Aprire una attività di ristorazione con la forma giuridica di Associazione?

DOMANDA: E’ possibile aprire una attività di ristorazione (somministrazione di bevande ed alimenti nei confronti di tutti indistintamente) con la forma giuridica di associazione? Oppure, quale sarebbe la forma giuridica più conveniente?

RISPOSTA: Buongiorno. Inizio precisando subito che l’oggetto principale per un ente non profit deve comunque e sempre essere non commerciale, e quindi l’eventuale attività commerciale (che può in ogni caso esserci quale, a puro titolo esemplificativo, somministrazione di alimenti e bevande ai soci, vendita di prodotti, sponsorizzazioni, eventi, ecc…) deve essere secondaria e sussidiaria. Un ente non profit deve avere infatti uno scopo “ideale” e, per questo, la tassazione sulle attività istituzionali è nulla. Non esiste un limite di entrate istituzionali e non esistono incompatibilità per l’attività professionale degli associati o dei componenti del Consiglio Direttivo, ma a condizione di una gestione corretta e democratica sia nella forma che nella sostanza.
Ciò premesso, la somministrazione bevande ed alimenti deve essere attività secondaria e sussidiaria all’attività istituzionale (attività culturale …) e non può essere il fine, ma deve essere un mezzo per raggiungere il fine istituzionale. Pertanto, se dovesse trattarsi del fine (a tal proposito Le segnalo una puntata di “Mi manda rai3” dove si parla proprio di bar, ristoranti e pub camuffati da associazioni culturali/circoli) sconsiglio assolutamente l’associazione culturale (circolo in questo caso è sinonimo), altrimenti si può valutarne la fattibilità. Nel secondo caso, posso aiutarVi ed approfondire la questione.

In realtà è ormai da qualche anno che si sono intensificati i controlli, soprattutto da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate e molti bar/pub camuffati da Associazione/circolo sono stati sanzionati e fatti chiudere (vedi sopra la foto dei Murazzi a Torino).
Quindi, attenzione! Non bisogna pensare alla forma giuridica più “conveniente”, ma a quella corretta …

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6 commenti

  1. salve, dopo anni di ricerche la ns associazione ha finalmente trovato un sito per la sede nautica, infatti ci occupiamo di wakeboard.
    l'area è bella e grazie alla partecipazione degli associati l'abbiamo ripristinata e messa in ordine.
    i ragazzi però vorrebbero la possibilità dato che si potranno fermare tutto il giorno di avere un chioschetto dove poter avere qualcosa da mangiare e delle bibite fresche.
    rientrando nell'attività secondaria, dato che nessuno è interessato a farlo diventare un bar, quali adempimenti burocratici sono necessari (licenze, permessi asl ecc.)si tratterà di un prefabbricato amovibile e temporaneo, dato che il contratto d'affitto della sede nautica è solo per quest'anno. solo cibi già confezionati, nessuna cucina. vi sarei grata per una risposta chiara poichè non ne ho avute molte fino ad ora. sia dal comune che dall'asl che non ha idea di cosa fare.

  2. salve ….sono un operaio appassionato di canto e musica e sarei interessato ad aprire un circolo privato per fare serate di karaoke e serate di musica con cover di vari cantanti e con la sola somministrazione di bevande solo ed esclusivamente hai soci ….la cosa potrebbe essere fattibile ? …grazie

  3. Salve, sono Giuseppe, socio di una Associazione Onlus riconosciuta, e tutti noi genitori desideriamo sapere , avendo dei locali in affitto dal comune, trascorriamo il 90% del nostro tempo in associazione mentre i nostri figli, con disabilità varie, dawn, intelletive, autismo, ritardo intellettivo, vengono impegnati, volontariamente a frequentare corsi di musica, computer, biblioteca, teatro e tante altre cose. In questi locali , essendo abitazioni nel passato, c’è anche un locale adibito a cucina, a norma di legge e senza fiamme ma ad induzione, tutto in regola. Fanno anche laboratorio di cucina con una mamma che per lavoro fa la cuoca, socia enche lei e mamma di figlia dawn. La domanda : Noi genitori iscritti al libro soci, e solo per noi, possiamo trascorrere del tempo con i nostri figli a tavola, durante le feste e qualche ricorrenza, ripeto senza persone estranee, e insieme preparare da mangiare solo per noi? Tengo a precisare nessun estraneo e nessuno prezzo da pagare, ma ognuno porta del cibo e viene preparato in cucina dalle mamme come fanno a casa loro con la famiglia. La ringrazio infinitamente di una Sua risposta negativa o positiva o eventualmente suggerirci cosa dobbiamo fare per riuscirci? Grazie da parte di tutti noi genitori e ragazzi disabili. Tengo a precisare che scrivo per una mia idea personale.

    1. Buongiorno. La somministrazione di alimenti e bevande effettuata da un’associaizone nei confronti dei propri soci richiede il rispetto di tre distinti profili:
      – igienico/sanitario: impianto a norma, haccp, rispetto di previsioni comunali/regionali specifiche, …;
      – amministrativo: comunicazione in Comune di inzio attività con individuazione del soggetto preposto idoneo, autorizzazione specifica, …;
      – fiscale: i proventi incassati dalla somministrazione (che in questo caso non vi sarebbero perchè ha precisato “nessun prezzo”, ma lo inserisco per completezza) hanno rilevanza commerciale, e dunque su di essi l’Ente dovrà versare IVA ed imposte alle scadenze e secondo le aliquote previste dal regime fiscale di riferimento (http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html).
      Cordialità, Stefano Bertoletti