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lunedì 6 dicembre 2010

DOMANDE E RISPOSTE SUL NON PROFIT


DOMANDE E RISPOSTE SUL NON PROFIT
F.A.Q. (domande più frequenti) tutto quello che avresti sempre voluto sapere sugli enti non commerciali.
Buongiorno a tutti.
Abbiamo deciso di raccogliere alcuni significativi quesiti che quest’anno (2010) ci sono stati posti, attraverso il web (contatti diretti o attraverso forum). E’ sicuramente faticoso rispondere giornalmente a quesiti a volte semplici ma a volte assai complessi e magari poco chiariti nell’oggetto del quesito stesso, tuttavia questa semplice raccolta ha lo scopo di creare uno strumento di facile consultazione dall’utente che è alla ricerca di chiarimenti e risposte. Abbiamo perciò suddiviso il testo per argomenti e abbiamo ritenuto di individuare nelle domande che abbiamo inserito le problematiche tipiche sia dei gestori degli enti associativi, che delle persone che si stanno avvicinando al terzo settore. Riteniamo che in questo modo le risposte circostanziate che abbiamo offerto possano essere di ausilio al lettore, che naturalmente sarà poi libero di approfondire l’argomento attraverso contatti diretti o ricerche attivate nei ns. confronti o in altro modo.

Ci tengo a ringraziare tutti quelli che in un solo giorno hanno già manifestato l'interesse nei confronti di questa nuova edizione.

Vi ricordo che per qualsiasi informazione potete contattarmi senza problemi.
 

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16 commenti:

  1. Grazie per l'e-book inviatomi. Molto interessante e di facile lettura. Complimenti a tutto lo staff

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    1. Grazie mille Katia.
      A disposizione per qualsiasi altra questione.
      Buon pomeriggio,
      Gabriele

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  2. grazie per l'invio celere. un libro molto interessante. l'unica carenza se posso e che si parla tanto di associazioni culturali e sportive ma poco di associazioni di volontariato. comunque grazie. guida nel complesso molto utile

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    1. Buongiorno e grazie per il commento.
      Consideri che le domande sulle Associazioni di volontariato in genere sono ridotte rispetto alle altre (per lo meno quelle che ci vengono rivolte). Ciò premesso, non ci sono particolari differenze dal punto di vista gestionale. Se ha qualche quesito in particolare, resto a disposizione per risponderLe.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  3. Ho letto l'ebook "Tutto sul no-profit". Ho un dubbio per quanto riguarda la vidimazione dei libri sociali. Voi parlate di fogli fissi numerati e scritti a mano (difficilmente si potrebbe fare diversamente) che non devono essere vidimati. Diversamente, per esempio fogli mobili stampati devono essere vidimati. Queste FAQ sono del 2010, per caso è cambiato la legge.
    Noi abbiamo un vecchio registro vidimato che è stato concluso e da alcuni anni, dietro consiglio del commercialista, abbiamo un libro verbale CdA con fogli mobili, che stampiamo di volta in volta, con pagine numerate, ma bollate con il nostro timbro e siglate.
    Questo basta?
    Additittura non ci sarebbe obbligo della tenuta dei libri sociali, è vero?
    GRAZIE

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    1. Buona sera,
      l'obbligo di fogli mobili vidimati da un notaio persiste, pertanto non è sufficiente che questi vengano timbrati e firmati da Voi.
      I libri sociali sono comunque e sepre obbligatori...a fogli fissi o su fogli mobili vidimati dal notaio...
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  4. Salve. Faccio parte di un'associazione musicale. Abbiamo provveduto una settima addietro a rinnovare le cariche sociali eleggendo n. 6 socio che andranno a comporre il nuovo consiglio direttivo. Questi devono tra di loro eleggere il presidente ma a quanto pare ci sono varie problematiche e possibilmente non si riuscirà a farlo. Cosa succede in questo caso? Chi rappresenta al momento l'associazione? Il vecchio presidente?
    Infine se tra questi 6 membri, tre si dimettono cosa succede? I tre che rimangono possono nominare il presidente tra loro, o devono prima ricomporre il consiglio con 6 membri?
    A tal proposito vi dico che il nostro statuto prevede che il CdA deve essere composto da un numero di consiglieri da 3 a 7, l'assemblea in precedenza ha definito 6 il numero dei consiglieri, ma è previsto che se non si riesce ad averne 6 il consiglio composto da 3-4-5 deve chiederne ratifica alla prima assemblea utile.
    GRAZIE. (è URGENTE)

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    Risposte
    1. Buongiorno,
      considerato che la risposta a questa domanda è molto delicata, Le consiglio di contattarmi privatamente. In qualsiasi caso lo statuto è lo strumento che regola la gestione di questa problematica sicuramente.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile
      gabriele@movidastudio.it

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  5. Salve, vorrei avere dei chiarimenti in merito ad un aspetto comune alle associazioni sportive dilettantistiche. Una qualsiasi persona che chiede di poter praticare una determinata disciplina sportiva, si iscrive tramite un modulo di richiesta che viene redatto dall'associazione. Tale modulo diventa lo strumento per diventare socio dell'ASD avente diritto a voto se maggiorenne. Per far parte di un Club si richiede una quota associativa di 300 euro annua che per comodità dell'ipotetico socio viene versata dilazionandola in 10 mesi a 30 euro. Nel caso il richiedente non adempisse al totale pagamento della quota associativa, lo stesso come deve essere inquadrato nel contesto associativo? E' un socio avente diritto a voto nelle assemblee, oppure no? Inoltre da quando si potrà considerare socio avente diritto a voto?. Grazie

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    Risposte
    1. Buongiorno, dipende da cosa è indicato nello statuto sociale. Se ha piacere di inviarmelo via mail posso fornirLe una risposta più esauriente.
      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      gabriele@movidastudio.it

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  6. c'è una APS che divulga cultura giuridica su internet gratis per chiunque.Riceve dei compensi per pubblicità(banner) sul sito stesso.Non ci sono altre entrate.Con le pubblicità si riesce, ma solo in parte a pagare la dipendente che carica il materiale, il software e qualche diritto d'autore dato a chi pubblica materiale particolare.E' corretto ritenere che le entrate suddette rimangono comunque accessorie rispetto all'attività vera e propria che è la divulgazione gratuita su internet e quindi senza nessuna entrata e servono solo per pagare un pò di spese?

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    Risposte
    1. Buongiorno,
      è corretto ritenere che tali entrate commerciali siano l'unico strumento (almeno al momento) che consenta all'Associazione di portare avanti i propri scopi sociali. L'importante è che tali proventi vengano gestiti assolutamente come commerciali, pertanto l'Associazione deve avere partita iva e versare iva ed imposte in base al regime fiscale applicato.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  7. Buongiorno.
    Grazie per l'interessantissimo e-book, che ho letto con estrema attenzione.
    Sono laureata in ingegneria ma ho ben presto deciso di appendere la mia laurea a un chiodo (lecito!) e fare la casalinga, la mamma e la moglie (più strano); da 7 anni collaboro con una A.S.D. che si occupa di danza -la mia passione da sempre, ma non sono una ballerina professionista- e percepisco un compenso annuale che non supera i 7500 euro. Il consulente del lavoro allora interpellato non aveva mosso obiezioni sulla mia posizione, gradirei tuttavia un vostro parere.
    Grazie mille in anticipo

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    Risposte
    1. Buongiorno.
      La 342/2000 (questi famosi 7.500 euro/anno in completa esenzione fiscale) può essere utilizzata per chi è studente, pensionato o ha un altro reddito di lavoro. Diversamente, indipendentemente o meno dal superamento dei 7.500 euro, questa situazione può essere contestata. In sede di eventuale accertamento su persona fisica, dovrete essere quindi in grado di dimostrare che siete effettivamente mantenuta da Vostro marito o grazie ad altre fonti di reddito (ovviamente differenti dalla 342/2000).

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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  8. Buongiorno.
    Leggendo il vostro e-book mi è venuto un grande dubbio!
    Siamo una A.S.D. non riconosciuta, senza fini di lucro e che non pratica attività commerciale. Nel nostro statuto sono contemplate più tipologie di socio; tra esse quella di socio effettivo (che partecipa alle attività dell'associazione saltuariamente o per un breve periodo di tempo, ad esempio per uno stage) e quella di socio praticante (colui/colei che si iscrive ad un corso annuale). A queste due tipologie corrispondono quote associative differenti, sostanzialmente perchè nella quota praticante è compresa la visita medica con un medico-sportivo di nostra fiducia, a nostre spese. Va bene così???
    Grazie infinite

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    Risposte
    1. Buongiorno,
      è possibile che ci siano diverse categorie di soci e differenti quote associative. E' meno opportuno che la quota comprenda la visita medica. Piuttosto preferirei che la visita medica venga pagata direttamente al medico.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

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