Iscriviti alla nostra newsletter!

lunedì 15 febbraio 2016

Compensi agli sportivi dilettanti ex lege 342/2000

Qualche riflessione: l’annoso tentativo di chiarire (o confondere)  la corretta applicazione della legge 342/2000 (i "famosi" 7500 euro/anno che possono essere corrisposti da un Ente Sportivo ai propri collaboratori sportivi in completa esenzione fiscale e contributiva).

Il Ministero della Sanità ha emanato il decreto 13/03/1995 che contiene norme specifiche per la tutela sanitaria degli sportivi professionisti affiliati alle seguenti Federazioni:
- Federazione Italiana Gioco Calcio (F.I.G.C.)
- Federazione Pugilistica Italiana (F.P.I.)
- Federazione Ciclistica Italiana (F.C.I.)
- Federazione Motociclistica Italiana (FMI)
- Federazione Italiana Golf (F.I.G.)
- Federazione Italiana Pallacanestro (F.I.P.).
Si comprende la portata di quanto detto se si pensa che ad oggi il CONI ha riconosciuto il professionismo solo per 6 Federazioni Sportive Nazionali, ovvero calcio, motociclismo, ciclismo, pugilato, golf e pallacanestro.


Sulla base di questa evidenza, una riflessione forte ci pare necessaria. Taluni hanno pubblicato la seguente tesi (paradossale e del tutto non condivisibile per chi scrive): solo e soltanto all’interno delle 6 discipline sportive professionistiche di cui sopra possono svolgere attività allenatori e istruttori, quale professione e “lavoro” autonomo (in base magari ad una specifica preparazione e corso di studi), e pertanto solo nel caso di esercizio di attività all'interno delle citate discipline sportive essi potranno versare i contributi previdenziali, in quanto esercenti attività di "lavoro" nel senso tecnico del termine.

In tutte le altre discipline sportive dilettantistiche, nessun lavoratore autonomo può quindi versare i contributi? Facciamo un esempio: se Giuseppe, dopo aver conseguito la laurea in scienze motorie e aver ottenuto alcuni brevetti Federali, attiva una serie di rapporti con 5 differenti tennis club (Associazioni Sportive Dilettantistiche o Società Sportive Dilettantistiche), oppure presso alcuni sci club (ASD o  SSD), oppure ancora presso alcune società o associazioni che si occupano di danza sportiva o di ginnastica (in acqua o in palestra), pur essendo questo l’unico (o quasi, visto che magari riesce a percepire … 15/25.000 euro annuali) reddito da cui “ottiene il proprio sostentamento”, di fatto non potrà mai versare un euro di contributi previdenziali? Infatti per poterlo fare dovrebbe operare solo in attività di calcio, motociclismo, ciclismo, pugilato, golf e pallacanestro. Da ciò si dovrebbe desumere quindi che i maestri di sci ed i maestri di tennis (intesi quali professionisti con partita IVA) non esistono?!? Oppure forse operano erroneamente nelle discipline sportive del calcio, motociclismo, ciclismo, pugilato, golf e pallacanestro e … non se ne sono accorti?

Sarebbe a dire che, secondo questa ipotesi, chi opera nelle discipline sportive (con esclusione delle 6 di cui sopra dove, per la stessa “ragione/invenzione”, nessuno sportivo dilettante potrebbe trovare alloggio),  ha dunque un esonero, anzi una immunità contributiva? Davvero così stanno le cose e non si tratta di uno scherzo? E la ragione quale sarebbe? Che bisogna tutelare lo sport dilettantistico non facendo pagare i contributi a questa categoria particolarmente meritevole? Quindi  lo sono di meno gli operatori sociali, gli infermieri e i medici? Quando ci siamo persi questa rilevantissima novità? E perché non spiegare allora agli studenti di scienze motorie e  dell’Università Italiana che se vogliono evitare di pagare i contributi, è sufficiente che lavorino nel mondo sportivo dilettantistico ...?
La legge 342/ 2000 non è il caso di leggerla per intero?
Se e quando valenti esperti del settore ed esimi studiosi pensano di poter far passare o immaginare questa idea, sono pregati di esporsi e di scrivere con chiarezza questo concetto, assumendosene la piena responsabilità. L’informazione non si attiva con la tecnica del dire/non dire, ma con la chiarezza che ne è prerequisito.
E presso i centri sportivi,  quando un semplice accertamento potesse dimostrare che le cose non stanno così, se vi fosse un provvedimento di sospensione dell’attività, per una grave violazione degli obblighi contributivi in materia di lavoro (di fatto), quale sarebbe la credibilità e la reputazione di questo settore e di coloro che operano in questo comparto?
E quali conseguenze personali patirebbero i legali rappresentanti di quel centro?
Si vuole forse porre il quesito con chiarezza al Ministero del Lavoro e all'INPS?

Certo, appare semplice ergersi a paladini di un settore per portare a casa consensi, spiegando che il settore pare godere di benedizione Divina e di immunità contributiva ... ma non è che qualcuno sta confondendo clamorosamente il significato del termine “professionistiche”, riferibile alle discipline sportive (in quanto presenti atleti che svolgono quella funzione come  professione) con il termine “professionista” riferito a quel soggetto che in quel settore svolge la propria professione e con quei redditi vive, perché quello è il suo lavoro, tecnicamente definito?

Grazie per ogni serio e motivato contributo di riflessione.

© riproduzione riservata

Volete sapere di più? Consultate le nostre guide (cliccando QUI) e richiedete un aggiornamento periodico e approfondito sulle tematiche gestionali e giuridico-fiscali di tutti gli Enti non Profit (ASD, OdV, ONLUS, APS, SSD,...) cliccando QUI.

Per restare aggiornati sugli altri articoli e sui nostri interventi, occorre cliccare su "ricevi le notifiche" nella pagina di facebook di Tutto Non Profit dopo aver cliccato su "Mi piace".
 
Per iscriverVi alla nostra newsletter gratuita inserire la Vostra mail in alto 

Dott. Alberto Gambone info@movidastudio.it
Dott. Stefano Bertoletti stefano@movidastudio.it

Su Facebook: Equipe Movida e Tutto Non Profit
Su Twitter: @EquipeMovida
Su Google+: Tutto Non Profit
Su Linkedin: Equipe Movida

2 commenti:

  1. Volevo segnalare che la federazione motociclistica pare sia tornata tra i dilettanti da circa 3 anni ... Fonte l'Avv. Martinelli ad un convegno a Bologna il 14/12/2015 ... quindi le federazioni che attualmente hanno disciplinato al loro interno settore professionistico sono 5 ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno. Grazie per il contributo: in ogni caso la Federazione Motociclistica Italiana figura tra quelle che al proprio interno hanno riconosciuto il settore professionistico. Cordialità, Stefano Bertoletti

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...