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lunedì 23 giugno 2014

Associazioni Non Profit ed Agenzia Entrate: tracciabilità dei pagamenti



Dal controllo della documentazione presentata sono emerse mancanze sostanziali che hanno portato l’ufficio a disconoscere il regime fiscale agevolato di cui alla L. 398/1991, poiché il rendiconto presentato riportava diverse entrate ed uscite di cassa di importi superiori ad euro 516,00 non tracciate, come appare dall’estratto conto bancario”.

Immagine Associazioni Non Profit ed Agenzia Entrate: tracciabilità dei pagamenti
 
Fin qui nulla di strano … infatti per i nostri sempre più numerosi lettori una contestazione del genere non rappresenta di certo una novità dal momento che, come già chiarito in questo nostro articolo, ai sensi dell’articolo 25 comma 5 della legge n. 133/1999 “I pagamenti a favore di società, enti o associazioni sportive dilettantistiche di cui al presente articolo e i versamenti da questi effettuati sono eseguiti, se di importo superiore a lire 1.000.000, tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli … L’inosservanza della presente disposizione comporta la decadenza delle agevolazioni di cui alla legge 16 dicembre 1991 numero 398 e successive modificazioni, recante disposizioni tributarie relative alle associazioni sportive dilettantistiche, …”.

A questo punto Vi chiederete: e quindi?

Quindi ve lo spieghiamo subito: la contestazione sopra riportata, nonostante la citata norma di riferimento rimandi espressamente alle Società ed alle Associazioni Sportive Dilettantistiche, è stata mossa dall’Agenzia delle Entrate ad un’Associazione culturale. Se fin qui, per quanto il fatto possa apparire curioso, ancora non c’è nulla di eccezionale da segnalare, ciò che ha fatto “cadere dalla sedia“ chi scrive è stato rilevare come il Collegio Giudicante abbia ritenuto meritevole di accoglimento “la tesi dell’ufficio che ritiene che la disciplina fiscale agevolata impone il rispetto di determinati requisiti e di precisi obblighi, al venir meno dei quali, anche uno solo, cessano le agevolazioni fiscali” (CTP di Bologna pronunciata l’11.12.13 e depositata in segreteria il 15.01.14). Passi infatti che Agenzia Entrate contesti ogni rilievo al fine di ottenere il disconoscimento della reale natura “non profit” di un’Associazione per portare a tassazione tutti i suoi incassi (non che chi scrive sia d’accordo …) ma estendere ad Enti non sportivi un obbligo espressamente previsto per essi pare quanto meno discutibile.

Se infatti ragioni di massima trasparenza possono indurre a ritenere preferibile la tracciabilità di tutti pagamenti riducendo il più possibile l’utilizzo del contante a prescindere dalla tipologia di Ente, non è forse una forzatura disconoscere la natura non commerciale di un’Associazione culturale dal momento che “il resoconto presentato riportava diverse entrate ed uscite di cassa di importi superiori a euro 516,00 non tracciate”…? Ai lettori ogni ulteriore considerazione!

© riproduzione riservata

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6 commenti:

  1. buongiorno, come sempre inserite post utilissimi e aggiornati. bravissimi e grazie.
    da parte mia cerco di portare idee e scrivere di dubbi e/o strategie utili a me ma anche ai lettori.
    ecco come si comporta la mia aps (senza p.iva per ora) in merito alla questione:
    tracciamo sempre i pagamenti con bonifico bancario: in entrata (donazioni, erogazioni liberali, contributi per attività istituzionali con e per altre associazioni) e in uscita (rimborsi misti ai soci).
    capita talvolta al presidente di prelevare in contanti il corrispettivo anticipato da un socio per un acquisto.
    1) es. un socio ha anticipato e speso 60,16 euro di materiali di tasca sua in una cartoleria per acquistare materiali per associazione, intestando fattura ad associazione. in banca è stato prelevato il rispettivo contante (60,16 euro) e restituito al socio. la procedura è regolare. confermate?
    2) altra domanda: se la mia aps avesse p.iva, potrebbe comunque ricevere un contributo liberale da parte di un altro ente privato?
    es. la mia aps svolge un'attività musicale presso centro disabili (è nello statuto). il consorzio che gestisce il centro disabili ha erogato una somma di 450 euro annue per attività istituzionali dell'associazione. anche se l'aps avesse p.iva è attuabile questa forma?
    cordiali saluti
    alberto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Alberto.
      1) è regolare, ma non conviene fare il bonifico al socio a titolo di restituzione anticipo?
      2) si è attuabile. Basta che sia sempre dimostrabile che si tratti di un'erogazione liberale e non di un corrispettivo.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

      Elimina
  2. Salve, la nostra asd che opera da pochi anni nel settore sportivo per agevolare i soci al pagamento della quota associativa o di partecipazione alla disciplina versano periodicamente delle somme di importo inferiori alle 50 euro fino al totale pagamento della quota annuale. Tale somme vengono puntualemente registrate e viene consegnata una ricevuta. Ogni mese il Presidente prende la somma di questi soldi e li deposita in Posta per effettuare le uscite tramite bonifico o assegno ... Ora ..l'accertamento fatto dalla SIAE ha ritenuto scorretto il depositare somme sul c/c di soldi superiori a 516€, come totale di somma di parziale pgamenti, spesso le persone non hanno bancomat o assegni e preferiscono dare qll che hanno a poco a poco senza ricorrere ad una finanziaria. Vi chiedo il vostro parere e se dobbiamo modificare e imporre forme di pagamento alternative...

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    Risposte
    1. Buona sera.
      Una ASD non può effettuare singole operazioni di incasso o di spesa superiori ai 516 euro, pertanto è strano che vi abbiano contestato versamenti sul c/c di contanti per cifre superiori perchè non si tratta di singole operazioni di incasso ma di somme di incassi.
      Potrebbe aver senso, nel caso in cui Vi abbiano esposto una sanzione, valutare il ricorso se ne vale la pena.
      I migliori saluti, Gabriele Aprile

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  3. Buongiorno, ho una domanda sulla Prima Nota.
    La mia associazione culturale è nata da un paio di mesi, ma abbiamo aperto un conto corrente solo ora perché subito dopo la costituzione il presidente è dovuto andare all'estero per lavoro ed è rientrato da poco. Nel frattempo, ci siamo divisi equamente le spese tra soci (siamo solo 5 e faacciamo tutti parte del Consiglio direttivo), facendole fatturare a nome dell'associazione. Di fatto quindi abbiamo delle fatture passive cui non corrisponde un'uscita di c/c né di cassa. Come contabilizzarle?
    1) Le cestiniamo e basta.
    2) Al primo consiglio direttivo, istituiamo un fondo cassa di X euro con uguale contributo di tutti i soci, e faccio a ciascuno regolare ricevuta (contributo dei soci all'attività istituzionale?).
    Chi deve, presenta una nota spese di N euro, opportunamente giustificata. In Prima Nota registro, alla data del CD, un'entrata di cassa pari a X e un'uscita di N. In cassa versiamo effettivamente X-N.
    Preferiamo procedere per contanti, per piccole cifre, perché per noi i bonifici hanno un costo.

    Un'ultima cosa: l'istituzione del fondo cassa (versamento una tantum, nello statuto non c'è) implica che dobbiamo cambiare la risposta 14) del modello EAS, da Sì a NO?
    Grazie per l'attenzione! Anna

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    Risposte
    1. Buongiorno Anna.
      Il consiglio è di inserire le uscite in contabilità solo quando ci saranno risorse sul conto dell'Associazione e potrete attraverso bonifico (metodo tracciabile) effettuare una restituzione anticipo da parte dei soci.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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