Circoli ippici (ASD o SSD): la “pensione cavalli” dei soci è attività istituzionale se …

Se lo scopo della associazione è “la pratica e la diffusione degli sport equestri” è consequenziale che la stessa comprenda nei suoi fini istituzionali anche la ospitalità e cura dei cavalli di proprietà dei soci. E’ proprio questo, infatti, l’aspetto che consente il perseguimento di una delle finalità sociali che è quello della pratica dello sport equestre. Non si vede, infatti, diversamente come potrebbe perseguirsi tale finalità: non certo col noleggio di cavalli di proprietà della associazione giacchè questo sì costituirebbe attività commerciale. L’Agenzia delle Entrate sul punto non ha speso molte argomentazioni. Nel verbale di accertamento si limita ad affermare la natura commerciale del servizio in questione mentre nell’atto di appello sembra ironizzare sul fatto che i cavalli dovrebbero considerarsi alla stregua di associati senza quindi approfondire seriamente la problematica. L’Ufficio contesta poi la tesi della associazione secondo la quale le quote associazione cavalli non eccedevano i costi di diretta imputazione ad esse riferibili affermando che vi era difetto di prova documentale sul punto da parte della associazione. Al riguardo va osservato che, in realtà, avrebbe dovuto essere l’Ufficio in sede di verifica a controllare che vi fosse corrispondenza tra i due dati giacchè solo in caso di eccedenza dell’importo delle “quote cavalli” rispetto ai costi effettivi si sarebbe potuto ipotizzare, per la differenza, l’esercizio di una attività commerciale“.

Questa la motivazione della sentenza n. 2048 del 13.03.2014 in forza della quale la Commissione Tributaria Regionale di Milano (e dunque un giudice di secondo grado …) ha confermato la “istituzionalità” dei corrispettivi versati dai soci (attività istituzionale non commerciale) di un circolo ippico sportivo costituito in forma di ASD (ragionamento per logica estendibile pertanto anche ai tesserati di una SSD) per la “gestione” dei cavalli dei soci (più comunemente definita “pensione cavalli“), a condizione che sia riscontrabile una corrispondenza tra le quote di gestione dei cavalli ed i costi effettivi di diretta imputazione legati alla loro gestione sostenuti dal sodalizio sportivo.

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2 commenti

  1. Buongiorno, non mi è chiaro questo… se l'associazione a mezzo di volontari svolge attività di lezioni equitazione ai soci utilizzando i cavalli di proprietà dell'associazione stessa … allora questa è attività commerciale anche se rivolta ai soci? Mi sembra un'interpretazione discutibile…mi sembra che quando sono coinvolti i cavalli si tenda a definire tutto come attività commerciale…grazie