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martedì 2 marzo 2010

Guida al no profit: come creare e gestire un'associazione

Creare una associazione?

Innanzi tutto buongiorno a tutti e benvenuti su questo nuovo blog, dedicato al settore del non profit.

Da quando ci siamo presentati (in modo significativo) sul web attraverso il nostro sito istituzionale abbiamo notato un crescendo di quesiti che ci giungono dal nostro form.

Le domande più ricorrenti sono semplici e suggeriscono riflessioni assai interessanti:
- Quale tipologia di associazione devo creare per poter partire con le attività che ho in mente?
- Che differenza c’è tra una associazione e una ONLUS?
- Cosa vuol dire senza finalità di lucro?
- E’ vero che i bilanci si devono chiudere a zero?
- E’ vero che non serve tenere nessuna contabilità?
- Cosa devo fare per poter partire?

Abbiamo deciso di scrivere questo e-book, perché davvero riteniamo che vi siano importanti esigenze di chiarezza. Non esiste un testo sintetico, veloce, pragmatico, attraverso il quale un lettore “relativamente esperto” possa acquisire quegli elementi base attraverso i quali poter serenamente valutare se costituire un’associazione o un altro ente non profit.


Ringraziamo chiunque vorrà contribuire con un commento.
Gabriele Aprile
Gruppo di STUDIO MOVIDA

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39 commenti:

  1. Buona sera, ho acquistato la vostra guida qualche giorno fa e ho appena finito di leggerla. L'ho trovata davvero interessante, completa ed esaustiva. In rete non avevo ancora trovato nulla del genere. Sto ragionando circa la costituzione di una associazione sportiva dilettantistica. Potreste aiutarmi anche in questo? Grazie

    RispondiElimina
  2. Buona sera e grazie per aver lasciato un commento positivo. Possiamo seguirla sia durante la fase costitutiva (predisposizione atto costitutivo, statuto,...) che riguardo l'impostazione gestionale (come avrà letto predisponiamo un dossier e dedichiamo una mezza giornata alla simulazione gestionale).
    I migliori saluti,

    Gabriele Aprile

    RispondiElimina
  3. La ringrazio. Le manderò una mail privatamente con una bozza di oggetto sociale.

    RispondiElimina
  4. Grazie Alessandro. Per qualsiasi necessità continui a scriverci.
    I migliori saluti,

    Gabriele Aprile

    RispondiElimina
  5. Grazie mille; come infarinatura generale non c'è male, veramente semplice da capire.
    Io e la mia convivente vogliamo formare tra noi due un'associazione non riconosciuta ai fini di gestire un nido-famiglia in casa nostra. potete aiutarci? è sufficiente essere in due? grazie.

    RispondiElimina
  6. Rispondo ad Anonimo (13/05/2010 alle 21:36):
    Buongiorno e grazie per il feedback positivo.
    La situazione che mi sta sottoponendo è tipica di una realtà commerciale e non di un ente no profit.
    E' importante chiarire compiutamente l'oggetto sociale (gli scopi )dell'ente, precisando subito che l'oggetto principale per un ente no profit deve comunque e sempre essere non commerciale e che quindi la eventuale attività commerciale deve essere secondaria e sussidiaria.
    Un ente no profit deve avere infatti uno scopo "ideale".
    Non sto dicendo che non si può creare un'associazione che si occupa di nido-famiglia, anche perchè non sarebbe la prima volta per noi, ma che non dev'essere costituita con il solo scopo di arricchire i due soci fondatori (che nel Vostro caso sono anche conviventi).
    In caso di accertamento, la Vostra situazione sarebbe facilmente contestabile.
    Se volete potete lasciarmi il Vostro indirizzo di posta elettronica e possiamo valutare una possibilità nei termini di Legge.

    I migliori saluti,
    Gabriele Aprile
    gabriele@movidastudio.it

    RispondiElimina
  7. grazie della risposta. Proseguirò privatamente al Suo indirizzo e-mail.

    RispondiElimina
  8. Dopo aver cercato su interent mi sono arreso ad acquistare la guida. Purtroppo arrivato alla fine ho ancora tutti i miei dubbi. L'unica certezza è che la guida è una pubblicità a spese dell'utente dei vostri servizi indubbiamente professionali. Ottimo marketing!

    RispondiElimina
  9. Quando ci giunge un commento, anche se non esattamente positivo, ne teniamo sempre conto (non si smette mai di imparare...), in questo specifico caso ne diamo notizia perchè riteniamo utile anche didatticamente, oltre che per ragioni di trasparenza, essere molto diretti e schietti.
    Perché scrivere un commento non positivo senza firmarlo?
    Perché sostenere che un ns.libro possa configurarsi quale semplice pubblicità a spese dell'utente, su quali basi, con quali prove provate ci si può arrogare il diritto di scrivere questo?
    Quali sono i dubbi che permangono e perché non comunicarceli al fine di un aiuto?

    Abbiamo sempre scelto di non utilizzare una comunicazione aggressiva, neanche nei ns. supporti pubblicitari (pur essendo noi un ente commerciale che non è sostenuto da contributi pubblici). Chi si occupa di enti non commerciali, a ns. avviso deve muoversi sempre considerando una profonda etica professionale, che passa prima dal rispetto di questo settore e delle persone che lo compongono.
    Non abbiamo mai pensato che un ns. libro possa fornire chiarimenti completi ed esustivi o far nascere super esperti (se non "professionisti" formati) del settore.

    I commenti sono sempre tutti utili e chi decide di aprire a sue spese uno spazio per questo, investendoci anche del tempo, lo fa solo perché ci crede, perché crede alla possibilità e utilità della condivisione e a quanto il web possa far crescere le persone, certo vale per chi ci mette la faccia..... rispettosamente.

    RispondiElimina
  10. Nessun problema a firmarmi, il vostro manuale ha un titolo accattivante, ma alla fine raccoglie ordinatamente le info reperibili su internet. Questo è il motivo del mio post. Come dimostrano anche gli altri post alla fine bisogna chiedere a voi. Questo non significa che io dubiti delle vostre professionalità ed etica, semplicemente dopo la lettura mi aspettavo di essere in grado di costituire una associazione. Forse bisognerebbe cambiare il titolo in "consigli per creare ..."

    RispondiElimina
  11. Buon giorno,
    premesso che non ci risulta di aver venduto a Lei nessun ns. ebook e che è vietata la divulgazione e distribuzione a soggetti terzi, sia a compenso, che gratuitamente, naturalmente può pensarla come preferisce, però è stupefacente e disarmante ciò che ci scrive...
    Ma Lei pensa veramente che sia possibile, per chiunque e in qualunque contesto, scrivere un libro nel quale possono essere incluse tutte le problematiche e le relative soluzioni che riguardano un'associazione?

    Sul web si trovano (quasi su ogni argomento...) molte fonti e molte info, come sempre corrette ma, purtroppo, anche non corrette; sul ns. ebook (come sempre) ci mettiamo la faccia e rispondiamo di ciò che scriviamo, anche se non è la Bibbia e non abbiamo ancora vinto un Nobel..., nessuno di noi ha mai indicato ciò, ci pare...

    Se Lei desidera costituire un' associazione è sufficiente che si rechi presso l'Agenzia delle Entrate di competenza (esiste anche una guida pubblicata dall'Agenzia, disponibile gratuitamente sul sito), se invece vuole conoscere approfonditamente dettagli e fare scelte consapevoli, il ns. libro é una guida e un manuale, non è un consulente virtuale e rappresenta un modo serio per fornire un supporto serio, certamente non esclusivo nè ominicomprensivo.
    Molte persone ci hanno posto domande e ulteriori questioni sono state affrontate e chiarite, con rispetto e con garbo, senza perdere tempo in polemiche che non offrono il minimo contributo costruttivo.
    A queste persone ci siamo rivolti e i report ogni giorno ci indicano che è la strada più corretta e più etica, per la verità anche economica.
    Poi vedrà Lei...

    RispondiElimina
  12. salve, ho comprato la guida e per fortuna ho avuto alcune risposte su cui avevo dei dubbi. vorrei sapere però, per quanto riguarda il lavoro all'interno dell'associazione, se un socio può occuparsi del lavoro di segreteria con regolare retribuzione (ed eventuale contratto)e se tale ruolo può svolgerlo anche un membro del Consiglio direttivo (magari il Presidente). grazie

    RispondiElimina
  13. Buongiorno e grazie per il report positivo.
    Riguardo la sua domanda,è certamente possibile, a condizione che non si verifichi il presupposto di una distribuzione camuffata di utile.

    I migliori saluti,
    Gabriele Aprile

    RispondiElimina
  14. Matteo Bonicolini08 aprile 2011 06:26

    Allora ho letto le guide che ho acquistato presso il vostro sito.La fattura è buona e sono soddisfatto per i contenuti(che come dice il sig Baggio sono deducibili da documenti legali reperibili in rete e non , ma come per tutte le cose fare una sintesi esaustiva,delle analisi ecc richiede tempo e competenza).Detto questo,non approvo la politica intrapresa da movida per la licenza delle sue opere: vista la trattazione ,gli scopi e i destinatari sarebbe stato giusto proporle sotto copyleft(magari con licenze creative commons) ricordando che in generale sono ottimi materiali sul quale anche come studente universitario(Informatica a Bologna) studio giornalmente.(vedere ad esempio il sito di bruce perece http://www.informit.com/promotions/promotion.aspx?promo=135563 dove come si evince si possono scaricare i libri e comprarli se se ne vuole una versione cartacea stampata e rilegata).Ricordo inoltre che contrariamente alla spiegazione che ha dato al sig Baggio tale materiale(reperibile in rete e libero) è generalmente di ottima qualità, se non superiore alla media commerciale(non a caso vorrei aprire una APS(Hacklab) nel comune di Arezzo per promuovere il copyleft , il sw libero e questo tipo di licenze(oltre che dei servizi annessi sotto forma gratuita per i terzi)).Detto questo,riconoscendo l'ottimo lavoro svolto per le guide di vostra produzione, volevo chiedere che tipo di consulenza offrite per il terzo settore.
    Cordialmente.

    RispondiElimina
  15. Buongiorno Matteo e grazie per le considerazioni, certamente non si inventano leggi e normative, ma è possibile /opportuno un intervento a chiarimento (se ci sono le competenze reali per farlo), proprio funzionale ad una attività informativa e formativa.
    Nessuno è obbligato a comprare un ebook, che sia un romanzo originale o quant'altro, ed è del tutto evidente che ogni contributo è utile e da incoraggiare, ma ci interessa solo lo spirito costruttivo., le polemica, come ha facilmente compreso, le lasciamo a chi ha del tempo da perdere....
    Riguardo alla tipologia di licenza e alle scelte di copyright questo aspetto è molto delicato e stiamo ragionando da tempo. Ci piace molto la scelta dell' "open source", della condivisione in sintonia con le "battaglie" di Wired.
    Ancora non abbiamo deciso di modificare l'impostazione attuale che sappiamo bene essere conservativa, ma assicura la certezza dello scritto e l'assunzione di responsabilità degli autori, nonché qualche risorsa da impiegare per l'assistenza gratuita, come abbiamo dichiarato, le risorse economiche generate dalla vendita dei ns. ebook vengono utilizzate per garantire una prima assistenza info a tutti coloro che giornalmente la richiedono (senza sprecare parole al vento, questo è esattamente ciò che facciamo).
    Al termine dei ns. ebook sono identificate le attività che svolgiamo e i supporti che siamo in grado di erogare; volentieri possiamo ulteriormente ampliare le info privatamente.

    I migliori saluti,
    Alberto Gambone

    RispondiElimina
  16. Sabrina Molinosabrina.molino@libero.it16 maggio 2011 19:27

    Salve,ho appena scaricato la vostra guida e avevo già precedentemente mandato una mail per avere informazioni sulla possibile creazione di un associazione.Dopo la vostra risposta e il libro sono rimasti dei dubbi,ve li elenco.
    premetto che noi avremmo intenzione di fare un associazione culturale scientifica(che penso sia uguale a qualsiasi altra associazione no profit ) e poi iscriverla al registro delle associazioni di promozione sociale regionale dal lazio.
    Premesso che in sintesi lo scopo sociale sarà la secondo il modello della psicofisiologia clinica lo sviluppo personale,emotivo e sovìciale dell'individuo.Nello specifico non scendo per ovvi motivi di riservatezza,ma garantisco che l'attività e i metodi sono ben specifici,tra cui l'arte e lo sport.
    Detto ciò io mi chiedo
    1) può diventare ass di promozione sociale rispettando i canoni della legge?
    2) può essere affiliata a un ente di promozione sportiva quale l' ASI?
    3)premettendo che le attivita ai soci rientrano nello scopo istituzionale e che magari attività diverse come quello da psicologo debbano essere tassate e registrate come attività commerciale,mi chiedo se propongo ai miei soci 3 attività diverse sia per tipologia ,che per ore,che per impegno di operatori,posso chiedere quote diverse o devono essere tutte uguali alla quota associativa annuale pagata in origine? (cosa che mi è stata detta da altri commercialisti-cosa non vera in tutte le altre associazioni mi sembra)
    4)gli utili che devono essere reinvestiti nelle attività ai soci possono essere il pagamento degli operatori che mettono in atto l'attivita?anche se questi sono a loro volta soci o soci fondatori?

    Credo di aver finito,a queste domande non trovo risposta da nessuna parte,ne faq,nè libri,nè manuali.

    Poi aggiungo che avevo chiesto nella mail quanto costerebbe la vostra consulenza annuale di un associazione non profit,ma non mi avete risposto con dati precisi,io ho bisogno di saperli per decidere a chi affidarmi.
    Grazie mille

    RispondiElimina
  17. Buongiorno,
    seguono per punti le risposte:
    1) Un'Associazione di Promozione Sociale costituita ai sensi della 383/2000 ben può essere funzionale alla promozione delle attività da Lei sopra indicate.
    2) Laddove ne susista la necessità nulla osta. Le consiglio in ogni caso di rapportarsi direttamente con l'Ente di Promozione per verificare costi annuali e costi tessera, vagliando al meglio tutte le diverse ipotesi percorribili.
    3) La quota associativa annuale DEVE per legge essere uguale per tutti (ci possono poi essere alcuni casi - soci onorari, persone con problemi economici, ecc. - in cui si può decidere che la quota sociale non venga versata). Accanto a questa è ovviamente possibile (oltre che lecito) che vengano richieste differenti quote a seconda dell'attività proposta.
    4) Uno dei requisiti delle Associazioni in generale è il divieto espresso di distribuire, in forma diretta o indiretta ai propri soci, utili o avanzi di gestione. Questo non significa che non si possano compensare coloro che si prodigano per la promozione delle attività proposte dall'Associazione, nè che la stessa non possa avere dipendenti. Ciò che non è possibile (PER LEGGE) è che le entrate/gli avanzi di gestione vengano distibuite tra i soci (siano essi fondatori o meno).

    Ho inviato al Vostro indirizzo di posta elettronica il nostro listino costi.

    I migliori saluti

    RispondiElimina
  18. Gentile dott. Aprile,

    Le scrivo avendo letto con vivo interesse quanto scritto sul blog.
    Per ora sono studente dell'ultimo anno della facoltà di economia ed avrei un sogno. Mi piacebbe dedicare la mia vita nell'aiutare il prossimo. Abbandono ciò per cui sto studiando e mi vorrei "fiondare su questo mondo": ho dentro questa sensazione dal 2008. Vorrei fondare un'associazione per la promozione sociale.
    Fatta tale premessa (nella mia ottica necessaria) le volevo chiedere un quesito al quale, nonostante le mie ricerche, non ho saputo risolvere.
    Qualora dovessi fondare una "aps", e mi divessi dedicare interamente a questa, potrei avere una retribuzione simbolica in qualità di lavoratore all'interno (autonomo o dipendente) dell'ente? Lo so che tale associazione deve chiudere l'anno in pareggio, ma io come potrei vivere se il mio lavoro è solo volontariato? Il mio salario coinciderebbe con la voce "costo salario"? Non voglio assolutamente lucrare sopra tale associazione (non è lo scopo della mia vocazione, ci mancherebbe) ma neanche posso sopravvivere di speranze. Ed ho tanta paura che il mio progetto sia solo tanto fumo ed illusioni.
    La prego, mi faccia capire come funzionano questi enti a tal riguardo.

    Nel ringraziarLa di una pronta e sincera risposta, Le auguro buona giornata

    RispondiElimina
  19. Buongiorno, Le rispondo per punti:
    - è possibile che un'Associazione abbia uno o più dipendenti (ovviamente contrattualizzati in maniera regolare: part time, full time, a progetto, collobaratori occasionali...);
    - il compenso da essi percepito non deve essere configurabile come una distribuzione diretta/indiretta di utile,
    - l'Associazione deve essere gestita con correttezza rispetto alle normative vigenti ed in modo trasparente, in maniera tale che non sia riconducile ad una Società cammufata da Associazione al sol scopo di non pagare le imposte (chiaramente non è il Suo caso, lo si evince da come parla e scrive, ma per completezza d'obbligo era questo riferimento);
    - non è vero che l'associazione deve chiudere l'anno in pareggio. Semplicemente, se c'è un avanzo di gestione lo stesso servirà come punto di partenza per l'anno successivo e non potrà essere suddiviso tra i soci.

    Resto a disposizione in caso di ulteriori necessità e chiarimenti, affinchè la sensibilità ed attenzione che emerge dai Suoi scritti non vada perduta.

    RispondiElimina
  20. Salve, ho scaricato e letto la vostra guida. Devo fare i miei complimenti perche' e' chiara e spazza via alcune leggende sulle associazioni. Mi sono però rimasti dei dubbi e chiedo un vostro aiuto :

    1) la guida dice che bastano due persone per formare un'associazione. Due persone come possono coprire le cariche di presidente, membri del consiglio direttivo e dell'assemblea dei soci?

    2)Vorrei creare insieme ad un amico un'associazione che promuova la diffusione della cultura tramite i siti web e l'editoria. Il libro affronta l'argomento "quale tipo di associazione creare". Secondo lei in base alle notizie che le ho fornito, andrebbe bene un'associazione culturale? se si....nella lista presente nel libro in quale categoria rientra ( comitati, fondazioni, ecc. )?

    3) ultimo dubbio. I soci fondatori devono pagare anch'essi la quota associativa?

    La ringrazio per le risposte che mi darà e grazie per dare chiarezza al mondo delle associazioni no profit.

    A tal proposito le scrivo il mio indirizzo mail per ricevere il vostro listino prezzi per consulenze e quant'altro : g.aur9477@gmail.com

    Gianluca.

    RispondiElimina
  21. Buongiorno Gianluca.
    Rispondo pubblicamente alle Vostre domande e, come da richiesta, invio via mail il nostro listino costi.
    1) se un'Associazione è costituita da 2 persone, il primo C.D. sarà formato da un Presidente e da un Vicepresidente con funzioni di Segretario. L'Assemblea sociale è formata dal C.D. più tutti i Soci che chiederanno di far parte dell'Associazione, compilando apposita domanda di ammissione.
    2) l'Associazione Culturale può essere la scelta corretta. In base all'oggetto sociale dell'Ente è possibile valutare qualche altra forma, ma la Culturale mi sembra quella più adeguata
    3) questa è una scelta del Consiglio Direttivo, che è opportuno formalizzare in un verbale di CD. In qualsiasi caso il mio consiglio è quello di compilare (l'anno successivo in quanto ovviamente il primo anno sono Soci di diritto avendo costituito l'ente) la domanda di ammissione comunque.
    Buona giornata,
    Gabriele Aprile

    RispondiElimina
  22. Salve il blog è molto interessante e anche i vostri commenti. Vorrei porvi una domanda.
    Io e la mia ragazza conviviamo e vorremmo costituire a casa un asd che si occupa di servizi di dog pet sitter ovvero pensione in casa di cani e gatti stile inglese in assenza dei proprietari. I proventi oltre ai rimorsi spese andranno x la lotta al randagismo e per aiutare animali in difficoltà.
    Abbiamo pensato asd perchè vediamo il passeggiare gli amici a 4 zampe come uno sport salutare.
    Secondo voi è fattibile fare tutto ciò?
    Un altra domanda perchè molte associazioni piccole non riconosciute si affiliano ad associazione più grandi?

    RispondiElimina
  23. Buongiorno e grazie per il report.

    Abbiamo costituito nel tempo alcune associazioni che si occupano di assistenza agli animali domestici e non, ma nessuna di esse è mai nata come asd, in quanto non si tratta di attività sportiva dilettantistica. E' possibile comunque pensare ad un'Associazione di tipo culturale o ad una ONLUS ad esempio e l'oggetto sociale non può essere lo stesso di gattili o canili (anche perchè altrimenti non sarebbero nati come realtà commerciali, ma come Associazioni).

    La seconda domanda non è molto chiara e, se desidera, possiamo approfondire la questione al fine di fornirLe una risposta completa. Per quello che posso intuire, per quanto riguarda le asd, le stesse sono obbligate ad iscriversi ad un Ente di Promozione Sportiva o ad una Federazione per ottenere l'iscrizione ad Registro CONI e quindi usufruire delle agevolazioni fiscali.

    A disposizione per chiarire entrambe le questioni, sia pubblicamente che privatamente.

    I migliori saluti,
    Gabriele Aprile
    gabriele@movidastudio.it

    RispondiElimina
  24. Salve, siamo 3 ragazzi che da 1 anno hanno un laboratorio teatrale per ragazzi di un oratorio. Visto che le spese aumentano e vorremo "ufficializzare" il tutto diventando ASSOCIAZIONE CULTURALE e, grazie a sponsorizzazioni,feste animazione o spettacoli a minimo ingresso volevamo crearci un "fondocassa" per poter continuare con i ragazzi l'attività teatrale senza andarci continuamente sotto...è consigliabile un'associazione NON RICONOSCIUTA (con codice fiscale non partita IVA)vero? Le entrate/uscite sarebbero molto limitate e non ce la sentiamo di prendere un commercialista (e andarci ancora di più "sotto")..pensate che per questo la vostra guida sia esauriente?In caso si procede subito all'acquisto...grazie!

    RispondiElimina
  25. Buongiorno,
    sicuramente la guida è in grado di rispondere a molte Vostre domande e chiarirVi le idee circa la definizione dell'Ente da scegliere. Se al termine della lettura permangono dei dubbi, sono a Vostra disposizione per chiarirli. Ovviamente Vi consiglio la lettura, non per un interesse personale, ma perchè ritengo che in questo momento sia il primo passo da compiere.
    I migliori saluti,
    Gabriele Aprile

    RispondiElimina
  26. Grazie della risposta, so che non parlate per interesse, o almeno se pubblicate una guida così ovvio deve essere esauriente..ma 2 cose per noi erano importanti:
    1) Per quello che abbiamo scritto potrebbe andare bene la definizione NON RICONOSCIUTA (solo Codice Fiscale)
    2) Con la vostra guida potremmo riuscire a gestire da soli il bilancio e tutte le operazioni "fiscali"? (ripeto, sono attività a fare un pò di fondocassa)

    Grazie

    RispondiElimina
  27. Buongiorno.
    Seguono le risposte:

    1) "non riconosciuta" e "solo c.f." non sono la stessa cosa. Non riconosciuta vuol dire che è costituita con atto privato e non viene chiesta personalità giuridica. A livello pratico, un'associazione non riconosciuta (il 99% dei casi) non è differente rispetto ad un'associazione riconosciuta, con personalità giuridica. Il fatto di avere solo C.F. è legato esclusivamente al fatto che non viene svolta attività commerciale, per la quale è obbligatoria P.IVA

    2) la guida tratta la maggior parte degli aspetti pratici, tra cui la gestione in autonomia di una semplice prima nota. Per quanto riguarda "eventuali" dichiarazioni dei redditi (770) e modello UNICO (qualora venga svolta anche attività commerciale) è il caso di sentire uno studio commerciale.

    I migliori saluti
    Gabriele Aprile

    RispondiElimina
  28. Spettacolari nella velocità delle risposte complimenti!Comunque nessuna attività commerciale è prevista..come ho scritto prima cerchiamo solo di "finanziarci" per poter portare avanti il progetto teatrale, con quello che ho scritto potrebbe andare la vostra guida evitando così il commercialista?Ripeto:cerchiamo solo di fare fondocassa con qualche festa animazione, sponsor agli spettacoli e-in caso-un piccolo ingresso...insomma nel libro contabile segneremo solo le spese e i rimborsi..al fine di tutto vogliamo evitare il commercialista e non abbiamo fini di lucro (lavoriamo tutti)

    RispondiElimina
  29. Buongiorno.
    Confermo che è possibile gestire un ente non profit senza necessità di un commercialista.

    Attenzione ad un aspetto: raccolta di pubblicità e sponsorizzazioni e biglietti di ingresso (se pagati da non soci) sono a tutti gli effetti attività commerciale, pertanto è necessaria partita IVA e quindi successivo modello UNICO.

    Sono attività per le quali è sufficiente solo C.F. le quote sociali, le quote attività, contribuiti liberali e donazioni.

    Gabriele Aprile

    RispondiElimina
  30. Grazie ancora, vi "tormento" con quest'ultima cosa, avendomi risolto alcuni dubbi in serata predneremo la vostra guida come "vademecum": come "sponsor" per gli spettacoli è possibile chiedere un'offerta libera(a mò di donazione)in cambio di uno spazio nella locandina, per i biglietti non basta pagare la SIAE e far firmare la tessera soci a tutti quelli che entrano?(parliamo di un oratorio..alla fine sarebbero sempre gli stessi).. mi sembra chiaro vorremmo evitare la partita IVA visto lo scopo dell'associazione...addirittura con 4-5000 euro all'anno potremmo coprire tutti i costi e procedere con il laboratorio..spero nella vostra guida si spieghi bene quali siano le attività solo con CF e come gestire il libro cassa

    Questa è davvero l'ultima domanda (prima dell'acquisto ovviamente, si sa mai torni a "tormentarvi" :-D )

    Grazie in anticipo

    RispondiElimina
  31. Per quanto riguarda gli ingressi, questi saranno detassati solo se raccolti esclusivamente da Soci. Mi auguro che la procedura di presentazione della domanda e accettazione della stessa sia la stessa evidenziata in questo articolo http://www.tuttononprofit.com/2011/07/domanda-di-ammissione-accettazione.html

    Per quanto riguarda le donazioni, le stesse non possono essere erogate a fronte di una controprestazione, ma devono essere davvero contributi liberali. In caso di pubblicità o sponsorizzazione, sulle locandine potrà essere evidenziato liberamente che si tratta di sponsor, al limite in caso di donazioni potrete ringraziare i donatori evidenziandoli nelle Vostre comunicazioni attraverso l'indicazione "si ringrazia...".

    I migliori saluti,
    Gabriele Aprile

    RispondiElimina
  32. SALVE SONO IL PRESIDENTE DI UNA NEO A.S.D. DI CALCIO A 5 E VOLEVO PORVI UN MIO DUBBIO...
    ESSENDO UN'ASSOCIAZIONE NO PROFIT NOI POSSIAMO EMETTERE SOLO RICEVUTE CON NS CODICE FISCALE GIUSTO?
    QUINDI SE UNA QUALSIASI ATTIVITA' VORREBBE FARCI DA SPONSOR NOI POTREMMO EMETTERGLI SEMPLICE RICEVUTA IN MODO CHE LUI POI POSSA SCARICARSI L'INTERO IMPORTO?
    SE NO, COME SI POTREBBE FARE PER AVERE UNA SPONSORIZZAZIONE, SEMPRE SE SI PUO,'AL DI LA' DI DONAZIONI, OFFERTE LIBERE ECC..?
    RINGRAZIO IN ANTICIPO PER LE DELUCIDAZIONI

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      l'unico modo possibile per raccogliere pubblicità e/o sponsorizzazioni è attraverso l'apertura di partita IVA come Associazione. Potete optare per il regime 398/1991. In questo modo, potete emettere regolare fattura (con IVA al 21%) e gli sponsor possono portare la voce in dichiarazione.
      I migliori saluti

      Elimina
  33. Salve, siamo un'associazione culturale con solo c.f.Vorremmo sapere se i soci che si prestano ( a pagamento) per lo svolgimento dei laboratori (lana cardata, acquarello)possono essere remunerati (rilasciandoci una fattura/ricevuta di prestazione occasionale)e se possono far parte del consiglio direttivo.Avremmo bisogno anche dei riferimenti normativi precisi.
    Grazie
    Marina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Marina,
      i Soci possono essere remunerati e possono fare parte del consiglio direttivo. L'importante è che non vengano pagati per il fatto di fare parte del c.d., ma per il fatto di svolgere in questo caso laboratori. Inoltre, è importante sapere che in fase di accertamento è facile che gli accertatori sostengano che si tratti di una società camuffata da Associazione se gli unici soggetti a percepire compensi siano i soli componenti del c.d.

      Riferimento fondamentale è il Dlgs 460/1997

      I migliori saluti

      Elimina
  34. Vorrei chiedervi un'informazione prima di acquistare la vostra guida. Gradirei sapere se costituire un'associazione nel settore editoriale (online, cartaceo, libri e periodici) può essere la scelta più indicata, visto che l'attività editoriale è sicuramente di tipo commerciale.

    Girando su internet mi sono imbattuto in una grande quantità di case editrici costituite come associazione culturale. Ho trovato anche risposte da parte di commercialisti che sconsigliavano questa forma giuridica, ma di pensare piuttosto alla ditta individuale, sas o srl.

    Come stanno veramente le cose? La risposta dovrebbe essere già chiara.
    Se una gran quantità di case editrici sono associazioni, vuol dire che la cosa è possibile. Allora perchè sconsigliarla? Insomma sono bloccato, quando qualcuno costruisce collane editoriali a tambur battente. Mi potrebbe schiarire le idee? La guida affronta questa tematica?
    Il vostro studio attualmente segue anche questo tipo di attività? Se si, potrei sapere i costi da affrontare? Grazie. Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      le case editrici sono a tutti gli effetti enti commerciali, pertanto è scorretto utilizzare lo strumento dell'Ente non profit per gestirne una.

      Ciò premesso, le Associazioni possono produrre delle pubblicazioni. Secondo l'art. 148 del TUIR, se il 50% + 1 delle pubblicazioni viene ceduto (venduto o regalato) ai Soci, anche la restante parte viene considerata detassata a livello fiscale.

      Se il Vostro progetto rientra nel primo caso, non possiamo esserVi d'aiuto. Diversamente, può contattarci privatamente per approfondire la questione.

      I migliori saluti,
      Gabriele Aprile

      Elimina

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