Novità sul Modello EAS: termine prorogato al 31 dicembre 2012

Dimenticato di inviare il modello EAS? Scivola al 31 dicembre 2012 il termine per l’invio tardivo.

Con il decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, sono state introdotte disposizioni di semplificazione degli adempimenti tributari, volte ad assicurare una riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese.

La circolare n°38/E del 28 settembre 2012 fornisce chiarimenti in merito ad alcune delle semplificazioni introdotte dall’articolo 2 del decreto con riferimento a comunicazioni ed adempimenti fiscali. L’articolo 2,
comma 1, del decreto introduce una particolare forma di ravvedimento operoso (remissione in bonis) che può riguardare anche l’omesso invio del modello EAS, ossia della comunicazione dei dati fiscalmente rilevanti necessaria ai fini dell’applicazione del regime fiscale agevolato previsto per gli enti associativi dall’articolo 148 del TUIR e dall’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972.

A tal fine si ricorda che l’articolo 30, commi da 1 a 3-bis, del decreto legge n. 185 del 2008 ha stabilito che, per beneficiare della non imponibilità, ai fini IRES e IVA, dei corrispettivi, delle quote e dei contributi, gli enti di tipo associativo devono trasmettere, in via telematica, i dati e le notizie fiscalmente rilevanti, mediante un apposito modello, al fine di consentire gli opportuni controlli. Il modello di comunicazione dei dati deve essere presentato entro 60 giorni dalla data di costituzione dell’ente.

Beneficiando dell’istituto della remissione in bonis, i contribuenti in possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalla norma che non hanno inviato la comunicazione entro il termine previsto possono fruire comunque dei benefici fiscali inoltrando il modello entro il termine di presentazione del modello UNICO successivo all’omissione, versando contestualmente la sanzione pari a 258 euro. Così, ad esempio, un ente, che si è costituito a gennaio 2012 e per il quale non sia stato inviato tempestivamente il modello EAS, può inviare quest’ultimo entro il 1° ottobre.

Peraltro, in sede di prima applicazione della norma, in considerazione dell’incertezza interpretativa in merito all’individuazione del dies ad quem entro il quale sanare l’adempimento omesso, si ritiene che, in attuazione di principi di tutela dell’affidamento e della buona fede, il termine entro cui regolarizzare le omissioni sopra individuate – compresi gli adempimenti omessi nel periodo d’imposta per il quale il termine di presentazione della relativa dichiarazione è scaduto successivamente al 2 marzo 2012 – sia il 31 dicembre 2012.

Ovviamente la sanzione di 258 euro (il codice tributo lo avevamo indicato in un precedente articolo) è da versare se l’Agenzia delle Entrate non ha ancora effettuato alcun accesso contestando eventuali mancanze.

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16 commenti

  1. Buongiorno, abbiamo una associazione Onlus senza partita IVA inattiva dal 2006 che vorremo riavviare. In questi 6 anni nessuno si è occupato di seguire le disposizioni di legge e quindi anche il Modello EAS non sappiamo ora neanche che cos'è e ci stiamo informando ora… La Onlus riprenderà l'attività nel 2013 . Attualmente non ha soci e il consiglio direttivo è sciolto dal 2006. Riprendeemo l'iscrizione e le attviità a partire dal 1 gennaio 2013.
    Cosa è cambiato nel frattempo dal 2006 a oggi? Immagino che il Modello EAS occorre presentarlo per l'avvio della nuova attività. Che altro devo andare a vedere per rimettere in moto tutto ed essere in regola?
    Grazie Marcello

  2. Salve, ho costituito un'associazione sportiva (a.s.d.) non ai fini di lucro, a luglio 2012, senza partita iva, solo con codice fiscale, avevo lobbligo di presentare l'eas? Se si, come posso regolarizzare? Grazie

    1. Buongiorno.
      A meno che l'asd raccolga esclusivamente quote sociali (in questo caso si può non spedire l'EAS), l'EAS è da presentare al più presto, con il pagamento della sanzione di 258 euro.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

  3. Buongiorno,
    purtroppo mi sono svegliata solo adesso. E' possibile ancora regolarizzarsi? Sono presidente di una ass. culturale nata nel agosto 2011, e mi sono accorta ieri notte di non aver mai consegnato il modello Eas. Che cosa posso fare? posso spedirlo comunque pagando i 258 euro di multa? Il sito dell'Ag delle Entrate parla di remissione in bonis…che sara'?
    grazie davvero angelica

  4. Buongiorno Angelica.
    Fino al 31 dicembre 2012 era possibile regolarizzare la situazione inviando l'EAS e pagando la sanzione. Non ci sono ancora direttive per chi ha costituito, come Lei, l'Associazione nel 2011 e non ha inviato l'EAS.
    Per deduzione mi sento di consigliarLe l'invio dell'EAS appena possibile con il pagamento della sanzione.

    I migliori saluti,
    Gabriele Aprile

  5. Grazie,
    siete gentilissimi e generosi con le vostre conoscenze…mi resta sempre pero' il dubbio che la maggior parte dei documenti che dobbiamo presentare negli uffici sia quasi completamente senza senso!
    Grazie ancora.
    Angelica

    1. Grazie per gli apprezzamenti.
      Di questo l'Agenzia delle Entrate se n'è resa conto, infatti ha segnalato che alcuni documenti non sono da spedire se l'Agenzia è già in possesso degli stessi dati attraverso documentazione depositata in precedenza…
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

  6. La mia associazione, fondata oltre 5 anni fa, non ha presentato il modello EAS (ho scoperto settimana scorsa che esisteva).
    Se provvedo subito a presentare il modulo, fuori tempo massimo, pagando la sanzione, serve a qualcosa? O attendo evoluzioni della vicenda (mi sembra che ancora non ci siano precedenti al riguardo), dato che stiamo per modificare lo statuto ed aprire anche la Partita IVA? Secondo voi non riapriranno ancora i termini? Rimarremo per sempre dei "vili" commercianti e ci toccherà chiudere e riaprire un'altra associazione (così non possiamo operare)?
    Siamo degli appassionati di birra, mediamente una cinquantina di soci, raccogliamo quote associative per circa 1000€ all’anno e, avendo nello statuto le norme antielusive necessarie, periodicamente effettuiamo dei gruppi d’acquisto nei quali ci procuriamo sia birre da consumare direttamente in incontri che si tengono presso pub (ma riservate ai soci, con pagamento esclusivo del costo), che ci fanno pagare quello che mangiamo, sia birre che vengono girate, esclusivamente ai soci, sempre a prezzo di costo, come dimostrato dal pagamenti, effettuati solo con bonifici sul conto corrente – intestato a me, Presidente, ma utilizzato eclusivamente per la’Associazione – con precisa causale e sottoscrizione, da parte dei soci, al momento del ritiro, di dettagliata ricevuta che riporta i prezzi corrispondenti a quelli d’acquisto, addirittura trasporto escluso.
    Il giro degli acquisti annuali è di circa 12.000€, regolarmente fatturati all’Associazione, ma ovviamente l'Associazione, con queste premesse, non ha mai avuto un guadagno.
    Cosa rischierei ora se venissi accertato?
    Mi sembra di avere capito che potrebbero tassarmi le quote sociali dal 2009 ad oggi, ma riguardo all’acquisto ed alla distribuzione delle birre ai soci, dalla quale non ricaviamo alcun utile?
    Non avendo presentato l'EAS ed essendo automaticamente divenuta un’associazione “commerciale” potrei essere sanzionato per non avere tenuto una contabilità corretta?
    Ringrazio e saluto.

    1. Buongiorno:
      – non essendoci ancora linee guida per chi non ha spedito l'eas, il consiglio è di inviarlo al più presto, pagando la sanzione da 258 euro;
      – non comprendo la domanda "Rimarremo per sempre dei "vili" commercianti e ci toccherà chiudere e riaprire un'altra associazione (così non possiamo operare)?". In qualsiasi caso, se modificherete lo statuto e aprirete partita iva, Vi conviene fare un EAS subito dopo;
      – sullo statuto però non penso che sia indicato che Voi siate un G.A.S.;
      – non so cosa rischierebbe se venisse accertato. Sicuramente il mancato invio del modello EAS fa perdere tutti i requisiti per i quali, ad esempio, potete incassare attività istituzionale in modo detassato;
      – l'utile non c'entra nulla…mi spiace;
      – il problema purtroppo non è solo la contabilità, ma tutti gli altri aspetti gestionali.

      A tal proposito, mi permetto di consigliarVi la consultazione di alcune guide, nello specifico "guida al non profit: come creare e gestire un'associazione", "non profit: come posso guadagnare?", "verifiche fiscali agli enti non profit". Le guide potete trovare, insieme ad altre sull’argomento, all'indirizzo http://www.movidastudio.it/edizioni.php .
      Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.

      I migliori saluti.

      Dott. GABRIELE APRILE

  7. Salve, ho costituito un'associazione di promozione sociale (a.p.s.) non ai fini di lucro, ad agosto 2012, senza partita iva, solo con codice fiscale, avevo lobbligo di presentare l'eas? Anche se abbiamo ricevuto solo ed unicamente quote associative e poi nient'altro?Se si, come posso regolarizzare? Grazie

    1. Buongiorno.
      Per chi si è costituito a partire dal 1 agosto 2012, il termine è il 30.9.2013, ovviamente con il ravvedimento di 258 euro. Purtroppo avreste dovuto comunque farlo entro 60 giorni dalla costituzione, nonostante incassiate solo quote associative. Quell'esenzione vale solo per le Associazioni Sportive Dilettantistiche.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

  8. Buongiorno, faccio parte di una associazione culturale (danza)no-profit, che incassa solo quote dai soci per attivita' istituzionale. Presentammo il modello Eas nel 2009, (costituzione dell'associazione nel 2008)premesso che annualmente varia solo il numero dei soci, il relativo modello va presentato ogni anno? Grazie

  9. Buongiorno, vorrei sapere come vanno ammortizzati i beni strumentali relativi ad una associazione culturale no-profit, nello statuto c'e' l'obbligo di predisporre un rendiconto finanziario e nell'anno ci sono state spese per condizionatori superiori a 900,00 euro per unità. Grazie per la vostra disponibilità.

    1. Buongiorno.
      Se l'Associazione ragiona per cassa semplicemente si indicherà in prima nota l'uscita in corrispondenza al giorno del pagamento, altrimenti bisognerà ragionare per competenze e la situazione si complica. Vi consiglio quindi di ragionare per cassa.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile