOPO ... ATTENZIONE!

© riproduzione riservata

Volete sapere di più? Consultate le nostre guide (cliccando QUI) e richiedete un aggiornamento periodico e approfondito sulle tematiche gestionali e giuridico-fiscali di tutti gli Enti non Profit (ASD, OdV, ONLUS, APS, SSD, ...) cliccando QUI.

Stefano Bertoletti
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