Certificato medico non agonistico: il CONI indicherà i “tesserati” obbligati entro il 31 maggio 2016

Cari lettori, benvenuti ad un nuovo episodio del serial “certificato medico per idoneità sportiva non agonistica: ecco come complicarsi la vita per spiegare chi deve presentarlo”.

Breve riassunto delle puntate precedenti: ci eravamo lasciati con una nota esplicativa del 16.06.2015 (oggetto QUI di nostro specifico approfondimento) che demandava al CONI il compito di “impartire … entro il 31 ottobre 2015, idonee indicazioni alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate e agli Enti dipromozione sportiva riconosciuti dallo stesso CONI, affinchè distinguano, nell’ambito di tali attività  (n.d.r. sportive non agonistiche):
a) i tesserati che svolgono attività sportive regolamentate;
b) i tesserati che svolgono attività sportive che non comportano impegno fisico;
c) i tesserati che non svolgono alcuna attività sportiva.
Ciò al fine di limitare alla sola categoria sub. a) l’obbligo di certificazione sanitaria
“.
Il 07.07.2015 veniva poi emanata una risoluzione dalla Commissione Affari Sociali sulla “Applicazione delle linee guida in materia di certificati medici per l’attività sportiva non agonistica” (anche questa oggetto QUI di nostro specifico approfondimento.

Ebbene, è di pochi giorni orsono una nota integrativa della sopra citata nota del 16 giugno scorso esplicativa del decreto del Ministero della Salute emanato in data 8 agosto 2014 recante le “Linee Guida di indirizzo in materia di certificati medici per l’attività sportiva non agonistica” con la quale si è differito al 31 maggio 2016 il termine entro il quale il CONI dovrà impartire, di concerto con il Ministero stesso, idonee indicazioni per consentire di distinguere nell’ambito delle attività sportive non agonistiche i “tesserati” effettivamente assoggettati al citato obbligo di certificazione e ciò in ragione del fatto che “la diversità delle discipline sportive  … impone necessariamente un supplemento di analisi per individuare le tre tipologie di tesseramento“.

Ferme pertanto tutte le perplessità già espresse il giugno scorso (come sarebbe possibile ritenere escluso dall’obbligo di certificazione sanitaria uno “sport”, tecnicamente definito tale, praticato da un’Associazione o Società Sportiva Dilettantistica iscritta al Registro Nazionale del CONI viste le chiare disposizioni normative, e dunque non contenute all’interno di una nota …, che impongono l’obbligo per tutti “coloro che svolgono attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI …“), restiamo ora ancor di più in trepidante attesa di conoscere le determinazioni del CONI sul punto.

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2 commenti

  1. Gentilissimi,
    sono la presidentessa di una neonata ASD che organizza corsi di danza del ventre fusion, danza teatro, danza contemporanea e danze popolari, oltre a proporre spettacoli ed esibizioni a teatro e in occasione di festival cittadini.
    Ci siamo affiliate all'AICS, con il quale ci tesseriamo per poter essere assicurate, ed iscritte al CONI.
    Le nostre danze però oltre che di carattere amatoriale e non-agonistico sarebbero meglio definite come ludico-motorie, nel senso che mirano in particolare al raggiungimento e al mantenimento del benessere psico-fisico della persona attraverso la danza.
    Ogni associata che partecipa alle lezioni pratiche (1 volta a settimana) è libera di scegliere se fare un esercizio ascoltando il proprio corpo o rinunciarvi,e riteniamo strettamente volontaria e facoltativa ogni azione compiuta durante lo svolgimento delle attività proposte.
    Ora, essendo che la normativa è in continua evoluzione e che noi siamo abbastanza borderline come associazione per ciò che concerne le nostre attività, non riusciamo a capire se abbiamo l'obbligo del certificato medico come richiesto per le attività sportive non agonistiche o se siamo da intenderci come attività sportiva ludico-motoria/amatoriale e ne siamo esonerate. Il nostro ente di affiliazione non ha saputo darci una risposta definitiva in merito, consigliandoci tuttavia nell'incertezza di richiederlo alle nostre associate per tutelarci in caso di problemi.
    Qualcuno di voi riuscirebbe ad illuminarmi?
    Più cerco, più mi informo e meno ci capisco!!!

    Vi ringrazio anticipatamente

    1. Buongiorno. Se l'Ente è un'associazione sportiva dilettanstistica iscritta al CONI ed i corrispettivi che riceve dai soci per partecipare alle proprie attività li considera istituzionali in ragione del fatto che sono coerenti con gli scopi sociali dello stesso, non v'è dubbio alcuno che il certificato medico di idoneità sportiva non agonistica debba essere richiesto a coloro che partecipano alle attività proposte. Se invece si trattasse di un ente non sportivo che propone attività ludico-motorie il certificato medico non dovrebbe essere richiesto secondo le previsioni normative attuali. Cordialità, Stefano Bertoletti