Certificato medico sportivo: obbligatorio per le lezioni di prova? E nel caso di affitto campi/spazi?

La decisione di scrivere un ulteriore articolo di approfondimento su questi temi nasce dall’esigenza di fornire un contributo sintetico e diretto per cercare di chiarire le nostre valutazioni sul tema del certificato medico per lo svolgimento di attività sportive dilettantistiche.

Obbligo di certificato medico: premesso che è perfettamente inutile piangere dopo un grave malore e accorgersi in quel momento che l’accusa potrebbe essere quella di omicidio colposo, visto che il diritto alla salute è un diritto indisponibile (Costituzione della Repubblica Italiana, art. 32), è del tutto evidente che in attesa di  eventuali novità sul piano normativo, non possiamo che confermare quanto già esposto.
Se le attività erogate infatti sono sportive (corso di tennis, ….) e non ludico motorie (corso di teatro, …) e l’Ente che le somministra è un’associazione o una società sportiva, e pertanto iscritta al registro CONI, nonché affiliata ad un Ente di Promozione Sportiva oppure ad una Federazione Sportiva Nazionale, l’obbligo è del tutto evidente.
Se qualcuno inventa ragioni normative che non sono presenti né nel testo normativo, né nelle linee guida, svolge un’azione meritoria di censura, ma soprattutto se e quando dovesse verificarsi il caso grave potrebbe ritrovarsi a rispondere di quanto erroneamente scritto, soprattutto se le considerazioni non corrette fossero esposte su carta intestata di un Ente pubblico.
Constatiamo altresì che alcuni medici (alcuni, altri invece hanno un parere opposto …) continuano a ripetere che il certificato medico per l’attività sportiva non agonistica non serve a nulla. Non essendo medici ci limitiamo a rispondere che nel nostro amato Paese le leggi vanno scritte da coloro che abbiamo votato e che siedono in Parlamento. Dopodiché da parte nostra ci limitiamo a ripetere che occorre rispettare una norma, e in un Paese di diritto eventualmente prima si modificano le leggi poi si rispettano le modifiche. Se poi qualche valente scienziato vorrà mostrare le prove scientificamente validate di quanto espone, credo che la politica non potrà che tenerne conto.

Lezione di prova: riteniamo che sostenere che non serva richiedere il certificato medico è semplicemente una sbandata clamorosa. Se somministro un’attività sportiva attraverso un Ente (ASD o SSD) iscritto al registro CONI, è mio preciso dovere accertarmi che la persona sia nelle condizioni psicofisiche idonee per potervi partecipare senza che questo possa cagionarle un danno. Sono un medico? No? E chi, di grazia, può svolgere questa funzione? Per maggiori delucidazioni sulla questione, magari chiedere ad un giudice … magari è meno utile chiedere ad un venditore di aria … Svolgere la funzione del consulente pone precise responsabilità e non si tratta di stare dalla parte di qualcuno, ma semplicemente dalla parte della verità e dell’etica professionale. Naturalmente ogni lettore può scegliere di credere a chi ed a ciò che gli pare.

Affitto campi: se affitto un campo da tennis per giocare un’ora con mio fratello, sono io il responsabile di verificare se mi ritengo o meno idoneo a svolgere quell’attività sportiva. Il gestore dei campi da tennis non somministra alcuna attività diretta (lo sarebbe un corso di tennis …), ma semplicemente è responsabile di affittarmi un campo conforme. Se vado a correre in città e accuso un malore non è responsabile a prescindere il Sindaco del  mio Comune … ma se un tombino è rimasto aperto e senza segnalazione e ci cado dentro, esiste una precisa responsabilità, no?

Quindi proprio nessuna novità e nessuna “scoperta dell’acqua calda” per cortesia, altrimenti non facciamo altro che confondere i lettori. I responsabili di ASD/SSD hanno necessità di informazioni chiare e certe, e coloro che si assumono la responsabilità di scriverle, presenti inclusi, hanno il preciso dovere di fare informazione senza secondi fini.

Ultima considerazione personale: sentiamo spesso ripetere che il certificato medico è uno spreco di soldi e di tempo. Premesso che ognuno può pensarla come crede, che senso ha sciacquarsi la bocca con concetti di prevenzione, sport sicuro, spot in sicurezza, …? Quanto spendiamo ogni anno per il tagliando della nostra auto? Nostro figlio merita forse qualcosa di meno? Perché dopo 4 anni anche se faccio 300 km all’anno ogni due ho l’obbligo di revisionare la mia auto? Perché nessuno (giustamente) si scandalizza? Se poi il meccanico in 30 secondi rilascia la conformità, questo non significa per nulla che tutti i meccanici svolgano così il proprio mestiere, e parliamo di meccanici …

Non è forse arrivato il momento di smettere di scrivere che è giusto solo ciò che mi conviene e stringerci intorno al concetto di sicurezza e prevenzione?

Tutto Non Profit © riproduzione riservata – VOLETE SAPERNE DI PIÙ? Consultate le nostre Guide (cliccando QUI) e richiedete un aggiornamento periodico e approfondito sulle tematiche gestionali e giuridico-fiscali di tutti gli Enti non Profit (ASD, OdV,ONLUS, APS, SSD, …) cliccando QUI.

(Visited 216 times, 1 visits today)

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

10 commenti

  1. concordo con le informazioni date.

    Non concordo quando si entra nel merito dei concetti:
    se uno stato vuol dare l'idea di tenere alla salute dei suoi cittadini, allora non deve permettere che qualcuno si possa mettere a correre in un parco o affittare un campo da gioco, senza portarsi dietro il certificato agonistico. Altrimenti si deve dare a tutti la possibilità di poter scegliere se rischiare di fare attività, nonostante gli sia stato rilasciato un certificato di NON idoneità.

    il certificato DEVE essere obbligatorio per tutti e gratuito per i minorenni, ma il suo risultato non dovrebbe comunque impedire al non idoneo di poter fare sport (a quel punto, sotto la propria esclusiva responsabilità).

    uno stato che invece ritiene che per fare educazione fisica a scuola, o un qualsiasi sport "fai da te", non ci sia la necessità di controlli, mi pare quanto di più ipocrita si possa pensare:
    dove volete che vadano coloro che non son stati ritenuti idonei?
    o si obbligano a fare "sport fai da te", o si obbligano a restare inl divano.
    in entrambi i casi, non mi pare che la cura sia sempre migliore del male

    1. Buongiorno, e grazie per il commento. Il nostro compito è quello di "raccontare come stanno le cose", soprattutto le norme di legge, e questo indipendentemente dal fatto che possano ritenerersi condivisibili e sensate oppure no. In questa linea ogni contributo di approfondimento sul tema è gradito … Cordialità, Stefano Bertoletti

  2. Pertanto a questo punto la ns. Associazione affiliata a FISI e UISP che organizza Corsi di SCI, Snowboard e Fondo, deve (obbligatoriamente) richiedere il certificato medico ai partecipanti. Se i invece i Corsi li organizza la Scuola di Sci locale che non è affiliata a Fed o Eps non richiederà ai partecipanti il certificato….. o sbaglio ??? Grazie e complimenti per il Vs. lavoro. Carlo

  3. Buongiorno. Anche noi avremmo una domanda simile da porre… La nostra è un'associazione affiliata alla Federazione Arcinatura e teniamo corsi di Yoga. Abbiamo chiesto il certificato medico a tutti gli iscritti, ma molti non lo portano e affermano che il loro medico dichiara non essere indispensabile. Per sicurezza mettiamo la condizione di consegna del certificato x poter partecipare alle nostre lezioni, ma legalmente sarebbe obbligatorio anche x noi? Grazie!

    1. Buongiorno Raffaella.
      Le segnalo di seguito un estratto delle linee guida sul tema (in relazione alle quali può trovare un nostro specifico articolo di approfondimento sul tema qui: http://www.tuttononprofit.com/2014/09/asd-ssd-linee-guida-di-indirizzo-certificati-medici-attivita-sportiva-non-agonistica-obbligo.html).
      " Chi deve presentare il certificato medico per la pratica sportiva non agonistica:
      – gli alunni che svolgono attività fisico-sportive parascolastiche, organizzate cioè dalle scuole fuori dall'orario curricolare;
      – coloro che praticano attività sportiva presso Associazioni o Società Sportive Dilettantistiche affiliate a Federazioni Sportive Nazionali o ad Enti di Promozione Sportiva e al CONI (ma che non siano considerati atleti agonisti);
      – coloro che partecipino ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale".
      Cordialità, Stefano Bertoletti

  4. scusate se non ho ben capito, ma se ad affittare il campo da tennis è l'associazione affiliata Fit e i giocatori che chiedono il campo devono essere soci, altrimenti non potrebbero utilizzare il campo, devono avere o no il certificato?

    1. Buona sera.
      Se l'Ente organizza un'attività sportiva occorre richiedere il certificato medico; se l'Ente si limita invece a concedere in affitto uno spazio escludendo qualsiasi tipo di altro intervento non occorre alcun certificato medico (ed il relativi incassi dovranno essere considerati commerciali), poiché in questo secondo caso non viene somministrata alcuna attività sportiva da parte dell'Ente.
      Cordialità, Stefano Bertoletti

  5. Buonasera,
    chiedo gentilmente,
    se una lezione prova gratuita di ballo, che prevede una spiegazione teorica per il 70%, e per il restante 30 si effettuano dei passi assimilabili ad una camminata leggera.

    Può essa, rientrare nella sfera di un’ attività ludico-motoria, pur se tale erogazione viene fatta da un ASD riconosciuta ed affiliata?
    Quindi, non essere obbligati, a richiedere il certificato medico al partecipante?

    Nel caso vi fosse comunque l’obbligo, fermo il fatto che non esiste sforzo fisico di alcun genere, se non quello di camminare per 10 min. circa.
    Per evitare, di gravare di un costo “al buio” i partecipanti,
    e rendere la lezione prova “gratuita” funzionale al suo nome e scopo,
    promozionarla come “presentazione” di un corso di ballo, rendendola quindi totalmente teorica, esenterebbe dalla certificazione medica?

    Oppure facendo pagare una quota simbolica, di un euro ad es., e poi pagando i relativi emolumenti, potrebbe nuovamente esentare dalla certificazione medica?

    Ed infine, se ad erogare la prestazione non fosse un’ASD ma una DITTA INDIVIDUALE, (Maestro di ballo con p.iva) sia per la prova ed anche poi, in questo caso, per il conseguente corso, si presenterebbe sempre l’ obbligo della certificazione?

    Sia lo scrivente, che l’ASD ritengono che il diritto alla salute sia il più importante all’interno della nostra carta costituzionale.
    Le domande sopra scritte vogliono tendere a chiare, in quali ambito, e forma giuridico-fiscale muoversi, senza ledere alcun diritto alla salute.

    sicuri di un vostro riscontro
    Saluto cordialmente.

    1. Buongiorno. Se un’associazione sportiva dilettantistica promuove un’attività (indipendentemente dalla circostanza che sia, o meno, a pagamento) è ragionevole ipotizzare che questa si configuri come “sportiva dilettantistica”, con tutte le conseguenze del caso anche in termini di certificazione medica. Se così non fosse (ad esempio nell’ipotesi di un’associazione sportiva dilettantistica che decide, quale attività connessa, di promuovere un’attività ludico-motoria), non esisterebbe in quel caso un obbligo di certificazione per attività sportiva, e ciò in ragione del fatto che l’attivià in questione non sarebbe sportiva. Ciò premesso segnaliamo il nostro approfondimento specifico sulle linee guida del emanate dal Ministero della Salute relativamente all’obbligo di certificazione medica, all’iterno delle quali sono individuati i soggetti obbligati e tutte le specifiche del caso: http://www.tuttononprofit.com/2014/09/asd-ssd-linee-guida-di-indirizzo-certificati-medici-attivita-sportiva-non-agonistica-obbligo.html. Cordialità, Stefano Bertoletti